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ITALIA
DA VIVERE
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Sant'Arpino |
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Sant'Arpino è un comune di circa 13mila abitanti della provincia di Caserta, situato sul sito della città osca di Atella, fucina della commedia latina, al limite tra l'interland afragolese e l'agro aversano. Il paese si distingue per una intensa attivià folcloristica e culturale, ricca di eventi che celebrano le tradizioni della comunità: da ricordare, tra le altre, la "sagra del casatiello" e la "sagra del contadino atellano". Comune campano, in provincia di Caserta, con più di tredicimila abitanti. Sorge nei Campi Liburi alla sinistra dei Regi Lagni, nella bassa valle del Volturno. ETIMOLOGIA ORIGINI STORIA I due nomi di S.Elpidio ed Atella convissero ufficialmente fino allXI secolo quando sorta Aversa tutto ciò che restava di Atella venne trasferito nel borgo normanno. Successivi documenti normanni confermano che nel 1175 Villa S.Elpidii era residenza del barone Gimbuino. Dunque per un lungo lasso di tempo la città madre Atella ormai quasi totalmente abbandonata convive con il villaggio S.Elpidio sua appendice naturale. Il nome attuale S.Arpino (dialettale di S.Elpidio) compare ufficialmente per la prima volta nel 1592 quando il paese diviene feudo ducale del marchese di Grottola d.Alonzo Sanchez de Luna dAragona. In questo periodo vengono edificati la nuova chiesa di S.Elpidio, quella attuale, ed il palazzo ducale, residenza del feudatario, che sorge sulle rovine della vecchia chiesa. Il palazzo ducale venne poi restaurato ed ingrandito nel 1798 mentre la chiesa fu arricchita nel 1754 ed ampliata e riportata allattuale stato nel 1884. Numerosi sono i personaggi che S.Arpino partorisce nel panorama storico culturale del Mezzogiorno dItalia. Fra questi ricordiamo lavvocato Carlo Magliola (1695 1760) difensore di S.Arpino contro le città di Napoli e di Aversa, labate Vincenzo De Muro (1757 1811) storiografo di Atella, direttore della Nunziatella, segretario della Accademia Pontaniana, Antonio Della Rossa (1748 - .) direttore di polizia, Ministro di Ferdinando IV di Borbone, Marco De Simone (1713 1778) consacrato vescovo da papa Benedetto XIV. Con labolizione della feudalità da parte di Gioacchino Murat nel 1810, i Sanchez de Luna dAragona persero il loro ducato pur continuando ad abitare a S.Arpino nel loro palazzo fino al 1836. Per successioni ereditarie il palazzo ducale divenne proprietà dei Caracciolo nobile famiglia napoletana che raramente abitò il palazzo stesso. Nel 1903 il palazzo ducale venne acquistato e restaurato dal siciliano Giuseppe Macrì, tenente al seguito dellesercito garibaldino. Alla sua morte avvenuta nel 1932 il tenente Macrì lasciò il palazzo ducale in eredità al Comune di S.Arpino. EDIFICI
STORICI EDIFICI
RELIGIOSI MANIFESTAZIONI
DATI RIEPILOGATIVI Popolazione
Residente 13.394 (M 6.708, F 6.686) CAP
81030 Denominazione
Abitanti santarpinesi Numero
Famiglie (2001) 3.871 Il
Comune di Sant'Arpino fa parte di:
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DA VIVERE - Tel. 0523.756880 - Fax 0523.460325 - info@radiocorrieretv.com
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