Tolmezzo
è un comune di 10.585 abitanti della provincia di Udine, è
il centro più importante della Carnia e ne è quindi considerato
il capoluogo. Tolmezzo si trova ai piedi del monte Strabut a 323 m s.l.m.,
tra il Tagliamento e il torrente Bût, alla confluenza delle sette
valli carniche, circondata dalle Alpi Orientali. La posizione in cui
sorge Tolmezzo è, ed era soprattutto in passato, molto favorevole:
la valle è infatti attraversata dalla strada, già esistente
in epoca romana, che attraverso il Passo di Monte Croce Carnico porta
in Austria.
FRAZIONI
Il comune comprende 8 frazioni che hanno costituito le consulte frazionali:
Cadunea
(Cjadugnee) 266 abitanti
È localizzata alle pendici del monte Cimons, in prossimità
della confluenza del torrente Chiarsò con il Bût. Le sue
origini storiche (I millennio d.C.) sono da collegare all'antica strada
commerciale del Norico. Il nucleo storico, a Nord del rio Aip, si sviluppa
su una via che si dirige a est verso i campi e i pascoli e che nell'ultimo
tratto termina con una scalinata che conserva ancora la pavimentazione
in ciottoli. Interessante la lunga cortina a schiera, risalente al XV
secolo ma ristrutturata dopo il terremoto del 1976, denominata Ginnasio.
Caneva
(Cjanive) 480 abitanti
Si trova in una zona pianeggiante tra il monte Dobis e i fiumi Bût
e Tagliamento, ed è collegata al capoluogo attraverso un ponte
in pieta realizzato all'inizio del del XX secolo con la costruzione
della linea ferroviaria. Il nucleo storico si svilppa intorno alla piazza
con la chiesa di Nicola Vescovo lungo la vecchia strada che collegava
Tolmezzo a Villa Santina; gli edifici sulla piazza hanno delle corti
interne che si aprono verso la campagna, mentre il nucleo che si sviluppa
lungo l'asse viario è caratterizzato da isolati compatti con
corti chiuse, a cui si accede attraverso passaggi coperti segnati da
portali in pietra e da edifici di un certo rilievo, soprattutto nel
tratto iniziale di Via Monte Grappa.
Casanova
(Cjasegnove) 230 abitanti
Localizzato alla destra del Bût, su di un terreno in pendio, l'abitato
dista circa 2 km da Tolmezzo sulla strada che conduce a Terzo. È
costiuita da due nuclei delimitati da un alto muro in pietra, uno localizzato
nei pressi del rio Velon, l'altro sorto intorno alla chiesa di San Bartolomeo
e lungo la strada che porta alla pieve di Santa Maria Oltrebût.
La chiesa conserva un'antica ancona lignea scolpita e dorata che portebbe
trattarsi di un'opera della bottega del Mioni. La struttura urbanistica
originaria, costituita da case in linea lungo le vie dotate di corti
interne, si conserva ancora. Dei precedenti edifici di culto la pieve
di Santa Maria Oltrebût risale al XVI secolo e conserva al suo
interno altari lignei seicenteschi della bottega del Comuzzo oltre che
resti di un cibario scolpito da Antoni Pilacorte nel 1505 all'esterno
dell'edificio. Situata sulla cima di un promontorio, è raggiungibile
tramite una strada secondaria alla comunale che dall'abitato conduce
a Fusea. Sul lato opposto del promontorio e alla sinistra dell'ingreso
alla galleria Clapus, un suggestivo percorso pedonale chiamato il troi
das poises o il calvario, conduce alla pieve. Lungo il suo percorso
sono dislocate 13 ancone che formano le stazioni della Via Crucis. Altro
sentiero molto interessante che parte da questo abitato, è chiamato
il troi dal pelegrin che costeggiando il fianco della montagna conduce
alla frazione di Cazzaso. Lungo il sentiero, in località Velon,
vi è la presenza di una maina recentemente ristrutturata, di
rilevante pregio artistico.
Cazzaso
(Cjaças) 110 abitanti
Di origine celtica e localizzato a est del monte Diverdalce, Cazzaso
è raggiungibile imboccando la strada secondaria che si biforca
dalla viabilità per Fusea in località Longiarins, in prossimità
di un una antica maina sacrale oggi ristrutturata. L'edificato è
caratterizzato da un sistema viario ad anello, con strade strette che
seguendo la morfologia in leggera pendenza del terreno formano grandi
isolati, mentre la Chiesa dello Spirito Santo sorge in posizione elevata
rispetto al centro abitato. Un sentiero che lambisce ad ovest la chiesa
e che conduce ai prati e pascoli conserva l'antica pavimentazione in
ciottoli.
Fusea
(Fusee) 275 abitanti
Situata in una conca in leggera pendenza, tra il monte Dobis e il monte
Diverdalce, Fusea è raggiungibile da Tolmezzo attraverso una
strada di rilevante contenuto naturalistico, che si stacca dalla provinciale
Tre Croci nei pressi della galleria Clapus. A partire dalla vecchia
strada di accesso il paese si sviuluppa attorno alla chiesa di San Pietro
Apostolo, ubicata in posizione elevata, attraverso strade molto strette
che conservano l'originaria pavimentazione in ciottoli. Poco più
a nord l'abitato si sviluppa intorno alla piazza della fontana con un
nuceo centrale costituito da un isolato chiuso dotato di piccole corti.
A monte del nucleo centrale, presso il rio Luchiat, vicino alle gallerie
abbandonate della ex miniera di carbone, si trova un piccolo nucleo
di particolare valore architettonico denominato Borgo Val. Fusea è
anche punto di partenza per una visita all'altopiano di Curiedi, località
molto interessante dal punto di vista naturalistico.
Illegio
(Dieç) 424 abitanti
È un pianoro posto a sette chilometri da Tolmezzo, si apre all'improvviso,
dopo avere superato una ripida strada tagliata artificialmente nella
roccia. La conca, protetta dai crinali montuosi che la circondano rendendola
completamente invisibile dalla valle del But, è dotata di spazi
coltivabili, è una zona di rifugio con testimonianze archeologiche
oggetto di studio dal 2002 e di campagne di scavo tuttora in corso.
Dal 2002 il paese ospita ogni anno una mostra a tema riguardante l'arte
cristiana. A 750 metri di quota sorge la Pieve di San Floriano, medioevale,
dellinizio del IX secolo, visitabile percorrendo per 30 minuti
un sentiero.
Imponzo
(Dimponç) 382 abitanti
Terzo - Lorenzaso 411 abitanti
Il simbolo di Tolmezzo è l'Amariana (1906 m), splendido monte
che con la sua forma piramidale si erge sopra la città.
STORIA
Le prime notizie storiche di Tolmezzo si hanno verso la fine del primo
millennio, in un documento compare col nome Tulmentium ed è inclusa
tra i feudi del Patriarcato di Aquileia. Molto probabilmente però
la cittadina è più antica, si pensa abbia avuto origine
da un piccolo borgo risalente all'epoca preromana. Sotto il Patriarcato
di Aquileia tra il 1077 ed il 1420, Tolmezzo visse anni prosperi all'insegna
dello sviluppo non solo economico ma anche sociale. I Patriarchi fecero
costruire un castello (di cui ancora oggi si possono ammirare alcuni
resti) che dominava la valle, da qui si controllavano i traffici commerciali
e si dava protezione agli abitanti. Sempre nel periodo patriarcale la
città fu dotata di un mercato (intorno al 1200) che contribuì
allaumento della popolazione migliorandone le condizioni di vita
e fu concesso lo status di Terra che prevedeva una certa autonomia amministrativa.
Nel 1356, Tolmezzo divenne la capitale della Carnia ad opera del Patriarca
Nicolò di Lussemburgo che suddivise il territorio in quattro
quartieri amministrativi: Gorto, Socchieve, Tolmezzo e San Pietro. A
questo periodo risale lo stemma di Tolmezzo: una croce bianca bordata
di rosso in campo azzurro.
Nel medioevo, intorno al 1400, Tolmezzo è una attiva cittadina
fortificata, le alte mura che la circondano sono dotate di 18 torri
e quattro porte, intorno alla cinta muraria scorre un fossato, domina
su tutto l'imponente castello patriarcale. Il florido periodo feudale
termina nel 1420 quando Tolmezzo, come tutto il Friuli, è annessa
alla Repubblica di Venezia, mantenendo però gli ordinamenti ed
i privilegi patriarcali senza importanti ripercussioni sull'economia
e sulla societá.
L'assetto economico di Tolmezzo iniziò a cambiare nel '700 con
lo sviluppo industriale. Jacopo Linussio era il maggiore imprenditore
della zona e operava in ambito tessile, dando lavoro sia nelle fabbriche
che nel settore commerciale a centinaia di abitanti non solo di Tolmezzo
ma anche delle valli limitrofe.
Il 1797 segnò la caduta della Repubblica di Venezia ad opera
di Napoleone; con il trattato di Campoformio il Friuli e la Carnia passarono
allImpero Austriaco.
Nel 1805, in seguito alla vittoria di Napoleone ad Austerlitz, la Carnia
fu annessa al regno Italico sotto il dominio francese, Tolmezzo era
ancora la capitale. In seguito alla sconfitta definitiva di Napoleone,
la Carnia fu annessa al Regno Lombardo Veneto. Nel 1866, dopo la terza
guerra d'indipendenza, la Carnia ed una parte del Friuli entrarono a
far parte del Regno d'Italia e Tolmezzo dette il suo contributo alla
storia e alla nascita dell'attuale repubblica. Durante la prima guerra
mondiale sul fronte carnico gli alpini furono impegnati contro gli austriaci.
La seconda guerra mondiale vide impegnati i carnici contro i cosacchi
e l'occupazione tedesca. Sulle montagne che circondano Tolmezzo e in
tutte le alpi carniche, che segnano in gran parte il confine con l'Austria,
si scorgono ancora i resti e le rovine di trincee e fortini; anche la
maggior parte dei sentieri, attualmente gestiti dal CAI e che i turisti
percorrono abitualmente per raggiungere i numerosi rifugi, sono in realtà
tracciati di guerra utilizzati dagli alpini nella prima guerra mondiale.
IL
PROGETTO "PROVINCIA DELL'ALTO FIULI"
Essendo il territorio della Provincia di Udine abbastanza vasto e composito,
andando da territori montani al mare adriatico, sono forti le istanze
autonomiste soprattutto da parte della Carnia, che vede in Tolmezzo
il suo naturale capoluogo. Pertanto nel 2004 si giunse alla proposta
della creazione di una provincia regionale, in base alla nuova legislazione
sugli enti locali, da sottoporre a referendum popolare consultivo svoltosi
domenica 21 marzo 2004. La nuova provincia regionale avrebbe dovuto
chiamarsi Provincia dell'Alto Friuli, derivando dall'unione dei territori
della Carnia, del Tarvisiano e del Gemonese. Per ovviare alle diatribe
campanilistiche sulla sede del capoluogo, tra Tolmezzo e Gemona del
Friuli, si optò per Venzone. Il referendum ebbe esito negativo,
in quanto sia il Gemonese che il Tarvisiano si opposero al distacco
dalla provincia di Udine con percentuali elevate (83,3% di no), a differenza
della Carnia che invece votò in favore del distacco (71,8% di
si, con l'eccezione del comune di Rigolato, 53,7% no).
LUOGHI
DI INTERESSE
La torre Picotta
Eretta nel 1477 per far fronte alle invasioni dei Turchi, venne distrutta
durante il secondo conflitto mondiale (1944) dai tedeschi, ed è
stata in seguito ricostruita grazie agli studi fatti su vecchi documenti
e fotografie. Posta su una altura, una volta raggiunta a piedi attraverso
un sentiero, vi si può ammirare tutto il paesaggio circostante
e la città stessa.
Palazzo
Linussio
Jacopo Linussio, industriale carnico del XVIII secolo, scelse di costruire
un grandioso complesso architettonico che fungesse al tempo stesso da
industria tessili e da residenza per la sua famiglia. Il complesso della
fabbrica, ultimato nel 1741 su progetto dell'architetto tolmezzion Domenico
Schiavi, risponde a un disegno essenziale nella sua funzionalità:
i volumi si articolano da un corpo centrale affiancato da due barchesse;
sul retro due ampie ali racchiudono una corte di vaste dimensioni. La
facciata reca al centro un elegante bassorilievo con il tema dell'annunciazione
e una lapide con il marchiodi fabbrica dei Linussio. All'interno della
residenza che, nella modulazione degli ambienti, ripropone il modello
veneziano dell'epoca, è visibile il salone centrale; il suo ruolo,
dimostrativo per eccellenza, è sottolineato dagli affrschi che
delle pareti che riflettono il gusto del tempo. Accanto al palazzo sorge
la coeva Cappella gentilizia dedicata a Maria Annunziata.
Duomo
Risalente al 1764 sorge sul sito dell'antica chiesa di San Martino demolita
per far posto alla nuova chiesa progettata dal tolmezzino Domenico Schiavi.
Fu restaurato nel 1931 con il completamento della facciata; il campanile
è coronato da un angelo anemometro.
Chiesa
di Santa Caterina
Di origine quattrocentesca, ma interamente ricostruita nel '700, possiede
una pregevole pala raffigurante lo Sposalizio di Santa Caterina del
pittore pordenonese Pomponio Amalteo risalente al 1537.
La
porta di sotto
Faceva parte dell'antica cinta muraria, oramai quasi del tutto scomparsa,
che circondava e proteggeva la città in epoca medioevale.
Museo
carnico delle arti e tradizioni popolari "Michele Gortani"
Ha sede a Palazzo Campeis. L'importante raccolta, che è la maggiore
della regione, fu istituita nel 1921 da Michele Gortani; documenta diffusamente
ed esaurientemente la vita, il costume, l'agricoltura, l'industria della
Carnia attraverso i tempi, con notevoli raccolte di utensili, attrezzi,
abiti, e con la ricostruzione di ambienti tipici (cucine, camere da
letto e da soggiorno, antiche botteghe). Vi si conservano inoltre sculture,
quadri, strumenti musicali, gli affreschi di Francesco Chiarottini staccati
dal Palazzo Garzolini, alcuni dipinti, tra cui il Ritratto di Jacopo
Linussio eseguito da Nicolò Grassi intorno al 1732, una serie
di ritratti carnici del XVIII E XIX secolo, tre tele di Antono Schiavi
con scene bibliche e varie miniature..