Ariccia
(La Riccia in italiano antico, 'A Riccia in dialetto ricciarolo)
è un comune di 18.105 abitanti della provincia di
Roma, situato nell'area dei Castelli Romani, in Lazio. Ariccia
è un vero e proprio gioiello di storia, cultura,
architettura, arte e gastronomia ma anche polo commerciale
florido e in via di sviluppo. Molto importante il turismo
che ha un enorme potenziale: 10.000 presenze ogni anno e
strutture alberghiere in espansione. In età romana
Aricia, sede di un celebre tempio di Diana, era la prima
statio lungo la via Appia Antica provenendo da Roma. Oggi
Ariccia è famosa per per l'imponente e famoso ponte
e per il seicentesco Palazzo Chigi con la prospiciente collegiata
di Santa Maria Assunta, opere progettate da Gian Lorenzo
Bernini. Ariccia è anche famosa in virtù delle
sue specialità culinarie (Porchetta, Mozzarella di
Bufala). Per tale ragione il sabato sera le fraschette,
locali tipici dove gustare questi prodotti, sono luogo di
incontro di quanti vogliono mangiare bene e bere buon vino
(in particolare per degustare la famosa Romanella, vinello
dolce, bianco o rosso, leggermente frizzante, che allieta
le serate in compagnia degli amici). Il clima di Ariccia
è sempre stato molto salubre, comportando una grande
incidenza sulla longevità degli abitanti dei luogo.
Il territorio ariccino, come quello dell'intera area dei
Colli Albani, è stata soggetto tra i 600.000 ed i
20.000 anni fa circa all'attività vulcanica del Vulcano
Laziale. Il suolo è dunque composto in massima parte
di materiale vulcanico, ed abbondano minerali caratteristici
come il peperino, la pietra sperone del Tuscolo ed il tufo.
ETIMOLOGIA
Ariccia è l'evoluzione dell'antico toponimo latino
designante la città di Aricia, dal latino "Aricia"
da "arare". Secondo alcuni potrebbe trattarsi
di un eponimo (nome di un personaggio storico o mitico che
dà il nome ad una città) riferendosi alla
dea Cerere. Questo nome deriverebbe dal nome proprio della
moglie del leggendario fondatore di Aricia, Virbio o Ippolito,
figlio di Teseo, che dopo aver fondato una città
nel luogo in cui Diana l'aveva portato in salvo dall'ira
paterna, le diede il nome della consorte.
MANIFESTAZIONI
L'evento caratteristico di Ariccia è la sagra della
porchetta che si tiene nei primi giorni di settembre, tre
giorni di divertimento insieme alla compagnia della banda
musicale città di Ariccia, con il famoso carro della
porchetta e infine i fuochi pirotecnici visibili dal ponte
monumentale.
Per
molti anni inoltre nella città si tenne il celebre
Festival degli sconosciuti di Ariccia, che ha portato sulla
scena grandi cantanti, prima tra i quali Rita Pavone.
PALAZZO
CHIGI
Edificato dalla famiglia Savelli, passò poi alla
famiglia Chigi che iniziò i lavori di ampliamento
nel 1667. Il progetto del nuovo palazzo fu ideato da Gian
Lorenzo Bernini e da Girolamo Fontana. Il polo museale più
importante di Ariccia è il complesso monumentale
di Palazzo Chigi, dal 1988 di proprietà comunale,
all'interno del quale sono ospitati diversi percorsi museali.
La più importante raccolta museale del palazzo è
la Collezione Chigi, composta da dipinti, sculture, decorazioni,
arredi e suppellettili raccolte nel palazzo dai principi
Chigi nei quattrocento anni della loro permanenza nella
residenza. Tra la fine degli anni Novanta e il Duemila la
collezione Chigi si è arricchita di nuove opere d'arte,
radunate nell'autunno 2007 nel Museo del Barocco, composto
dalla Collezione Fagiolo (raccolta dal critico d'arte Maurizio
Fagiolo dell'Arco) e dalle donazioni di Luigi Koelliker.
Ad oggi è una delle poche zone dei Castelli Romani
in cui la vegetazione si sia conservata nella forma originaria.
DA VEDERE INOLTRE
Collegiata
di Santa Maria Assunta
La collegiata di Santa Maria Assunta in Cielo è il
principale luogo di culto cattolico di Ariccia, e venne
costruita tra il 1664 ed il 1665 su progetto dell'architetto
Gian Lorenzo Bernini, grazie all'interessamento di papa
Alessandro VII e si suo fratello, il cardinale Flavio Chigi.
A pianta circolare con cappelle laterali, è una delle
architetture più celebri ed apprezzate dei Castelli
Romani: la facciata principale prospetta sulla scenografica
piazza di Corte.
Santuario
di Santa Maria di Galloro
Il santuario di Maria Santissima di Galloro è il
secondo luogo di culto cattolico di Ariccia per importanza,
ed uno dei santuari mariani più importanti del Lazio.
Edificato tra il 1624 ed il 1633 assieme all'attiguo convento
(che fu retto prima dalla Congregazione Vallombrosana e
poi dalla Compagnia di Gesù), l'attuale aspetto venne
dato alla chiesa con gli interventi del 1662-1663 finanziati
dai principi Chigi, con la consulenza di Gian Lorenzo Bernini,
che ne disegnò la facciata e parte dell'altare maggiore.
Chiesa
di Santa Maria Assunta
La chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta è il
principale luogo di culto della località Fontana
di Papa a Cecchina di Ariccia, situata lungo la via Nettunense.
Chiesa
sconsacrata di San Nicola di Bari
La chiesa sconsacrata di San Nicola di Bari è un
luogo di culto cattolico sconsacrato ed oggi adibito a sala
teatrale comunale. Edificato su progetto di Luigi Bernini
(fratello di Gian Lorenzo) nel 1665, sorge sulle murature
dell'antica collegiata di Santa Maria Assunta precedente
agli interventi chigiani. Fu sede, assieme all'attiguo ex-collegio
di San Nicola, del collegio della congregazione dei Padri
della Dottrina Cristiana.
Oratorio
di via Silvia
L'oratorio di via Silvia è un piccolo oratorio cattolico
edificato nella prima metà dell'Ottocento nell'area
più popolosa del centro storico, oggi annesso alla
parrocchia della collegiata di Santa Maria Assunta.
Ex-collegio
di San Nicola
Attiguo all'omonima chiesa sconsacrata di San Nicola di
Bari, ospita oggi il Municipio. È un grande complesso
di edifici situato nella parte più antica del borgo
antico, con vista panoramica su Vallericcia.
Architetture
militari
Sono stati rinvenuti diversi tratti delle mura difensive
dell'antica Aricia, sia dalla parte dell'acropoli (due cortine
parallele in blocchetti di peperino con terrapieno interno)
che dalla parte di Vallericcia (muratura in opera quadrata).
Le mura antiche, già esistenti nel V secolo a.C.,
vennero probabilmente rifatte nel III secolo a.C. con l'inclusione
del sobborgo lungo la via Appia e nel II secolo a.C. con
la costruzione di una porta d'accesso. Tuttavia alla fine
del periodo repubblicano la loro efficenza doveva essere
già stata compromessa da nuove costruzione civili
addossate alle mura stesse.
L'abitato
moderno di Ariccia non è dotato di alcuna opera difensiva,
ma semplicemente circondato da case sufficientemente protette
dal forte pendio del colle, almeno su tre lati. Due erano
le porte d'accesso al paese:
Porta
Napoletana; già rifatta ed allargata dai Savelli
nel 1642, l'aspetto attuale -su disegno di Gian Lorenzo
Bernini- le venne dato dai Chigi immediatamente dopo che
ebbero acquistato il feudo, nel 1661. Fu il principale accesso
al paese fino al Settecento: dal piazzale adiacente la porta
si gode una spettacolare panoramica a 360° su Vallericcia.
Porta Romana o Portella; a causa delle sue piccole dimensioni,
venne murata nel 1642 ed in tal stato rimase fino all'Ottocento.
ORIGINI
E CENNI STORICI
La fondazione della città di Aricia sarebbe avvenuta,
secondo un'incerta notizia riportata da Gaio Giulio Solino,
ad opera di un certo Archiloco, re dei Siculi, in età
antichissima. I resti rinvenuti nella parte alta della città
testimoniano di un centro risalente all'VIII-VII secolo
a.C. (mura di fortificazione in blocchi di peperino). La
città faceva parte della Lega Latina e nel suo territorio,
comprendente anche il Lago di Nemi con gli attuali territori
dei comuni di Nemi, Genzano e buon parte del comune di Albano,
aveva sede il santuario federale di Diana Aricina (o Diana
Nemorense). Sotto le sue mura si combatté la battaglia
di Aricia descritta da Tito Livio. Si narra, infatti, che
nel 506 a.C. gli Aricini, alleati dei Cumani, sconfissero
gli Etruschi, capeggiati da Arunte figlio di Porsenna. Dopo
la definitiva conquista romana agli inizi del IV secolo
a.C., la città ebbe titolo di municipium e l'abitato
si espanse anche nella valle sottostante, dove era attraversato
dalla via Appia nel suo antico e originario percorso e per
lungo tempo, la prima statio di posta lungo la Via Appia,
a partire da Roma. La vicinanza con Roma e la bellezza dei
luoghi favorirono la costruzione delle sue numerose ville,
delle quali esistono ancora diversi resti nelle campagne
circostanti. Con le invasioni barbariche, proprio a causa
della sua posizione, la città fu saccheggiata dai
Goti, dai Vandali e dai Saraceni che nell'827 la distrussero.
Gli abitanti si trasferirono, quindi, nell'antica acropoli
e crearono una nuova comunità. Nel 990 il Castrum
o Castellanum Ariciensis era dominio di Guido conte di Tuscolo.
Con papa Nicolò II il Castello divenne proprietà
della Santa Sede che nel 1116 concesse nuovamente il feudo
alla potente famiglia tuscolana. Nel 1223, su ordine di
Papa Onorio III (della famiglia Savelli), fu restituita
alla Chiesa che ne ebbe il controllo fino alla prima metà
del XV secolo. La città di Ariccia comincia, via
via, a spopolarsi fino ad essere assoggettata all'amministrazione
del Castello di Lariano, prima, e di Genzano, poi, che ne
registra una popolazione di circa 100 persone. Nel 1400
circa il territorio divenne proprietà del monastero
di Sant'Anastasio delle Tre Fontane e, dopo un breve controllo
da parte dei Savelli, che fecero erigere il palazzo omonimo,
venne ceduto all'Abbazia di Grottaferrata. Nel 1437 papa
Sisto IV consegnò, nuovamente, la città ai
Savelli che realizzarono una serie di opere come il prosciugamento
del lago situato nella Valle (lago di Vallericcia). Nel
1661 la città fu attribuita alla famiglia Chigi,
che apportò modifiche e ampliamenti al palazzo Savelli,
tuttora dominante la piazza principale (Piazza di Corte),
che mutò la denominazione in palazzo Chigi. Papa
Alessandro VII, esponente della famiglia Chigi, dimorò
a lungo nella città e trasformò radicalmente
l'assetto urbanistico grazie anche al determinate contributo
di Gian Lorenzo Bernini a cui si deve la bellissima piazza
e la Chiesa dell'Assunta che fronteggia il Palazzo. Anche
Ariccia ebbe una parte nei fatti del 1798 concernenti alla
Repubblica Romana (vedi Rivoluzione Francese nei Castelli
Romani e a Velletri). Nel 1854 Papa Pio IX fece costruire
il ponte, a tre ordini di archi, che sormontando il foltissimo
bosco, ora denominato parco Chigi, permetteva alla via Appia
di risalire fino alla collina di Galloro. Il ponte fu distrutto
durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale e
ricostruito nel 1947. Una parte del ponte crollò
il 18 gennaio del 1967 per il cedimento di un pilone, ed
un altro pilone cedette il successivo 27 agosto, fu quindi
ricostruito nella sua forma attuale, ed in quanto drammatico
teatro di innumerevoli suicidi lANAS nel 1997, su
progetto e pressioni del Comune, ha posto in opera eleganti
reti di protezione in tensostruttura.