Importante
città di 55.000 ab., Faenza fu fondata dai romani
nel 180 a.C. con il nome di Faventia. La posizione strategica
sulla Via Emilia, ne ha da sempre favorito l'economia.
In particolare la ceramica, famosa in tutto il mondo, ha
una tradizione plurisecolare. Faenza, per la natura del
suo terreno ricco di argille, divenne fin dal medioevo un
centro ceramico di grande importanza. I vasai faentini nei
primi secoli dopo il Mille svilupparono particolari tecniche
di rivestimento dei manufatti. Dal patrimonio di questo
antico mestiere si sono costituite cooperative, botteghe
ed ateliers che caratterizzano a tuttoggi la realtà
della città. Il Museo Internazionale delle Ceramiche,
che conserva splendide collezioni di oggetti di ogni età
storica e Paese. Ad esso si aggiungono le 60 botteghe darte,
le scuole superiori e universitarie, che hanno formato in
tutto il mondo artisti e tecnici nel settore, le manifestazioni
internazionali darte, i centri di ricerca sullinnovazione
ceramica e le industrie di settore. Tra le realtà
economiche indichiamo la 3C Casalinghi SpA, azienda leader
in Italia nella distribuzione di articoli per la casa e
le grandi comunità . Tali prodotti vengono ricercati
e selezionati in Italia e all'estero e sono in gran parte
esclusivi e a marchio proprio. Piatti, posateria, pentolame
e tutto ciò che serve per la preparazione in cucina
e il servizio in tavola compongono il vasto assortimento
proposto dall'azienda. I clienti a cui la 3C si rivolge
sono la grande distribuzione, i negozi tradizionali e il
canale alberghi-ristoranti comunità.
ETIMOLOGIA
Deriva dal termine latino Faventia (favorevole, che porta
favore) che è a sua volta un composto del verbo favere
(favorire) e del suffisso -entia.
CULTURA
La città è legata alle sue radici culturali
romagnole, ed in particolare al suo dialetto. Assieme a
Forlì si spartisce la fama di dialetto tipico romagnolo,
anche se fra i due vi sono significative differenze. Difatti
in questo territorio perfino fra due frazioni separate da
pochi chilometri di strada possono riscontrarsi significative
differenze di idiomi e accenti. Se poi ci si allontana dalla
Romagna centrale, la lingua tende a perdere questa o quella
peculiarità a mano a mano che si avanza verso la
periferia, in quanto subisce gli influssi delle zone circostanti.
In
età neoclassica, artisti come Giuseppe Pistocchi,
Giovanni Antonio Antolini, Pietro Tomba e Antonio Trentanove
furono artefici di una profonda trasformazione culturale
della città.
STORIA
Le origini della città si perdono nella mitologia.
Pare, infatti che i coloni attici che, risalendo l'Adriatico,
fondarono Ravenna, si fossero spinti nel entroterra fondando
l'isediamento di Foentia. La città crebbe come centro
commerciale sotto etruschi e celti grazie alla posizione
favorevole offertale dal incrcio fra il fiume Lamone, la
via salaria che attraverso gli appennini portava il sale
in etruria e campania e la strada che poi i romani avrebbero
lastricato e chiamato Aemilia. In seguito alla conquista
romana nel II secolo a.C. fu colonia d'insediamento (Faventia)
e si sviluppò grazie alla produzione agricola, tessile
e ceramica. Qui, nel 82 a.C. il sillano Quinto Cecilio Metello
Pio sconfisse l'esercito del populares Gneo Papirio Carbone,
durante le guerre civili della tarda repubblica romana.
Decaduta a partire dal II secolo d.C., è ricordata
dalle cronache per la battaglia combattutasi nel 542, nella
quale Totila e l'esercito ostrogoto, sconfissero i Bizantini.
Al VII secolo risale la prima cinta muraria, costruita per
difendere la città dai Longobardi. Fu nuovamente
prospera a partire dall'VIII secolo. Dominata in epoca alto-medioevale
dai vescovi, divenne nel XII secolo libero comune. Faenza
fu famosa per la sua propensione alle guerre e fu perciò
coinvolta nei principali avvenimenti anche a livello nazionale.
Inizialmente fedelissima all'imperatore, e questo trova
conferma anche dalla visita di Federico Barbarossa che qui
si fermò per diverso tempo con tutta la sua corte,
aderì in seguito alla Lega Lombarda (1178). Nel periodo
guelfo fu spesso in contrasto con la ghibellina Forlì.
Nel 1241 fu assediata e presa dall'imperatore Federico II,
con l'aiuto dei forlivesi e di Teobaldo Ordelaffi. In seguito
passò sotto il potere di Maghinardo Pagani, signore
di Palazzuolo, che approfittò della divisione fra
guelfi e ghibellini. Maghinardo ebbe un ruolo molto importante
nella storia della città e si dimostrò un
ottimo politico ed un astuto stratega.
Questa
peculiarità guerresca di Faenza, comune a quasi tutte
le città romagnole dell'epoca, accompagna la città
in diverse menzioni nella divina commedia. Faentino è,
in particolare, Frate Alberigo dei Manfredi, collocato nella
terza zona dell'ultimo cerchio dell'inferno,quello i traditori
degli ospiti, al canto XXX, ed è l'ultimo peccatore
(quindi il peggiore) a dialogare con Dante. L'onore della
città è riscattato, fortunatamente, al XXI
canto del Paradiso dove compare San Pier Damiani. Raggiunse
la massima fioritura sotto la signoria dei Manfredi (dal
1313, e in particolare di Carlo II Manfredi, sotto il quale
venne rinnovato il centro urbano con la costruzione della
cattedrale e del palazzo del popolo. In epoca rinascimentale
divenne celebre per la produzione di oggetti in ceramica,
esportati in tutta Europa. Per questo motivo il toponimo
stesso è diventato sinonimo di maiolica in molte
lingue, tra cui il francese (faïance) e l'inglese (faience).
Nel
1500 la città fu assediata dalle truppe mercenarie
di Cesare Borgia, alle quali resistette per 6 mesi guidata
dal sedicenne Astorgio Manfredi, poi catturato a tradimento
e imprigionato a Roma dal Valentino. Pochi anni dopo il
corpo del giovane signore fu ritrovato nelle acque del Tevere.
Crollato il fragile regno del Borgia, con la morte del padre
papa Alessandro VI fu brevemente occupata dai veneziani
(1509/1510) ed entrò quindi a far parte dello Stato
della Chiesa. Durante il governo di Guicciardini della Romagna
pontificia, gode di particolare favore, tanto che lo storico
vi soggiorno per quasi tutto il 1525. E' in questa fase
che Faenza attrae tanti perseguitati religiosi dell'Europa
del nord e dell'est tanto da essere definita città
protestante.
La
Chiesa non tardò a prendere le necessarie contromisure.
Infatti dopo il concilio di Trento, è sede del Tribunale
della Santa Inquisizione per la Romagna, che porta via dalla
città gli immigrati e gli artisti stranieri immigrati
negli anni precedenti. Nel 1608, la città diede i
natali al noto fisico e matematico Evangelista Torricelli
discepolo di Galileo e inventore del barometro.
Nella
seconda metà del XVIII secolo Faenza divenne un'importante
centro del neoclassicismo italiano. Nel 1797 vicino Faenza,
sul Senio, si combatté la battaglia decisiva (ma
dall'esito scontato) fra le milizie pontificie e l'esercito
di Napoleone. Sotto l'occupazione napoleonica Faenza fu
sede tra il 1803 e il 1815 dell'unico liceo del dipartimento
del Rubicone, che comprendeva l'intera Romagna, grazie all'impegno
dell'intellettuale faentino Dionigi Strocchi (che diresse
dal 1806 al 1809) e dell'amico Vincenzo Monti.
Nel
1891 è nato a Faenza Pietro Nenni, leader storico
del socialismo italiano, considerato tra i padri della repubblica.
Il
punto di magior splendore della Faenza post unitaria fu
raggiunto nel 1908 con l'Esposizione Torricelliana, una
manifestazione imponente che fu visitata ed inaugurata dal
re in persona portando Faenza alla ribalta nazionale. L'esposizione
raccoglieva nelle sale dell'ex convento di San Maglorio
i prodotti ceramici contemporanei (provenienti da tutta
Europa). Insieme ad esse sono stati esposti tanti esemplari
prodotti da antiche fornaci italiane. Conclusasi l'Esposizione
grazie ai doni degli espositori nacque il Museo che è
oggi famoso in tutto il mondo, con tanti visitatori e uno
dei vanti della città.
Faenza
è tra le città decorate al valor militare
per la guerra di liberazione ed è stata insignita
della croce di guerra al valor militare per i sacrifici
delle sue popolazioni e per la sua attività nella
lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale. Nella
lotta partigiana si distinse particolarmente Benigno Zaccagnini,
leader storico della Democrazia Cristiana (dal 1975 al 1980).
Museo
internazionale delle Ceramiche
Il Museo internazionale delle Ceramiche, fu fondato nel
1908 da Gaetano Ballardini, è diventato un importante
centro culturale di ricerca e di documentazione per la ceramica
di tutto il mondo e può proporre al pubblico un'ampia
campionatura di quanto è stato prodotto dall'antichità
classica fino ai giorni nostri. Il Museo è attualmente
interessato da un ampio processo di trasformazione che,
grazie all'aumento degli spazi espositivi, permetterà
(ed in parte ciò è già visibile) una
più razionale e comprensibile presentazione delle
opere al pubblico.
Il
percorso prende avvio con le ceramiche precolombiane, proposte
con il supporto di una raffinata didattica, cui seguono
quelle dell'antichità classica dalla preistoria all'epoca
romana - e quindi i manufatti provenienti dall'Estremo Oriente
(Cina, Giappone, Corea) e dal Medio Oriente. Al piano superiore
del vecchio quadrilatero è presentata l'evoluzione
delle ceramiche di Faenza dal Basso Medioevo al Rinascimento,
che può essere messa a confronto con la produzione
del Rinascimento italiano, ripartita per le varie regioni.
Una sezione illustra i successivi sviluppi della ceramica
italiana dal Seicento all'Ottocento mentre nella Sala Europa
si può ammirare una selezione dei prodotti delle
principali manifatture europee. Il Museo non si rivolge
solo alle ceramiche del passato, ma è attento a quanto
ancora oggi si produce nel settore. Ecco allora i vasti
spazi dedicati al contemporaneo che prende le mosse dalle
opere dei Premi Faenza, un concorso internazionale che si
celebra dal 1938. La sezione accoglie, oltre ad una selezione
di designers, anche capolavori di artisti universalmente
riconosciuti come Picasso, Matisse, Rounault, Léger,
Chagall, Leoncillo, Fontana, Burri, Martini, Melotti, Nespolo,
Baj, Arman, Matta. Infine, nella nuova sala conferenze,
il visitatore può accedere a una multivisione sulla
genesi del Museo.
IL
DUOMO
La cattedrale, espressione dell'architettura rinascimentale
in Romagna, è di influenza toscana. La sua costruzione,
su progetto di Giuliano da Maiano, fu iniziata nel 1474,
e non si concluse prima del 1515; la consacrazione al culto
di San Pietro apostolo avvenna nel 1581. Il paramento marmoreo
della facciata è rimasto incompiuto e rimane a vista
la tessitura con mattoni sporgenti della muratura. L'interno,
a tre navate, custodisce opere d'arte del periodo rinascimentale,
soprattutto sculture, tra cui:
l'arca
di San Terenzio, del 1462, opera di un maestro toscano;
l'arca di di Sant'Emiliano, della seocnda metà del
Quattrocento (alcuni rilievi marmorei sono oggi al Museo
Jacquemart-André di Parigi;
l'arca di San Savino, compiuta nel 1468, forse scolpita
a Firenze da Benedetto da Maiano;
la cappella della Beata Vergine delle Grazie, eretta a santuario
diocesano, che custodisce un affresco staccato del 1412;
l'affresco raffigura Maria nell'atto di spezzare delle frecce,
simbolo dei pericoli da cui lei offre protezione.
LA
PINACOTECA
La Pinacoteca ha origine nel 1797, quando l'amministrazione
comunale acquistò un'importante collezione di stampe,
disegni, gessi e dipinti dall'artista Giuseppe Zauli, cui
ben presto si aggiungesero altre opere d'arte, provenienti
dai conventi e dalle chiese soppressi in forza delle leggi
napoleoniche. Essa venne aperta al pubblico nel 1879, nell'ex
convento dei Gesuiti, ora chiamato Palazzo degli Studi.
Da allora, e fino ai nostri giorni, il patrimonio artistico
è stato notevolmente aumentato da ricche donazioni
di privati, da depositi di Enti pubblici, dai reperti archeologici
emersi a seguito delle attività edilizie.
Altri
musei sono il Museo civico di Scienze naturali di Faenza
e il Museo dell'età neoclassica. Il "Museo Carlo
Zauli", fondato dopo la sua morte nel 2002 nel laboratorio
dell'artista, scultore e ceramista, raccoglie le sue opere
in una collezione permanente.
MANIFESTAZIONI
Importanti sono le Manifestazioni internazionali della ceramica
d'arte contemporanea e antica che si svolgono nella cittadina
nei mesi di settembre e ottobre richiamando artisti, collezionisti
e amanti della maiolica da tutto il mondo.
A
fine novembre si svolge la manifestazione che in assoluto
porta in città il maggior numero di visitatori: il
Meeting Etichette Indipendenti (MEI), evento in cui si radunano
case discografiche e musicisti che si definiscono indipendenti
dalle major discografiche. Partecipano musicisti di caratura
nazionale con concerti nelle 3 serate di durata della manifestazione.
La
quarta domenica di giugno si disputa invece il "Palio
del Niballo": una giostra di ispirazione medievale
fra i 5 rioni della città, nata nel 1959. Questo
avvenimento è accompagnato nelle settimane prima
dalla Bigorda, una giostra per cavalieri giovani e dalla
gara delle bandiere e dei musicanti. Inoltre, nella sera
del 5 gennaio, si celebra la "Nott de bisò",
altro avvenimento legato al Palio, in cui si beve il tradizionale
"Bisò" (nome dialettale del Vin Brulè),
che dà anche il nome alla festa.
La
manifestazione Manfreda, una sorta di sagra paesana dove
tantissimi cittadini si vestono con costumi storici, fa
parte della FIGS (Federazione Italiana Giochi Storici):
infatti la piazza faentina ha sfornato molti campioni, sia
sbandieratori sia cavalieri, che hanno gareggiato da sempre
a livello nazionale.