Cassino
è un comune di 32.643 abitanti in provincia di Frosinone,
nell'alta Terra di Lavoro. La
città di Cassino è posta nella parte meridionale
della regione politico-amministrativa del Lazio, nella parte
settentrionale della regione storico-geografica della Campania.
Il centro è collocato alla base del colle chiamato
Montecassino, che si eleva fino a 520 m s.l.m., che si distacca
dal Monte Cairo, nella pianura racchiusa dai fiumi Liri
e Rapido. la collina è costituita da materiale geologico
compatto, che non trattiene le acque atmosferiche, che quindi
fluiscono in buona parte nella valle. Poco lontano dal centro,
il Gari si versa nel Liri che diventa così il fiume
Garigliano; a causa di questa abbondanza di acque, nella
piana in passato si trovavano aree paludose. Notevole è
l'importanza della collocazione: Cassino si trova nel luogo
dove si restringe la valle del Liri, ben collegata al golfo
di Gaeta e al Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise,
da sempre attraversata da importanti strade congiungenti
Roma con Napoli e il resto del Sud Italia.
ORIGINI
I primi insediamenti sono sorti nelle caverne della collina,
perché nella vallata vi era un bacino lacustre. Sono
stati rinvenuti reperti che attestano la presenza umana
risalenti al Neolitico; nell'Età del ferro si dovrebbe
essere formato uno stanziamento attestato dalla presenza
di una necropoli.
La
città era collocata al confine fra i territori dei
Volsci, sotto cui sarebbe sorta, e quello dei Sanniti. Quando
i romani nel 313 a.C. presero il controllo dell'area, fondarono
una colonia, Interamna Succasina, che controllava parte
del territorio di Aquino e Cassino. Annibale transitò
nell'area durante la seconda guerra punica, ma Casinum rimase
fedele a Roma. In epoca romana l'abitato era collocato presso
l'attuale frazione Crocefisso ed era attraversato dall'antica
via Latina. Ero fortificato da circa 4 km di mura e era
ricco di monumenti, essendo la città agiata. A Casinum
eresse una sua villa Marco Terenzio Varrone.
STORIA
Fu prima municipium, poi colonia ed infine praefectura a
testimonianza del progressivo inserimento nell'ordinamento
dell'Urbs. Oltre al passaggio della via Latina, nel territorio
di Casinum nasceva una via verso la Val di Comino, l'Abruzzo,
Sora e che infine giungeva a Roma. La città era attorniata
da pagi; uno di questi nei secoli è divenuto l'attuale
località Sant'Angelo in Theodice.
Apollo
era la divinità più venerata, il cui tempio
era posto su Montecassino, l' acropoli della città.
Tale complesso sorgeva dove oggi è l'Abbazia; aveva
anche funzione militare: era difeso da una doppia cinta
muraria che oggi possiamo ancora ammirare in parte; venne
costruita con pesanti pietre sagomate per tenersi insieme
a secco e si congiungeva alle fortificazioni cittadine.
Tra le altre divinità venerate v'era Deluentius,
dio locale delle acque.
La
città era servita da un acquedotto; il foro, centro
di Cassino fino alla Seconda guerra mondiale, secondo il
Carettoni era collocato esternamente alle mura perché
vi si effettuava il mercato dei bovini. Recenti studi, a
dispetto delle teorie di piccoli storici locali, propendono
per identificare l'area forense all'interno delle mura urbiche
nelle vicinanze del teatro e della c.d. porta Campana. Sulle
rive del Rapido vi erano la Villa di Varrone e le terme,
ritratti nel 500 dal Sangallo, ma oggi molto danneggiati.
Ci sono giunti, e si possono ammirare in località
Crocefisso, l anfiteatro, edificato su di un declivio
naturale, ed il teatro; la Chiesa dedicata al Crocefisso
è costruita in quello che fu il c.d.sepolcro di Ummidia
Quartilla. Costei, figlia del console Ummidio Durmio Quadrato,
apparteneva ad una delle famiglie più importanti
della città; viene descritta da Plinio il Giovane
come una donna ricchissima dal carattere mascolino e di
fisico massiccio; donò alla città un tempio
ed un anfiteatro.
Nellarea
di Cassino esisteva un associazione dei produttori di olio:
lolio della zona era famoso tanto da essere citato
da Macrobio. La qualità della produzione agricola
del territorio è sottolineata anche da Catone. Molto
importante era anche lallevamento di bestiame e la
produzione di ceste e funi, data labbondanza di materia
prima di questi prodotti nei pressi di zone ricche di acque.
La
leggenda vuole che San Pietro apostolo in persona, transitando
per queste terre per raggiungere Roma, predicò per
primo il Cristianesimo ai Cassinesi. Quel che è certo
che a Cassino vi fu unantica comunità di Cristiani,
come testimoniato molti martiri.
NellAlto
Medioevo, varie incursioni barbariche danneggiarono profondamente
Casinum che fu totalmente distrutta dai Longobardi guidati
da Zotone.
Non
sappiamo molto a riguardo dei primi secoli successivi alla
caduta dell'Impero romano per l'esiguità delle fonti
scritte; Papa Gregorio Magno ci ha tramandato la venuta
di San Benedetto fra le rovine dell'acropoli di Casinum.
Montecassino fu scelto da San Benedetto da Norcia come luogo
per il suo primo convento, luogo di nascita dell'Ordine
Benedettino, circa nel 529 d.C.
Come
spesso è accaduto per le prime istituzioni cristiane,
lAbbazia di Montecassino fu costruita su un precedente
luogo di culto pagano, lacropoli fortificata. Cassino
allepoca era una città ancora prevalentemente
pagana e da poco aveva subito le devastazioni dei Goti.
San Benedetto distrusse leffige di Apollo e gli altari
pagani, quindi santificò il luogo a San Giovanni
battista. San Benedetto da allora non lascio mai più
Monte Cassino. Qui scrisse la Regola Benedettina che divenne
il principio fondatore per monachesimo occidentale. Qui
ricevette in visita Totila, re dell'Ostrogoti, nel 580 (l'unica
data storica conosciuta con certezza della vita di Benedetto)
e qui lui morì.
LAbbazia
di Monte Cassino divenne un modello per il monachesimo occidentale
ed uno dei maggiori centri culturali europei per tutto il
Medioevo. Dalla popolazione venne eretto un villaggio chiamato
Castellum Sancti Petri per via della locale chiesa; era
collocato sulle rovine dellantico foro cittadino che
si trovava in pianura e non alle pendici collinari come
la città precedente. Sfortunatamente a causa della
sua collocazione geografica e della sua posizione protetta,
il monastero e, di conseguenza, la città rimasero
in tutte le epoche coinvolti in vicende militari. Nel 584
i Longobardi saccheggiarono l'Abbazia ed i monaci sopravvissuti
fuggirono a Roma, dove rimasero per più di un secolo.
Durante questo tempo, le spoglie di San Benedetto furono
trasferite: la maggior parte delle sue ossa oggi si troverebbe
a Fleury sur Loire (detto anche St. Benoît sur Loire)
vicino Orléans. Nel 718, cambiati gli equilibri politici,
i monaci si poterono ristabilire a Monte Cassino; seguì
un periodo florido: vi soggiornarono tra gli altri Paolo
Diacono, lo storico dei Longobardi, e re in esilio come
il franco Carlomanno, zio di Carlo Magno, ed il longobardo
Rachis. Nel 744, da una donazione del Duca longobardo Gisulfo
II di Benevento, nacque la Terra Sancti Benedicti, insieme
delle proprietà abbaziali, soggette solo allautorità
dellAbate e del Papa. Così Montecassino divenne
la capitale di un territorio vasto e strategico attraverso
il quale passavano le strade conguingenti il Ducato longobardo
di Benevento, le città-stato bizantine della costa
(Napoli, Gaeta, e Amalfi) e lo Stato della Chiesa più
a Nord.
Nella
valle dove una volte c'era Casinum, vi era ora un piccolo
monastero sulle rive del Rapido. La Chiesa del Salvatore
fu eretta nel 797 circa per volere dellAbate Gisulfo
sulla preesistente chiesetta di San Benedetto; l'imperatore
Ludovico II, nel 874, donò alla chiesa una reliquia
di S. Germano vescovo, amico fraterno di S. Benedetto: per
questa ragione divenne successivamente la cattedrale di
S. Germano. La Chiesa delle Cinque Torri era eretta non
lontano da quella del Salvatore, ma era su di un terreno
dove affiorava acqua; il pavimento della Chiesa venne rialzato
tre volte, ma senza successo, per evitare il problema allinterno
delledificio sacro; aveva una originalissima pianta
a simmetria centrale con all'interno un colonnato, con quattro
torri agli angoli esterni ed una più ampia al centro.
Per
motivi amministrativi e difensivi a causa delle scorrerie
dei Mussulmani, labate Bertario fondò nuovamente
la città ai piedi di Montecassino: nei pressi della
Chiesa del Salvatore fondò Eulogimenopoli, la "Città
di San Benedetto". Nel 883, i Saraceni, intenzionati
ad espandersi sulla penisola italiana, saccheggiarono il
territorio, distrussero la città, la Chiesa del Salvatore
e lAbbazia; fecero scempio di cose e di persone, fu
ucciso lo stesso abate Bertario e monaci dovettero abbandonare
per lungo tempo l'Abbazia. Alla cacciata degli invasori
la città risorse. In questo periodo visse a Monte
Cassino lo storico Erchemperto la cui Historia Langobardorum
Beneventanorum è lopera storica fondamentale
del IX secolo sul Mezzogiorno. Nellabbazia sono conservate
i quattro Placiti cassinesi, primi documenti ufficiali scritti
in volgare italiano: sono quattro testimonianze giurate,
registrate tra il 960 e il 963 riguardanti le proprietà
terriere del monastero. La città divenne il centro
amministrativo della Terra di San Benedetto in quanto qui
vi alloggiavano e vi operavano gli uomini di governo guidati
dallAbate, come l advocatus, cioè colui
che amministrava la giustizia. Gli abitanti partecipavano
alle lotte politico-religiose che coinvolgevano lAbbazia,
quindi la città, che prese il nuovo nome di San Germano,
venne fortificata e dotata della Rocca Janula, una fortezza
posta in posizione sopraelevata.
Montecassino
raggiunse l'apice della sua prosperità e potere nel
XI secolo sotto l'abate Desiderio (1058 - 1087), che divenne
poi Papa col nome di Vittore III. I monaci divennero più
di duecento e i loro manoscritti miniati divennero i più
ricercati. Gli edifici dellAbbazia furono riedificati
e accresciuti; la Terra di San Benedetto venne organizzata
grazie a nuove strutture ed insediamenti. Lavorarono alla
riedificazione artisti amalfitani, longobardi e bizantini.
La ricostruita chiesa abbaziale fu consacrata nel 1071 da
Papa Alessandro II. Qui vennere redatta la Chronica monasterii
cassinensis di Leone di Ostia e Amato di Monte Cassino,
maggiore opera storica sui Normanni nel Sud Italia.
Il
potere degli abati fu presto ostacolato dai Normanni che
governavano il Mezzogiorno. Nel 1199, le truppe imperiali
assediarono labbazia stanziando nella città.
Molto spesso San Germano si trovò al centro di importanti
vicende dei principi Svevi, che limitarono ancora di più
il potere dellAbbazia. Nel 1230 la città fu
luogo della firma della pace tra il papa Gregorio VII e
limperatore Federico II. Nellanfiteatro si asserragliarono
trentasei anni dopo gli uomini di Manfredi tentando di resistere
allinvasore angioino.
Un
terremoto danneggiò l'Abbazia nel 1349 e, malgrado
questa venne presto riparata, levento segnò
l'inizio di un lungo periodo di decadenza. Nel sec. XIV,
da Roma si cercò di separare lamministrazione
della città dal monastero ponendovi un vescovo, ma
gli abati riuscirono a mantenere le loro prerogative. Nel
1505 il convento fu congiunto con quello di Santa Giustina
di Padova. Nel 1521 si ebbe una rivolta dei cittadini che
saccheggiarono lAbbazia per giorni. Nel 1527 la peste
fece strage nellintero cassinate.
Nel
periodo borbonico non si svolsero avvenimenti notevoli nel
cassinate fino alle guerre napoleoniche. Presso San Germano
stanziarono le truppe del Regno di Napoli pronte ad invadere
la Repubblica romana. Nel 1799 venne occupata dalle truppe
di Napoleone. Anche a San Germano si stabilì una
amministrazione filo-napoleonica, ma era vasto il dissenso.
Al momento di ritirarsi da Napoli, le truppe francesi devastano
i territori che erano stati occupate dagli oppositori ,
tra cui anche la città di Cassino. La città
diede i natali al filosofo Antonio Labriola nel 1843.
Il
consiglio comunale di San Germano stabilì il 23 maggio
1863 che la città tornasse allantico nome italianizzato
Cassino. Nello stesso anno la città fu raggiunta
dalla ferrovia. Nel 1866 il nuovo Regno dItalia assorbì
i territori dei monasteri. Andò crescendo il numero
di persone che si diedero al brigantaggio, tanto che si
arrivo a creare un presidio dellesercito nella città.
Si iniziarono anche i lavori di bonifica per rimuovere il
pericolo di inondazione e delle zone paludose. Cassino fu
parte della Provincia di Terra di Lavoro, nel Circondario
di Sora, fino al 1927 quando venne fondata la Provincia
di Frosinone. Il 21 maggio 1930 fu inaugurata la funivia
iniziata lanno precedente che conduceva dalla città
allAbbazia in 7 minuti coprendo un dislivello di oltre
400 m; questopera non sopravvisse alla guerra e non
fu più ripristinata.
Le
quattro battaglie di Cassino (gennaio maggio 1944)
furono tra le più importanti della Seconda guerra
mondiale. A Cassino, che si trovava lato Nord della cosiddetta
linea Gustav, (linea che tagliava l'Italia dal Tirreno all'Adriatico,
fino ad Ortona erano attestati i Tedeschi che controllavano
così le vie daccesso verso Roma; a Sud invece
erano le truppe alleate intenzionate a risalire la penisola.
In tale battaglia perirono tedeschi, britannici, polacchi,
francesi, americani e italiani. La città fu letteralmente
rasa al suolo dai bombardamenti. I cittadini in parte sfollati.
Il 15 Febbraio 1944 fu infine una delle date più
nere: l'Abbazia fu rasa al suolo da un pesante bombardamento
aereo. Gli alleati, credendo che la stessa Abbazia fosse
una postazione strategica occupata dai tedeschi, la bombardarono,
uccidendo la popolazione che vi si era rifugiata. Le opere
darte contenute nellAbbazia furono trasferite
a Roma dai tedeschi prima del bombardamento, ma molte scomparvero
nel tragitto.
Quando
gli alleati riuscirono a sfondare si contarono 54000 perdite
tra gli Alleati e 20000 tra i tedeschi; sorsero quindi i
cimiteri di guerra: un cimitero polacco, un cimitero del
Commonwealth, ed un cimitero tedesco. L'Abbazia fu ricostruita
dopo la guerra dallo Stato italiano; Papa Paolo VI la riconsacrò
nel 1964. La ricostruzione fu un periodo estremamente duro,
che durò praticamente fino agli anni 60; si
sviluppò una epidemia di malaria, ma vi fu anche
grande solidarietà da parte del resto dItalia:
i bambini furono ospitati a lungo da famiglie del Nord e
vi furono molte elargizioni. Cassino meritò l'appellativo
di Città Martire per la pace e la Medaglia doro
al Valor Militare; a monito per le future generazione affinché
non perpetrino le distruzioni della guerra che qui si sono
verificate a Cassino è posto il Monumento della Pace
di Umberto Mastroianni.
MANIFESTAZIONI
21 marzo: Corteo Storico S. Benedetto
2a domenica di maggio: Festa della Pietà loc. S.Angelo
13 giugno: S. Antonio
24 giugno: S.Giovanni
29 giugno: SS. Pietro e Paolo quartiere Colosseo
15 agosto: SS. Assunta
2a domenica di settembre: SS Maria della Valle
29 settembre: S. Michele Arcangelo Loc. S. Angelo
Carnevale Cassinate
3° domenica di ogni mese: Fiera dellAntiquariato
Cassino Expò