Villaricca
(fino al 13 maggio 1871 denominata Panicocoli) è un comune di
29.655 abitanti, facente parte della provincia di Napoli. La cittadina,
che negli ultimi venti anni è stata al centro di un notevole
sviluppo urbanistico, è situata a pochi chilometri a nord di
Napoli ed è parte integrante dell'agglomerato urbano del capoluogo
campano.
Tra
le produzioni agricole, permangono, anche dopo la massiccia urbanizzazione,
i famosi fagioli tondini di Villaricca.
ORIGINI
E STORIA
I primi documenti dove si cita ufficialmente il paese sono delle transazioni
di terreni risalenti al 988 e al 1031, ma il territorio di Villaricca
risulta già abitato in epoca remota: alcune tombe rinvenute nel
1955, con relativi corredi funerari, fanno supporre agli storici che
il luogo fosse abitato già migliaia di anni prima dell'avvento
di Cristo.
Le prime tracce di un villaggio vero e proprio sono riconducibili al
periodo tra il IV e il V secolo d.C. La particolare struttura quadrangolare
della antica area abitata della cittadina fa pensare che essa abbia
ospitato accampamenti militari romani.
Nella metà dell'IX secolo, Panicocoli divenne presidio normanno
sotto il comando di Danabaldo.
Nel 1134, Ruggiero il Normanno pose un lungo assedio a Panicocoli: qui
fu sconfitto dalle forze alleate di napoletano e mercenari pisani. Di
nuovo nel 1135, il paese fu teatro di tentativi di conquista del Regno
di Ruggiero il Normanno. Quando quest'ultimo salì al trono nel
1140, elevò l'abitato a capoluogo di distretto, governato da
un conte.
Nel Medioevo, Panicocoli, come casale del Demanio regio, usufruì
dei privilegi fiscali legate a questa particolare condizione. Di questo
periodo si hanno poche testimonianze documentarie: pare che il luogo
di aggregazione del villaggio fosse la Chiesa di San Simplicio, sulle
cui rovine è nata successivamente, nel 1407, la Chiesa di Santa
Maria dell'Arco.
Nel 1631 il viceré di Napoli, Emanuele Fonseca y Zunica conte
di Monterey, perseguendo una politica fiscale, eliminò i privilegi
di cui usufruivano i territori inclusi nel Demanio regio e cercò
di vendere il casale di Panicocoli. Nel 1633 il casale fu acquistato
da un certo Salvo Selano che governò per un solo anno: nel 1634
il feudo fu venduto al barone Giannantonio Parisio. Nel 1710 fu acquistato
invece dal principe Carlo de Tassis, conte di Zellò e marchese
di Paullo. Carlo de Tassis, per problemi economici, vendette nel 1728
Panicocoli a Nicola Petra, duca di Vastogirardi, la cui famiglia seppe
governare con saggezza il feudo fino al 1806.
Nel
1816 venne eletto il primo sindaco del paese, Filippo D'Alterio. Per
tutto il resto del XIX secolo l'amministrazione cittadina si preoccupò
di costruire strade di collegamento, scuole e un acquedotto, al quale
furono interessati anche i comuni di Giugliano in Campania, Melito di
Napoli e Qualiano. Risale invece al Novecento la costruzione della linea
tranviaria che ha collegato Villaricca con Napoli.
ETIMOLOGIA
Il toponimo attuale è recente, risalente al 13 maggio del 1871,
quando fu abbandonata l'antica denominazione Panicocoli. L'antico nome
è spesso presente nell'uso dialettale, soprattutto tra la popolazione
più anziana che si rifersisce al proprio paese come Panecuocole.
L'antica denominazione rinvia al latino medievale panicoculus (formato
da panis, pane, e dal tema di coquere, cuocere), ovvero fornaio (non
a caso la cittadina è famosa anche per il buon pane). Le delibere
per l'attuale denominazione risalgono alla fine del XIX secolo, più
precisamente agli anni 1862 e 1865; all'inizio dello stesso secolo,
per un breve periodo di tempo che si colloca tra il regno di Gioacchino
Murat e il ritorno di Ferdinando IV, la città ha portato il nome
di Gioacchinopoli.
DA
VEDERE
La
cittadina di Villaricca è provvista di diverse Chiese, ma gli
edifici di maggior rilevanza storica sono la Chiesa di San Mattia Apostolo,
la Parrocchia di Santa Maria dell'Arco e la Chiesa del Purgatorio.
Chiesa
di San Mattia Apostolo
Fu costruita alcuni decenni dopo quella di Santa Sofia, diventata insufficiente
ad accogliere i fedeli. Le prime notizie risalgono alla visita pastorale
del 1598. La chiesa ha subìto nel corso dei secoli alcune modifiche.
Inizialmente aveva l'ingresso dal lato occidentale, con annesso campanile
sul lato destro. L'attuale ingresso fu aperto nel 1870, in seguito alla
collocazione, sull'altarino frontale, dell'affresco della Madonna delle
Grazie, estratto dall'omonima chiesa (già Cappella di Santa Sofia).
In essa vi si insediò nel 1625 la Congrega laica di Santa Maria
della Purificazione e la Confraternita della Dottrina Cristiana aggregata
a quella dei catecumeni di Napoli.
Nel 1715 i Governatori fecero costruire il lavabo e nel 1723 l'ipogeo
per le sepolture, come si legge sulla lapide situata al centro del pavimento.
Il 2 luglio 1910 crollò il soffitto; il comune, a lavori ultimati,
nel 1912 contribuì alla spesa erogando lire 250 a favore degli
amministratori della Congrega della Purificazione. La chiesa ancora
oggi continua ad essere aperta al culto e a mantenersi con le offerte
dei fedeli.
Parrocchia
Santa Maria dell' Arco
Probabilmente il primo nucleo abitato si sviluppò intorno alla
piccola Chiesa di San Simplicio, di cui si hanno notizie già
in un documento di transazione di terreni del 1031. Sulle rovine dell'antico
edificio di culto sorge la Parrocchia S. Maria dell'Arco che, costruita
nel 1407, fu successivamente ristrutturata nel 1740. Divenuta parrocchiale
nel XIV secolo, la chiesa fu dedicata alla Madonna dell'Arco, in osservanza
alla tradizione che si collega al culto mariano di Sant'Anastasia.
Dell'antico tempio sono rimaste alcune tracce architettoniche. Il campanile
è poco discosto dal corpo della chiesa. All'interno in corrispondenza
del primitivo portale, è posto in fondo un altarino del XVI secolo,
di epoca anteriore agli altri presenti nel tempio e che probabilmente
era l'altare principale della primitiva chiesetta di San Simplicio.
La facciata della Parrocchia è ricca di decorazioni in stucco.
La chiesa è divisa in tre navate. Lateralmente si apre una successione
di altarini. La navata centrale termina nell'arco trionfale che immette
nell'abside. Un affresco quattrocentesco, situato in una nicchia, raffigura
una Madonna con il Bambino incoronata da due angioletti. Anche il fonte
battesimale risale al XV secolo. Sopra l'ingresso è posto l'organo
settecentesco.
Chiesa
del Purgatorio
La Chiesa delle Anime del Purgatorio risale al 1682. Fu edificata su
un terreno di proprietà del barone Giacinto Casinmiro Parisio.
La nuova chiesa fu costruita su disegno del Regio ingegnere e tavolario
Stendardi che ne diresse anche i lavori. Il risultato fu una chiesa
molto semplice: una sola navata, con pianta rettangolare lunga palmi
90 (m. 22,50), larga 40 (m. 10) e alta 50 (m. 12,50); soffitto retto
da 14 travi di legno, coperti da controsoffitta in tela, al centro della
quale fu collocato il pregevole quadro con l'effigie della SS. Vergine
dell'Aiuto delle Anime del Purgatorio, titolare della chiesa; sul lato
destro della facciata vi fu annesso il campanile di forma quadrata fino
all'altezza della chiesa. Il culto per le Anime del Purgatorio fu introdotto
nel paese e nella provincia nella seconda metà del XVII secolo,
per volere del papa Clemente X che concesse le indulgenze plenarie a
favore delle Anime del Purgatorio e del papa Benedetto XIII che rese
applicabili al suffragio molte devozioni particolari.
Il 29 gennaio 1691, alle ore 21.00, avvenne la consacrazione della chiesa
con messa solenne celebrata dal rev. Alessio d'Alessio, inviato del
cardinale Antonio Pignatelli a cui presero parte il rettore del seminario
di Napoli, il rev. Giuseppe Crispino, il neo sacerdote Tommaso Taglialatela
e il clero locale.
Palazzi
A Villaricca vi sono diversi palazzi di rilevanza storica. Degno di
nota è soprattutto il Palazzo Baronale.
La
dimora dei Baroni
Il Palazzo Baronale è situato in Piazza Majone e risale probabilmente
al secolo al XV secolo.
Il barone Giovanni Antonio Parisio fece costruire le carceri e la casa
Pretoria nel 1653. Altri ampliamenti, sempre sul lato destro, oggi palazzo
Majone no. 48, furono apportati dal barone Carlo de Taxis verso il 1710.
Costui, tra l'altro, fece anche sostituire le baracche in legno dell'antistante
piazza-mercato con quelle attuali in muratura con porticato spagnoleggiante.
Il castello normanno fu incorporato da altre costruzioni dai baroni
Petra (1728 - 1811) che vi costruirono sul lato sinistro fino al numero
civico 22 di corso Vittorio Emanuele, dove fecero erigere anche una
cappella di famiglia intorno al 1750.
Le segrete, situate a trenta metri di profondità, raggiungibili
con scalini in pietra di tufo, sono state esplorate dal gruppo archeologico
G. Chianese e trovate in buono stato di conservazione ad eccezione degli
scalini incerti in alcuni punti.
Sul retro del palazzo baronale vi era un ampio giardino che subì
una prima decurtazione a fine Ottocento in seguito al prolungamento
di via Micillo da mettere in comunicazione con via Orologio. Il rimanente
giardino da qualche decennio è diventato Villa Comunale.
Il palazzo baronale, attualmente in ristrutturazione, è stato
di recente acquistato dal Comune per collocarvi la biblioteca, un centro
culturale e la villa della Musica.
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 26.175 (M 12.924, F 13.251)
Densità per Kmq: 3.821,2 (Censimento Istat 2001)
CAP 80010
Prefisso Telefonico 081
Codice Istat 063087
Codice Catastale G309
Denominazione Abitanti villaricchesi
Santo Patrono San Rocco
Festa Patronale 16 agosto
Numero Famiglie (2001) 7.507
Numero Abitazioni (2001) 8.361
Il
Comune di Villaricca fa parte di:
Regione Agraria n. 5 - Piano Campano sud-occidentale
Località e Frazioni di Villaricca
Torretta - Scalzapecora
Comuni Confinanti
Calvizzano, Giugliano in Campania, Mugnano di Napoli, Qualiano.