Bertinoro
è un comune di circa 10.250 abitanti della provincia di Forlì-Cesena.
Sito
sulle primissime e dolcissime colline romagnole, a pochi chilometri
dalla Via Emilia, fra Forlì e Cesena, a sud della Città
di Forlimpopoli, Bertinoro si staglia, inconfondibilmente abbarbicato,
sulla cima del Monte Cesubeo. L'abitato comprende anche l'attiguo Monte
Maggio che coi suoi 328 metri rappresenta il punto più alto.
Dai pressi di Bertinoro nasce il torrente Bevano, che, sfociando, forma
l'unica foce ancora intatta del Mare Adriatico settentrionale. Nei pressi
di Lido di Classe, dove sfocia, prende il nome di Bevanella. Nel Bevano
si possono pescare i Gamberi Americani (Orconectes Limosus), i Lucci
(Esox Lucius) e le Anguille, soprattutto nei pressi della foce, che
fa parte di un'area protetta, inserita nel Parco del Delta del Po. Bertinoro,
come lo conosciamo e lo vediamo ora, è uno dei frutti migliori
dell'epoca medievale nel forlivese. Il paese infatti è rimasto
un tipico borgo medievale e nel centro storico non è inusuale
vedere le strade ciottolate che si arrampicano verso la Rocca e attiguamente
alle mura. Abbiamo prove di un insediamento molto antico, si pensa all'età
del ferro, posto a pochi chilometri dal centro abitato in prossimità
di Casticciano, frazione che attualmente conta pochi abitanti. Un primo
sviluppo della futura Bertinoro avvenne con la costruzione di importanti
arterie di comunicazione che collegavano questa parte di Romagna con
le grandi città romane di Forlì e Rimini. Si pensa che
Bertinoro in origine fosse un semplice avanposto di avvistamento o di
rifugio e che solo con l'avvento delle invasioni barbariche e la consequenziale
distruzione di questo primo nucleo abitativo venne trasferito sulla
cima del Monte Cesubeo, al riparo di altre eventuali folate barbariche.
Ed è ancora qui che attualmente lo ritroviamo. Con l'avvento
del Medioevo, Castrum Cesubeum si dotò di una imponente rocca
a merlatura ghibellina che nel 1177 ospitò persino Federico Barbarossa
e la sua corte, e di una cinta muraria in grado di ripararla anche dagli
attacchi più cruenti, considerando anche che i torrioni e le
mura furono perfettamente integrati sugli speroni di roccia naturali
che da soli rappresentavano già un baluardo di difesa per la
città. Il Castrum Cesubeum mutò il suo nome sotto il breve
regno di Ottone III (alla guida del Sacro Romano Impero dal 996 al 1002,
data della sua morte) in Castrum Brittinori ed ebbe in dote dal sovrano
il titolo di Contea. È da questo momento che possiamo parlare
di Bertinoro, un nome che ha suscitato molte contese ed ha visto nascere
molte leggende sulla sua origine. L'etimologia più verosimile
è quella che vuole Bertinoro derivare da Britannia, o meglio
derivare il suo nome dalla usanza dei pellegrini, che da Roma erano
diretti verso le terre britanne o viceversa, di fare tappa sul colle
Cesubeo per ristorarsi e da qui il nome di Castrum Brittinori ovvero
Castrum dei Britanni.
Un' altra ipotesi sull'origine del nome, molto probabilmente prodotta
dalla fantasia ed a sfondo leggendario, è quella che la tradizione
popolare si tramanda ovvero fu Galla Placidia in persona che, assaggiando
il nettare di Albana prodotto dalle vigne locali, pronunziò le
testuali parole: "Non di così rozzo calice sei degno, o
vino, ma di berti in oro!"
Alla Rocca viene affiancato, nel 1306 per volere di Pino degli Ordelaffi,
il Palazzo Comunale che ancora domina la splendida piazza centrale di
Bertinoro, che divenne sede del neonato comune bertinorese. Sempre in
questi anni la città venne abbellita con la Colonna dell'Ospitalità,
presente tuttora in Piazza della Libertà affianco al Palazzo
Comunale e con una serie di opere architettoniche, non ultima per importanza
la costruzione nel 1500 della Cattedrale, che ne hanno fatto il tipico
e splendido borgo che conosciamo.
MONUMENTI
La Rocca fu costruita probabilmente intorno all'anno mille. Interessante
notare come la sua posizione rialzata permise a Bertinoro di difendersi
egregiamente nel corso dei secoli tanto da renderla quasi imprendibile.
Caratteristica importante inoltre, la Rocca vebbe costruita in modo
tale da fonderla perfettamente con gli speroni di roccia sui quali poggia
e questa la dota di un ulteriore strumento di difesa naturale. Naturalmente
questa costruzione rappresenta il nucleo di un sistema difensivo che
comprendeva una forte cercha di mura rinforzate da 4 torrioni, un ponte
levatoio ed una serie di porte fortificate che garantivano la sicurezza
del borgo. La Rocca fu per molto tempo il cuore pulsante del paese ed
oltre che residenza signorile, fungeva anche da deposito di provviste
ed acqua, prigione ed era il centro della vita militare (all'interno
di essa infatti vivevano e si addestravano i soldati).
Dopo aver ospitato Federico Barbarossa nel 1177, le sua mura ospitarono
personaggi legati alle famiglie Sforza e Borgia, fino a divenire sede
vescovile. Attualmente è sede del Museo di Arte Sacra e di un
distaccamento dell' Alma Mater Studiorum, Università di Bologna.
Palazzo Comunale, edificato nel 1306 da Pino I Ordelaffi, signore di
Bertinoro è forse il più bel palazzo di Bertinoro e si
affaccia direttamente sulla Piazza della Libertà detta anche
il Balcone di Romagna dato il panorama che si gode dalle sue balaustre.
Il palazzo alto 40 metri è dotato di diverse sale visitabili.
Di particolare interesse; la prima detta "del Popolo" in quanto
qui soleva riunirsi la cittadinanza per prendere le decisioni sulla
cosa pubblica, la Sala Magna decorata da preziosi quadri e la Sala del
fuoco, chiamata in questo modo dato il focolare originale che ancora
domina la sala.
Posto più in basso rispetto alla Rocca, strappò ad essa
il rango di centro del paese tanto che la vita comunale si sviluppò
più intorno al palazzo.
Colonna degli Anelli (o "delle Anella") è il monumeto
principale di Bertinoro. È una colonna di sasso bianco e testimonia
l'indole ospitale dei cittadini bertinoresi. Si narra infatti che la
Colonna fu fatta costruire da Guido del Duca e Arrigo Mainardi nel 1300
e dalle famiglie nobili del paese per porre fine alle dispute su chi
dovesse ospitare un forestiero ogni qualvolta uno di essi posasse piede
in città. La colonna fu dotata di 12 anelli che servivano per
legare le briglie dei cavalli. Ad ogni anello corrispondeva il nome
di una famiglia. A seconda di quella che veniva scelta per legare il
cavallo dall'ignaro viandante, la famiglia corrispondente aveva l'onore
di ospitare il forestiero.
La Cattedrale venne costruita nel 1500 sui resti del piccolo oratorio
di Santa Caterina. In stile bramantesco conserva un bellissimo quadro
di Santa Caterina d'Alessandria ed un crocifisso ligneo del 500 al quale
si lega un racconto. Si narra infatti che fu scolpito da un pellegrino
che avendo trovato rifugio nella zona alla sua partenza ricavò
il manufatto da un imponente fico.
La pieve di San Donato nella frazione di Polenta è la chiesa
più caratteristica e più citata di Bertinoro. Dal giorno
in cui Giosuè Carducci la fece oggetto del suo canto "La
Chiesa di Polenta", l'umile chiesa romanica del villaggio di Polenta
assurse a fama nazionale. Quando poi l'interrogativo posto dal Poeta
"forse qui Dante inginocchiassi?" per alcuni divenne quasi
certezza ed il piccolo paese fu battezzato col nome di "Polenta
di Dante".
La chiesa custodisce ancora molte parti della costruzione originale
(colonne, capitelli, cripta) della fine del secolo IX.
La chiesa fu sede di un forte restauro alla fine del 1700 che modificò
l'aspetto originario mantre un secondo restauro fu effettuato alla fine
del 1800 che culminò nel 1898 con la costruzione del campanile.
CULTURA
A Bertinoro è presente il Centro Residenziale Universitario,
all'interno del quale si svolgono, durante l'anno, numerose scuole universitarie
di specializzazione.
Bertinoro
partecipa anche al progetto Strade dei vini e dei sapori che in un futuro
dovrebbe avere come centro la città artusiana di Forlimpopoli.
Suddette strade rappresentano un intinerario enogastronomico e turistico
di rilievo e hanno come obiettivo la riscoperta del gusto tradizionale
della cucina romagnola.