
Bologna
è un comune di 373.026 abitanti (al 2006), capoluogo dell'omonima
provincia, nonché della regione Emilia-Romagna. Antichissima
città universitaria (ufficialmente
dal 1088), ospita numerosissimi studenti che le conferiscono ricchezza
e animano la sua vita culturale e sociale. Nota per le sue torri
ed i suoi lunghi portici, possiede un ben conservato centro storico
(fra i più estesi d'Italia), in virtù di un'attenta
politica di restauro e conservazione avviata dalla fine degli
anni '60 del secolo scorso, a dispettodei gravi danni, causati
dagli sventramenti urbanistici della fine del XIX secolo e dalle
distruzioni belliche. La
città, lecui origini risalgono ad almeno un millennio prima
di Cristo, è sempre stata un importante centro urbano prima
sotto i Celti e gli Etruschi (Felsina), poi sotto i Romani (Bononia),
poi ancora nel Medioevo, come libero comune (per un secolo è
stata la quinta città europea per popolazione). Importante
centro culturale ed artistico, anche se questo ruolo fatica ad
esserle riconosciuto, mancando sostanzialmente il "capolavoro"
di rinomanza mondiale che possa attirare in massa i turisti, ma
essendo la sua importanza artistica e monumentale basata su un
insieme omogeneo di monumenti ed emergenze architettoniche (le
torri medievali, i palazzi d'epoca, le chiese, la struttura del
centro storico) ed opere d'arte frutto comunque di una storia
architettonica ed artistica di prim'ordine. Bologna è un
importante nodo di comunicazioni stradali e ferroviarie del nord
italia, rilevante polo fieristico e area in cui risiedono importanti
industrie meccaniche, elettroniche e alimentari. È sede
d'importanti istituzioni culturali, economiche e politiche.
Geografia
Bologna è situata nella Pianura Padana, a ridosso dei colli
appenninici, fra lo sbocco della valle del Reno e quella del Savena.
Il territorio provinciale si estende dai margini meridionali della
Pianura Padana confinante con ferrara ai monti dell'Appennino
tosco-emiliano, spaziando dai 54 m s.l.m. del centro città,
ai 300 m s.l.m. di Sabbiuno e del Colle della Guardia (sempre
in territorio comunale) ai 1945 m s.l.m. del Corno alle Scale
(in territorio provinciale). Il
comune si suddivide amministrativamente in nove circoscrizioni
di decentramento, a cui lo statuto attribuisce il nome di "quartieri":
Borgo Panigale, San Donato, San Vitale, Savena, Navile, Porto,
Saragozza, Santo Stefano, Reno.
Territorio
Centro commerciale di primaria importanza (Centergross nell'area
metropolitana, per un lungo periodo è stato dalla fondazione
nel 1979 il maggior centro commerciale all'ingrosso d'Europa,
Interporto). È un importante centro fieristico che con
la Fiera di Bologna è sededi numerose fiere di caratura
europea (Saie, Cersaie, Saiedue, Motor Show, Lineapelle,SANA e
la La Fiera del Libro per Ragazzi).
L'area
metropolitana comprende numerosi comuni della provincia, per untotale
di oltre 750.000 abitanti (che divengono quasi 850.000 considerando
anche l'Imolese), area che se riferita alla popolazione "presente"
giornalmente sfiora, tuttavia, il milione di persone. La
sua influenza economica, culturale e come polo d'attrazione supera
ampiamente l'area urbana propriamente detta, estendendosi da Parma
fino alle Marche lungo l'asse della via Emilia; si tratta di una
sorta di "nebulosa urbana" con oltre 3,5 milioni di
abitanti, la cui essenza è stata colta dallo scrittore
Carlo Lucarelli, nel suo romanzo Almost Blue, quando fa dire ad
uno dei personaggi "Quella che lei chiama Bologna, è
un cosa grande, che
va
da Parma fino a Cattolica ... dove davvero la gente vive a Modena,
lavora a Bologna e la sera va a ballare a Rimini ... è
una strana metropoli ... che s'allarga a macchia d'olio tra il
mare e gli Appennini". Inoltre,
ormai si va profilando la fusione con l'area urbana di Modena
(dalla quale la separano solo pochissimi chilometri lungo gli
assi della via Emilia e della via Bazzanese); lo stesso Aeroporto
di Bologna è al servizio diretto dell'intera provincia
modenese e dei suoi poli produttivi tessile (Carpi) e delle ceramiche
(Sassuolo). La
città e la sua area metropolitana, parametrate anche su
scala economica, culturale, commerciale, industriale, congressuale,
fieristica, finanziaria e sociale, rivestono quindi un'importanza,
in ambito nazionale ed europeo, assai superiore a quanto espresso
dal semplice parametro demografico (men che meno a quello dellapopolazione
ufficialmente residente nel ristrettoambito comunale). La conferma
di questo arriva da un interessante studio francese condotto nel
1989 dal gruppo Reclus di Montpellier e commissionato della DATAR
(Délégation à l'Amenagement du Territoire
et à l'Action Régionale), studio nel quale si formula
una classificazione per gradod'importanza delle città con
più di 200.000 abitanti di 14 Stati dell'Europa Occidentale
emediterranea:Bologna, invero con
Firenze e Venezia (dai centri storici più piccoli, ma entrambe
poli artistici e culturali di rinomanza mondiale), si situa allo
stesso livello assieme a metropoli assai più popolose (ad
esempio Glasgow, Edimburgo, Birmingham, Oslo, Helsinki, L'Aia,
Dusseldorf, Colonia, Vienna, Lisbona, Marsiglia, Siviglia, Valencia,
le stesse Napoli,Genova e la conurbazione Firenze - Prato, in
Italia, ecc.); addirittura ad un rango superiore a quello in cui
sono collocate altre città più popolose, quali Dublino,
Leeds, Liverpool, Lilla, Norimberga, Essen, Dortmund, Brema, Hannover,
Saragozza, Malaga, Bilbao, Salonicco, in Italia la stessa Palermo,
ecc. Nonostante
l'esigua popolazione comunale Bologna è stata anche inserita,
dal gruppo di studio GaWC, tra il centinaio di Città globali
(o Città del Mondo), in virtù della sua importanza
culturale ed economica (invero in categoria D, cioè città
globali in formazione, con scarsa evidenza).
Trasporti
La città e la sua area metropolitana sono poste al centro
dei traffici dell'Italia produttiva. In linea generale si può
affermare che questa funzione di crocevia è resa possibile
dallaparticolare posizione geografica che, pur collocandola al
margine meridionale della
Pianura
Padana, la pone, quasi come punto di passaggio obbligato, al centro
delle vie di comunicazione che collegano il Nord dell'Italia col
Mezzogiorno, sia attraverso la direttrice "adriatica"
da Torino, Milano, il Veneto fino alla Puglia, assai più
rilevante per traffico di quella "tirrenica" da Genova
a Roma, sia attraverso la cosidetta "dorsale appenninica"
per Firenze e Roma (che sfrutta, almeno nel primo tratto, la storica
ed importante via di penetrazione appenninica rappresentata dalla
valle del fiume Reno): infatti proprio queste due direttrici s'incontrano
a Bologna, generando un ganglio di comunicazioni stradale, autostradale
e ferroviario il cui primato, in termini di traffico, in Italia,
può essere insidiato solo dall'area metropolitana milanese.
Non
a caso nell'area metropolitana bolognese esiste uno dei maggiori
interporti d'Italia, uno dei maggiori centri commerciali all'ingrosso
d'Europa (il Centergross), uno dei tre maggiori mercati ortofrutticoli
d'Italia (gli altri sono a Roma e Milano, le cui aree metropolitane
hanno una popolazione almeno 5 volte superiore a quella bolognese).
Bologna è anche uno dei maggiori scali ferroviari merci
d'Italia (quello di San Donato, per lungo tempo fra i maggiori
d'Europa).
Autostrade
Principale snodo autostradale d'Italia, confluiscono nel nodo
di Bologna: la A1 "Autostrada del Sole" Milano-Firenze-Roma;
l'asse adriatico A14 Bologna-Ancona-Taranto; la A13 Bologna-Padova.
Il raccordo autostradale che circonda la città a ovest,
nord ed est è affiancato per circa 22 km dalla tangenziale.
La situazione del traffico stradale ed autostradale di Bologna
è allarmante.
La densità di traffico è una delle massime italiane
ed anche l'ambiente e la qualità dell'aria ne risentono
fortemente:all'inquinamento proprio del traffico urbano di un
agglomerato urbano di un milione di abitanti si aggiunge, nel
caso di Bologna, quello di un traffico "di
transito" che non ha eguali in Italia, specie in rapporto
alla grandezza dell'agglomerato. Sono allo studio (ed alcuni già
in atto) progetti che mirano alla decongestione e al potenziamento
del raccordo autostradale e della tangenziale (costruzione della
3 corsia dinamica in A14 e ammodernamento degli svincoli della
tangenziale tramite l'eliminazione dei semafori con rotatorie
nell'innesto con le strade urbane), sì da rendere il traffico
più fluido e meno inquinante. Già l'apertura (dicembre
2006) del nuovo casello autostradale "Fiera" che, dall'autostrada
immette direttamente dentro il quartiere fieristico, ha portato
consistenti ed innegabili benefici in termini di decongestionamento
della tangenziale urbana in occasione delle grandi manifestazioni
fieristiche. È
allo studio, inoltre, la realizzazione del cosiddetto Passante
Nord che, staccandosi dalla A14 dalla zona di Castel San Pietro
Terme, dovrebbe collegarsi alla A1 prima di Castelfranco Emilia,
transitando, a nord della città, vicino all'Interporto
ed al Centergross, in modo da allontanare dall'agglomerato urbano
il traffico di solo transito (ed anzi, avvicinarlo a taluni nodi
generatori di traffico, quali, ad esempio, proprio i due citati);
in tal modo il semianello tangenziale alla città verrebbe
lasciato interamente a disposizione del traffico urbano.
Storia
La zona di Bologna risulta abitata fin dal IX secolo a.C., come
risulta dagli scavi effettuati a partire da metà '800 nella
vicina Villanova, frazione di Castenaso. In questo periodo, e
fino al VI secolo a.C., l'insediamento appartiene alla fase indicata
appunto come villanoviana ed è sparso in vari nuclei. Nel
VII-VI secolo a.C. abbiamo testimonianze di un'apertura ai modelli
artistici della
vicina
Etruria: anche la composizione etnica della popolazione cambia,
passando dagli Umbri agli Etruschi che la battezzarono Felsina.
Successivamente (V-IV secolo a.C.), con la discesa dei Galli nella
penisola gli Etruschi vengono progressivamente messi in minoranza,
e il dominio gallico sulla zona durerà fino al 196 a.C.,
anno in cui i Galli Boi vengono scacciati dai Romani. Nel 189
a.C. questi ultimi fondarono sul sito una colonia di diritto latino
a cui diedero il nome di Bononia. Dopo la caduta dell'Impero,
fu soggetta
ad Odoacre, a Teodorico il Grande (493-526), a Bisanzio e infine,
nel 727, ai Longobardi, nella cui ottica era solo un centro militare.
Nel 774 la città capitola davanti a Carlo Magno, che la
consegna al papa Adriano I. Ripopolatasi nel X secolo, Bologna
inizia a nutrire aspirazioni comunali, che riuscirà ad
affermare alla morte di Mathilde di Canossa, nel 1115, ottenendo
l'anno successivo una serie di concessioni giurisdizionali ed
economiche dall'imperatore Enrico V. Il comune partecipò
alla lotta contro il Barbarossa, conclusasi con la pace di Costanza
nel 1183, dopo la quale conobbe una forte espansione, anche edilizia
(periodo delle case-torri): fu uno dei principali centri di scambio
commerciale grazie a canali che permettevano il transito di grandi
quantità di merci. Basti considerare che alla fine del
XIII secolo, con i suoi 50.000, forse 60.000 abitanti era la quinta
città europea per popolazione (dopo Cordoba, Parigi, Venezia
e Firenze), al pari con Milano ed era il maggior centro industriale
tessile d'Italia. Il complesso sistema di approvvigionamento idrico
di cui era dotata la città, mediante una sviluppata rete
di canali tra le più avanzate in Europa, si riforniva d'acqua
dai torrenti Savena e Aposa e dal fiume Reno (come il Canale Navile
ed il Canale di Savena). Questa energia idraulica serviva ad alimentare
numerosi
mulini per la fiorentissima industria tessile serica e per il
trasporto di merci. Dei canali di Bologna (ora quasi tutti interrati)
rimangono oggi tracce nella toponomastica. Nel 1088 fu fondata
a Bologna quella che è riconosciuta come la prima università
del mondo occidentale (Alma mater studiorum). Nel XIII secolo,
Bologna fu coinvolta nelle lotte tra guelfi e ghibellini, con
alterne fortune. Ad esempio: se, nel 1249, i bolognesi riuscirono
addirittura a catturare Re Enzo di Sardegna, figlio di Federico
II del Sacro Romano Impero ed a tenerlo imprigionato fino alla
sua morte (1272) malgrado le minacce del potente padre; nel 1275,
invece, dopo un tentativo, fallito, della guelfa Bologna di attaccare
la ghibellina Forlì, le truppe ghibelline di Guido da Montefeltro,
di Maghinardo Pagani e di Teodorico degli Ordelaffi, misero in
fuga i bolognesi presso il fiume Senio, al ponte di San Procolo.
La rotta fu tanto grave che il carroccio dei bolognesi venne portato
in trionfo a Forlì. Nel 1256 il Primo Capitano del Popolo
(Giordano Lucino) promulga la "Legge del Paradiso" che
riscatta i servi della gleba. Nel 1337 ha inizio la signoria dei
Pepoli, definita da alcuni studiosi una "criptosignoria"
perché la famiglia cerca di governare ponendosi come primi
tra pari piuttosto che come veri e propri signori della città.[citazione
necessaria] La signoria presenta forti elementi di continuità
col passato, e resisterà fino al 28 marzo 1401 quando diventeranno
signori di Bologna i Bentivoglio. Nel 1507 passa allo Stato Pontificio
fino al 1796 quando con Napoleone arrivano a Bologna le truppe
francesi ma, dopo il Congresso di Vienna (1815) la città
ritorna alla Chiesa. Vi si stabiliranno gli Austriaci, per essere
poi annessa al Regno d'Italia nel 1860. Bologna festeggia la Liberazione
il 21 aprile 1945. La città di Bologna fu esposta a numerose
azioni di bombardamento durante la Seconda Guerra Mondiale. L'
importanza della città come grande centro urbano di raccordo
tra nord e centro ed in particolare il valore strategico del suo
nodo ferroviario la resero obiettivo primario da parte dei comandi
Alleati. A tal fine il 16 luglio 1943 ebbe inizio una serie di
bombardamenti i cui obiettivi erano essenzialmente stategici,
ma con un raggio d'azione talmente vasto da coinvolgere gran parte
del tessuto urbano e della popolazione. L'attacco ebbe sulla città
effetti devastanti tra i quali, lo sconvolgimento della fisionomia
di quartieri del centro storico di Bologna e danni ingenti al
principale scalo ferroviario. Al termine del conflitto il 44 %
del patrimonio edilizio della città era stato distrutto
o gravemente danneggiato. Il 25 settembre 1943, Bologna fu nuovamente
oggetto di attacchi e incursioni aeree, si contano 936 morti,
e migliaia di feriti, a differenza del 16 luglio vengono bombardati
i quartieri periferici oltre al centro. Bologna è stata
protagonista nella resistenza, dal dopoguerra la città
è stata sempre un baluardo e fiore all'occhiello delle
amministrazioni di sinistra. La città ha avuto ininterrottamente
sindaci di sinistra dal 1945 al 1999, il più famoso dei
quali è stato Giuseppe Dozza. Nel 1999 tale tradizione
si è interrotta con la storica affermazione di Giorgio
Guazzaloca.
Storia
recente
Immagine dall'alto della stazione di Bologna poco dopo l'esplosioneDurante
l'amministrazione di Renato Zangheri, il 2 agosto 1980 alle ore
10.25 una bomba esplose alla stazione centrale di Bologna causando
85 morti, per quella che passerà alla storia come la Strage
di Bologna. Nel 1999 il centro-sinistra perse le elezioni comunali,
e gli elettori votarono in maggioranza a favore della coalizione
di centro-destra guidata da Giorgio Guazzaloca. L'esperienza del
centro-destra venne, poi, bocciata degli elettori bolognesi nel
2004 quando l'ex sindacalista Sergio Cofferati venne eletto Sindaco
della città, grazie alla partecipazione determinante della
cittadinanza attiva (85 movimenti e associazioni, molte delle
quali diedero vita nel 2005 alla rete Unirsi) insieme ai partiti
de L'Ulivo e de L'Italia dei Valori.
I
portici, le mura e l'architettura
Antichi porticiBologna è la città dei portici: oltre
38 Km nel solo centro storico [10]. Li si trova in quasi tutte
le vie del centro e la loro origine è in parte da attribuirsi
alla forte espansione che ebbe la città nel tardo medioevo,
quando la città e la fiorente università divennero
un polo ambito per studiosi e letterati di tutta l'Europa, ma
anche per la popolazione proveniente dalla campagna. Di
qui la necessità di sfruttare al meglio gli spazi e aumentare
la capienza delle case espandendo i piani superiori al piano terra,
dapprima con la creazione di sporti in legno sorretti da travature,
e successivamente da portici sorretti da colonne. Peraltro i portici,
come anche in altre città vicinanti, costituirono anche
un sistema pressoché spontaneo di camminamenti coperti,
consentendo perciò di percorrere buona parte delle strade
al riparo da pioggia e neve. Esse furono anche un mezzo per l'espansione
di attività commerciali e artigiane. Ritenere che la nascita
del portico sia solo una diretta conseguenza delle necessità
espansionistiche del tessuto urbano è però fare
torto ai principi di saggia amministrazione urbanistica che hanno
dimostrato gli allora rettori della città. Anzi dobbiamo
rilevare la loro lungimiranza e la loro capacità di predisporre
dei servizi per tutti, richiedendo un sacrificio alla proprietà
privata (i portico sono eretti su suolo privato e la loro manutenzione
è di pertinenza del proprietario della casa annessa alla
struttura portilizia) obbligandola alla costruzione delle case
coi portici e al loro uso pubblico. Un curioso editto del 1288,
secondo il quale nessun nuovo edificio doveva essere privo di
portico specificava che questi dovevano essere alti almeno 7 piedi
bolognesi (2,66 metri), questo per permettere il transito di un
uomo a cavallo. Identica anche la larghezza minima. A queste misure
non si attenne scrupolosamente la popolazione più indigente
che in alcuni casi riservava 1 o 2 piedi alla propria dimora obbligando
i cavalieri transitanti a chinare il capo. La
struttura romana della città non è più visibile
dato che la fisionomia attuale del vasto centro storico si è
sviluppata nel XI e XII secolo. Bologna ebbe tre cerchie di mura:
la più antica era costruita in selenite e risale all'epoca
di Teodorico. Queste furono distrutte per ordine di Federico Barbarossa
e al loro posto vennero costruite le più ampie mura dei
Torresotti (XII secolo). La
terza e ultima più grande cerchia di mura risale al XIII
e XIV secolo: e non ebbe mai una efficacia difensiva. Di essa
- dopo il discutibile abbattimento avvenuto all'inizio del XX
secolo - sono rimaste dieci delle dodici porte e alcuni piccoli
tratti. Entro
il tracciato di queste mura il tessuto urbano della città
è rimasto in gran parte intatto: questo lo rende uno dei
centri storici più estesi d'Italia, e i suoi 38 chilometri
di portici lo rendono particolare.
Le
torri
Le torri gentilizie di Bologna di origine medioevale sono uno
dei tratti più caratteristici della città. Secondo
il conteggio effettuato da Giovanni Gozzadini nel XIX secolo,
le torri nel medioevo sarebbero state addirittura più di
180 (una enormità rispetto all'estensione della città
di allora). Stime condotte con metodi più moderni riducono
questo numero a 90-100 tra torri e case-torri, un valore comunque
considerevole considerando il notevole sforzo necessario all'epoca
per edificare costruzioni simili. Di
esse purtroppo se ne sono salvate solo diciassette. Fra le torri
superstiti si possono citare la Torre Altabella (61 metri di altezza),
la Torre Prendiparte (60 m), e le ben più note Torre degli
Asinelli e Garisenda. Le
due torri sono i monumenti simbolo della città: la Torre
degli Asinelli (alta 97 metri) e la Torre della Garisenda (in
origine alta 60 metri, ora 48) edificate per volere di nobili
ghibellini nel XII secolo. La più pendente delle due, la
Garisenda, fu citata più volte da Dante Alighieri, nella
Divina Commedia (Inferno, XXXI, 136-140) e nelle Rime, a riprova
del suo soggiorno a Bologna.
Musei
e biblioteche
Bologna è una città dal sistema museale molto attivo
ed espanso, costituito da ben 43 musei (per lo più Comunali
e Universitari) sempre curati ed aggiornati e nei quali, accanto
alle ricche collezioni permanenti, stazionano spesso importanti
e interessanti mostre. I principali musei sono: le Collezioni
Comunali d'Arte, il Museo Civico Archeologico (con collezioni
di epoca romana, etrusca e preistorica), il Museo Civico Medievale,
la Pinacoteca Nazionale di Bologna (con opere dei Carracci, Giotto,
Vitale da Bologna, Raffaello, Guido Reni, Parmigianino), il Museo
Morandi, il Museo Civico d'Arte Industriale Davia Bargellini,
il Museo del Patrimonio Industriale alla Fornace Galotti, la Galleria
d'Arte Moderna di Bologna. L'Università ha un numero elevatissimo
di propri musei e biblioteche, quasi uno per ogni facoltà,
a cui si aggiungono i musei religiosi. Fra le biblioteche si segnalano
la Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio e la moderna Biblioteca
Sala Borsa (inaugurata nel 2001). Mentre la più fornita
(oltre 1.300.000 libri) è la Biblioteca Universitaria di
Bologna dell'Alma Mater Studiorum. Di notevole interesse, e di
capitale importanza in ambito nazionale ed europeo, è anche
la Cineteca di Bologna, istituzione comunale dedicata al cinema
ed alla filmografia. Di
recente costituzione è anche l'interessante Museo internazionale
e biblioteca della musica di Bologna, che, insieme al Conservatorio
Giovanni Battista Martini detiene un notevole insieme di collezioni
musicali (libri, strumenti musicali, quadri).