
San
Marco dei Cavoti è un comune di quasi 4.000 abitanti nella valle
del Fortore, in provincia di Benevento. Dista dal capoluogo di provinciacirca
35 Km. Situata su uno degli ultimi contrafforti dell'Appennino Meridionale
da cui si dominano la vallata del fiume Tammaro e del torrente Tammarecchia
con tutti i paesi circostanti e lontani. Il suo orizzonte è segnato
molto lontano, a sud dei monti del gruppo del Partenio ad ovest dal
Taburno e nord-ovest dal Matese. Ha una superficie agricola utilizzata
in ettari (ha) di 3505,34 (aggiornata al 2000) (Camera di Commercio
di Benevento, dati e cifre, maggio 2007). San Marco dei Cavoti ospita
anche la Scuola di Alta Formazione Manageriale voluta da Lee Iacocca
- ex presidente Crhylsler - come unica filiale italiana del prestigioso
Iacocca Institute che ha sede negli USA.
ETIMOLOGIA
Il nome si riferisce al culto del Santo maggiormente venerato nel paese:
San Marco. La specifica "dei Cavoti" si riferisce al fatto
che il paese fu edificato dai francesi gavoti (che vengono da Gap, in
Francia). Secondo altri, invece, la specifica deriva dal termine dialettale
cavuto, ossia buco.
STORIA
San Marco dei Cavoti è un paese recente, la sua esistenza non
va al di là della seconda epoca angioina, cioè alla fine
del XIV secolo, sebbene fosse certo che i luoghi costituenti la cintura
dell' attuale San Marco fossero abitati in epoca remotissima ed il più
importante di essi si ritiene fosse la città di Cenna(oggi Contrada
Zenna). Questa tesi è suffragata non solo da storici come il
Cluverio, l'Olstenio, il Cellario ed il Niebhur, ma anche da testimonianze
di antichi ignoti che si sono incorporate, attraverso il tempo nella
tradizione. Di quell'antico centro parla pure Diodoro Siculo storiografo
dell' Impero, riferendo che Cenna era alleta dei Romani e fu assediata
dai Sanniti dopo la battaglia di Lautulae. Tale città sorgeva
in una località oggi detta Contrada Zenna poiché nel locale
linguaggio è stato tramutata la <C> di Cenna in <Z>,
con pronuncia provenzale. Da questa città <Cenna> o <Zenna>,
ebbe poi vita San Severo, forse perché i superstiti abitanti
di Cenna si rifugiarono su di un colle non lontano creando un nucleo
abitato che prese il nome del Santo Martire localmente venerato. Il
luogo ove sorgeva il paese antico si può oggi individuare nella
collina che dicesi di Santa Barbara con un'antica chiesa dedicata alla
Santa, mentre il nome di S. Severo è rimasto ad indicare la zona
circostante. S.Severo fu distrutto dal terremoto del 9 settembre 1349.
Dopo la sua distruzione venne edificato San Marco dei Cavoti, laddove
i Cavoti (da Gavots), sono i provenzali di Gap che concorsero alla fondazione
del nuovo centro urbano sviluppatosi dapprima in una cinta muraria nella
parte bassa e poi extra moenia sin dagli ultimi anni del XVII secolo.
Principali aree urbane del paese sono oggi Piazza Risorgimento e Via
Roma ove famosa sin dagli ultimi anni del XIX secolo è la produzione
di Torroni, avviata dal cavalier Innocenzo Borrillo. Tra le opere d'arte
che si ammirano a San Marco dei Cavoti si ricordano il palazzo Jelardi
(sec.XIX) in Piazza Risorgimento, tuttora dimora di una antica famiglia
nobile del luogo, il palazzo marchesale appartenuto ai Cavaniglia ed
oggi proprietà Zurlo (altra nota nobile famiglia del luogo),
i palazzi Zurlo di Via Roma e Piazza Risorgimento, la Porta Grande,
la chiesa di San Rocco e quella di Maria SS del Carmine, la torre provenzale
(ex carcere) e, nel circondario, il casino Jelardi con cappella gentilizia
dedicata a S.Alfonso in c.da Zenna ed il casino Zurlo in Contrada Montelse.
Da vedere anche il parco della Rimembranza con monumento ai caduti (scultore
Amedeo Garufi) ed il cimitero con una bella chiesa in stile eclettico
(ing. Gennaro De Rienzo). Dal 1995, con l'amministrazione del sindaco
Francesco Cocca, san Marco ha conosciuto un periodo particolarmente
felice grazie al restauro del centro storico, alla promozione turistica
e culturale e ad un ottimale utilizzo di fondi e contributi europei.
Distretto industriale tessile, San Marco è sede di una scuola
per manager legata alla Fondazione Lee Iacocca ed è anche famoso
per l'industria dolciaria di torroni che vanta numerose fabbriche ed
attira non pochi visitatori nel mese di dicembre di ogni anno con la
Festa del Torrone. L'economia del paese è legata anche all'agricoltura
ed all'allevamento, in specie del cavallo avelignese, promosso dal veterinario
del paese dr. Giuseppe Zurlo nei primi anni del Novecento.
DA
VEDERE
Torre Provenzale, antico carcere (sec. XIV) poi adibito a campanile.
palazzo Jelardi in Piazza Risorgimento (1850) progettato dall'architetto
Giovan Battista Iazeolla su committenza del cavalier Nicola Jelardi;
all'interno affreschi di Francesco Capuano e lavorazioni in pietra locale
della famiglia Battaglini, artisti scalpellini .
Palazzo Costantini in Piazza del Carmine
Palazzo Zurlo (già palazzo Marchesale) in Via Vicidomini
Palazzo Zurlo in Via Roma
Palazzo Cocca in Via Rovagnera (sec.XVIII) oggi sede del museo degli
orologi
Porta Grande (sec.XIV con rimaneggiamenti successivi) parte integrante
dell'adiacente palazzo De'Conno, poi Jansiti, oggi prop.comunale.
Palazzo Colarusso in Piazza Risorgimento (sec.XX)
Casino Jelardi e cappella gentilizia di S.Alfonso, contrada Zenna (sec.XIX)
Monumento ai caduti in Piazza Rimembranza (scultore Amedo Garufi)
Monumento a Giulio Cesare Baricelli (scultore Giulio Calandro) 1989
Antica fabbrica di torroni Borrillo in Via Roma con arredamenti d'epoca
Antica farmacia Assini con arredamenti d'epoca (prop. privata)
chiesa di Maria SS.del Carmine in Piazza del Carmine (sec.XIV con vari
rimaeggiamenti ed affreschi sec.XVIII)
chiesa di San Rocco nell'omonimo largo fondata dopo la peste del 1656.
chiesa rurale di S.Barbara (struttura sec.XVI con rimaneggiamenti)
chiesa del cimitero in stile eclettico (1932 c. - arch. Gennaro De Rienzo)
chiesa di San Marco Evangelista, struttura moderna ma con pregevoli
opere di arte antica all'interno tra cui un bel crocifisso e due grandi
tele sacre (sec.XVII)
Museo
degli orologi Via Rovagnera c/o ex palazzo Cocca. Vi sono esposti circa
100 antichi orologi da torre restaurati dal mestro artigiano Salvatore
Ricci che, con il patrocinio del Comune e del CNR ha fondato il museo
nel 1997. Vi si ammirano circa 100 esemplari di orologi da torre di
epoca compresa tra il XVII ed il XX secolo, nonché ricambi, materiali
e documenti di orologeria donati dal dr. Andrea Jelardi e provenienti
dall'antica oreficeria-orolgeria sammarchese del prof. Francesco Paolo
Cocca.
Ingresso 9/12 - 16/19, il costo del biglietto è Euro 2,58 e ridotto
1,55.
Museo
della pubblicità e del packaging in allestimento. raccoglie circa
300 esemplari di antichi e moderni oggetti pubblicitari donati dal dott.
Andrea Jelardi.
Museo della macchina fotografica in allestimento, raccoglie la prestigiosa
collezione del fotografo sammarchese Angelo Costantino.
MANIFESTAZIONI
Sagra del Torrone (dicembre)
ECONOMIA
È conosciuto come "il paese del torrone", vista la
crescente produzione del Croccantino di San Marco dei Cavoti, ovvero
gustose barre di croccante composte da mandorle, nocciole e zucchero
ricoperte di cioccolato fondente. La produzione di questo dolce tipico
risale agli ultimi anni del XIX secolo ad iniziativa del cav.Innocenzo
Borrillo ed oggi gode di fama internazionale, visto il buon livello
di pubblicità svolto nel corso degli anni e della annuale sagra
(che si svolge nel mese di dicembre) Festa del Torrone.
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 3.752 (M 1.825, F 1.927)
Densità per Kmq: 76,9 (Censimento Istat 2001)
CAP 82029
Prefisso Telefonico 0824
Codice Istat 062064
Codice Catastale H984
Denominazione Abitanti sammarchesi
Santo Patrono San Marco
Numero Famiglie (2001) 1.325
Numero Abitazioni (2001) 1.712
Il
Comune di San Marco dei Cavoti fa parte di:
Comunità Montana Zone del Fortore
Regione Agraria n. 2 - Alto Tammaro e Alto Fortore
Comuni
Confinanti
Baselice, Colle Sannita, Foiano di Val Fortore, Molinara, Pago Veiano,
Pesco Sannita, Reino, San Giorgio La Molara.