|
|
ITALIA
DA VIVERE
|
spazio |
|
Civitella di Romagna ![]() |
||
|
Civitella
di Romagna è un comune di 3.783 abitanti della provincia di Forlì-Cesena. Feste
e Sagre Il santuario della B.V. della Suasia Le 4 apparizioni della Madonna Vicino al torrente della Suasia si trova una maestà con un affresco della Madonna col Bambino in braccio. Pasquino Da Vignale, un bambino orfano di 11 anni, si recava spesso lì, a pregare dicendo qualche Ave Maria, mentre badava il gregge di pecore. Mercoledì 1 aprile 1556, Pasquino dopo la messa nella chiesa di S. Maria in Borgo, si recò alla Maestà della Suasia per recitare il rosario, stava per andarsene quando udì una voce: Vieni un po qua! . Rassomigliava alle voci dei paesani, ma, Pasquino si gira e vede una donna giovane, piccola, con la veste azzurra e il velo bianco sulle spalle e la cuffia, coi merletti, bianca sul capo. E seduta sulla piccola mensa dellaltare e con le mani si appoggia sulla stessa, stando leggermente protesa in avanti. La Donna continua a parlare e si fa avanti con una strana richiesta: Va dal padrone di questa terra e digli che mi dia un pezzo di essa per fare una chiesa.. Pasquino ,dallo spavento, rimase a letto con febbre alta e cecità quasi totale provocata come da un forte bagliore. Il mercoledì successivo Pasquino si reca alla Maestà a recitare il rosario ma la Madonna non si fa più rivedere. Mercoledì 15 vi ritorna, non vede nulla, ma sente la voce della Madonna che con parole dure gli dice: Se tu non ritornerai con la risposta tu non hai altro motivo per ritornare qui. La domenica successiva Pasquino si reca con la madre dalla signora Isabella, vedova Amaducci, proprietaria della terra assieme ai figli per chiedere il pezzo di terra per la chiesa. La donna è molto contenta di donare la propria terra per edificarvi una chiesa, ma aspetta che il figlio maggiore ritorni da Bologna. Al suo ritorno, luomo dona molto volentieri il suo pezzo di terra, al contrario oggi quasi nessuno donerebbe un pezzo di terra per una chiesa. Il mercoledì 22 aprile Pasquino è molto soddisfatto e si reca nuovamente alla maestà, e seduta sulla mensa si trova Maria che leva la mano destra in atteggiamento benedicente ma non con la palma aperta come fa il sacerdote, bensì con le due dita lunghe distese come fa il Papa. Riferendosi al figli di Isabella, Vincenzo, la Madonna dice a Pasquino: Dì che mi dia la sua parte,che si cominci presto la chiesa, che non mancherà niente.. le parole della Vergine sono piuttosto dure, ma Pasquino ormai è abituato a pochi complimenti. Pasquino torna alla Maestà sabato 25 per rivedere la donna. Ella si manifesta con solennità, appoggiata allaltare con le braccia alte ed aperte e con le palme distese, proclama il suo messaggio: Dirai che si digiuni il mercoledì, il venerdì e il sabato, che si preghi mio figlio che sostenga il mondo perché io non ne posso più.. Il mercoledì 29 aprile, dopo che nel piccolo paese si è sparsa la notizia delle apparizioni,la folla si reca con Pasquino alla maestà. Il popolo non ha problemi a credere alle parole di Pasquino, mentre ai giorni nostri, le persone che hanno visioni vengono definite ciarlatani. Si recita il rosario e al madonna riappare nuovamente, per lultima volta, solo a Pasquino. E seduta sullaltare e con la mano sinistra si appoggia su di esso. Imparte la benedizione con la palme della mano destra tutta distesa come fa il sacerdote. Pasquino chiede alla Madonna di mostrarsi al popolo ma ella scompare senza dir nulla. La folla senza vedere e udire nulla, hanno sentito un gran tremore e arricciamento di carne e di capelli e pianti di tenerezza coinvolgevano molti. La Madonna ha concesso molte grazie; la prima e quella di ricevere tanti soldi per la costruzione del santuario. La costruzione del Santuario La prima pietra fu posata il 27 luglio 1556. La pianta della chiesa è a forma di croce greca . quando si entra nelledificio, non si ha davanti un altare, ma laltra uscita. Questo succede perché un tempo i civitellesi in processione entravano, sostavano davanti allimmagine e poi uscivano. Una grazia che Maria ha concesso e stata la rapida costruzione del santuario in soli 7 mesi. Grazie anche alla collaborazione di tutti i paesani. Larchitetto fu Zenobi Lastricati, nato a Firenze nel 1508 e morto nel 1590. Per la cottura dei mattoni viene costruito un forno che viene chiamato La fornace della Madonna. Il 27 luglio 1595, la chiesa fu consacrata. Inglobava la celletta dove era stata dipinta ad affresco limmagine della Madonna di un ignoto pittore di scuola toscana. Nel 1666 la celletta fu distrutta non prima di aver tolto laffresco dal muro e averlo trasferito sopra laltare maggiore. Visto che questultimo e fatto di legno, nel settembre 1780 prese fuoco e bruciò anche un quadro della Natività di Maria Santissima. Limmagine di Maria sopra laltare fortunatamente non ebbe lesioni. Ancora, nel 1786, un fulmine introdotto dal campanile, annientò tutti gli oggetti di metallo tranne le corone e gli ornamenti delle SS. Immagini. Più avanti laltare di legno fu sostituito da uno di marmo proveniente da una chiesa di Cesena. Nel 1800 circa, lantico organo del 1600, fu sostituito da quello attuale, costruito nel 1734 a Bologna e restaurato questanno in occasione del grande avvenimento. Al 1883 risalgono i lavori di restauro e decoro della cupola, mentre nel 1906 la facciata fu rimaneggiata e alcuni anni dopo fu costruita la grande cupola. Nel 1956 il professo De Carolis staccò definitivamente la S. Immagine dal muro, per portarla in processione. Nel 1575 i Servi di Maria entrarono ad abitare nel Santuario ma alcuni secoli dopo vennero sostituiti dai priori della Confraternita. Decorazioni artistiche Al suo interno vi sono numerosissime opere darte anche molto pregiate. Laffresco della Beata Vergine della Suasia è di autore ignoto, forse romagnolo o faentino, risalente al XV secolo. La datazione tuttavia non è così certa, condizionata com'è dai numerosi interventi di restauro a cui la sacra immagine è stata soggetta nel corso dei secoli. Anticamente dipinta nella cella delle apparizioni oggi è collocata sull'altare maggiore. Cristo sulla croce con S.Giovanni, Maddalena e S.Luca, olio su tela, attribuito a Giovanni Battista Ramenghi detto Bagnacavallo il Giovane, inizio del XVII secolo. Altri lo attribuiscono a Denis Calvaer, pittore fiammingo che operava nel bolognese nella prima metà del XVII secolo. Madonna col Bambino e Santi Barbara, Andrea e Lorenzo, olio su tela, di Filippo Pasquali di scuola bolognese, dell'inizio del XVII secolo. Madonna col Bambino fra Angeli musicanti, olio su tela, di tarda maniera veneta, prima metà del XVII secolo, firmata "Hier. Veron", Girolamo Veronese. Vi è anche un'altra pala del Girolamo Veronese: la Vergine col Bambino e Santi. Un altro bel dipinto è lincoronazione della Vergine fra i Santi Agostino e Monica risalente al XVII sec e di autori ignoti. Si può anche ammirare una pregevole statua delladdolorata del 1795 del plasticatore faentino Giovanni Battista Ballanti detto il Graziani. Da segnalare anche una croce di marmo posta sotto laltare che servì per il giubileo di Urbano VIII. I due dipinti raffiguranti lapparizione della Vergine a Pasquino e il terremoto del 1661 sono di Silvio Gordini, lo stesso che decorò il teatro Golfarelli. Anche tutte le decorazioni interne sono state dipinte da lui. Chiesa di Santa Maria in Borgo Collocata all'esterno dell'antico castello s'incontra sulla sinistra entrando in paese. Fu consacrata il 6 settembre 1705 da monsignor Missiroli, vescovo di Bertinoro che in seguito all'annullamento del Nullius di S.Ellero aveva da poco acquisto la parrocchia. Ma la prebenda, come si apprende dai registri, risale a tempi più antichi, tuttavia divenne arcipretale solo nel 1731, allorché il Pontefice, su istanza del clero locale elevò la parrocchia a Collegiata. Questo edificio di culto era la sede di ben quattro confraternite. Un tempo la parrocchia era un antico ospedale che ospitava malati e mendicanti, ma anche partorienti e viaggiatori. Infatti sul retro, dove oggi vi è il giardino di una casa si trovava il cimitero parrocchiale. È dedicata a S.Michele Arcangelo, patrono del paese. Di impianto settecentesco la chiesa deve il suo assetto attuale ad un restauro effettuato nel 1918, dopo il forte terremoto del 1661 che distrusse tutto il paese. Voglio ricordare che durante questo tragico terremoto, dove morirono 120 persone, nel paese si tenevano le lezioni perciò morirono 20 alunni col maestro. Lunico edificio a rimanere illeso fu il santuario della Suasia mentre il resto delle case crollarono e le chiese rimasero molto danneggiate. Decorazioni artistiche Allinterno si può ammirare la deposizione dalla Croce e i Sette Santi Fondatori dei Servi di Maria olio su tela, attribuito al Graziani. Opera della fine del XVIII secolo. Collocata un tempo nella Chiesa del Castello è stata recentemente restaurata e collocata all'interno della Chiesa Parrocchiale. La statua di San Michele Arcangelo e posta allinterno della chiesa ed è molto venerata. Si trova anche la Madonna del Ponte, un quadro famoso per i miracoli e una pala daltare raffigurante San Domenico di pittore anonimo risalente agli inizi del XVIII sec. Lacquasantiera (Visibile all'interno del salone parrocchiale) risale all'XI secolo e proviene dalla Chiesa della Bonalda, ubicata poco al di sopra del centro abitato di Voltre. Si tratta di un'opera in pietra fregiata da quattro piccole teste umane scolpite negli angoli ricavata da un capitello romano.
Questa chiesa è dedicata a SantAntonio da Padova ed è la più antica del paese. Infatti risale alla metà del XVII sec. Linterno è in stile barocco, molto bello con pregevoli stucchi di valore. La chiesa ha bisogno ancora di qualche intervento di ristrutturazione perché vi sono parecchie scrostature nei muri e dei frammenti di stucco sono caduti. Gli stucchi sono stati fatti da Antonio Martinetti e risalgono al 1719, periodo in cui si trovava a Civitella. La chiesa era stata edificata dalla confraternita delle Sacre Stimmate di San Francesco nel 1658 grazie alle offerte dei fedeli, ma nel 1661 a causa del terremoto venne quasi del tutto rifatta. Al suo interno vi sono tre altari dedicati a SantAntonio, San Luigi Gonzaga e alla Madonna del Carmine. La Confraternita delle Sacre Stimmate di San Francesco era serviva a soccorrere con opere di carità le persone bisognose. I soci della Confraternita dovevano vestire in modo sobrio e modesto per non offendere il Signore, mentre durante le processioni avevano una tunica di colore cenere. Decorazioni artistiche Sullaltare Maggiore è collocata una grande decorazione di stucco e legno che raffigura ai lati le statue delle virtù, Obbedienza e Castità e in alto angeli musicanti e cherubini. In una nicchia chiusa da una porta di legno, vi è la statua della Madonna del Carmine opera di un artista toscano del 700. La statua viene portata ogni anno in processione, per le strade del castello. Un tempo questa processione veniva fatta tutti gli anni ma da qualche tempo non veniva più svolta. Invece questanno si è ripreso a seguire la bella tradizione. Negli altari vi sono dipinti molto belli ma di autore ignoto. In più si può notare una piccola statuetta antica raffigurante San Francesco. In uno degli altari ai lati vi è un quadrino in cui vi è ritratto SantEmidio, patrono di Ascoli Piceno. Oratorio di San Filippo L'oratorio di san San Filippo è una piccola chiesetta situata in via G. Mazzini. all'interno vi è un bel quadro di autore ignoto rappresentante San Filippo Neri.
|
||
|
ITALIA
DA VIVERE - Tel. 0523.756880 - Fax 0523.460325
|
||