Forlì
è una città di 114.054 abitanti (al 30 aprile 2007) della
provincia di Forlì-Cesena, della quale è il capoluogo
insieme alla città di Cesena, anche se è stata, per quasi
tutto il XX secolo,capoluogo unico della provincia di Forlì,
nome sotto il quale era compreso anche il territorio ora facente parte
della provincia di Rimini. Forlì è una città dell'Emilia-Romagna
ed in particolare si trova in Romagna, di cui è, come dice Dante
nel De Vulgari eloquentia, "meditullium", cioè l'area
centrale. Questo primato è anche linguistico anche se in questo
caso il forlivese deve spartire questa centralità con il faentino
costituendo assieme a quest'ultimo il dialetto romagnolo tipico (anche
se fra i due esistono comunque differenze), visto che il romagnolo tende
a perdere questa o quella peculiarità a mano a mano che si avanza
verso laperiferia della Romagna e che la lingua subisce, per ciò,
gli influssi delle zone circostanti.
ETIMOLOGIA
Deriva da forum Livii e si riferisce alla gens Livia. Il termine forum
si riferisce alla presenza di un mercato e quindi di un borgo.
Origini
La località dove Forlì sorge fu abitata sin dal Paleolitico,
come dimostrano i copiosi ritrovamenti di Monte Poggiolo, con migliaia
di reperti datati a circa 800.000 anni fa. La città è
poi sorta su un antico insediamento commerciale, chiamato dagli Etruschi
"Ficline", sito sulla linea di confine che separava il territorio
controllato dai Lingoni da quello dei Senoni. Il nome è di origine
romana (Forum Livii): il castrum fu probabilmente fondato nel 188 a.C.,
secondo la tradizione, da Caio Livio Salinatore, figlio del console
Marco Livio Salinatore che, nel 207 a.C., sconfisse l'esercito cartaginese
guidato da Asdrubale nella battaglia del Metauro. Della città
romana rimangono pochi resti, specialmente sotterranei (ponti, strade
lastricate, fondazioni). Il forum doveva essere all'altezza dell'attuale
piazza Melozzo, mentre è probabile l'esistenza di un castrum
nella zona dei Romiti, sulla via per Firenze. Il castrum chiamato Livia
e il forum detto Livii rifondarono l'etrusca Ficline dando luogo a Forlì.
Un
importante pagus risalente agli anni in cui era Imperatore Costanzo
II è stato rinvenuto nei pressi della località Pieveacquedotto,
dove vi scorreva l'acquedetto di Traiano.
Piazza
Aurelio Saffi
Ai tempi del forum romano, la Piazza Aurelio Saffi era solo un largo
spazio ai confini della centuriazione, lungo la via Emilia versoRimini.
Diventa, come è tutt'oggi, luogo centrale della città
nel Medioevo, col nome di Campo dell'Abate (il riferimento è
all'Abbazia di San Mercuriale, di cui sotto) e poi di Piazza Maggiore.
Dopo l'unificazione d'Italia, viene dedicata a Vittorio Emanuele II.
Al termine della seconda guerra mondiale, durante la permanenza delle
truppe anglo-americane a Forlì (successiva alla liberazione della
città dai nazi-fascisti), la piazza è ribattezzata St.
Andrew's Square ("piazza di S. Andrea").
Con l'avvento della repubblica, viene intitolata al mazziniano forlivese
Aurelio Saffi, celebrato da un apposito monumento, posto al centro della
piazza, in sostituzione della precedente colonna della Madonna del Fuoco
(spostata in Piazza del Duomo). Il risultato è una piazza che
Antonio Paolucci ha definito "uno scenario metafisico alla Giorgio
De Chirico".
Piazza
del Duomo e Piazza Ordelaffi
I due spiazzi contigui sono sovrastati dalla fabbrica del Duomo, già
chiesa di S.Croce, la cattedrale cittadina. A nord di piazza Ordelaffi
si trova l'imponente palazzo Paolucci-Piazza o Paulucci-Piazza, dal
nome delle due antiche famiglie nobiliari già sue proprietarie,
ora sede della Prefettura: si tratta di un palazzo del XVII secolo costruito
in modo da ricordare il Palazzo del Laterano e il Palazzo farnese, a
Roma. Al centro di piazza del Duomo si erge la colonna votiva della
Madonna del Fuoco, protettrice della città; fu eretta originariamente
in piazza Saffi, da dove fu spostata alla fine dell'Ottocento per lasciar
posto al monumento commemorativo del patriota forlivese Aurelio Saffi.
Il 1° maggio 2007, una parte di piazza del Duomo ha preso il nome
di piazza Giovanni Paolo II, in ricordo della visita che il Santo Padre
fece a Forlì l'8 maggio 1986.
Corso
della Repubblica
Il Corso della Repubblica, forse la principale strada cittadina, costituisce
il ramo della via Emilia verso est interno al centro storico. È
la spina dorsale del rione chiamato tradizionalmente "Borgo Cotogni"
per un antico insediamento dei Goti (da "Gotogni") che ivi
si erano stanziati nel V secolo. Appare come un lungo rettilineo di
aspetto moderno, al termine del quale si scorge l'obelisco del monumento
ai caduti di piazzale della Vittoria.Negli anni 30 si chiamava corso
Vittorio Emanuele. Vi sorge la barocca chiesa di Santa Lucia, protettrice
della vista e festeggiata il 13 dicembre. Vi si affacciano anche la
biblioteca e la sede dei principali musei comunali, compresa la pinacoteca
nell'imponente palazzo Merenda, già sede dell'antico ospedale
cittadino.Sempre nel palazzo del Merenda nelle sale dell'armeria Albicini
sono visibili affreschi (1924)del pittore forlivese Francesco Olivucci
(1899-1984). Forse l'unico complesso realizzato a Forlì da un
maestro internazionale dell'architettura è L'Hotel della Città
e de la Ville con il Centro Studi Fondazione Livio e Maria Garzanti.
È opera dell'architetto milanese Giò Ponti su incarico
di Aldo Garzanti. Progettato nel 1953 e terminato nel 1957 è,
con i suoi spioventi invertiti, le finestre esagonali, gli spazi aperti
ed il respiro fra i corpi, un'icona degli anni cinquanta.
Corso
Giuseppe Mazzini
Questo corso, via di porticati e negozi, congiunge piazza Saffi con
la via Ravegnana (per Ravenna), verso nord, dove un tempo sorgeva la
Porta di San Pietro. L'antica chiesa, ora scomparsa, di San Pietro in
Scottis, rifugio per pellegrini scozzesi, dà nome al rione "San
Pietro". Appena imboccato il Corso, provenendo da Piazza Saffi,
si trova, in una via a sinistra, la Torre Numai, ricordo di un'antica
famiglia nobiliare. Importante è la chiesa del Carmine, che ospita
il convento dei carmelitani: l'ingresso presenta un pregevole fregio
in marmo d'Istria, in origine abbellimento dell'entrata del Duomo.
Corso
Giuseppe Garibaldi
Si tratta del corso più lungo, che da piazza Saffi arriva a Porta
Schiavonia e costituisce la parte di via Emilia verso ovest, cioè
verso Faenza e Bologna, attraversando la zona più antica della
città, dove notevoli palazzi signorili si sono conservati fino
a oggi. È la strada più antica della città, attorno
alla quale Forlì ha cominciato a svilupparsi. Il nome "Schiavonia",
ampliato tutt'ora all'intero rione, deriva dal ricordo degli schiavi
forlivesi deportati in Spagna dal barbaro Alarico e liberati dal vescovo
Mercuriale. Per magnificare l'epopea risorgimentale, su proposta dell'onorevole
forlivese Tito Pasqui, il corso fu poi dedicato a Giuseppe Garibaldi.
All'altezza
di piazza Melozzo, in corrispondenza della chiesa, già cattedrale,
della SS.Trinità - dove sono conservati, oltre all'antica cattedra
di S. Mercuriale, i resti del pittore forlivese -, sono state trovate
le testimonianze del centro romano: lì sorgeva l'incrocio fra
cardum e decumanum maximum.
Al termine del corso si arriva a Porta Schiavonia, unico dei quattro
ingressi rimasti in piedi: le altre barriere, insieme alle mura medievali,
sono state demolite nel 1905 (o bombardate nel '44) per permettere lo
sviluppo della rete stradale e la costruzione dei viali di circonvallazione
del centro storico; l'aspetto attuale della porta risale al Settecento.
Corso
Armando Diaz
Questo corso porta da piazza Saffi al piazzale di Porta Ravaldino (porta
non più esistente), e al viale dell'Appennino che, verso sud,
collega la città a Predappio e Castrocaro Terme, dirigendosi
poi a Firenze. È l'asse portante del rione "Ravaldino",
nome di origine incerta, ma noto fin dal Medioevo. Esiste, nelle prime
colline forlivesi, anche una località chiamata "Ravaldino
in Monte".
Vicino
al centro sorge il palazzo Orsi Mangelli, ora sede del polo universitario
decentrato dell'ateneo di Bologna. Sempre all'inizio del Corso, si trova
il Teatro Comunale intitolato al drammaturgo forlivese Diego Fabbri.
Più avanti, si trova l'interessante chiesa di S. Antonio Abate
in Ravaldino, degli inzi del XVIII secolo, che ospita, tra altri bei
dipinti e statue lignee, una Visitazione di Marco Palmezzano; si segnala
anche un organo di Alessio Verati. Il tratto finale affianca la possente
Rocca di Ravaldino, cittadella centrale nel sistema difensivo delle
mura medievali già ai tempi degli Ordelaffi e centro di governo,
in particolare sotto Caterina Sforza: la Rocca fu il principale teatro
dello scontro con le truppe francesi e pontificie di Cesare Borgia.
Ne L'Arte della Guerra, Machiavelli descrive la Rocca così: "Era
tutta quella fortezza piena di luoghi da ritirarsi dall'uno nell'altro,
perché vi era prima la cittadella, da quella alla rocca era uno
fosso, in modo che vi si passava per uno ponte levatoio; la rocca era
partita in tre parti, e ogni parte era divisa con fossi e con acque
dall'altra, e con ponti da quello luogo a quell'altro si passava".
Il
quartiere Ronco
Ronco è un quartiere orientale facente parte della quarta circoscrizione
del Comune di Forlì. Il quartiere conta 5.421 abitanti ed è
lambito dall'omonimo fiume, tra le infrastrutture presenti sul territorio
va ricordato l'Aeroporto Civile di Forlì "L. Ridolfi".
Conta due parrocchie, un cinema, un albergo, il Parco di Via Dragoni,
pizzerie, esercizi e centri commerciali, scuole. Fino alla Prima guerra
mondiale era il lido di Forlì: sulle rive del fiume i villeggianti
potevano fare il bagno contando su veri e propri stabilimenti "balneari".
La frazione fu sede di una commenda di ospitalieri ed ora è l'ingresso
est della città, lungo la via Emilia. Subito dopo il ponte sul
fiume Ronco ci si trova sul lungo rettilineo (viale Roma) che conduce
al centro di Forlì. Durante la Seconda guerra mondiale, nel settembre
del 1944 la zona dell'Aeroporto fu teatro di esecuzioni da parte dei
nazifascisti ai danni di persone di origine ebraica, partigiani, antifascisti.
I crateri provocati dalle bombe venivano utilizzati come fosse comuni
dopo le esecuzioni. In via Seganti è eretto un cippo alla memoria
di molti dei caduti, non tutte le salme infatti poterono essere identificate
con precisione. Presso l'aeroporto, sorge il polo aeronautico, composto
dall'istituto tecnico aeronautico (ITAER), la facoltà di ingegneria
aerospaziale dell'Università di Bologna e la scuola per controllore
di volo dell'ENAV. I nomi delle strade ricordano personaggi o fatti
legati alla storia del volo, come Francesco Baracca, Icaro, Fratelli
Montgolfier, Avieri, Trentesimo Stormo e Fratelli Zannetti. Il progressivo
espandersi delle urbanizzazioni ha reso Ronco una propaggine della città
senza interruzioni.
Il
quartiere Vecchiazzano
È un quartiere collinare, situato oltre il fiume Rabbi vicino
alla confluenza col fiume Montone. Nelle vicinanze sorgono le prime
colline di Massa e Sadurano, raggiungibili attraverso la via del Tesoro.
Il borgo, sviluppatosi anticamente col nome "Veclezio", ha
nucleo originario sulla via Castel Latino che, da Forlì, attraversando
il "Ponte vecchio", raggiunge Terra del Sole, Castrocaro e
Firenze. Vi sorge l'ospedale Morgagni-Pierantoni e un cimitero di guerra
inglese. La chiesa principale è la parrocchiale di San Nicola.
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 118.167 (M 56.944, F 61.223)
Densità per Kmq: 517,8
Superficie: 228,19 Kmq
CAP
47121-47122 (cerca)
ex CAP (non valido) 47100
Prefisso Telefonico 0543
Codice Istat 040012
Codice Catastale D704
Denominazione
Abitanti forlivesi
Santo Patrono Madonna del Fuoco
Festa Patronale 4 febbraio
Il
Comune di Forlì fa parte di:
Regione Agraria n. 4 - Pianura del Forlivese e del Cesenate
Associazione Nazionale Comuni Aeroportuali Italiani
Associazione Rete Italiana Città Sane - OMS
Comuni
Confinanti
A nord: Russi (RA); a nord-est: Ravenna (RA); a nord-ovest: Faenza (RA);
a ovest: Brisighella (RA), Castrocaro Terme e Terra del Sole; a sud:
Meldola; a sud-est: Bertinoro, Forlimpopoli; a sud-ovest: Predappio
MUSEI
Galleria "Giuseppe Pedriali"
Museo Storico Sezionale "D. Foschi"
Museo Ornitologico "Ugo Foschi"
Museo Etnografico: Sezione Civiltà Contadina
Museo Etnografico "Benedetto Pergoli"
Museo di San Domenico
Museo del Teatro Romagnolo
Museo del Risorgimento
Collezione "Giuseppe Verzocchi"
Armeria "Albicini"
EDIFICI
STORICI
Rocca di Ravaldino
EDIFICI
RELIGIOSI
Santuario Madonna del Fuoco
Santuario di San Pellegrino :: Servi di Maria
Santuario di Montepalo
Basilica di San Mercuriale
TEATRI
Teatro Diego Fabbri
Teatro Il Piccolo
Teatro Giovanni Testori
IMPIANTI SPORTIVI
Stadio Comunale T. Morgagni