Sala
Baganza è un comune di 5045 abitanti della provincia di Parma.
È sede di numerose aziende del comparto metalmeccanico e numerosissime
aziende del settore agroalimentare (soprattutto lavorazione carne suina
per produzione di salumi) dislocate tra Castellaro e San Vitale, sulla
riva sinistra del torrente Baganza.
ETIMOLOGIA
IL termine "Sala" è di origine longobarda ed è
attestato in molte regioni italiane, ad esempio: Sala Bolognese, Sala
Comacina (Como), Sala Biellese, Sala Consilina (Salerno). La sala era
la terra direttamente occupata dal presidio barbarico e si contrapponeva
alle terre tributarie degli abitanti locali, costretti a fornire ai
longobardi parte dei raccolti. Il termine deriva dal longobardo saliz,
che significa fattoria. La seconda parte deve il nome al fiume Baganza.
Le ipotesi sull'origine del toponimo sono però molte. Altri ad
esempio fanno riferimento all'etrusco "Zal" ovvero "sei"
a significare che l'abitato dista sei miglia etrusche da Parma. Da non
scartare l'ipotesi che si riferisce al latino "salarius" cioè
rivenditore di carne salata, attività, questa, che trova larga
pratica anche ai giorni nostri.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Si presume che Sala abbia avuto una continuità abitativa fin
dal periodo "Enolitico", epoca alla quale risalgono alcuni
referti rinvenuti nel territorio. La scoperta di una Fornace Romana
che produceva anfore vinarie nel 1978 lungo la strada provinciale, in
località Sala Bassa dà la certezza che il luogo fosse
conosciuto già ai tempi della colonizzazione romana. Ai Bizantini
si deve la costruzione dei primi castelli e pare certo che i primi nuclei
fortificati sorsero a Monte Palero, a Segalara e sul prominente poggio
dove è posta attualmente la Rocca di Sala. Il nome ed il destino
della famiglia Sanvitale si legò a Sala per circa trecentocinquant'anni.
Dal 1258, quando Tedisio ricevette parte del Feudo con la dote della
moglie Aldemota Cornazzani, al 1612, anno della nota "Congiura
dei Feudatari" ordita contro il Duca Ranuccio I Farnese. Dopo quella
data il territorio di Sala fu trasferito nei possedimenti della Camera
Ducale Farnesiana. La Rocca, già presente nel 1294, fu riedificata
nel 1477 da Gilberto III Sanvitale sulle rovine della Torre di San Lorenzo
e dopo il passaggio di proprietà ai Farnese, fu dal 1676 residenza
estiva del Collegio dei Nobili di Paffi1a. Morto senza discendenza l'ultimo
Farnese, comincia il periodo Borbonico prima con Don Carlo, poi con
Don Filippo e da ultimo con Don Ferdinando. La rivoluzione Francese
cambiò anche lo scenario salese e nel periodo Napoleonico la
Rocca venne assegnata al Tenente Michele Varron, che trovandola troppo
grande per la sua famiglia, ne fece demolire due lati (sud-est). NeI
1888 la Rocca fu acquistata dal Marchese Carrega di Lucedio ed è
tuttora di proprietà privata ed in essa si conservano pregevoli
cicli di "affreschi" di Cesare Baglioni (fine del XVI secolo),
di Bernardino Campi (seconda metà del XVI secolo), Sebastiano
Galeotti (ristrutturazione della Rocca nel 1727) quale la Sala dell'Apoteosi.
Ai Iati della Rocca si affaccia l'oratorio dell' Assunta, fatto erigere
nel 1799 dal Duca Ferdinando di Borbone in stile neoclassico. Importantissimi
i nodi di collegamento del paese dai primordi al Medioevo, con l'attuale
evidente "Strada Farnese" di impianto ducale e fiancheggiante
la sponda sinistra del Torrente Baganza. Si evidenziano, strategicamente
e caratteristicamente inseriti nel territorio, il castello Rossiano
di Segalara con l'Oratorio della Concezione, la casaforte di Torre dei
Boriani (XVI secolo), il Casinetto della Rocca San vitale (XVIII secolo),
la Pieve Romanica di San Biagio (XII secolo), il Bagno di M. Amalia
(coevo del Casino dei Boschi), le Chiese Parrocchiali (S.S. Stefano
e Lorenzo in Sala, San Vitale in San Vitale Baganza, San Nicolò
in Maiatico) gli Oratori (della B.V. in loc. Castellaro, di S.S. Filippo
e Giacomo in San Vitale Baganza, Oratorio dei Nobili in loc. Castellaro,
Oratorio dell'Immacolata alla Torre dei Boriani, Oratorio della Concezione
di M.U. in Segalara). Posizionata lungo la riva dell'omonimo torrente,
Sala Baganza presenta caratteristiche territoriali tipiche dell'insediamento
pedecollinare, ove attualmente non sono distinguibili tracce di presenze
remote. L'antico borgo rurale si sviluppò in funzione della rete
viaria circostante, comprendente anche l'importante carrozzabile di
penetrazione appenninica che fiancheggia il corso d'acqua. Ad interrompere
l'uniformità del paesaggio, contribuisce la presenza della Rocca
che, nonostante nel corso dei secoli sia stata destinata a dimora signorile,
conserva ancora taluni aspetti architettonici originali. Un 'ulteriore
motivo d'interesse che spinge ad una visita alla cittadina, è
infine la vicinanza dei verdeggianti Boschi di Carega, oggi divenuti
Parco Naturale Regionale, che delimitano il confine occidentale del
territorio.
APPROFONDIMENTO SULLA ROCCA SANVITALE
Edificata nel 1454, la Rocca fu ampliata nel XVI secolo ma tormentata
dai passaggi continui di proprietà. Nel 1676 passò in
proprietà al Collegio dei Nobili, diventando residenza estiva
di Ranuccio II, che vi creò una riserva di caccia che più
tardi sarà la delizia di Maria Amalia d'Austria, moglie di Ferdinando
di Borbone. Dell'antica
costruzione rimangono oggi le torri angolari e parte della decorazione
interna del Cinquecento: gli affreschi di Orazio Samacchini con le Storie
di Giove Tonante e di Ercole (1570), L'allegoria delle quattro stagioni
di Cesare Baglione (torrione), Venere e storie di Enea di Innocenzo
Martini, la decorazione con Angelo e putti di Ercole Procaccini nell'ex-cappella.
Nel XVIII secolo Sebastiano Galeotti realizzò l'Apoteosi di Francesco
Farnese (1727). A lato, unito al corpo dell'edificio, l'oratorio di
S.Lorenzo, costruito da Ferdinando di Borbone nel 1795.
PARCO
REGIONALE BOSCHI DI CARREGA
Il Parco presenta uninteressante varietà vegetale e faunistica.
Importante esempio di macchia forestale della bassa collina emiliana,
unisce alle specie tipiche della fascia collinare (querce, carpini bianchi,
castagni) parecchie specie esotiche (cedri del Libano, abeti del Canada,
sequoie del Nord America e così via). Numerosi anche gli
uccelli, i mammiferi, gli anfibi e i rettili; animale simbolo dellarea
protetta è il capriolo, che qui è presente con un nucleo
tra i più consistenti dItalia. Interessanti anche le seguenti
emergenze storico-artistiche: il neoclassico Casino dei Boschi, villa
costruita nel 1789 su progetto del Petitot. Immerso nell'ampia tenuta
sulla collina tra Sala e Collecchio, nella riserva ducale dei Farnese,
il Casino dei Boschi fu ampliato dall'architetto di corte Paolo Gazzola
per farne una dimora estiva. La villa, di proprietà dei principi
Carrega di Lucedio dal 1881, presenta ancora oggi le caratteristiche
del tempo di Maria Luigia, la Villa del Ferlaro fatta costruire da Maria
Luigia per i propri figli tra il 1828 e il 1831, si erge in territorio
collecchiese ove già esisteva il Casinetto Fedolfi, poco distante
dal Casino dei Boschi, la Pieve di Talignano, antica pieve romanica.
SPORT
È presente dal 1971 la società di baseball, la A.S.D Sala
Baganza baseball militante il campionato italiano di baseball di serie
A2 e di serie C1, oltre le varie categorie giovanili e la squadra under
12 di softball.
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 4.616 (M 2.295, F 2.321)
Densità per Kmq: 149,3 (Censimento Istat 2001)
CAP
43038
Prefisso Telefonico 0521
Codice Istat 034031
Codice Catastale H682
Denominazione
Abitanti salesi
Santo Patrono San Lorenzo
Festa Patronale 10 agosto
Numero
Famiglie (2001) 1.819
Numero Abitazioni (2001) 2.157
Il
Comune di Sala Baganza fa parte di:
Regione Agraria n. 4 - Medio Parma
Parco dei Boschi di Carrega
Località e Frazioni di Sala Baganza
Maiaitico, San Vitale, Talignano
Comuni Confinanti
Calestano, Collecchio, Felino, Fornovo di Taro, Parma, Terenzo.