Cesena
è una città di 94.772 abitanti situata in provincia di
Forlì-Cesena (FC, già FO, quando la provincia si chiamava
provincia di Forlì), sulla Via Emilia, a circa 20 km ad est da
Forlì. Ha un comprensorio di circa 195.000 abitanti. La
città è fondata probabilmente in epoca umbro-etrusca ma
è con l'arrivo dei Romani, che scacciano i Galli, che Cesena
inizia ad assumere un certo rilievo politico, economico e militare.
Con ogni probabilità è nei pressi delle attuali frazioni
di Calisese e Casale, dove scorre il Pisciatello (indicato da molti
storici come il vero Rubicone), che il 10 gennaio 49 a.C. Gaio Giulio
Cesare dà inizio alla Guerra civile romana (49 a.C.). È
nota come Città dei Tre
Papi, anche se la definizione è fuorviante, perché diede
i natali a due papi (Pio VI e Pio VII) mentre ospitò ilvescovado
di altri due (Pio VIII e Benedetto XIII). L'etimologia
del lemma Cesena (dal latino Caesena) non è ancora stata accertata.
Tra le ipotesi più accreditate vanno menzionate le seguenti:
diversi studiosi sostengono che l'origine del nome risalga al Torrente
Cesuola, che attraversa il cuore della città. Altre fonti ipotizzano
che il prefisso caes- rimandi al termine desueto "cesina"
(cioè, "terra disboscata"), cui si è aggiunto
il suffisso -ena, di origine etrusca. Altri ancora ritengono che Cesena
derivi dall'etrusco "Caizna", oppure dal latino "caedo".
Città
leader nell'ortofrutta europea, è un importante snodo di comunicazione,
grazie all'intersezione tra la A14 Bologna-Taranto e la Strada Statale
3 bis Tiberina (tratto della E45) Orte-Ravenna.
Geografia
Adagiata in un'ottima posizione fra le colline del Preappennino Tosco-Romagnolo
e la pianura padano-romagnola, è situata sulla Via Emilia, circa
a 20 km da Forlì, dista una quindicina di chilometri dal mare
Adriatico. È bagnata dal fiume Savio.
Storia
Cesena è tra le Città decorate al Valor Militare per la
Guerra di Liberazione perché è stato insignito della Medaglia
d'Argento alValor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per
la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra
mondiale. Cesena è virtualmente una delle capitali culturali
del mondo grazie alla presenza della Biblioteca Malatestiana, realizzata
nel 1454, che può considerarsi in assoluto la prima biblioteca
civica del mondo. La fama della città romagnola è dovuta
in parte alla presenza di tre vescovi della città divenuti papi
in successione l'un l'altro. Si tratta di Pio VI, Pio VII e Pio VIII.
In particolare, i primi due, membri di nobili casate cesenati (i Braschi
e i Chiaramonti) "colonizzarono" Roma e consentirono a Cesena
di accrescere la propria ricchezza. A Cesena è nato un importante
movimento artistico, l'Antropologismo.
Economia
Importante centro europeo agricolo (produzione, trasformazione e conservazione
di frutta e verdura) e dell'industria alimentare in generale, conta
diverse sedi di allevamento avicolo, bovino e suino ed industrie di
produzione di generi alimentari di portata internazionale. Nel campo
agricolo e alimentare si distinguono in particolar modo le ditte Orogel
(surgelati e prodotti conservati in genere) e Amadori (allevamento e
produzione di prodotti alimentari). L'economia
cesenate, inoltre, può contare sull'apporto d'importanti aziende
operanti nel settore industriale, fra le quali la ditta Olidata, produttrice
di personal computer ed altri prodotti di alta tecnologia, la società
edile Trevi, famosa in Italia e nel mondo per la costruzione d'importanti
opere di alta ingegneria (come la biblioteca di Alessandria d'Egitto)
ed aggiudicataria del bando per la costruzione del basamento del nuovo
World Trade Center di New York, mentre a breve è prevista l'apertura
della sede principale di Technogym, prevista per la fine del 2008, ditta
leader nel mondo nel campo delle macchine da fitness, attualmente situata
a Gambettola, piccolo comune del cesenate.
Cultura
Cesena è sede distaccata dell'Università degli studi di
Bologna per le seguenti facoltà: Architettura, Ingegneria (secondafacoltà
dell'Ateneo), Psicologia e per alcuni corsi di studio delle facoltà
(con sede a Bologna) di Agraria (lauree triennali in Scienze e Tecnologie
Alimentari, Viticoltura ed Enologia, Scienze dei Consumi Alimentari
e della Ristorazione, lauree specialistiche in Scienze e Tecnologie
Alimentari, Scienze Enologiche), Ingegneria (laurea triennale in Ingegneria
Edile), Scienze Matematiche, Fisiche e Naturali (laurea triennale e
specialistica in Scienze dell'Informazione), Medicina (laurea triennale
in Scienze Infermieristiche). Il
Santo Patrono di Cesena è San Giovanni Battista la cui festa
(più comunemente conosciuta come "Fiera di San Giovanni")
si svolge il 24 giugno, attraendo ogni anno migliaia di turisti.
Il Conservatorio
Bruno Maderna
Il
Conservatorio "Bruno Maderna" di Cesena organizza in modo
innovativo i propri percorsi di apprendimento e di formazione, non trascurando
alcun elemento del percorso che porta all'inserimento della professionalità
musicale nella cultura e nella società. L'offerta formativa si
estende dalla formazione di base (corsi tradizionali), la cui qualità
è condizione indispensabile ad intraprendere ad alti livelli
lo studio della musica, alla specializzazione, interpretando pienamente
il nuovo ruolo di Istituto di Alta Cultura che la riforma ha assegnato
ai Conservatori. Ai corsi di studio tradizionali si è affiancato
a partire dall'anno accademico 2004/05 il Biennio sperimentale per il
conseguimento del Diploma Accademico di II livello in Composizione,
Musica corale e direzione di coro, Maestro collaboratore di palcoscenico,
Canto e Interpretazione strumentale.
Infine numerosi masters e seminari tenuti da docenti di altissimo livello
artistico nazionale ed internazionale arricchiscono annualmente l'offerta
formativa, stimolano il confronto e aggiornano le competenze didattiche.
Monumenti
Cesena è una città ricca di arte e storia: fra i vari
monumenti cittadini, si ricordano la Rocca Malatestiana, il perimetro
della cinta muraria che ancora oggi racchiude il centro storico della
città, conservando gran parte dei torrioni e delle porte, la
suggestiva piazza del Popolo, con al centro la Fontana di fine Cinquecento
denominata "Fontana Masini", l'importantissima Biblioteca
Malatestiana (dal 19 maggio 2006 inserita nel Registro Unesco della
Memoria del Mondo, primo bene italiano a farne parte), primo edificio
al mondo nato e concepito per svolgere la funzione di biblioteca (1454),
una biblioteca che già il grande umanista Flavio Biondo riteneva
una delle migliori d'Italia, e la basilica benedettina del Monte, che
ospita opere pittoriche di notevole valore storico-culturale. Di
valore storico-artistico anche il Duomo cittadino, dedicato a San Giovanni
Battista, in stile gotico romano, risalente alla fine del 1300, con
una cripta che racchiude da secoli le spoglie di san Mauro. Il tempio
conserva senza dubbio la massima opera scultorea conservata a Cesena,
realizzata fra il 1494 e il 1505 dallo scultore lombardo Giovanni Battista
Bregno da Osteno. Entro la nicchia racchiusa fra due pilastri decorati
con candelabre "all'antica" lo scultore ha raffigurato, al
centro, Cristo che raccoglie il proprio sangue in un calice fra i santi
Giovanni Battista e Giovanni Evangelista e, ai lati, Carlo e Camillo
Verardi inginocchiati. Nei tondi, la Vergine Annunziata e l'Arcangelo
Gabriele; il coronamento, nel quale si ipotizza fosse originariamente
la figura del Padre Eterno, contiene oggi una conchiglia novecentesca.
La
chiesa di Sant'Agostino (edificata su disegno del Vanvitelli) e la chiesta
di San Domenico ospitano tele di grande valore e rappresentano le due
"vere pinacoteche" di Cesena. Da
segnalare è anche il Teatro Bonci, ultimato nel 1846 su progetto
dell'architetto Vincenzo Ghinelli; il Bonci si presenta con una facciata
in stile neo-classico tipica dei teatri italiani del periodo, pregevoli
interni con ampi saloni di ricevimento, cavea con platea e cinque ordini
di palchi compreso il loggione; il teatro vanta un'ottima acustica.
La
contrada Chiaramonti si segnala per la presenza di eleganti ed imponenti
palazzi, costruiti o abbelliti nel
periodo dei Papi cesenati. Tra gli edifici più rappresentativi
di questo percorso si ricordano: Palazzo Ghini, realizzato dall'architetto
e pittore mantovano Leandro Marconi; Palazzo Guerrini Bratti, anch'esso
decorato da Leandro Marconi; Palazzo Sirotti Gaudenzi, caratterizzato
da una facciata neoclassica ed i cui interni sono stati interamente
decorati da Felice Giani e Giovan Battista Ballanti Graziani; Palazzo
Chiaramonti, acquistato dal papa cesenate Pio VII (Barnaba Chiaramonti)
e decorato da stucchi e da affreschi realizzati da Giuseppe Milani.
Oltre
ai palazzi monumentali presenti nella contrada Chiaramonti, si segnalano:
Palazzo Romagnoli (in via Uberti), maestoso edificio seicentesco decorato
dal Milani ed oggi sede della biblioteca giuridica "Giovanni Ghirotti";
Palazzo Ghini (in corso Sozzi), progettato nel secolo XVII dall'architetto
Pier Mattia Angeloni , sul cui cortile monumentale si affacciano le
quattro statue di Francesco Calligari raffiguranti quattro divinità
(Cerere, Gloria, Marte e Minerva); Palazzo Masini (in corso Sozzi),
ricco di decorazioni pittoriche neoclassiche; Casa Sirotti, ora Biagini
(in via Montalti) di antichissima costruzione, nel quale, secondo la
tradizione visse anche San Carlo Borromeo. Recentemente,
durante dei lavori di scavo, sono stati scoperti nel centro storico
dei reperti di epoca romana, fra i quali un mosaico pavimentale in tessere
bianche e nere con decorazioni vegetali e libere che, "staccato"
dalla sua originaria collocazione ed interamente ristrutturato dagli
esperti restauratori della scuola di Ravenna, è attualmente esposto
in una sala del palazzo comunale. Altri
reperti di epoca romana e medievale, (fondamenta di edifici e strade
adiacenti) che si ritengono di notevolissimo valore storico, sono stati
rinvenuti nel 2005, durante gli scavi per la costruzione di un parcheggio,
nelle immediate vicinanze del centro storico.
Gastronomia
Cesena
è nota per la piadina, sorta di pane azzimo piuttosto piatto
e di forma circolare. La si può trovare in tutto il territorio
cittadino, venduta in particolari chioschi. Può essere servita
semplice per accompagnare i pasti, ma è ottima se gustata insieme
ad affettati ed insaccati di vario tipo oppure insieme al formaggio
squacquerone, con l'aggiunta di rucola. Col medesimo impasto di acqua,
farina, sale, strutto e bicarbonato usato per la piadina, vengono fatti
anche i crescioni, sorta di calzoni riempiti a piacere coi più
vari ingredienti: tipici i crescioni alle erbe, al pomodoro e mozzarella,
ai funghi, zucca e patate ecc. Diffusa
la cultura della pasta all'uovo fatta in casa, particolarmente sotto
forma di pappardelle in brodo, cappelletti (in brodo o asciutti, in
tal caso serviti al ragù, oppure con panna, formaggio e prosciutto
cotto), tagliatelle, lasagne. Altri tipi di pasta tipici del cesenate
sono gli strozzapreti, serviti al ragù, ed i passatelli in brodo.
Per
quanto riguarda i secondi piatti, la parte del leone nella cucina cesenate
la svolge il maiale (e' baghèn, in dialetto), del quale non si
butta via nulla: grigliate miste, carne ai ferri, arrosti, sono tipici
della zona, in particolare di quella collinare. Diffuso l'uso d'insaccati
e degli affettati derivati dal maiale, specialmente prosciutto, salame,
mortadella, coppa e culatello, accompagnati dalla piadina e da un buon
bicchiere di vino rosso. In
misura minore è amato dai cesenati anche il coniglio (e' cùnéij),
cucinato arrosto, ai ferri, in porchetta o alla cacciatora, ed il pollame
in generale, col pollo (e' pol) allo spiedo in primo luogo, oppure al
forno o arrosto. Per
quanto riguarda la cacciagione, vengono utilizzati nella cucina cesenate,
specialmente in collina, cinghiali, lepri, quaglie. È ancora
possibile assaggiare in alcuni ristoranti ed osterie del cesenate il
piccione, cucinato e servito nei medesimi modi del pollo, mentre diventa
sempre più raro, per il mutare dei gusti gastronomici, trovare
osterie che servano ancora antichi piatti tradizionali come le rane
in umido o le chiocciole (chiamate impropriamente lumache) impanate
e fritte o in umido, ma l'usanza rimane viva in molte famiglie e durante
alcune feste e sagre. Infine,
nonostante il mare Adriatico disti appena 14 km dalla città,
nel cesenate non si riscontra una particolare cultura gastronomica marinara,
più in voga sulla costa e comunque legata più ad esigenze
turistiche che culturali/ambientali. Il
dolce tipico del cesenate è la ciambella, sia quella caratteristica
col buco, sia quella lunga e piatta (entrambe di solito si gustano inzuppate
nel vino), mentre le frappe sono tipiche del periodo di carnevale. Inoltre
si produce, nel periodo della festa patronale di S. Giovanni (fine giugno),
il caratteristico fischietto di S. Giovanni: un fischietto rosso di
zucchero caramellato a forma di oca. Nel
cesenate si producono vari tipi di vino, in particolare il Sangiovese,
il Trebbiano, la Cagnina, l'Albana ed il Pagadebit.