Sulle
colline bolognesi visitiamo Monteveglio con la sua nota Abbazia fondata
da Matilde di Canossa e il suo Parco Regionale; imperdibili anche le
Feste Medioevali di giugno per rivivere un passato glorioso. Limportante
progetto Carta Qualità Monteveglio segnala a turisti
e residenti le attività di servizio e le produzioni legate al
"sistema qualità di Monteveglio e del Parco". Da sottolineare
inoltre che lAmministrazione comunale effettua la raccolta differenziata
dei rifiuti: eliminati i cassonetti, la popolazione dispone di appositi
contenitori che vengono raccolti a giorni prestabiliti. A Monteveglio
ci troviamo nella zona dei vini DOC dei Colli Bolognesi; qui risiede
il Consorzio Vini Colli Bolognesi e restando in ambito economico segnaliamo
che da oltre 40 anni il marchio Mazzoni è presente sul territorio
come sinonimo di edilizia di qualità; oggi il Gruppo Mazzoni
con le sue divisioni e le sue aziende fornisce un servizio a 360°
nei principali settori: costruzioni generali ed infrastrutture con attestazione
SOA, immobiliare, calcestruzzi preconfezionati con sistema certificato
UNI EN ISO 9001-2000, materiali edili ed attrezzature, strutture in
legno, vasche in cemento e sistemi di depurazione. La Ditta R.B. Srl
da oltre 20 anni produce manufatti in cemento di ogni tipo e dimensione
con accuratezza e professionalità su di una superficie di 30.000
mq, inoltre, a vostra disposizione, un ricco e fornito magazzino di
materiali edili ed attrezzature per il cantiere a prezzi modici e contenuti,
con servizio di noleggio elettroutensili. La R.B. mette al servizio
ogni tipo di consiglio, preventivo, realizzazione. Concludiamo la nostra
visita ringraziando la Argos SpA, presente con uno spazio a parte.
Leconomia
trainante del paese
A Monteveglio
riveste un ruolo ancora significativo lagricoltura. In particolare
si producono i vini doc Colli Bolognesi: Pignoletto, Chardonnay, Sauvignon,
Pinot, Barbera, Cabernet Sauvignon, Merlot.
Nel Comune di Monteveglio ha sede il Consorzio Vini Colli Bolognesi
che si propone di difendere e tutelare la produzione dei vini DOC, incoraggiare
la diffusione dei vigneti idonei all'ambiente, sviluppare iniziative
per la conoscenza e la commercializzazione dei vini prodotti in zona.
Negli ultimi decenni hanno assunto un peso economico preminente le attività
artigianali e industriali, con la presenza di aziende di rilievo nazionale.
Parco Regionale
dellAbbazia di Monteveglio
Il Parco
Regionale dellAbbazia di Monteveglio si estende alla sinistra
dei torrenti Samoggia e Ghiaia di Serravalle, sui rilievi collinari
che si innalzano alle spalle del moderno abitato di Monteveglio. La
superficie complessiva è di circa 900 ettari, tutti compresi
nel territorio comunale di Monteveglio.
Il territorio del parco non richiama l'attenzione per singole emergenze
di grande rilievo ma si caratterizza nel suo complesso per la gradevolezza
del paesaggio, in larga parte frutto di pratiche agricole che si sono
tramandate per secoli sui versanti più dolci, e la presenza di
pronunciati rilievi come il colle su cui sorge l'abbazia e i monti Freddo,
Gennaro e Morello, tra i quali si approfondisce la bella vallecola del
Rio Ramato, cuore naturalistico dell'area protetta.
La tradizionale trama di coltivi, siepi e macchie boschive della collina
è a tratti interrotta da estesi affioramenti rocciosi che inaspriscono
il paesaggio e lo rendono ancora più composito e suggestivo.
Buona parte del parco è infatti occupata da calanchi, dove sono
messe a nudo antichissime rocce argillose ed è possibile apprezzare
il forte dinamismo della vegetazione; per il limitato disturbo antropico
i bacini calanchivi sono anche preziose aree di rifugio per la fauna
e, insieme all'appartata vallecola del Rio Ramato, rappresentano i luoghi
di maggiore pregio naturalistico del parco.
Macchie di bosco, calanchi di antichissime rocce argillose e coltivazioni
che si integrano con aree di rifugio per la fauna rendono le passeggiate
molto suggestive .
Nel disegno dei campi che segnano le ondulazioni dei versanti spicca
la coltivazione della vite, ancora di grande rilievo nella zona, che
oggi produce vini di qualità ottenuti con tecniche improntate
al rispetto dellambiente.
Il Parco organizza attività didattiche scolastiche proponendosi
come laboratorio per lo studio sul campo delle diverse componenti naturali
e delle loro trasformazioni; il Parco è anche sede di unintensa
attività di educazione ambientale che coinvolge le scuole dei
comuni richiamando scolaresche da tutta la provincia.
TEMI DI APPROFONDIMENTO SULLA CITTA'
Monteveglio è uno dei Comuni della Provincia di Bologna posto
sulle colline occidentali, ai confini con la provincia di Modena. La
località è costituita da due distinti centri abitati;
il più antico, che comprende tutti i monumenti e a cui si riferisce
una storia importante e di notevole interesse, è posto sul culmine
di una collina, mentre ai piedi del colle si estende labitato
più recente.
Attualmente il centro antico è abitato e ben conservato creando
una suggestiva cornice ed unatmosfera magica che avvolge il turista;
il centro abitato principale invece sorge ai piedi dellantico
borgo medioevale, e si estende verso la città di Bologna con
una zona artigianale in continua espansione.
Monteveglio è ricchissimo di storia perché costituì
per molti secoli, terra di confine fra i bizantini e i longobardi, fra
la Chiesa e lImpero, fra Bologna e Modena. Questo passato glorioso
rivive nelle tradizionali Feste Medioevali che si svolgono ogni anno
la seconda settimana di giugno. Si tratta di una rievocazione storica
del periodo medioevale: viene ricreato allinterno del borgo dellAbbazia
il periodo matildico, con lallestimento di locande, costumi, musiche
e spettacoli di intrattenimento.
LAmministrazione
comunale nel corso del 2005 ha avviato un importante progetto di raccolta
differenziata dei rifiuti che ha valso a Monteveglio il riconoscimento
di Comune riciclone.
Dal territorio comunale sono stati eliminati tutti i cassonetti, a ciascun
nucleo familiare e azienda sono stati consegnati appositi contenitori
per la raccolta differenziata dei rifiuti (organico, carta, plastica,
vetro, indifferenziato) che a giorni prestabiliti vengono raccolti presso
ciascuna abitazione.
Questo nuovo sistema, grazie allimpegno e al senso civico dimostrato
dai cittadini, ha consentito di raggiungere in pochi mesi una percentuale
di raccolta differenziata pari al 65%.
E
stato altresì avviato il progetto Carta Qualità
Monteveglio, ad adesione volontaria, rivolto allenogastronomia,
allaccoglienza visitatori, ai servizi, alle iniziative pubbliche,
con lobiettivo di aumentare la qualità della vita dei cittadini
residenti, dei visitatori, del comprensorio della Valle del Samoggia
diminuendo gli impatti antropici sullambiente naturale.
La presenza di un Parco naturale è certamente un "valore
aggiunto" per le imprese del settore agricolo, turistico ed artigianale
che si trovano nell'area.
La "carta qualità" è un documento nel quale
sono inseriti, e quindi segnalati a turisti e residenti, le attività
di servizio e le produzioni più strettamente legate al "sistema
qualità di Monteveglio e del Parco" e che rendono l'area
un territorio unico.
In pratica, si tratta di un'iniziativa di "marketing territoriale",
intesa a promuovere il territorio del Comune e del Parco nel suo complesso,
costituito da animali, fiori, colline e paesaggi, storia e cultura,
ma anche da strutture turistiche di qualità per accogliere i
visitatori, da prodotti agricoli tipici, da produzioni artigianali tradizionali.
La carta qualità ha quindi la precipua funzione di
garantire la qualità a chi visita il territorio: chi viene segnalato
rispetta degli standard ufficiali e contribuisce alla qualità
del "prodotto Monteveglio".
Il Comune
di Monteveglio organizza ogni anno il Concorso Vini Abbazia di
Monteveglio.
La zona dei Colli Bolognesi, grazie alla crescita culturale e professionale
dei produttori nonché alla loro capacità di confrontarsi
con un mercato sempre più competitivo e selettivo, è ormai
conosciuta come area di vini di qualità e di pregio e si colloca
tra le zone tipiche italiane di migliore produzione vinicola. Il Concorso
ha accompagnato questa fase di crescita.
I suoi obbiettivi sono quelli di valorizzare sempre più la zona
di produzione dei Colli Bolognesi, di stimolare i viticoltori
ad un sempre miglioramento del prodotto, nonché di orientare
il consumatore nella scelta dei vini di qualità più elevata.
Il Concorso richiede un particolare sforzo organizzativo. I vini vengono
prelevati dalla Polizia Municipale e dal Segretario del Concorso presso
le aziende agricole, ogni bottiglia anonima viene sigillata e contrassegnata
con un numero identificativo.
Quindi i vini vengono sottoposti allesame di una commissione di
esperti, in parte Sommelier ed in parte enologi.
I vini vincitori vengono premiati nellambito di unimportante
manifestazione che vede la partecipazione di numerose autorità
locali ed esperti del settore.
Progetti
per limmediato futuro
Sono in
fase di realizzazione alcune piste ciclabili, che consentiranno di fruire
al meglio del territorio, in particolare del Parco.
Caratteristiche
peculiari della città (monumenti, edifici storici, natali di
personaggi famosi, avvenimenti storici ecc.)
L'antico
abitato posto sulla collina ha avuto un passato glorioso, un episodio
che spinse il monaco Doninzone, contemporaneo di Matilde di Canossa
e cantore delle gesta della gran contessa, a definire Monteveglio "memoranda
nei secoli".
Attorno alla metà del X secolo Monteveglio divenne feudo dei
conti di Canossa, nel 1076 la località fu ereditata da Matilde,
contessa di Canossa e marchesa di Toscana. Nella lotta tra l'impero
e il papato, Matilde di Canossa si schierò a fianco della Chiesa
e quindi contro l'imperatore Enrico IV. L'imperatore pensò di
punire Matilde di Canossa e mosse alla conquista delle sue terre. Ma
fu proprio Monteveglio che mandò in fumo i piani dell'imperatore:
resistette vittoriosamente per quattro mesi al drammatico assedio delle
armate di Enrico IV, il quale, umiliato e addolorato per la perdita
del figlio durante la battaglia finale, ordinò la ritirata.
Storia anche miracolosa, come quando, nella notte tra il 24 e 25 marzo
del 1527, ricorrenza dell'annunciazione di Maria, Monteveglio, stretta
d'assedio dai Lanzichenecchi, fu salvata da una tempesta di neve che
disperse i feroci assedianti. L'episodio è ricordato in una lapide
seicentesca murata nella parete posta a sinistra dell'altare della Chiesa
dell'Abbazia.
Tutti gli anni da allora i Montevegliesi onorano il voto alla Madonna
e per testimonianza il Sindaco consegna al parroco di Monteveglio nel
suggestivo scenario dellAbbazia un cero votivo nel giorno dellAnnunciazione
(25 marzo).
Unaltra tradizione le cui origini risalgono al passaggio degli
spagnoli nel territorio di Monteveglio rivive ogni anno nella frazione
di Oliveto, tra le stradine tortuose del Borgo Medioevale: la Festa
della Saracca.
Era il 1527 e gli stranieri trasmisero agli abitanti del luogo una festa
popolare madrilena denominata El Entierro de la Sardina,
che simboleggia il passaggio dal carnevale alla quaresima, ma anche
la fine dellinverno e linizio della primavera.
Al contempo era un rito con il quale si celebrava il funerale della
saracca (sardina) e simbolicamente anche le difficoltà e il cibo
scarso della cattiva stagione, per aprirsi alla venuta dellauspicata
abbondanza primaverile.
La manifestazione viene accompagnata dalla musica, dai balli popolari
e dalle maschere di carnevale.
Non molto
è rimasto del castello di Monteveglio. L'antica rocca è
totalmente scomparsa e del castello è rimasto solo il portale,
sormontato dal cammino di ronda con merli a coda di rondine, oltre al
grande torrione merlato che difendeva il castello. Delle altre torri,
mura e costruzioni fortificate restano solo poche tracce.
Sorte diversa ha avuto l'Abbazia, il più insigne monumento di
Monteveglio, che con la chiesa è stata totalmente restaurata.
Forte della sua posizione dominante, il complesso conventuale si staglia
allinterno del Parco Regionale dellAbbazia, su un paesaggio
macchiato dai coltivi e addolcito nel tratto da secolari olivi e da
filari viti.
Della struttura
primitiva, che ospitò, a partire dallXI secolo, un gruppo
di canonici regolari provenienti da San Frediano da Lucca, restano nei
chiostri e nellabside tracce delle antiche vestigia. Lattuale
complesso abbaziale mostra oggi il bel profilo romanico dallalto
di un colle sul quale sorge ed è circondato da un piccolo abitato
medievale al quale si accede dopo aver varcato la porta dellantico
castello.
La romanica Pieve di Santa Maria, nominata nella vulgata popolare abbazia
poiché nellanno 1625 il pontefice Gregorio XV concesse
al priore il titolo di abate mitrato, è stata nei secoli centro
di profonda spiritualità, come testimoniano le comunità
lì ospitate: Canonici Regolari Lateranensi, Comunità di
don Dossetti ed, oggi, i Fratelli di San Francesco.