Bracciano
è un comune di 17.913 abitanti della provincia di
Roma, a circa 40 km a nord della Capitale in posizione dominante
sull'omonimo lago, detto anche Lago Sabatino.
IL
LAGO DI BRACCIANO
Il Lago di Bracciano, detto anche Lago Sabatino (latino:
Lacus Sabatinus) è un lago di origine vulcanica situato
nell'area nord della provincia di Roma. L'area del lago
di Bracciano e del vicino Lago di Martignano, anch'esso
di origine vulcanica, caratterizzata da un particolare valore
naturalistico, è compresa nel Parco naturale regionale
del complesso lacuale di Bracciano - Martignano. Nonostante
l'aggressione urbanistica, infatti, la zona conserva ancora
tratti di vegetazione riparia e aree di foresta più
estese; la presenza di tali habitat favorisce la presenza
di numerose specie dell'avifauna acquatica e non. Le acque
del lago, infine, sono particolarmente ricche di pesci,
grazie anche al fatto che una legge regionale impedisce
la navigazione a motore, con esclusione del battello che
effettua servizio stagionale fra i tre centri del bacino:
Bracciano, Trevignano Romano ed Anguillara Sabazia. Sul
fondo del lago numerosi rinvenimenti attestano insediamenti
protostorici, come quello vicino Vicarello (Bronzo Medio),
quello di Sposetta (Bronzo Medio e Bronzo Recente), o quello
di Vigna Grande che raggiunge letà del ferro.
Nei pressi di Anguillara è stato rinvenuto un importante
villaggio sommerso del neolitico, vissuto per circa 500
anni dal 5700 al 5200 a.C., con grandi case rettangolari
(ne sono state scavate 7) disposte ordinatamente, presumibilmente
su unarea di 25.000 mq e abbandonato improvvisamente
forse per uninondazione. I resti che permettono di
risalire alleconomia e alla dieta del gruppo (semi
di grano e orzo, ossa di capra, pecora, cane) in molti casi
infatti si trovano ancora negli strati di abbandono e nei
vasi. Un caso di ossa e cereali ritrovati nello stesso vaso
fa pensare ad un alimento in fase di cottura nel momento
in cui si scatenò levento finale. Non mancava
la frutta: mele, prugne, lamponi, fragole e ... ghiande.
Ancora incerta lipotesi che già si producesse
vino. Inoltre la presenza del lino fa pensare alla coltivazione
a fini tessili, mentre non si può stabilire a cosa
servisse il papavero sonnifero, da cui si ricava loppio.
Lo strumentario comprende asce di pietra, falcetti di legno
con lama di selce, lame di ossidiana, ceramiche decorate
ad impressioni cardiali (con lorlo della conchiglia
Cardium o cuore), oppure dipinte con motivi rossi, neri
o bianchi. Tra i reperti più importanti finora resi
noti, barchette di ceramica, piroghe scavate svuotando tronchi
di quercia (una esposta a Roma nel Museo Preistorico Etnografico
L. Pigorini è lunga 10.5 m) e una statuetta di pietra
raffigurante una donna, forse la dea madre.
Labitato si trova in località la Marmotta,
a 7,5 metri di profondità e a 350 metri dalla riva
attuale e pertanto lo scavo subacqueo, diretto da Maria
Antonietta Fugazzola, risulta molto difficile. Secondo una
ipotesi degli archeologi, piuttosto che di un complesso
che, grazie al suo ottimo stato di conservazione attesta
i caratteri delle manifestazioni centroitaliane dellepoca,
si tratterebbe dello stanziamento di coloni
provenienti dal Mediterraneo orientale.
DA
VEDERE
Per il suo bellissimo castello e per l'omonimo lago e per
i dintorni di particolare bellezza, Bracciano è frequentata
meta di escursioni e vacanze. La visita della cittadina
può iniziare dalla centrale Piazza Primo Maggio 1945
(anticamente "piazza del Ponte"), dalla quale
dipartono cinque strade. Seguendo la via Principe di Napoli
si raggiunge Piazza IV Novembre, chiusa al traffico, sulla
quale sorgono una fontana ed il monumento ai caduti, ed
il palazzo comunale. Riprendendo la via Principe di Napoli
in salita si giunge, attraversata la SS.493, alla piccola
chiesa di s. Lucia degli Agricoltori, annessa al convento
dei cappuccini, risalente al 1700; all'interno è
custodita una tela raffigurante la Vergine fra s. Lucia
e s. Francesco, sullo sfondo è una veduta del castello
e del borgo nel XVIII secolo. Dalla P. Primo Maggio 1945,
opposta alla via Principe di Napoli, parte via Umberto I
sulla quale si affaccia, sulla sx salendo, la chiesa di
s. Maria Novella (stile tardo-barocco) e subito a fianco
il Chiostro degli Agostiniani, dove ha sede il Museo Civico.
Il museo conserva numerosi reperti archeologici ed opere
d'arte che testimoniano la vita istituzionale e religiosa
della cittadina dall'epoca tardo antica al XIX secolo; tra
di essi ha un posto di rilievo la mirabile scultura di Cristoforo
Stati, Venere e Adone, del XVII secolo. Proseguendo lungo
la via si giunge alla Piazza Mazzini dominata dall'imponente
mole del Castello Orsini - Odescalchi. L'ingresso al castello
è in fondo alla piazza, a fianco della biglietteria.
Dalle torri del castello si può avere un formidabile
colpo d'occhio su tutto il lago, data l'eccezionale posizione
dell'edificio. L'interno del castello è visitabile
con una guida e vi si possono ammirare numerosi arredi d'epoca,
armature, armi, e diverse opere d'arte; in particolare si
segnalano diversi affreschi e decori di Antoniazzo Romano,
due busti, Paolo Giordano I Orsini e Isabella De' Medici,
del Bernini ed una serie di reperti archeologici etruschi
provenienti dagli scavi di Caere Vetus e da Alsium. La visita
guidata è completata dal giro delle torri, dall'incomparabile
panorama. Ritornati sulla Piazza Mazzini si prosegue all'interno
del borgo medievale salendo fino al duomo di s. Stefano
con interno barocco. Sempre da Piazza Primo Maggio 1945
una strada scende fino al lago. Lungo la strada che conduce
a Trevignano Romano, a circa 3 km da Bracciano si trova
la piccola chiesa di San Liberato (IX secolo), sorta su
quello che era l'antico insediamento romano di Forum Clodii
- Il complesso, privato, fa parte della Tenuta di San Liberato,
Bracciano è circondato da un interessante giardino
botanico. In prossimità di Trevignano è inoltre
presente un sito particolarmente adatto al volo in parpendio
sullo splendido panorama del lago. Proseguendo lungo la
strada per Trevignano si giunge in località Vicarello
poco dopo il quale sono i ruderi delle Aquae Apollinares,
stabilimenti termali molto noti nell'antica Roma. Da Bracciano,
prendendo la circumlacuale nella direzione opposta si arriva
in località Vigna di Valle, dove sorge il Museo Storico
dell'Aeronautica Militare dove sono restaurati e conservati
numerosi apparecchi che hanno fatto la storia dell'aviazione
italiana.
PERSONAGGI
FAMOSI LEGATI A BRACCIANO
Delia Scala, nota attrice e showgirl Italiana, è
nata a Bracciano.
Nel maggio 1998 si sono sposati a Bracciano il cantante
Eros Ramazzotti e la showgirl Michelle Hunziker.
Il 18 novembre 2006 si sono sposati a Bracciano l'attrice
di Dawson's Creek, Katie Holmes e il celebre Tom Cruise
tramite rito scientologico.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Sulle origini di Bracciano non si hanno notizie certe. Molto
probabilmente si trattava di un borgo, sorto lungo il tracciato
di un ramo secondario dell'antica via Clodia, intorno ad
una delle tante rocche e torri che i nobili del X secolo
costruivano per difendersi dalle invasioni dei saraceni.
Lo stesso nome "Castrum Brachiani" che risulta
nei rari e frammentari documenti del periodo, denota l'origine
militare del luogo. Verso la fine dell'XI secolo il territorio
di Bracciano divenne proprietà della famiglia dei
di Vico, che trasformò la torre in una rocca e realizzò
nuove fortificazioni. Il territorio fu in seguito venduto
dai Vico all'ospedale di Santo Spirito in Sassia divenendo
poi, nel 1375, proprietà della Chiesa. Nel 1419 papa
Martino V cedette il feudo ad un ramo della famiglia Orsini,
quello di Tagliacozzo. Da allora il modesto borgo di pescatori
ed agricoltori legò i suoi destini ad una delle famiglie
più potenti, trasformandosi in una fiorente cittadina;
lo stesso castello, una delle più mirabili opere
di architettura militare dell'epoca, è diventato
il più caratteristico simbolo di Bracciano. Sull'omonimo
lago si affacciano altri due paesi (Anguillara e Trevignano).
La legenda narra che sotto al lago di origine vulcanica,
c'è una parte della città sommersa dall'acqua
e la parte rimasta fuori dal lago sarebbe denominata Bracciano
in seguito alla forma presa. La trasformazione della rocca
dei Vico in quello che diverrà il maestoso castello
attuale, fu voluta da Napoleone Orsini nel 1470 e da suo
figlio, Virginio. Nel 1481 il castello ospitò papa
Sisto IV, in fuga dalla peste che devastava la città
di Roma. Nel 1485 le truppe papali guidate da Prospero Colonna
devastarono e saccheggiarono il castello. A seguito di questi
eventi, fu costruita una nuova cinta muraria intorno al
borgo ed al convento di Santa Maria Novella (posto allora
fuori del paese), e ancora oggi in gran parte esistente.
Nel 1494 il castello offrì ospitalità al re
di Francia, Carlo VIII ed alle sue truppe in marcia verso
Roma. Tale circostanza comportò la scomunica degli
Orsini e la confisca del castello da parte di papa Alessandro
VI Borgia, famiglia da sempre acerrima rivale degli Orsini,
che mosse guerra a Bracciano. L'assedio del 1496 da parte
delle truppe pontificie, tuttavia, non poté nulla
contro le mirabili fortificazioni del castello e del borgo.
Fu in quel periodo che fu edificato un nuovo bastione, detto
della sentinella, divenuto oggi un panoramico belvedere
sul lago e sui monti circostanti. Il paese si sviluppò
all'interno di questa cinta muraria e vi si accedeva attraverso
un ponte levatoio posto poco prima della chiesa di Santa
Maria Novella. Risalgono a questo periodo gli affreschi
della scuola di Antoniazzo Romano ed è questo il
periodo di maggior splendore di Bracciano. Nelle stanze
affrescate del castello trovarono ospitalità sovrani,
artisti ed intellettuali. Nel 1548 il dominio degli Orsini,
con Paolo Giordano, si estese fino al vicino feudo di Anguillara.
Nel 1560 si celebrarono le nozze fra Paolo Giordano I Orsini
e Isabella De' Medici, grazie alle quali gli Orsini ottennero
l'elevazione di Bracciano a Ducato e soprattutto nuove disponibilità
economiche; Bracciano conobbe in tale periodo un forte sviluppo
economico spinto da attività come la lavorazione
del ferro e dello zolfo, la lavorazione degli arazzi (da
cui la via dell'Arazzeria, nel borgo medievale) e la produzione
della carta, grazie all'abbondante disponibilità
di acqua che proveniva da un acquedotto fatto costruire
dal Duca che attingeva dalle sorgenti della Fiora ed ancor
oggi visibile. Bracciano, grazie allo sviluppo economico
conta in quel periodo oltre 4.500 abitanti. Le nozze di
Paolo Giordano I finirono nel modo più tragico: fece
uccidere sua moglie per infedeltà. Isabella usava
infatti passare la notte con i più svariati personaggi,
regolarmente fatti poi sparire, al mattino, attraverso una
botola nel pavimento della sua stanza che dava all'interno
di un profondo pozzo armato di picche affilate e pieno di
calce viva. Il figlio di Paolo Giordano, Virginio, prosegui
l'opera di sviluppo del paese, costruendo, fra l'altro,
un convento e rinforzando le mura. L'espansione di Bracciano
entro le mura era ormai completa, ed il paese inizia a svilupparsi
al di fuori verso i due assi che diverrano poi l'attuale
via Agostino Fausti e via Principe di Napoli. La vita dispendiosa
che Virginio conduceva, tuttavia, portò il ducato
sull'orlo del tracollo finanziario, evitato dal padre Paolo
Giordano grazie ad un matrimonio di interesse. L'ultima
scintilla del bagliore degli Orsini fu data dal figlio di
Virginio, Paolo Giordano II, forse il più illustre
del ramo, amante delle arti e della letteratura a creare
a Bracciano un rilevante centro culturale. Dopo di lui,
il declino, che portò, nel 1696, la cessione di Bracciano
e del suo castello alla famiglia degli Odescalchi, al quale
tuttora appartiene, salvo una breve parentesi fra il 1803
ed il 1848 quando esso passò alla famiglia Torlonia.