Sestola
è un comune di 2.621 abitanti della provincia di
Modena. È situata nel Parco del Frignano ed è
dominata dalla mole del Monte Cimone (2165 m) e da altre
montagne facenti parte del crinale spartiacque tosco-emiliano.
Il suo territorio si estende dai 321 metri del fondovalle
Panaro ai 2.177 della vetta del Monte Cimone, la più
alta di tutto l'Appennino settentrionale. Il capoluogo si
trova in posizione mediana (1.020 m s.l.m.), mentre a valle
si allarga la vallata del rio Vesale divisa fra le frazioni
di Casine, Castellaro, Rocchetta Sandri, Roncoscaglia, Vesale
e i dintorni di Poggioraso. Fa parte della Comunità
Montana del Frignano, che ha il proprio capoluogo a Pavullo
nel Frignano. Sestola è la più celebre località
turistica invernale dell'Emilia-Romagna per via della vicinanza
alla stazione sciistica del Monte Cimone, la principale
dell'Emilia-Romagna nonché una delle maggiori nell'Appennino.
Nella zona a monte del paese si trovano svariati insediamenti
turistici: Pian del Falco, Passo del Lupo e Lago della Ninfa;
questi ne fanno una zona ideale per gli appassionati della
natura che vi incontrano emergenze ambientalistiche di notevole
importanza primo fra tutti il Giardino Botanico Alpino Esperia,
oasi botanico di valenza nazionale, situato alle pendici
del Monte Cimone e al confine col Parco Regionale dell'Alto
Appennino Modenese. Passo del Lupo (1.500 m s.l.m.), è
un' importante stazione del comprensorio sciistico del Cimone,
ove è situata una funivia per il collegamento con
le appendici del Monte Cimone oltre a numerosi impianti
a fune per la pratica dello sci alpino. A 1.500 m s.l.m.
alle pendici del Monte Cimone, in un'area caratterizzata
da faggeti e boschi di resinose, si trova il Lago della
Ninfa, che è area di attrazione turistica in estate
come punto di partenza per escursioni e nella stagione invernale
per la pratica dello sci da fondo e dello sci alpino. Sulla
cima di Monte Cimone sorge una piccola chiesetta, risalente
all'inizio del secolo, dedicata alla Madonna delle nevi,
che viene festività il 5 agosto. Il Monte Cimone
domina coi suoi 2.177 m tutto il territorio sestolese e
quello dei Comuni limitrofi. Sulla cima è insediata
una stazione meteorologica dell'Aeronautica Militare e la
Stazione "Ottavio Vittori del Consiglio Nazionale delle
Ricerche Istituto ISAC per lo studio dell'atmosfera
e del clima. Queste stazioni sono raggiungibili percorrendo
il Sentiero dell'Atmosfera, un itinerario didattico culturale
nato dalla collaborazione tre Consiglio Nazionale delle
Ricerche e Parco Regionale del Frignano e con il Servizio
Meteorologico dell'AM CAMM e l'ARPA Emilia-Romagna.
Il territorio comunale sopra i 1.500 m s.l.m., oltre il
Lago della Ninfa e Passo del Lupo, fa parte del Parco Regionale
del Frignano. A ridosso dell'abitato si trovano altre due
aree naturalistche protette di importanza minore. Altre
emergenze naturalistiche sono il cosiddetto Far West, costoni
di rocce friabili sul lato sud del Monte Cervarola, il Sasso
della Capra a Pian Cavallaro, i Sassatelli sotto Vesale
e alcune grotte naturali.
ETIMOLOGIA
Probabilmente deriva dal femminile del nome latino di persona
Sextus. Secondo un'ipotesi poco condivisa potrebbe accostarsi
al numerale latino sextus, ossia sesto.
DA
VEDERE
Sestola, più di tanti altri comuni del Frignano ha
perso, purtroppo, le proprie tradizioni in conseguenza al
forte impatto turistico che ne ha caratterizzato lo sviluppo
dall'inizio di questo secolo. Sono rimaste comunque tracce
ben visibili nelle feste religiose e nelle sagre frazionali
che in questi ultimi anni sono tornate ad essere momento
d'incontro sociale e recupero di motivi tradizionali. Presso
le sale della Rocca ha sede il Museo della civiltà
montanara e contadina che da anni raccoglie ed espone materiali
ed attrezzi riguardanti le tradizioni lavorative locali.
Innumerevoli sono i monumenti degni di nota fra cui molte
chiese e oratori, all'interno delle quali si possono ammirare
numerose opere d'arte, quadri, altari e manufatti preziosi,
ma anche borgate e case padronali e naturalmente il complesso
del Castello.
Fra
le principali chiese ed oratori di Sestola degne di essere
visitate, sono da segnalare:
la Chiesa parrocchiale di San Nicolò costruita agli
inizi del sec. XVII in sostituzione dell'antica chiesa situata
all'interno della fortezza. Rimodernata nei primi anni del
XX secolo con una nuovo facciata, conserva notevoli opere
d'arte oggi restaurate;
la Chiesa della Madonna del Rosario di struttura seicentesca,
appartenente alla antica famiglia dei Cavalcabò che,
restaurata di recente, ha ritrovato l'antico splendore;
l'oratorio di San Nicola in Castello detto anche la Chiesa
di Rocca, antica parrocchiale di Sestola, nominata fin dal
1114, ma riedificata e ridotta a oratorio nel 1696 e al
cui interno si trovano resti di affreschi quattrocenteschi;
l'oratorio di Sant'Antonio, situato sulla strada che porta
al Castello, risale all'inizio del Seicento ed è
l'ultimo dei tanti oratori privati appartenuti alle famiglie
notabili del paese.
La storia di Sestola è anche quella delle sue frazioni:
Casine, Castellaro, Rocchetta Sandri, Roncoscaglia e Vesale
che, a parte la prima, frazione da circa un secolo, hanno
tutte una lunga storia d'indipendenza dall'attuale capoluogo
quali liberi Comuni del Frignano. Tipici della zona sono
i cosiddetti metati: ormai in disuso, erano costruiti per
l'essiccazione delle castagne.
CENNI
STORICI
Su di un alto sperone roccioso sorge l'antica Fortezza,
ricostruita verso la metà del XVI secolo, ma di origini
molto più antiche; la posizione strategica di controllo
delle vallate dello Scoltenna e del Leo, infatti, la poneva
in una posizione di controllo all'accesso alla parte sud
del Frignano.La parte vecchia del paese sorge a ridosso
di questo antico insediamento.
Lo stesso nome di Sestola è, quasi certamente, di
derivazione romana e, secondo una delle ipotesi più
accreditate, sarebbe collegato ad un Sextus cui venne affidata
questa terra. Il primo documento in cui si nomina il suo
Castello è il Diploma di Astolfo del 753 d.C., col
quale il re dei Longobardi faceva dono del Castrum Sextulae
e territori adiacenti all'Abbazia di Nonantola, allora fondata
da S. Anselmo.
All'epoca dei Comuni, Sestola aderì al Comune Federale
del Frignano; in seguito le città di Modena e Bologna
lottarono a più riprese per il suo possesso fino
a quando, nel XIV secolo, Sestola e il Frignano aderirono
alla Signoria degli Estensi. Da quel momento Sestola diventò
la capitale della Provincia del Frignano, titolo che conservò
fino agli inizi del 1800.
In seguito all'apertura della via Giardini (ora SS 12 del
Brennero), alla fine del XVIII secolo, Sestola si trovò
tagliata fuori dal nuovo traffico commerciale; di conseguenza
la Fortezza fu trasformata in un penitenziario che rimase
in attività fino al 1866.
Sul finire del secolo scorso, quando il nascente turismo
dava al paese una nuova possibilità di sfruttamento
economico del territorio, la Fortezza subì un'ulteriore
trasformazione ospitando un Osservatorio Meteorologico e
un Istituto estivo per la cura dei bambini.
La pratica dell'escursionismo che faceva del Monte Cimone
la meta più ambita dalle neonate sezioni del C.A.I.,
lo sviluppo del patrimonio forestale e la trasformazione
del paese in attrezzata stazione climatica, fecero di Sestola
un accogliente e rinomato paese di villeggiatura. In questo
secolo il turismo è via via diventato preminente
nell'economia del paese ed oggi, dopo cent'anni di esperienza
e tradizione, Sestola è la località turistica
più bella di tutto l'Appennino. Essa è dotata
di un'ampia area pedonale, di una seggiovia che dal paese
porta a Pian del Falco e di una funivia che parte da Passo
del Lupo.