
Piacenza
è una città italiana di 100.970 abitanti,
capoluogo della omonima provincia. Posta fra Emilia e Lombardia, la
città e la sua provincia risentono in maniera assai notevole
dell'influenza di Milano, alla cui regione economica appartengono per
molti aspetti e alla quale hanno spesso legato i propri destini. Piacenza
è situata nella Pianura Padana ad un'altitudine di 61 metri s.l.m.
e sorge sulla riva destra del Po, dove in esso confluiscono il fiume
Trebbia a ovest e il torrente Nure ad est della città. Ad una
quindicina di chilometri in direzione sud, compaiono i declivi dei Colli
Piacentini, prime propaggini dell'Appennino Ligure. La posizione geografica
ne ha da sempre determinato le sorti strategico-militari e ne ha fatto
un importante nodo autostradale e ferroviario. Piacenza è la
città della Emilia Romagna con il clima più continentale,
di conseguenza gli inverni sono leggermente più rigidi rispetto
alle le altre città della regione e le precipitazioni risultano
maggiori. Le minime invernali registrate sono inferiori inoltre a quelle
delle vicine città lombarde. Capita frequentemente che Piacenza
detenga il record di città con le temperature più basse
d'Italia[senza fonte]. La vicinanza della città al fiume Po porta
come conseguenza che, in tutti i periodi dell'anno, il clima sia caratterizzato
da una forte umidità: d'inverno si manifesta con grande frequenza
il fenomeno della nebbia, d'estate le condizionimeteorologiche sono
spesso di afa opprimente. Sino alla fine degli anni '80 sono state registrate
nevicate record. Nei giorni della nevicata del secolo del 1985 che colpì
il nord Italia si superò il metro e mezzo. La neve a Piacenza
è sempre caduta durante il periodo invernale, fenomeno alquanto
naturale, ma da diversi anni a questa parte; probabilmente a causa dei
cambiamenti climatici il fenomeno si è rarefatto e la neve fa
la sua comparsa solo in occasioni sporadiche, peraltro di lievi entità.
La temperatura massima media in gennaio è 3-4 gradi mentre in
luglio raggiunge i 29-31 gradi.
MUSEI
Palazzo Farnese oggi ospita i Musei Civici di Palazzo Farnese, divisi
in sezioni dedicate al Medioevo, al Rinascimento, ai FastiFarnesiani,
ai Vetri e alle Ceramiche, oltre alla Pinacoteca, all'Armeria, al Museo
delle Carrozze, al Museo Archologico e al Museo del Risorgimento.
Il Museo di Storia Naturale ha cambiato sede e da Palazzo Scotti è
stato traferito allo "Urban Center" (area nata dalla
riqualificazione dell'ex macello cittadino che ospita anche il Politecnico
di Milano). E' suddiviso nelle sezioni Botanica, Zoologia e Scienze
della Terra. Importanti sono l'erbario ottocentesco e la collezione
ornitologica.
In città è presente anche la Galleria d'Arte Moderna "Ricci
Oddi", una delle principali d'Italia. Raccoglie più di settecento
opere dall'Ottocento ai giorni nostri.
Importanti sono anche la Biblioteca Comunale Passerini-Landi e soprattutto
il Collegio Alberoni. Quest'ultimo, un vasto complesso architettonico,
è dotato di una Pinacoteca, un Osservatorio Astronomico, un Museo
di Scienze Naturali, una biblioteca e la chiesa di San Lazzaro.
MANIFESTAZIONI
Cena Bianca
In occasione del solstizio d'estate, il 21 giugno 2006, circa 250 persone
hanno partecipato alla prima "Cena Bianca" d'Italia. I partecipanti,
ritrovatisi attorno alla basilica di Sant'Antonino e tutti vestiti di
bianco, portavano un mazzo di fiori e una candela ciascuno, dello stesso
colore. L'evento si ispira al "diner blanc" che si tiene ogni
anno, lo stesso giorno, a Parigi nei pressi della cattedrale di Notre
Dame. Da allora viene organizzato ogni anno.
Festa
del patrono
Il 4 luglio si festeggia il patrono della città, Sant'Antonino.
In questa occasione si incontrano l'autorità politica rappresentata
dal sindaco, e quella religiosa rappresentata dal vescovo cattolico,
con il tradizionale dono del cero. Si tiene anche una fiera costituita
da un'imponente numero di bancarelle che occupano il Viale del Pubblico
Passeggio dalle prime luci dell'alba sino a notte.
Festa
di Santa Rita da Cascia
Il 22 maggio è celebrata la festa di Santa Rita da Cascia. L'importante
evento per i piacentini devotialla "Santa della Rosa", ècaratterizzato
da una Messa nella "Chiesa dei Cappuccini" (sul cui sagrato
vengono distribuite ai fedeli rose benedette e gagliardetti raffiguranti
la Santa in preghiera) e da una lunga processione di auto per la benedizione,
che inizia al mattino e termina la sera tardi.
ECONOMIA
Grazie alla posizione geografica favorevole, hanno trovato sede moltissime
attività legate alla logistica. si inserisce in questaottica,
il nuovo padiglione fieristico di Piacenza, il settore è sciuscettibile
di notevole espansione considerata la pregiata ubicazione del territorio
in parola.
Per merito della vicinaza strategica con le aree industriali della Pianura
padana e le vie di comunicazione a Piacenzasiintersecano, negli ultimi
anni si è sviluppato l'insediamento di numerosi centri logistici
nella zona est della città e presso la frazione Le Mose.
DA
VEDERE
Il
Duomo
La basilica di Sant'Antonino.
La basilica di San Savino.
La
chiesa di San Francesco si trova in Piazza Cavalli all'incrocio con
via XX Settembre. È realizzata in stile gotico lombardo del XII
secolo (1278-1373). Sulla facciata sono visibili due contrafforti, un
rosone, una cuspide e alcune guglie, mentre archi rampanti sono presenti
sui lati; su quello destro è ancora esistente parte dei chiostri
di cui rimane un porticato. Al suo interno, ornato di affreschi del
XV e XVI secolo, venne proclamata l'annessione della città al
Regno del Piemonte nel 1848. Il "portale mediano" della basilica
reca al sommo una lunetta con il rilievo di "San Francesco stigmatizzato",
e all'interno, sulla parete destra del deambulatorio, v'è un
bassorilievo con "Rettore in cattedra e frati", eseguiti nella
bottega dell'Amadeo intorno al (1490). San Giovanni in Canale è
un tempio fondato nel 1220 dai Domenicani. Tre campate ampliarono a
metà del secolo XVI gli internigotici di questo complesso; nella
stessa epoca venne anche ampliato il coro. Tra i vari monumenti sepolcrali
che vi si conservano vi è una tomba dipinta, unica a Piacenza,
ed il grande sarcofago della famiglia Scotti. Il "sepolcro"
di Guglielmo da Saliceto del 1501), posto nel chiostro denota i caratterei
dello stile dell'Amadeo. La rinascimentale Santa Maria di Campagna si
trova in Piazzale delle Crociate, così chiamato perché
in questo luogo papa Urbano II bandì la prima crociata nel 1095.
Fu edificata tra il 1522 ed il 1528 per
poter
conservare più degnamente una Madonna lignea policroma, detta
"della Campagnola" venerata come miracolosa. La pianta aveva
inizialmente forma greca, ma in seguito assunse una forma a croce latina
rovesciata in seguito all'allungamento del presbiterio. La chiesa è
facilmente riconoscibile grazie all'imponente tiburio ottagonale e alla
lanterna. Splendidi gli affreschi opera del Il Pordenone (Giovanni Antonio
Sacchi) che abbelliscono la cupola e due cappelle poste sul lato sinistro.
Altre opere sono di Galeazzo, Antonio, Giulio e Bernardino Campi, Camillo
Procaccini, Guercino, Malosso, De Longe, Bibbiena, Stern e Avanzini.
La chiesa rappresenta forse il maggior capolavoro raggiunto dall'architetto
piacentino Alessio Tramello. Contiene inoltre due pregevoli organi a
canne fabbricati dai Serassi di Bergamo. Quello più grande è
collocato in cornu Epistolae, costruito tra nel 1825 e nel 1838, consta
di due tastiere, ciascuna di 69 tasti (Do-1/Do6) corrispondenti la prima
all'Organo Eco e la seconda al Garnd'Organo. Le sue particolarità
lo rendono quasi unico in Italia perché possiede il meccanismo
della Banda Turca (piatti, grancassa, campanelli, rullante, sistro,
ecc), il registro dei campanelli, delle campane d'armonia ai tasti e
delle campana al pedale. Lo strumento è stato progettato del
famoso organista e compositore dell'Ottocento Musicale Organistico Italiano
Padre Davide da Bergamo il quale compose moltissime sonate, sinfonie,
elevazioni su quest'organo. Invece l'organo più piccolo, collocato
nella navata sul pavimento, è stato costruito
nel
1836 ed era in origine strumento di "casa" dei Serassi collocato
nella basilica nel 1991 dal Teatro Municipale.
San Sisto è un'altra opera rinascimentale che vanta un prezioso
coro ligneo del 1514. I lavori iniziarono intorno al XIV secolodove
antecedentemente si trovava un tempio edificato nell'874 per volere
dell'imperatrice Angilberga ed è la prima opera religiosa dell'architetto
Alessio Tramello nella sua maturità. Ospita la copia del capolavoro
di Raffaello Sanzio, la Madonna Sistina: l'originale, eseguito per la
chiesa piacentina, venne venduto dai benedettini nel 1754 ad [Augusto
III] re di Polonia ed elettore di Sassonia. Ancora oggi la "Madonna
Sistina", con i suoi angioletti, è l' ambasciatrice più
conosciuta della pinacoteca di Dresda "Alte Meister" ove rappresenta
il pezzo più pregiato. La basilica di San Sisto, per secoli il
principale monastero benedettino della città prima che le soppressioni
decretassero l'allontanamento definitivo dei religiosi, sta tornando
ad appropriarsi di capitoli importanti della sua storia, trascurati
in passato a causa delle traversie, prima napoleoniche e poi post-unitarie,
dalle quali il monumentale complesso ne è uscito separato in
due. La quasi totalità del monastero risulta oggi occupata dai
militari del Secondo Reggimento Genio Pontieri e gli spazi in uso a
San Sisto, trasformata in parrocchia, comprendono la chiesa e una piccola
parte dell'edificio un tempo dimora dei benedettini. In quest'ala si
stanno concentrando i restauri. Ingresso gratuito.
San Sepolcro, è un altro importante tempio realizzato da Alessio
Tramello tra il XV e il XVI secolo. La verticalità della facciata
è accentuata dalla presenza di contrafforti, mentre un portale
barocco contribuisce ad arricchirla. il nome forse deriva da un pellegrino
piacentino che, tornato dalla visita del Santo Sepolcro a Gerusalemme,
nel 938 fece edificare un luogo di culto che poi andò distrutto.
In epoca napoleonica fu riadattata come ospedale militare e solo nel
1903 fu nuovamente riconsacrata alla preghiera.
Del XVI secolo è la chiesa di Sant'Agostino; sconsacrata, ora
ospita varie mostre. La facciata granitica è in stile neoclassico,
realizzata da Camillo Morigi. È l'unica chiesa della città
i cui interni, ampi ed armoniosi, presentano cinque navate. Frammenti
di affreschi del Malosso sono visibili sulle pareti del transetto.
La Chiesa delle Benedettine fu opera di Domenico Valmagini. Un convento
è annesso all'edificio.
Chiesa di San Lorenzo del XIV secolo. Al suo interno si potevano ammirare
gli affreschi del Ciclo di S.Caterina, oggi conservati nel Museo Civico.
In stile romanico è la Chiesa di San Donnino, la cui facciata
fu rifatta nel 1889 da Camillo Guidotti.
Sempre Camillo Guidotti restaurò tra il 1924 e il 1925 la Chiesa
di Sant'Anna, originaria del XII secolo e ricostruita nel 1334.
La Chiesa della Santissima Trinità, edificata nel 1951 per volere
del parroco mons. Antonio Tagliaferri che prima di realizzare l'impresa
andò a colloquio da Padre Pio da Pietrelcina che gli disse: "Questa
chiesa darà grande lode a Dio, va' e fa' questa chiesa".
Particolare è l'abside, che comprende un grande affresco di circa
500 mq., su fondo dorato, realizzato da Kiko Argüello in occasione
del grande Giubileo del 2000. Il dipinto è in stile bizantino
(ovvero dell'arte bizantina) e raffigura eventi caratterizzanti della
vita di Gesù Cristo.
La Chiesa di sant'Eufemia,anch'essa in stile romanico.In questa chiesa
sono state sepolte le spoglie del vescovo Aldo Gabrieli da Gubbio,colui
che consacrò l'edificio
La Chiesa di San Pietro un tempo dei gesuiti.
La Chiesa di santa Brigida risalente alla metà del IX secolo.
Numerosi sono i palazzi di origine aristocratica e borghese, di notevole
pregio caratterizzati da bellissimi giardini. Piacenza risulta appunto
"città di palazzi" come nessun altro centro della Val
Padana. Mancando una corte fissa (il Palazzo Farnese non fu sempre sede
della famiglia dal momento che dopo un certo periodo la capitale ducale
fu trasferita a Parma), i nobili ebbero la possibilità di ostentare
il proprio rango con lussuose opere architettoniche. Tra i vari, si
ricordano:
Palazzo
Mulazzani
Palazzo Mandelli, eretto verso la metà del XVIII secolo odierna
sede della Banca d'Italia.
Palazzo Scotti da Fombio (noto anche come Collegio Morigi) opera di
Giuseppe Marione del 1780 con fronte posteriore a loggiato aperto a
"U". Stucchi, tempere e affreschi pregiati adornano lo scalone
e il salone d'onore.
Palazzo Landi si trova all'angolo di via Roma con via Giordano Bruno
e fu edificato nel Medio Evo, ma la sua ricostruzione, da parte di maestri
lombardi, è di fine XV secolo.Il pregevole portale rinascimentale
,in marmo, è di Giovan Pietro da Rho. Oggigiorno è sede
del Tribunale.
Palazzo
Costa
Palazzo Rota Pisaroni
Palazzo Somaglia
Splendidi sono, inoltre, i giardini pubblici e privati del centro storico,
racchiusi fra i palazzi ai quali donano ulteriore bellezza, quasi nascosti
alla vista dei passanti i secondi visibili attraverso raffinate cancellate
in ferro battuto, conferendo particolare suggestione alla città.
Il
Palazzo Comunale, anche detto il Gotico, fu edificato nel 1281 per volere
di Alberto Scoto, reggente guelfo della città. Avrebbe dovuto
essere quadrangolare secondo il progetto, ma l'opera rimase incompiuta
per lo scoppio di una grave pestilenza.
A causa della depressione economica causata dalla peste il progetto
fu interrotto e venne realizzato solo il lato nord. Grande esempio di
architettura civile dell'epoca, ricalca lo stile dei broletti lombardi
e si caratterizza per la merlatura a coda di rondine, la cornice ornata
da archetti, la torretta centrale che racchiude il campanone oltre a
due torrette laterali. Il lato lungo è provvisto di cinque arcate
i cui archi sono a sesto acuto. È finemente ornato in marmo rosa
nella parte inferiore ed in cotto decorato a motivi geometrici in quella
superiore. Archi a pieno centro con snelle trifore caratterizzano il
piano superiore. Il rosone sovrasta il lato corto, a tre arcate. Nel
salone architravato, abbellito da raffigurazioni pittoriche, si tengono
conferenze o eventi particolari quali le mostre.
Palazzo Farnese, importante edificio la cui costruzione venne iniziata
nel 1568 su desiderio di Ottavio Farnese (secondo duca di Parma e Piacenza)
e di sua moglie, Margherita d'Austria, figlia di Carlo V di Spagna.
Il progetto iniziale venne elaborato da Francesco Paciotto da Urbino
e il cantiere fu affidato ai maestri murari Giovanni Bernardo Dalla
Valle, Giovanni Lavezzari e Bernardo Panizzari detto il Caramosino.
Il progetto venne poi modificato nel 1589, quando l'architetto Jacopo
Barozzi detto Il Vignola, ne prese parte, modificandone l'alzata. Il
palazzo non venne terminato poiché i lavori subirono una lunga
pausa nel 1568 per mancanza di fondi e per assenza di una direzione
competente ma anche per il disinteressamento di Margherita d'Austria.
Soltanto nel 1588 riaprirono i cantieri su interesse di Alessandro Farnese
e dei figli Ranuccio I Farnese (1670), e Ranuccio II Farnese (1690)
che si adoperarono ad ornare sale con splendide decorazioni e arredamenti
preziosi. Dal 1731, anno di decesso dell'ultimo duca della dinastia
Farnese, inizia un lungo periodo di decadenza che terminerà solo
nel 1909 quando iniziarono le prime opere di restauro. Oggi ospita varie
rassegne culturali ed è sede del Museo Civico.
Altri da menzionare sono
Palazzo
del Governatore , edificio del XVIII secolo, in stile neoclassico opera
di Lotario Tomba. Sulla facciata presenta un orologio ai cui lati sono
posti una meridiana solare e un calendario perpetuo.È inoltre
la sede della Camera del Commercio
Palazzo dei Mercanti, di origine seicentesca, attuale sede del comune.
Il Palazzo Comunale, il Palazzo del Governatore e il Palazzo dei Mercanti
sono ubicati ai lati della Piazza denominata dei Cavalli, (Piasa Caväi
o, più semplicemente, la Piasa per i piacentini), da sempre il
centro della città e della sua vita, ricalca, probabilmente,l'originario
impianto dell'accampamento romano nella fattispcie il foro con le vie
che si dipartono rettilinee e con incroci ad angolo retto. Prende il
nome dalle due statue equestri raffiguranti Ranuccio e Alessandro Farnese,
realizzate da Francesco Mochi da Montevarchi tra il 1612 e il 1628.
Fino
al 1798 esisteva il Teatro della Cittadella che venne distrutto da un
incendio e fu successivamente sostituito con il Teatro Municipale, inaugurato
nel 1804. Progettato dall'architetto Lotario Tomba, ha una facciata
ispirata a quella del Teatro alla Scala di Milano. Alessandro Sanquirico,
scenografo presso il teatro milanese, fu appunto il decoratore degli
interni. I lavori di ristrutturazione degli ultimi decenni hanno, fra
l'altro, trasformato l'ex Sala degli Scenografi (posizionata al di sopra
della Sala Grande) in un piccolo teatro di 320 posti.
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 95.594 (M 44.822, F 50.772)
Densità per Kmq: 807,0 (Censimento Istat 2001)
CAP
29100
Prefisso Telefonico 0523
Codice Istat 033032
Codice Catastale G535
Denominazione
Abitanti piacentini
Santo Patrono Sant'Antonino di Piacenza
Festa Patronale 4 luglio
Numero
Famiglie (2001) 41.694
Numero Abitazioni (2001) 45.732
ETIMOLOGIA
Deriva da Placentia, dal verbo latino placere, piacere. E' evidente
la funzione augurale del nome.
Il Comune di Piacenza fa parte di:
Regione Agraria n. 5 - Pianura di Piacenza
Circuito Città d'Arte della Pianura Padana
Associazione Italiana Città Ciclabili
Associazione Europea dei Comuni sulla Via Francigena
Rete delle Città Strategiche (RECS)
Comuni Confinanti
Calendasco, Caorso, Caselle Landi (LO), Corno Giovine (LO), Gossolengo,
Gragnano Trebbiense, Podenzano, Pontenure, Rottofreno, San Rocco al
Porto (LO), Santo Stefano Lodigiano (LO)
Musei nel Comune di Piacenza
Musei di Palazzo Farnese: Museo Archeologico
Galleria Alberoni
Museo di Storia Naturale
Museo della Basilica di Sant'Antonino
Musei di Palazzo Farnese: Sezione Pinacoteca
Musei di Palazzo Farnese: Sezione Medievale-Moderna e Farnesiana
Musei di Palazzo Farnese: Museo delle Carrozze
Musei di Palazzo Farnese: Museo del Risorgimento
Chiese
e altri edifici religiosi piacentini
Chiesa di Santa Chiara
Santuario Santa Maria di Campagna :: Frati Minori Francescani
Duomo di Piacenza
Chiesa di Santa Rita
Chiesa di San Paolo Apostolo
Chiesa Abbaziale di San Sisto
Basilica di Sant'Antonino
Basilica di San Savino
Chiesa di Sant'Agostino (sconsacrata)
Teatri
Teatro Plaza
Teatro San Matteo
Teatro Politeama
Teatro dei Filodrammatici
Teatro Municipale
Stadi
di Calcio
Stadio Leonardo Garilli