Anzio
è un comune di 50.659 abitanti (demo.istat.it 30/04/2008)
in provincia di Roma, distante 57 km dal capoluogo. Anzio
è collegata a Roma dalla via Nettunense (SR 207),
dalla Via Ardeatina (SP 601). Dal punto di vista ferroviario,
la cittadina è attraversata dalla linea ferroviaria
Campoleone-Nettuno impiegata dalla linea di servizio di
trasporto pubblico ferroviario metropolitano FR8. Dalla
stazione di Anzio è possibile giungere alla capitale
e a Padiglione, Lavinio, Villa Claudia, Marechiaro, Anzio
Colonia e Nettuno. Un servizio regolare di aliscafi della
società Vetor la collega con l'isola di Ponza.
ETIMOLOGIA
Il nome deriva dal latino Antium, forse derivato dall'antica
Antinum con base etrusca Anth che significa aquila o base
pelatina And, ossia terreno franato.
MUSEI
Museo Civico Archeologico
Museo dello Sbarco di Anzio
EDIFICI
RELIGIOSI
Santuario di Santa Teresa di Gesù Bambino :: Frati
Carmelitani Scalzi
Chiesa di Sant'Antonio
LAVINIO
Lavinio - Lido di Enea é una località turistico-residenziale
sulla costa laziale, frazione di Anzio. È nota soprattutto
per le sue spiagge, caratterizzate da sabbia chiara e sottile,
dove sorgono circa 20 stabilimenti balneari privati, ma
anche spiagge libere. L'antica Lavinium non coincide con
l'attuale Lavinio. Lavinium, il luogo dove la leggenda vuole
che Enea giunse insieme al padre Anchise e al figlio Ascanio,
si trova invece presso la foce del fosso di Pratica di Mare
a Torvaianica. Lo sbarco degli Alleati il 22 gennaio 1944,
avvenne sia a Lavinio sia nell'attuale località di
Lido dei Gigli, facendo praticamente diventare il luogo
"territorio di guerra" a tutti gli effetti. Successivamente,
in seguito alla fine della guerra, la località venne
bonificata e iniziò la lottizzazione sui terreni.
LA
RISERVA NATURALE TOR CALDARA
La Riserva naturale regionale Tor Caldara si estende su
una superficie di 44 ettari circa e dà la possibilità
di vedere, attraverso visite organizzate e non, un'ampia
varietà di flora e fauna (diverse specie di rettili,
anfibi, uccelli e mammiferi). All'interno della riserva
si trovano i resti di un insediamento paleolitico, di una
villa romana, e soprattutto la torre omonima, eretta da
Marcantonio Colonna su autorizzazione di Papa Pio IV intorno
alla metà del Cinquecento a ridosso della spiaggia,
con il ruolo fondamentale di controllo costiero rispetto
alle incursioni, al tempo soprattutto saracene, ma anche
per difendere le caldare collocate nella Solfatara per estrarre
lo zolfo.
STORIA
Nell'antichità Antium fu per un lungo periodo capitale
della popolazione dei Volsci, finché non venne assorbita
nello stato romano. La città ospitò Cicerone
quando, tornato dall'esilio, vi riorganizzò i resti
delle sue biblioteche, desiderando metterli in un posto
sicuro. I romani più eminenti vi costruirono bellissime
ville in riva al mare. Gli imperatori della dinastia Giulio-Claudia
la visitavano frequentemente e Mecenate vi possedeva una
villa. Ad Antium nacquero gli imperatori Caligola e Nerone.
Quest'ultimo fondò una colonia di veterani in città
e costruì un nuovo porto, le cui rovine sono tuttora
esistenti.
Resti di ville romane sono numerosi lungo tutta la costa:
opere d'arte come la La Fanciulla di Anzio, Il Gladiatore
Borghese, oggi al Louvre, e l'Apollo del Belvedere, conservato
in Vaticano, furono tutte rinvenute in dimore patrizie dell'antica
Antium.
Fra queste ultime la più celebre fu quella di Nerone
che non può tuttavia essere identificata con certezza,
sebbene venga generalmente posta nei pressi del cosiddetto
Arco Muto, dove tuttora si trovano le rovine di un teatro.
La dimora dell'imperatore si estendeva sul Capo d'Anzio
lungo una fascia costiera di circa ottocento metri e venne
edificata sul sito di una precedente villa dove Augusto
aveva ricevuto una delegazione da Roma per essere acclamato
Pater Patriae. Nerone volle erigere una villa degna, per
dimensioni e magnificenza, del suo status di imperatore.
Dopo la morte di Nerone tutti i Cesari romani la utilizzarono
fino ai Severi. Del famoso tempio della Fortuna, citato
da Orazio nelle Odi, non rimane traccia.
L'antico centro di Lavinium, il cui mitico fondatore sarebbe
stato Enea, non ha nulla a che vedere con l'attuale Lavinio.
Sembra si trovasse invece nelle immediate vicinanze dell'Aeroporto
di Pratica di Mare, appartenente oggi al territorio comunale
di Pomezia. La località è ubicata sul medesimo
litorale, a una ventina di chilometri a nord di Anzio, quindi
più prossima a Roma.
La città decadde a seguito delle invasioni barbariche
(V secolo), riducendosi con i secoli a una borgata abitata
da un limitatissimo numero di famiglie. Nel 1348, non lontano
dal centro abitato, venne combattuta, fra genovesi e veneziani,
una celebre battaglia navale che si risolse con la vittoria
di questi ultimi. Alla fine del cinquecento, papa Clemente
VIII diede disposizioni a Mons. Bartolomeo Cesi di provvedere
a salvaguardare lo scarso patrimonio edilizio della borgata.
Un secolo più tardi, nell'ultimo decennio del seicento,
per volontà di Innocenzo XII venne ricostruito il
porto che diede l'avvio a una notevole ripresa economica
del paese protrattasi durante tutto il XVIII secolo.
Attorno alla metà dell'ottocento, con l'avvento al
potere di Pio IX, Anzio conobbe un nuovo sviluppo urbano,
determinato anche dalla costituzione della cittadina in
comune autonomo (1856). Nel 1870, seguendo le sorti dello
Stato della Chiesa, cui apparteneva, venne definitivamente
integrata nel Regno d'Italia. Negli ultimi decenni dell'ottocento
e nei primi del novecento, Anzio acquistò le connotazioni
di un elegante centro balneare, meta di soggiorno di alcune
note famiglie dell'aristocrazia e dell'alta borghesia romane.
Il 17 novembre 1939 venne unita amministrativamente a Nettuno
andando a formare l'agglomerazione di Nettunia, ma cinque
anni e mezzo più tardi, ancor prima del termine della
seconda guerra mondiale, se ne separò (3 marzo 1945).
LO
SBARCO ALLEATO
Anzio è conosciuta internazionalmente per essere
stata teatro di una delle più celebri azioni della
seconda guerra mondiale, lo sbarco che da lei prende il
nome. Il giorno 22 gennaio 1944 gli eserciti alleati iniziarono
a sbarcare in un'ampia fascia costiera che andava da Tor
San Lorenzo, oggi frazione di Ardea, fino a Torre Astura,
nel territorio comunale di Nettuno. Anzio rappresentò
tuttavia il perno di tutta l'operazione e fu anche il centro
abitato che subì più danni. Oltre alle vittime
civili, gran parte del patrimonio edilizio della città
andò distrutto o semidistrutto. Lo sbarco si protrasse
anche nei giorni successivi ed ebbe termine solo il 31 gennaio,
quando approdarono le ultime unità anglo-americane.
In totale sbarcarono oltre centomila uomini con una gran
quantità di materiale bellico. I tedeschi, colti
di sorpresa, iniziarono a reagire energicamente solo tre
giorni dopo l'inizio dell'azione, quando si era già
costituita una solida testa di ponte attorno ad Anzio e
zone limitrofe. Purtuttavia l'obiettivo di una rapida conquista
della capitale, che aveva spinto gli Alleati a progettare
lo sbarco, non venne raggiunto. Roma, situata a soli cinquanta
chilometri di distanza, o poco più, venne infatti
liberata solo quattro mesi e mezzo più tardi, il
4 giugno 1944.