Pianoro
è un comune di 16.851 abitanti della provincia di Bologna. È
uno degli otto comuni membri della Comunità Montana Cinque Valli
Bolognesi. Nell'Appennino a sud-est di Bologna, percorrendo la strada
della Futa in direzione di Firenze e passando per la frazione di Rastignano,
troviamo Pianoro. Il territorio è articolato lungo due vallate
poste sul torrente Zena e sul Savena, collegate fra loro da un reticolo
di strade di circa 300 km che mano a mano si elevano verso l'appennino.
La natura è particolarmente varia: da Bologna, lungo la prima
parte della valle del Savena si scorgono prospettive paesaggistiche
notevoli, su zone calanchive e costoni di arenaria di suggestiva bellezza
(il Contrafforte pliocenico). Lungo lo Zena si trova il Parco dei Gessi
Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa, mentre sul punto più alto
a 638 m. di altezza svetta il Monte delle Formiche con il caratteristico
santuario di Santa Maria di Zena, che si trova su uno sperone roccioso
tra le valli dell'Idice e dello Zena. Il santuario è noto anche
come Santuario del Monte delle Formiche, ed è di origine medioevale:
venne ricostruito nel 1297 dopo i danni subiti nella guerra fra Bologna
e Ferrara, ma è stato oggetto di diversi rimaneggiamenti anche
nel Settecento, nell'Ottocento, e poi nel 1955 per le deturpazioni subite
durante la seconda guerra mondiale. Il nuovo centro di Pianoro (Pianoro
Nuovo, costruito a partire dagli anni Cinquanta) sorge tre chilometri
a nord rispetto a quello antico (Pianoro Vecchio).
È in fase di attuazione il progetto la ristrutturazione del centro
di Pianoro, con demolizione delle vecchie e fatiscenti case costruite
dopo la guerra, nell'ambito di una trasformazione urbanistica del paese.
IL
FENOMENO DELLE FORMICHE ALATE
Il Monte delle Formiche, da cui si gode una bellissima vista, deve il
suo nome a un curioso fenomeno: intorno all'8 settembre, giorno della
festa della Madonna, sciami di formiche alate (Myrmica Scabrinodis)
raggiungono la vetta e qui muoiono. Questo è un fenomeno naturale
(anche se qui è particolarmente intenso e plateale) comune a
molti tipi di imenotteri: le formiche maschio, dopo l'accoppiamento,
sono attratte dai luoghi che si stagliano all'orizzonte e lì
si recano per morire. Le femmine andranno a cercare altri posti per
dar vita a nuove colonie. Il fenomeno è antichissimo dato che
nel 1400 la chiesa era denominata Santa Maria Formicarum. La tradizione
popolare ha attribuito all'evento una valenza quasi miracolosa, una
sorta di omaggio della natura alla Madonna: sotto l'immagine della Vergine
è riprodotto un distico latino che recita "centatim volitant
formicae ad Virginis aram quo que illam voliant vistmae tatque cadunt"
(ansiose volano le formiche all'altare della Vergine, pur sapendo che
ai suoi piedi moriranno). È tradizione che gli insetti vengano
benedetti e donati ai fedeli (la credenza popolare vuole che curino
alcuni malanni). Nelle vicinanze è ancora visibile la grotta
dove visse un eremita di nome Barberius nel XVI secolo (anche se recentemente
compromessa da una frana). Alla base del Monte delle Formiche, nei pressi
del torrente omonimo, si trova il Castello di Zena. L'edificio è
di origini medioevali, ma la sua architettura ha elementi compositi
del XIV e XVII secolo.
ORIGINI
E STORIA
Secondo notizie leggendarie, visse in questa zona un re etrusco di nome
Ocno (detto anche Bianore, lo stesso leggendario fondatore di Felsina,
Parma e Mantova, di cui parla anche Virgilio). Del passaggio di Etruschi
e Celti nel territorio vi sono prove presso il sito archeologico di
Monte Bibele (Monterenzio e Loiano). Segni del passaggio successivo
dei Romani si trovano nei toponimi ancora esistenti, per esempio Sesto.
Bonifacio di Canossa, proprietario di gran parte del territorio nell'
XI secolo, risiedeva nel castello di Pianoro, distrutto poi dai bolognesi
nel 1377 che accusavano i pianoresi di cospirare contro Bologna. Dal
XII secolo la storia di Pianoro segue quella di Bologna. Alla fine della
seconda guerra mondiale, nell'ottobre del 1944, dopo lo sfondamento
della linea Gotica vi furono numerosi bombardamenti e cannoneggiamenti.
Dopo alcuni tentativi gli alleati angloamericani conquistarono lo sperone
roccioso di Livergnano e lì si arrestarono. Il territorio comunale
divenne quindi teatro di un crudo scontro fra i tedeschi e gli angloamericani
nell'inverno 1944-45. I bombardamenti ed i combattimenti si intensificarono:
il paese fu distrutto quasi completamente (case, chiese, ponti, ferrovia,
le numerose ville patrizie situate lungo la valle del Savena). Secondo
le stime del genio civile il paese era distrutto al 98,5%. Nel 1974
furono trovati in località "il Pero" (Rastignano) 23
cadaveri attribuibili ad un eccidio effettuato dalle forze nazifasciste
in ritirata, ancora da indagare pienamente.
FRAZIONI
Botteghino di Zocca, Carteria, Gorgognano, Guzzano, Monte delle Formiche,
Montecalvo, Montelungo, Musiano, Pian di Macina, Pianoro Nuovo, Pianoro
Vecchio, Livergnano, Tazzola, Rastignano, Riosto, San Salvatore di Casola,
Sesto, Zena, Zula.
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 16.181 (M 7.953, F 8.228)
Densità per Kmq: 151,1 (dati Istat 2001)
CAP
40065
Prefisso Telefonico 051
Codice Istat 037047
Codice Catastale G570
Numero
Famiglie 6.590
Numero Abitazioni 7.092
Denominazione Abitanti pianoresi
Santo Patrono Santa Maria Assunta
Festa Patronale 15 agosto
Giorno di Mercato Settimanale mercoledì
Etimologia
(origine del nome)
Il nome deriva dal latino planum o planurium ed assume il significato
di "pianura tra due alture".
Il Comune di Pianoro fa parte di:
Comunità Montana Cinque Valli Bolognesi
Regione Agraria n. 4 - Colline del Reno
Parco dei Gessi Bolognesi e Calanchi dell'Abbadessa
Associazione Nazionale Città del Vino
Comuni Confinanti
Bologna, Loiano, Monterenzio, Monzuno, Ozzano dell'Emilia, San Lazzaro
di Savena, Sasso Marconi
Edifici religiosi
Santuario del Monte delle Formiche.