Coriano
è un comune di 10.014 abitanti della provincia di
Rimini.
ETIMOLOGIA
Deriva dal nome latino di persona Corius o Corilius con
l'aggiunta del suffisso -anus.
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta
Chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista
Chiesa Madonna Addolorata
Chiesa di Santa Maria Assunta (in frazione Mulazzano)
MUSEI
Museo "Elisabetta Renzi"
LOCALITA'
E FRAZIONI
Passano, Pedrolara, Sant'Andrea in Besanigo (località
di Sant'Andrea in Besanigo: Puglie).
Ospedaletto (località di Ospedaletto: Pian della
Pieve, Cavallino , San Patrignano, Fienile, Monte Tauro,
Vecciano, Vallecchio)
Cerasolo (località di Cerasolo: Cerasolo Ausa)
Mulazzano
CERASOLO
E' una frazione del comune di Coriano (RN). È attraversata
dalla SS 72, che collega Rimini con il confine di stato
sammarinese, e anche dal torrente Ausa, il quale dà
il nome alla località di Cerasolo Ausa (o Cerasolo
sull'Ausa). Dal 1463 si trova al confine con la Repubblica
di San Marino, precisamente con le curazie di Rovereta,
Falciano e Dogana, appartenenti al Castello di Serravalle.
Ha avuto uno sviluppo dal dopoguerra in avanti che ha portato
nella frazione molti centri commerciali e banche sia italiane,
sia sammarinesi. Tra i luoghi di interesse artistico è
da citare la chiesa parrocchiale che contiene una Madonna
con Bambino di autore anonimo del XVI secolo. Nella frazione
ha sede una squadra di calcio, l'A.C. Cerasolo, che milita
attualmente nel campionato di Terza Categoria. Nella frazione
inoltre si trova un cimitero con i caduti Gurkha della Battaglia
di Monte Pulito (San Marino).
SAN
PATRIGNANO
La comunità di San Patrignano è una delle
più importanti comunità di recupero di tossicodipendenti
d'Italia. Fu fondata nel 1978 da Vincenzo Muccioli, prese
il nome dalla strada del comune di Coriano in provincia
di Rimini dove ha sede. Circa a metà degli anni '70
Muccioli, mentre moglie e figli continuano a risiedere a
Rimini, si trasferisce in un piccolo podere nel comune di
Coriano donatogli dalla famiglia della moglie per potersi
dedicare più a fondo allallevamento di pregiate
razze canine e allagricoltura. La via di accesso a
questo podere si chiama san Patrignano, da cui alla fine
degli anni '70 prenderà il nome la comunità
terapeutica destinata a diventare in seguito la più
grande dEuropa. Nella prima metà degli anni
70, nello stesso luogo, Muccioli si era interessato
insieme ad alcuni amici alla parapsicologia e allo spiritismo,
creando il gruppo del "Cenacolo" (nel quale lo
stesso Muccioli ricopriva il ruolo di medium), dedito dellassistenza
ai malati e alla medicina naturale. Il gruppo si avvicina
così direttamente alle problematiche del disagio
e dellemarginazione e alcuni suoi membri collaboreranno
con Muccioli alla creazione di San Patrignano. NellItalia
degli anni 70 questo voleva dire soprattutto tossicodipendenza,
un problema di fronte al quale non esistevano allepoca
risposte concrete ed efficaci. Nel novembre del 1978 nella
casa di campagna di Muccioli entra quella che sarà
la prima ospite della comunità, una giovane tossicodipendente
trentina, figlia di amici di famiglia. Nel giro di poco
tempo vengono accolti molti ragazzi che chiedono aiuto.
Il 31 ottobre dello stesso anno, quando il numero degli
ospiti è arrivato ormai a trenta, viene costituita
la cooperativa di San Patrignano che ha come suo obiettivo
principale fornire assistenza gratuita ai tossicodipendenti
ed agli emarginati. Nel 1985 Muccioli ed i familiari rinunciano
alle loro proprietà ed ai diritti ereditari, donandoli
alla Fondazione San Patrignano costituita quellanno.
Da quel giorno, la comunità, per espressa scelta
di Vincenzo Muccioli, appartiene a tutti coloro che vi operano
e vivono o che ad essa si rivolgono in cerca di sostegno
e di aiuto. Loperato del fondatore della comunità
è sempre stato ispirato ai princìpi e valori
che facevano parte della sua formazione culturale ed umana,
come il rispetto per la vita e la dignità delluomo.
Non a caso il modello di riferimento attorno a cui è
cresciuta e si è sviluppata la comunità è
stato quello della famiglia, di un luogo cioè dove
la qualità del rapporto e delle relazioni fra le
persone riproducesse la profondità e lintensità
di un vero nucleo familiare.
MARCO
SIMONCELLI (Cattolica, 20 gennaio 1987)
E' un pilota motociclistico italiano, campione del mondo
della 250cc nel 2008. È soprannominato Supersic,
per via dell'abbreviazione del suo cognome nella grafica
televisiva della classifica durante le corse e che abbreviata
risulta appunto "SIC". Nato a Cattolica, vive
fin da piccolo a Coriano. Comincia a correre a 7 anni con
le minimoto nella sua città. A 12 anni è proclamato
campione italiano, così come nel 2000, anno nel quale
gareggia per il titolo europeo conquistando la 2ª posizione.
A 14 anni prende parte al Trofeo Honda NR (sale in 2 occasioni
sul podio) ed al campionato italiano 125 GP. Nel 2002 è
campione europeo classe 125cc e lo stesso anno, dopo un
buon apprendistato a livello nazionale ed europeo, debutta
nel Motomondiale - classe 125 nel gran premio della Repubblica
Ceca nel team dell'Aprilia CWF - Matteoni Racing, al posto
di Jaroslav Hule, passato alla classe 250, il compagno
di squadra è Chaz Davies. Termina la stagione 33°
con 3 punti ed ottiene come miglior risultato un tredicesimo
posto in Portogallo. Il 2003 lo vede impegnato per la prima
stagione completa del Campionato del Mondo, con compagno
di squadra Mirko Giansanti, terminando la stagione 21°
con 31 punti ed ottenendo come miglior risultato un quarto
posto in Comunità Valenciana. Il 2004 è per
lui un'annata difficile e gli riserva sensazioni contrastanti.
La sua capacità di gestire al meglio la moto sul
bagnato gli permette di trionfare a Jerez, dove realizza
la pole e la vittoria nonostante l'insidioso tracciato letteralmente
inondato dalla pioggia, e di confermarsi specialista sul
bagnato a Brno, dove guadagna ancora la pole position in
una sessione di qualificazione accompagnata da condizioni
critiche. Ma è un'annata segnata anche da cadute
e inconvenienti, che non gli permettono di superare l'11ª
posizione della classifica generale con 79 punti. Il team
di cui ha fatto parte è stato il Rauch Bravo ed il
suo compagno di squadra è stato Steve Jenkner. Il
team Nocable.it Race lo ingaggia per il 2005, il compagno
di squadra è Joan Olivé. Vince un altro gran
premio a Jerez e sale in tutto sei volte sul podio (oltre
la vittoria, secondo in Catalogna e terzo in Germania, Repubblica
Ceca, Qatar e Australia), ma pur lottando sempre per le
posizioni di vertice, esce dalla lotta per il mondiale già
a metà stagione, poiché ormai fatica ad adattarsi
alla sua Aprilia RS 125 R vista la notevole altezza, ma
chiude comunque al quinto posto con 177 punti, realizzando
anche una pole position in Spagna. Nel 2006 passa in 250,
alla guida della Gilera RSV 250 con capotecnico Rossano
Brazzi, già tecnico di campioni come Valentino Rossi
e Marco Melandri, il quale però si ammala dopo le
prime gare lasciandolo senza una vera "guida"
durante tutta la stagione. Si classifica decimo con 92 punti
senza ottenere riusultati eclatanti, infatti il suo miglior
risultato è un sesto posto in Cina. L'anno successivo,
il 2007, l'Aprilia toglie a Simoncelli la moto ufficiale
e gli affida una Aprilia RSW 250 LE sempre nel team Metis
Gilera, ma gestita tecnicamente da Aligi Deganello. È
una stagione avara di risultati, terminata al 10º posto
con 97 punti, con miglior risultato in gara due sesti posti
(Francia e Olanda). Nel 2008 le cose vanno molto meglio
per il romagnolo: nonostante la moto non ufficiale, nelle
prime due gare piazza due zeri per via di due cadute, tra
l'altro in una delle due a Jerez lottava per la vittoria.
Nella gara successiva in Portogallo riesce a guadagnare
la sua prima pole stagionale, ma solo nella gara successiva
riesce a portare a casa la prima vittoria al Mugello e poi
in Catalogna. Ricevuta una moto evoluta, vince al Sachsenring
con ben 10" di vantaggio su Mika Kallio, poi a Motegi,
a Phillip Island, e col terzo posto a Sepang si laurea campione
della 250, per poi vincere a Valencia a coronamento di una
grande stagione, in cui totalizza 281 punti. Gli altri podi
sono stati: secondo in Francia e Gran Bretagna, terzo in
Olanda e Repubblica Ceca, le altre pole position sono state
ottenute in Germania, Repubblica Ceca, Giappone, Australia
e Comunità Valenciana. Per il 2009, nonostante l'alloro
iridato, decide di rimanere nella classe di mezzo, è
però costretto a saltare l'inaugurale GP del Qatar
a causa di un infortunio. Dopo alcune gare incerte, nel
gran premio di Francia, Simoncelli dà una grande
prova di bravura, dimostrando di essere ritornato in forma,
vincendo sul bagnato con un gran margine sul secondo. Nella
gara successiva, al Mugello, ingaggia una lotta all'ultima
staccata sul bagnato con Mattia Pasini, arrivando però
in seconda posizione. Trionfa al Sachsenring conquistando
la sua 10° vittoria nel motomondiale e rilancia le sue
aspirazioni al titolo. In seguito, dopo la pausa estiva,
vince anche a Brno, di nuovo dopo una lotta estenuante con
Pasini, poi un altro grande successo a Indianapolis permette
a Simoncelli di ridurre notevolmente il gap dal leader del
mondiale Hiroshi Aoyama e dallo spagnolo Álvaro Bautista.
Purtroppo, nel successivo gran premio di Misano per via
di una caduta perde punti preziosi per la riconquista del
titolo iridato ma dopo le due vittorie consecutive in Portogallo
ed in Australia si porta a dodici punti dal leader Hiroshi
Aoyama, con ancora due gare da disputare. Ritornato vicino
al vertice della classifica, in Malesia Aoyama vince meritatamente
la corsa, mentre dietro Simoncelli e Barberá rimangono
in lotta fino all'ultima curva, un arrivo al fotofinish
lascia nelle mani della giuria l'assegnazione delle piazze.
Per via del giro veloce, la seconda posizione viene consegnata
allo spagnolo mentre l'italiano si deve accontentare del
terzo posto e perde altri punti preziosi che fanno aumentare
il suo distacco dal giapponese a ben 21 punti. Nell'appuntamento
conclusivo di Valencia, dopo aver condotto in testa per
buona parte della gara, Simoncelli è protagonista
di una scivolata che consegna di fatto il titolo mondiale
a Hiroshi Aoyama, inoltre la contemporanea vittoria del
Gran premio da parte di Barberá permette anche al
pilota spagnolo di sopravanzare in classifica il romagnolo
relegandolo al terzo posto finale con 231 punti. Gli altri
podi sono stati: terzo in Spagna e Olanda, realizzando anche
quattro pole position (Giappone, Germania, Repubblica Ceca
e Comunità Valenciana). Durante la stagione 2009,
partecipa alla quattordicesima prova del campionato mondiale
Superbike sull' Aprilia RSV4 in sostituzione di Shinya Nakano.
Durante le prove di qualifica del sabato riesce a registrare
un buon tempo piazzandosi in ottava posizione. Nonostante
la seconda fila, in gara 1 non parte benissimo e mentre
cerca di recuperare le posizioni perse cade malamente. Gara
2 lo vede protagonista di un'altra rimonta, nella quale
in tale occasione riesce a conquistare il terzo gradino
del podio finendo davanti al compagno di squadra Max Biaggi.
Nel 2010 passa alla classe MotoGP con la RC212V del team
San Carlo Honda Gresini, il compagno di squadra è
Marco Melandri. Ottiene come miglior risultato un quarto
posto in Portogallo e termina la stagione all'8° posto
con 125 punti.