Sant'Ilario
d'Enza è un comune di 10.483 abitanti nella provincia
di Reggio Emilia.
ETIMOLOGIA
Sant'Ilario d'Enza era anticamente chiamata SantEulalia,
che è il titolo della Chiesa parrocchiale ; il nome
si tramutò in SantIlario, probabilmente per
la presenza dell'Hospitale S.Hilarii, luogo di riposo e
ristoro per i pellegrini che percorrevano l'antica Via Emilia.
Il nome Sant'Ilario compare per la prima volta in un documento
ufficiale nel 1714, anche se si ritrova già nella
"Chronica" di Parma di fra' Salimbene nel 1233.
Il Comune di Sant'Ilario assunse al denominazione attuale
nel 1862 quando, su richiesta del Governatore dell'Emilia,
il Consiglio comunale deliberò di unire alla denominazione
Sant'Ilario la specificazione "d'Enza", attraverso
la quale il luogo poteva essere immediatamente individuato
e distinto dagli omonimi.
ORIGINI
E STORIA
Nel periodo dellimpero romano il luogo dove sorge
ora SantIlario dEnza era con buona probabilità
un borgo della città di Tannetum, ciò è
suffragato dalla presenza di numerose tombe romane, scoperte
specialmente nella seconda metà del dicannovesimo
secolo. Con la caduta dellimpero romano nella zona
si stabilirono popolazioni di origine barbara, come testimonia
la lapide sepolcrale di Mavarta (databile tra
il 487 e il 510 d.C.), scritta in caratteri barbarici; successivamente
fu la volta delle popolazioni di origine longobarda, come
testimoniato da diversi reperti archeologici rinvenuti nel
territorio santilariese. Fu poi la volta delle popolazioni
franche (VIII IX secolo) e ungare (X secolo). In
periodo carolingio (774-814) la pieve di SantEulalia
era sicuramente posta sotto la Diocesi di Parma insieme
a Campegine, Gaida, Calerno, parte di Cavriago, Bibbiano
e Barco. Cessato il periodo ungarico la popolazione era
ritornata ad una attività più costante, ma
è nei secoli XI, XII e XIII che la via Emilia vede
aumentare i traffici ed è in questo periodo che vengono
costruiti diversi hospitali, trai i quali quello
che diede il nome a SantIlario. In quegli anni SantEulalia
appartenne prima al contado, poi al Ducato di Parma ed era
un comunello dipendente dalla giurisdizione di Montecchio.
Dal 1349 al 1403 Montecchio e le sue ville furono concesse
dai Visconti al capitano di ventura Alberico da Barbiano;
nel 1404 Montecchio e i suo territori vennero ceduti ad
Ottobono Terzi. Alla sua morte i domini passarono sotto
la signoria degli Estensi, poi SantEulalia tornò
al Ducato di Parma e solo nel 1428 passò definitivamente
agli Estensi e precisamente come parte del Marchesato di
Montecchio. Il dominio estense, seppur con alterne vicende,
permase fino al 1796, cioè fino alladesione
alla Repubblica reggiana di SantIlario e Calerno,
che si staccarono da Montecchio costituendosi in libero
comune. Di conseguenza nel 1797 SantIlario era parte
del Dipartimento del Crostolo della Repubblica Cispadana.
Al Comune di SantIlario erano annesse le frazioni
di Calerno e Gaida. Il periodo successivo fu ancora una
volta convulso a causa delle guerre napoleoniche, vi fu
un breve ritorno degli estensi ed infine con la creazione
nel 1800 della Repubblica Italiana da parte di Napoleone,
poi trasformatasi nel 1805 in Regno dItalia. Nel Regno
dItalia napoleonico SantIlario era comune autonomo.
Nel 1814 il Comune comprendeva SantIlario, Calerno,
Gaida, Taneto e Martorano. Nel 1815 con la restaurazione
tornarono gli Estensi ma SantIlario rimase comune
autonomo sino al 1 gennaio 1828, quando in seguito ad una
riorganizzazione amministrativa fu riunito a Montecchio.
Nel 1859 la vittoria dei franco-piemontesi a Magenta mise
definitivamente termine al dominio estense e vi fu ladesione
al Regno di Sardegna, infine, con decorrenza dal 1°
gennaio 1860 il dittatore Farini elevò Sant'Ilario
a comune autonomo unendovi la villa di Calerno. Il 23 marzo
1860 si riunì per la prima volta il Consiglio comunale
di SantIlario presieduto dal Sindaco Gasparotti Andrea.
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa di Sant'Eulalia