Torrile
è un comune di 7.376 abitanti della provincia di Parma e dista
circa 15 km. dal capoluogo. La sede comunale è situata nella
frazione di San Polo, il paese più popoloso del territorio, sede
delle maggiori industrie. Torrile
si estende sulla sinistra del torrente Parma (che sfocia poi nel Po)
in zona fertile ed irrigua con produzioni di cereali, viti, frutta,
canapa e ortaggi. Discreto l'allevamento del bestiame e l'attività
industriale di tipo agricolo con caseifici e frantoi. La
storia del centro è strettamente legata a quella del vicino comune
di Colorno.
ETIMOLOGIA
Il nome è un derivato di Torre, con evidente significato.
VILLA
BALDUINO-SERRA
I terreni che attualmente fanno parte della proprietà Balduino-Serra
furono, il 19 giugno 1438, acquistati da Antonio Cantelli da Barnaba
Aliotti. Ulteriori terreni furono annessi a seguito di eredità
(famiglia Zandemaria) ma nell'800 questa proprietà soccombe ai
debiti e viene ceduta (25 giugno 1879) dal conte Girolamo Cantelli a
Giuseppe Balduino, figlio di banchieri e armatore genovese.
GAINAGO
Della Pieve di Gainago si ha conoscenza a partire dal 1144, quando il
Papa Lucio II confermava l'appartenenza della chiesa al monastero di
San Giovanni di Parma. Nel 1298 assume il titolo di Chiesa Plebana.
Nel 1744 l'edificio venne ristrutturato e nel 1932 venne rifatta la
facciata, sostituendo la facciata a capanna con quella a salienti. Di
notevole importanza risultano alcuni affreschi duecenteschi che rappresentano
una Deposizione, un Santo e una Madonna col Bambino. La chiesa è
dedicata a San Giovanni Battista.
DA VEDERE INOLTRE
La Chiesa di S. Biagio, il cui rifacimento è del 1822-39. L'annesso
campanile invece, con base romanica, all'edificio precedente.
Anche qui testimonianze di antichi tempi: il Castello di Rivarolo di
Torrile e la Torre dei Baldichini. La famiglia Baldichini di Parma possedeva
nel 1200/1300 terre e case a Rivarolo dove esistevano fazioni di Ghibellini
e Guelfi che nel 1297 distrussero una "domus" dei Baldichini,
che la fantasia popolare ha sempre definito "Castello". Trovarvisi
nella località detta oggi "la Torre".
Nel territorio, le frazioni di:
S.ANDREA: con la Chiesa di S. Andrea (fine '600).
SAN SIRO: con la Chiesa San Siro (del '400).
Seguendo la strada che porta a trecasali si arriva all'Oasi naturalistica
"Cavalliere d'Italia" della Lipu inaugurata nel 1988.
ORIGINI E CENNI STORICI
I resti di una strada romana ritrovata a S.Polo presso il cavo "Fossetta",
una stele dei Lucrezi databile al 98 d.C. ritrovata a Torrile, e le
tracce di una fornace a Bezze, attestano una indubbia presenza romana.
Le tracce sono state anche in parte cancellate dalle modificazioni che
hanno subito durante i secoli i corsi dei fiumi. In epoca medioevale
è ricorrente il ricordo di disastrose alluvioni: il Po nel 1230
e nel 1294, la Parma nel 1315 e nel 1331 infine nel 1402 e 1407 il Po,
l'Enza, la Parma ed il Taro si confusero tra loro in una grande inondazione.
Nel 1461 il Duca di Milano Francesco Maria Sforza travolto da una piena
fu salvato da un certo Antonio Ferraro abitante di S.Polo. Seguirono
altre grandi inondazioni.
Terre aperte alle acque, ma anche alle scorrerie dei nemici. Nelle cronache
medioevali non leggiamo di grandi eventi, ma di semplici scorrerie di
eserciti. L'esistente modesta linea di fortificazione (Torrile, S.Siro,
S.Andrea, Baganzola) ci riporta ad una fascia che scorre lungo la Parma
a salvaguardia del controllo del fiume. Torri di vedetta più
che fortezze, anche per aggregazione dei coloni e salvaguardia dei mulini,
industria medioevale di primaria importanza.
Certamente nel medioevo molte di queste terre erano incolte, alcune
coperte da fitti boschi di querce, nei quali si allevavano i maiali,
ma molte altre erano paludose. La presenza di zone paludose incoraggiarono
i proprietari a creare delle risaie, se erano fonte di reddito sicuro
per il proprietario, erano invece deleterie per la condizione dei lavoratori
provocando malattie come la malaria. Nella zona si era manifestata anche
un'altra malattia, la "pellagra" che veniva attribuita ad
una alimentazione basata esclusivamente sulla "polenta" particolarmente
all'uso di mais guasto mal conservato in magazzini umidi.
Intanto nell'alto medioevo il Vescovo di Parma subentra nel possesso
dei territori al Demanio Regio. Per questo troviamo possedimenti della
mensa vescovile in: Torrile "la corte del vescovado" e a Sanguigna.
Seguirono insediamenti di monache a S.Siro e S.Polo e di monaci a Gainago
e S.Martino dei Bocci o Paradigna (la Certosa Cistercense di Paradigna
fu voluta dal Cardinale Gerardo Bianchi nativo di Gainago- la sua case
natale è oggi parte della proprietà della villa Balduino-Serra
di Gainago).
Tra il 1710 ed il 1715 durante il governo del Duca Francesco Farnese,
che ottiene questi terreni attraverso permuta dalla mensa vescovile,
nasce la "Selva" di Torrile. Il Duca tuttavia organizza questo
quadrato di terreno in modo originale: trapezi che si suddividono in
modo da formare dei rombi. Questa delineazione è data dalle strade
che percorrono la selva o bosco ducale di Torrile, che è riserva
di caccia. I Farnese puntano a creare attorno a Parma una fascia di
verde che costituisca un polo d'attrazione "subordinato" per
l'espansione della città. Con Ottavio Farnese alla zona di riserva
si affianca una cintura di fattorie ducali vere e proprie aziende agricole
modello. Inoltre Ottavio e successivamente Ranuccio promuovono a veri
cardini del sistema del verde farnesiano il Giardino Ducale di Parma
il Giardino di Colorno ed i parchi di Sala Baganza e Felino. A questo
sistema si aggiunse a completamento il bosco di Torrile.
Sotto i Francesi, all'inizio del XIX secolo, si inizierà a smantellare
il bosco di Torrile, che ben presto scomparirà per far posto
a campi coltivati.
Ai proprietari ecclesiastici si sono sostituite nel tempo famiglie della
ricca borghesia (I Cantelli, i Tagliaferri, gli Zandemaria) che avevano
investito con mentalità imprenditoriale in proprietà fondiarie,
in terreni, in cascinali. Le terre di Torrile e S.Polo erano certamente
tra le più appetibili, sia per la fertilità del suolo
e per la vicinanza alla città. Si avvia così un processo
di ulteriore spezzettamento delle proprietà in piccole estensioni
di terreno, sulle quali si eleva una casa colonica. A conclusione citiamo
fra i canali il più importante, sin dal medioevo il Naviglio
(navigabile a lungo). Su di esso arrivarono, lo testimonia Salimbene
de Adam, i marmi per il Battistero di Parma. A rendere perfetto questo
canale lavorò Aristotile Fioravanti di Bologna (nel 1460 mori
in Russia al servizio di Ivan il Terribile, impegnato nella realizzazione
del Cremlino), ad altri successivi interventi partecipò l'architetto
Smeraldo Smeraldi.
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 5.955 (M 3.003, F 2.952)
Densità per Kmq: 159,7 (Censimento Istat 2001)
CAP
43056
Prefisso Telefonico 0521
Codice Istat 034041
Codice Catastale L299
Denominazione
Abitanti torrilesi
Santo Patrono Conversione di San Paolo
Festa Patronale 25 gennaio
Giorno di Mercato Settimanale sabato
Numero
Famiglie (2001) 2.338
Numero Abitazioni (2001) 2.501
Il
Comune di Torrile fa parte di:
Regione Agraria n. 6 - Pianura di Parma
Località e Frazioni di Torrile
San Polo, Gainago, Sant'Andrea, Vicomero, San Siro, Rivarolo, Bezze
Comuni Confinanti
Colorno, Mezzani, Parma, Trecasali