Forlimpopoli
è un comune italiano di 12.944 abitanti della provincia
di Forlì-Cesena in Emilia-Romagna. Il centro è
posto lungo la Via Emilia, a circa una decina di chilometri
a Est del capoluogo, Forlì. Sito sulla Via Emilia
(SS9), fra Forlì e Cesena, a 8 chilometri a est del
capoluogo, sorge in una posizione favorevole alle comunicazioni
tra la montagna, la pianura ed il mare. Basata su un fervente
artigianato e su una campagna fertile fra la quale spiccano
le coltivazioni di pesche e barbabietole, Forlimpopoli gode
dell'indotto economico prodotto dalle grandi industrie presenti
nella zona limitrofa forlivese. È stata sede per
molti anni di un importantissimo zuccherificio che attualmente
è in fase di smantellamento.
ETIMOLOGIA
Il nome di Forlimpopoli è di chiara origine romana
(Forum Popilii) e deriva molto probabilmente da quello del
console Publio Popilio Lenate, che avrebbe fondato la città
nel 132 a.C.
EVENTI
Buonanotte Suonatori - la Festa della Scuola di Musica Popolare
Si tiene normalmente fra la prima e la seconda settimana
di Giugno. Strutturata come una festa popolare che interessa
gli spazi della Rocca e dell'antistante Piazza Garibaldi,
è di fatto, il saggio degli allievi e degli insegnanti
della Scuola che, negli anni, è cresciuto a tal punto
da divenire probabilmente il saggio di scuola di musica
più visto d'Italia
La
festa tradizionale, di stampo carnascialesco, è rappresentata
dalla Segavecchia che si svolge ogni anno in periodo di
quaresima, vede la partecipazione numerosa della popolazione
e assume il carattere tipico della festa di paese con bancarelle
di dolciumi, frutta secca, spettacolo pirotecnico e la sfilata
di carri allegorici allestiti dalle frazioni di Forlimpopoli.
Dura una settimana.
La
Festa Artusiana invece si svolge in giugno ed evidenzia
l'aspetto tipico della cultura e della tradizione eno gastronomica
della città che diede i natali a Pellegrino Artusi.
Il
Festival Didjin'Oz dedicato alla musica ed alla cultura
degli aborigeni australiani, si svolge abitualmente nella
prima metà di Luglio ed è divenuto, negli
anni, il più importante riferimento italiano del
settore. Unico nel panorama italiano, prevede film, concerti
e mostre con la presenza di importanti artisti provenienti
dall'Australia e da tutta Europa Didjin'Oz
Il
Festival di musica popolare, che ha visto, nel 2010, svolgersi
la sua sedicesima edizione, è ormai un appuntamento
tradizionale nel panorama delle manifestazioni estive della
città. si propone, attraverso un percorso fatto di
concerti, stage e mostre, di analizzare l'evoluzione delle
musiche di tradizione, dalle loro origini alla riproposta
dei musicisti di oggi Festival Musica popolare 2010
Un
de int la Roca ad Frampùl (Un giorno nella Rocca
di Forlimpopoli) si svolge il secondo fine settimana di
settembre. È una rievocazione storica organizzata
dal Gruppo Storico "Brunoro II" della Pro Loco
di Forlimpopoli, la festa ripropone un evento storico riguardante
il signore Conte di Forlimpopoli Brunoro II. Il Conte, di
ritorno dalla guerra in terra di Francia dove aveva combattuto
gli eretici Ugonotti, viene accolto dal paese in festa e
dalla moglie la Contessa Battistina Savelli. Durante i giorni
di festa si assiste a un vero e proprio salto nel passato,
il cortile e il fossato della Rocca sono animati da mercatini
medioevali, giochi di giullari e mangiafuoco, duelli di
armati e da spettacoli di sbandieratori e tamburini.
BASILICA
DI SAN RUFILLO
La Basilica minore di San Rufillo edificata intorno al VI
secolo Dopo Cristo, conservante le reliquie del Santo. Oltre
alle due pale, una dipinta da Luca Longhi nel 1528 raffigurante
la Madonna col Bambino, l'altra (anch'essa cinquecentesca)
di Francesco Menzocchi rappresentante la Deposizione della
Croce, si possono ammirare all'esterno 2 monumenti sepolcrali
dedicati ai signori Brunoro I Zampeschi e Brunoro II Zampeschi.
CHIESA
DEI SERVI
La Chiesa dei Servi, vero gioiello di Forlimpopoli, sorge
a ridosso della Piazza. Costruita verso la metà del
XV secolo i Servi di Maria si insediarono a Forlimpopoli
nell'ospedale e nell'oratorio dei Battuti Neri, locali che
furono trasformati in una chiesa più ampia con annesso
convento. Fu tuttavia all'inizio del '700 che i Servi diedero
alla chiesa l'aspetto odierno: una serie di costruzioni
alla cui sommità si staglia il caratteristico torrione
settecentesco, che supera in altezza anche il campanile.
Nell'interno ricco di decorazioni ed eleganti arredi spiccano
sei grandi nicchie con altari ornati da dipinti di pregio.
A sinistra, entrando dall'ingresso principale, è
l'altare dell'Annunciazione completato nel 1735; al centro
dell'ancona dipinta e dorata è l'opera più
prestigiosa della chiesa: la pala dell'Annunciazione dipinta
nel 1533 da Marco Palmezzano allievo di Melozzo da Forlì.
DA
VEDERE INOLTRE
Da visitare la splendida Rocca Albornoziana a pianta quadrata
che domina la piazza principale, costruita verso la metà
del XIV secolo sulle rovine dell'antica cattedrale, denominata
in origine con l'appellativo "Salvaterra". La
Rocca tutt'ora ospita il municipio ma sono i suoi sotterranei
a celare la storia di Forlimpopoli ospitando le sale del
Museo Civico conservanti manufatti e reperti paleolitici,
romani (fra i quali mosaici ed anfore), medioevali e tardo
medievali ritrovati nel territorio artusiano.
Nei
pressi, si segnala anche, in località Fornò,
nel comune di Forlì, ma nel vicariato di "Bertinoro-Forlimpopoli",
il quattrocentesco Santuario di Santa Maria delle Grazie,
caratteristica Chiesa di pianta rotonda.
Scuola
di Musica Popolare di Forlimpopoli
Un Castello imponente e molto ben conservato del XVI secolo
domina il centro della città. Ospita l'amministrazione
locale, il museo archeologico, un teatro ed un centro culturale
polivalente, sede, fra l'altro, della Scuola di Musica Popolare
di Forlimpopoli. La Scuola, fondata dall'Amministrazione
comunale nel 1986, opera oggi come associazione culturale
di insegnanti e studenti. Il suo principale obbiettivo è
quello dell'insegnamento della musica tradizionale e popolare
della regione e di tutto il mondo.La scuola ha una rilevanza
territoriale ultra regionale e, in cooperazione con l'Accademia
Burg Fürsteneck in Germania e l'Eric Sahlström
Institutet in Svezia sta sviluppando l'European Nyckelharpa
Training [2] per lo studio della Nyckelharpa. Proprio lo
sviluppo del lavoro sulla Nyckelharpa ha portato la Scuola
di Musica Popolare a prendere parte a progetto Europeo denominato
CADENCE - Cultural ADult Education and Nyckelharpa Cooperation
in Europe che ha preso il via nell'Agosto 2009 e terminerà
nel Luglio 2011. il progetto CADENCE è finanziato
nell'ambito del programma Europeo GRUNDTVIG
ORIGINI
E CENNI STORICI
Il territorio di Forlimpopoli fu abitato sin dal paleolitico
inferiore, come testimoniano alcuni manufatti di selce trovati
in anni recenti; si tratta di ciottoli scheggiati, simili
a quelli del più famoso giacimento di Monte Poggiolo
(Forlì) e fabbricati da individui appartenenti al
gruppo dellHomo erectus, circa 700 mila anni fa. In
epoca protostorica il territorio fu percorso e abitato da
genti delletà del bronzo e successivamente
sia dagli Umbri, che scendevano dall'Appennino, sia dai
Galli provenienti dalla Pianura Padana. Nel territorio forlimpopolese
sono ancora oggi visibili tracce di tre successive centuriazioni,
che testimoniano lopera di bonifica agraria e di colonizzazione
della pianura da parte dei Romani; certamente lantica
via Emilia costituiva lasse fondamentale del reticolato
urbano della città romana. Nel I secolo a.C. Forum
Popili divenne un municipium al centro di un vasto territorio
confinante con quelli di Caesena, Forum Livii (Forlì),
Mevaniola e Sarsina e nei primi secoli dellepoca imperiale
registrò un forte sviluppo economico, grazie alle
attività agricole e alla presenza di fornaci che
producevano anfore vinarie di foggia particolare, che giungevano
in diversi porti mediterranei. La ricchezza di Forum Popili
derivava anche dalla vicinanza con il porto ravennate di
Classe, dal quale arrivavano merci e idee provenienti anche
dalloriente, come dimostra la scoperta di una lastra
del I secolo d.C. dedicata a Fullonia Tertulla, sacerdotessa
di Iside. A partire dal III secolo ebbe inizio una decadenza
economica della città, che si protrasse per tutto
lAlto Medioevo, durante il quale la pianura fu sommersa
da disastrose inondazioni e ampie zone coltivate furono
abbandonate dagli agricoltori. In questo periodo la cittadina
entrò a far parte dellEsarcato di Ravenna ed
ebbe il suo primo vescovo nel V secolo, lateniese
Rufillo, sul cui sepolcro sorse, appena fuori dellabitato,
unabbazia benedettina. Nel VII secolo, come scrive
Paolo Diacono, Forlimpopoli fu devastata dallesercito
del re longobardo Grimoaldo e nel secolo seguente passò
sotto il dominio della Chiesa. Nel Basso Medioevo la città
registrò una rinascita, testimoniata dalla costruzione
di una nuova zona urbanizzata, la Civitas Nova, e dalla
conquista dellautonomia comunale: documenti dellepoca
ci informano della presenza a Forlimpopoli di consoli e
successivamente di un podestà. Ma nel secolo XIII
la cittadina entrò nellorbita della famiglia
degli Ordelaffi che da Forlì cercava di estendere
la sua influenza sulla Romagna. Lazione degli Ordelaffi
fu contrastata dalla Chiesa che riconquistò il territorio
grazie allenergica azione del cardinale Albornoz il
quale, nel 1361, ordinò la distruzione di Forlimpopoli
rimasta fedele ai signori di Forlì. Dieci anni dopo
un documento dellepoca ci riferisce che lantica
cittadina non esisteva praticamente più, la sede
vescovile era stata trasferita a Bertinoro e al posto della
cattedrale distrutta era stata costruita una fortezza chiamata
Salvaterra, lattuale Rocca. Rocca Albornoziana. Pochi
anni dopo Sinibaldo Ordelaffi, fatta la pace con la Chiesa,
fece risorgere Forlimpopoli, con la costruzione di mura
cittadine. Nei secoli XV e XVI Forlimpopoli fu posseduta
da diversi signori, tra i quali Caterina Sforza e Cesare
Borgia. Nel 1535 la città fu concessa dal Papa, come
feudo perpetuo, ad Antonello Zampeschi, alla cui morte successe
Brunoro II Zampeschi, che divenne un valoroso condottiero
al servizio di Venezia, del papa, del duca di Savoia e del
re di Francia. Dal 1592 la Rocca passò ai principi
Savelli, che rilevarono i beni degli Zampeschi, e quindi
al cardinale Capponi. La successione della famiglia va identificata
e riferita al figlio naturale di Antonello Zampeschi: Organtino
il Gamorano (o Gammarano). Dopo la parentesi napoleonica,
Forlimpopoli tornò sotto il governo pontificio. Durante
il Risorgimento la cittadina partecipò attivamente
ai moti liberali, in particolare a quelli del 1831. Nel
1851 fu saccheggiata dalla banda del famigerato Stefano
Pelloni, detto il "Passatore"; tra le vittime
della rapina anche il padre di Pellegrino Artusi, futuro
autore dellopera "La scienza in cucina e larte
di mangiar bene". Alla fine dellOttocento fu
istituita una Scuola Magistrale nella quale studiò
e si diplomò (nel 1901) il giovane Benito Mussolini.
Durante la seconda guerra mondiale Forlimpopoli fu gravemente
danneggiata dal passaggio del fronte e diversi suoi abitanti
parteciparono alla Resistenza, fino alla liberazione della
città, avvenuta il 25 ottobre dellanno 1944.
Ha dato i natali ad Antonio Stanghellini (1931-1964), fisico
teorico di fama internazionale presso il C.E.R.N. di Ginevra,
lUniversità di Bari e l'Università di
Bologna.