Civita
Castellana è un comune di oltre sedicimila abitanti
della provincia di Viterbo. È a pochi chilometri
da Roma e dista dal capoluogo circa 50 km. È situata
su uno sperone tufaceo, tra le profonde gole di due affluenti
del Treia, ai piedi dei monti Cimini, lungo la via Flaminia.
È famosa per essere stata nell'epoca preromana, la
capitale della popolazione dei falisci. È nota anche
per essere il centro industriale specializzato nelle ceramiche
più importante d'Italia e tra i più apprezzati
nel mondo. Civita Castellana si trova in una zona originata
dalle eruzioni del vulcano Vicano che hanno generato il
tufo rosso, che caratterizza il territorio. In seguito all'innalzamento
dell'area, l'azione erosiva delle acque ha dato origine
alle profonde gole che sono uno dei caratteri più
suggestivi del paesaggio.
CENNI
STORICI
La
storia trimillenaria di Civita Castellana inizia con quella
dei falisci, una popolazione che si collocava tra la civiltà
degli etruschi e quella dei romani. Le prime tracce di questa
civiltà provengono dagli scavi dell'antica Falerii
Veteres, che aveva rapporti commerciali con tutto il bacino
del Mediterraneo. La maggior parte dei ritrovamenti di grande
valore si trovano nel Museo nazionale dell'Agro Falisco
che raccoglie anche i reperti rinvenuti nell'area falisca
ma anche in altri grandi musei come il Louvre di Parigi.
Un popolo guerriero, quello dei falisci, che si scontrò
inevitabilmente con la vicina Roma. Sconfitti, i falisci
furono letteralmente cacciati dal sito fortificato di Falerii
Veteres e costretti a fondare un'altra città su di
una piana distante cinque km. La nuova città si chiamò
Falerii Novi. Dieci secoli dopo, i falisci iniziarono a
tornare nella città abbandonata, in seguito alle
guerre gotiche e alle invasioni longobarde, dando vita a
uno sviluppo urbanistico che ancora oggi conserva il suo
tessuto medioevale. Falerii Veteres divenne così
Civita Castellana. Nel corso dei secoli successivi Civita,
sarà il luogo dove Papi come Clemente III, Adriano
IV, troveranno rifugio in situazioni di estremo pericolo.
Durante il periodo del Rinascimento ci furono delle lotte
tra due famiglie: i Di Vico e i Savelli fino a quando, nel
1426, la Santa Sede non riaffermò la propria giurisdizione.
Da quel momento la città seguì le sorti dello
Stato della Chiesa e molti furono i papi che nel corso degli
anni la visitarono e vi soggiornarono. Tra questi non possiamo
non menzionare Alessandro VI, Giulio II, Pio VI. È
sotto il pontificato di Alessandro VI Borgia che iniziarono
i lavori nel forte Sangallo. Era l'anno 1494. L'evento più
importante del XVI secolo invece, fu l'attacco che i Lanzichenecchi
sferrarono a Civita Castellana nel 1527. Questi per ben
due volte cercarono di impossessarsene, avendone compreso
l'importanza strategica. Questa però riuscì
a resistere. Fu in tale occasione che l'archivio cittadino
venne bruciato. I secoli XVII e XVIII furono di pace. Così
ci si preoccupò di realizzare alcune opere pubbliche.
Nel 1589 venne realizzato ponte Felice, nel 1609 la variante
della via Flaminia, nel 1709 il ponte Clementino ed il collegamento
tra la Cassia e la Flaminia voluto da papa Pio VI risale
invece al 1787. Le idee della rivoluzione francese, ben
presto si diffusero in tutta Europa, Italia compresa. Raggiunsero
anche Civita Castellana tanto che, nel dicembre del 1798
le truppe francesi, guidate dal generale MacDonald (e facenti
parte dell'armata del generale Championnet), sconfissero
le truppe napoletane guidate dal generale Mack. L'anno seguente
gli Aretini si unirono agli altri nemici dei francesi, ed
attaccarono Civita Castellana. I francesi ben presto si
riappropriarono della città e la controllarono fino
al 1815. Nel 1860 i garibaldini diretti a Mentana, si fermarono
a Civita. Il 12 settembre del 1870 vi sostò lo stesso
Vittorio Emanuele II, diretto verso Roma con il suo esercito,
che liberò la città dal secolare potere della
Chiesa, annettendola a quello che poi sarebbe divenuto il
Regno d'Italia. È nel secolo XIX che a Civita Castellana
inizia una svolta economica ad opera di Giuseppe Trevisan,
un "imprenditore" veneto che vi impianta le prime
fabbriche di ceramica. Quella della ceramica è una
vocazione antica, dovuta anche alla facile reperibilità
dell'argilla presente nel luogo. Col passare degli anni,
accanto al settore artistico si sviluppa anche quello industriale,
che avrà il suo massimo sviluppo nel secondo dopoguerra.
I settori di produzione sono i sanitari; seguono le stoviglierie.
Nasce il distretto industriale che comprende anche i paesi
limitrofi. Nel 1181 vi si spense Papa Alessandro III, il
grande pontefice che aveva animato la lega dei comuni contro
l'Impero. Civita Castellana conserva un notevole patrimonio
artistico e archeologico, infatti Falerii Veteres risulta
essere uno dei principali siti dell'età del Ferro
e del Bronzo. E' ricca di aree templari, di necropoli e
di santuari.
DA
VEDERE
Il
Duomo, costruito dai Cosmati con facciata del XII secolo
e portico a grande arco centrale del 1210 (arricchito da
mosaici policromi dei marmorari romani Cosmati) e con una
grande cripta dei secoli VII e VIII;
Il Forte Sangallo, dove all'interno si può visitare
il Museo nazionale dell'Agro Falisco, inaugurato nel 1977,
raccoglie al suo interno materiali provenienti dall'antica
Civita Castellana (Falerii Veteres) e dalle zone limitrofe.
Il Forte San Gallo venne fatto costruire da Alessandro VI
Borgia su un precedente edificio di età medioevale.
Il progetto fu affidato ad Antonio da Sangallo il Vecchio
e portato a termine dal nipote, Antonio da Sangallo il Giovane,
sotto il pontificato di papa Giulio II. Il mastio ottagonale,
il pozzo del cortile maggiore e il portone di accesso alla
fortezza, risalgono a quel periodo. Interventi di restauro
e di abbellimento, ci furono con i pontefici successivi.
Il forte fu non solo una architettura militare, ma anche
una dimora papale; questo fino all'Ottocento.
Il museo della ceramica, che trovava collocazione all'interno
del Palazzo Petroni Andosilla si è recentemente trasferito
all'interno dell'istituto scolastico d'Arte di via Gramsci
dove è stata recuperata l'antica chiesa di San Giorgio
che è attualmente sede del museo. Esso sorse nel
1996 con lo scopo di esporre al pubblico opere ceramiche
di vari periodi, prevalentemente appartenenti agli anni
tra il '20 e il '60 del secolo scorso. All'interno del Museo
sono esposti vasi, piatti, manufatti, piastrelle dipinte,
che testimoniano la maestria dei più importanti maestri
ceramici locali. Costituiscono invece eccezione alcuni reperti
risalenti all' VIII - XII sec., provenienti da cantine e
pozzi cittadini. antichi provengono dall'area del Santuario
di Giunone Curite (prima metà del VI sec a.C.), mentre
ai primi anni del V se a.C. appartengono i materiali del
Tempio di Mercurio e di altri due templi situati sul Colle
del Vignale.Il nuovo museo si è arricchito di nuove
opere donate da privati e ceramiche artistiche dell'istituto
statale d'Arte.
La chiesa S. Maria del Carmine;
Area archeologica di Vignale;
Palazzo Onorati;
Chiesa di San Francesco;
Palazzo Montalto;
Palazzo comunale;
Porta di Giove;
Porta Borgiana;
L'Abbazia di S. Maria in Faleri;
Chiesa di San Gregorio;
La necropoli della via Amerina;
Chiesa di Sant'Antonio abate;
Via del Rivellino con porta medievale;
Centro storico medievale con case e torri;
Fontana dei Draghi;
Meridiane e Palazzi con bifore;
Ponte Clementino;
Ponte Felice;
Monumento ai Caduti di Silvio Canevari;
Monumento ai caduti del mare;
Monumento ai ceramisti.