Calcata
è un comune in provincia di Viterbo, della regione
Lazio, con 846 abitanti. La cittadina si trova poi nel cuore
del parco naturale regionale e ai suoi piedi si estende
un bosco, bagnato dal fiume Treja, che in primavera ed estate
si tinge di colori quasi tropicali. Ha una superficie di
7,7 chilometri quadrati e sorge a 172 metri sopra il livello
del mare. Il comune è ai confini con la provincia
di Roma. Ci si arriva in auto da nord A1 - uscita Magliano
Sabina, appena fuori dell'uscita S.S. 3 Flaminia in direzione
Roma, seguire poi le indicazioni per Faleria - Calcata;
da est o da sud: autostrada fino al G.R.A. poi vedi sopra.
Volendo evitare il G.R.A. verso A1 direzione Firenze, poi
uscita Magliano Sabina.
ETIMOLOGIA
Il nome deriva dal verbo calcare in riferimento ad una strada
"calcata, percorsa".
DA
VEDERE
Chiesa del SS. Nome di Gesù - si trova nel paese
vecchio. La sua struttura orginaria risale al XIV secolo
ma è stata ristrutturata nel 1793 per volere della
famiglia dei Sinibaldi. Nella chiesa, costituita da un'unica
navata e con il soffitto a capriate, sono conservati una
fonte battesimale e un'acquasantiera del XVI secolo e un
tabernacolo a muro. Dietro l'altare è presente una
serie di pitture che rappresentano storie del Cristo.
Collegiata
dei SS. Comello e Cipriano - risalente alla prima metà
del Trecento e più volte ampliata e restaurata, si
è conservata per molti anni, prima di un furto sacrilego,
la reliquia del prepuzio di Gesù.
Riserva
Naturale del Treja - è attraversata dal fiume da
cui ha preso il nome e si estende su una superficie di circa
mille ettari. A monte Gelato, una vecchia mola presso lomonima
cascata dà vita a un angolo di rara suggestione.
Museo
dArte nella Natura - inserito nella Riserva, offre
al visitatore un percorso di interessantissime opere darte
realizzate con il gusto e le tecniche dellestetica
naturalistica.
Palazzo
Baronale - si affaccia sulla piazza Vittorio Emanuele II
ed è stato recentemente inaugurato dopo il restauro
che attendeva da anni. Nella Piazza al numero civico 5 è
il Palazzo che ospitava il Municipio di Calcata oggi sede
del Centro Visite del Parco Valle del Treja.
CENNI
STORICI
In pieno rinascimento, nel 1432, il castello ritorna ai
Sinibaldi, e poi di nuovo agli Anguillara, e così
via fino al XIX secolo quando passa ai Massimo. Nel borgo
alcune case di tufo risalgono al 1200, le strade sono lastricate
sin dal 1700 con grossi ciottoli di fiume, la piazza con
la chiesa è di impianto rinascimentale ed il palazzo
baronale, rimaneggiato tra il XVIII e il XIX secolo, è
stato restaurato ed è ora proprietà del Parco.
Nel paese vecchio vivono stabilmente circa 70 persone, in
gran parte provenienti da Roma o da altri centri urbani
- ma anche stranieri, tra americani, belgi ed olandesi -
ed il resto delle abitazioni viene usato come seconda casa
o affittato per fine settimana e brevi periodi ai turisti.
I calcatesi, invece, si sono trasferiti sul pianoro sovrastante
la rocca: il podestà di epoca fascista fece iscrivere
Calcata, in virtù di una legge speciale per i centri
terremotati della Sicilia e della Calabria, nel novero dei
paesi da risanare, con il trasferimento degli abitanti in
abitazioni non a rischio e il successivo abbattimento del
paese.