Roccamonfina
è un comune di 3.808 abitanti della provincia di Caserta. Il
paese si trova a circa 600 m s.l.m., all'interno del cratere dell'antico
omonimo vulcano, sulle pendici orientali del monte Santa Croce, che
ne costituisce il cono terminale. La zona è coperta da castagneti.
Il territorio del comune fa parte del Parco regionale di Roccamonfina
e Foce del Garigliano.
ETIMOLOGIA
E' un composto di rocca e Mifinum, un nome locale di origine osca. Secondo
alcuni "monfina" è da accostare a montis finis, ossia
monte di confine.
STORIA
Nel territorio della conca vulcanica esistono tracce di insediamenti
ausoni o aurunci, con tracce di mura in opera poligonale, attribuite
al VI-V secolo a.C., sul monte La Frascara ("Orto della Regina")
e sul monte Santa Croce, forse riferibili a semplici postazioni militari
di difesa. I ritrovamenti di iscrizioni e monete sembrano indicare la
presenza di un insediamento già nel III secolo d.C., ma l'attuale
abitato è attestato solo a partire dal X secolo. Il nome (Roccae
Monfinum che prende il nome dalla rocca della mia Fina) deriva dall'originario
toponimo del monte Santa Croce, che in documenti intorno all'anno 1000
viene chiamato "monte Fino". Fu in possesso feudale dei Mazzano
e dei principi di Stigliano. Tra Trecento e Quattrocento assunse importanza
con l'istituzione di un mercato settimanale (dal 1352) e di una fiera
annuale. Nel 1618 entrò in possesso di una nipote di papa Clemente
VIII, Elena Aldobrandini. Nel 1656 un'epidemia di peste uccise gran
parte della popolazione. Sotto il dominio borbonico divenne "Terra
regia", diretto possesso del sovrano.
PERSONAGGI
FAMOSI
Vi nacque Nicola Amore (1830-1894), sindaco di Napoli.
DA
VEDERE
Santuario
di Maria Santissima del Lattani
Il santuario fu fondato nel 1430 da san Bernardino da Siena e san Giacomo
della Marca, che vi erano giunti in seguito alla notizia del ritrovamento
di una statua della Vergine nello stesso anno o in quello precedente.
Venne edificata una prima cappella, quindi una prima chiesa, allargata
quindi poco dopo nelle forme attuali tra il 1448 e il 1507. Nel 1446
papa Eugenio IV affidò il convento, sorto nel frattempo ai Francescani.
Gli edifici del santuario si aprono su un ampio cortile interno, aperto
sul panorama. Vi si affacciano la chiesa, il convento e un edificio
costruito al momento della fondazione, detto "Protoconventino"
o "romitaggio di San Bernardino", recentemente restaurato
nelle forme originali. La facciata della chiesa, preceduta da un grande
protiro con arco a tutto sesto, conserva l'originale porta lignea del
1507. L'interno, ad unica navata, divisa in campate da pilastri che
sostengono la volta a crociera a sesto acuto ribassato, conserva affreschi
quattrocenteschi e settecenteschi e finestre gotiche con vetrate policrome.
Sulla sinistra si apre la cappella dedicata alla Vergine dei Lattani,
con cupola affrescata, che ospita una statua di Madonna con Bambino
in pietra basaltica, ricoperta da pittura policroma, forse attribuibile
al IX secolo. La statua venne ritrovata da un pastore nel 1430 in una
vicina grotta. Il convento presenta una facciata con porticato ad archi
e all'interno un chiostro rettangolare con archi ogivali sorretti da
colonnine, di varia forma, su due piani. Si conservano affreschi seicenteschi
eseguiti dal padre Tommaso di Nola. Sul chiostro si apre il refettorio.
Il cosiddetto edificio del "Protoconventino" si affaccia sul
cortile interno con un loggiato su due piani, aperto verso la valle
con finestre, quella inferiore decorata da un rosone. Nel cortile si
trovano anche una fontana in pietra e sul lato verso il monte una fontana
quattrocentesca decorata nel 1961 da una raffigurazione su ceramica
colorata.
DA
VEDERE INOLTRE ...
Nella centrale piazza Nicola Amore sorge l'antica chiesa collegiata
di Santa Maria Maggiore, il cui attuale stato si deve ad un rifacimento
del 1715. Presenta un grande protiro ad arco sulla facciata ed è
fiancheggiata da un campanile con decorazione a maioliche del 1775.
L'interno è a tre navate. Alla chiesa è annesso un "Museo
parrocchiale", che ne raccoglie gli arredi sacri. Nella piazza
sorge anche il quattrocentesco "palazzo Colletta". Nella frazione
"Gallo" si trova una chiesa parrocchiale con campanile, che
custodisce un "tabernacolo per l'olio santo del 1633 e la chiesetta
di San Michele Arcangelo, con fonte battesimale marmoreo seicentesco.
La frazione di "San Domenico" è sorta intorno all'omonimo
convento domenicano, eretto nel XVII secolo per donazione testamentaria
di Gian Nicola Fusco. Il convento presenta una chiesa a tre navate che
conserva un coro ligneo.
MANIFESTAZIONI
Nell'ultimo martedì di maggio la statua del santo patrono, sant'Antonio
viene condotta in processione dalla chiesa del santuario dei Lattani
alla chiesa di Santa Maria Maggiore ("Calata di sant'Antonio")
per venire ricondotta al suo posto l'ultima domenica di agosto ("Salita
di sant'Antonio"). Ma anche la famosa sacra della castagna, che
avviene la prima domenica di ottobre. Ma dobbiamo ricordare anche l'importantissima
sagra della castagna che avviene la seconda domenica di ottobre, dove
si fanno assagiare le castagne arrostite (nome tipico "caldarroste"),dolci
tradizionali (castagnaccio, monte bianco ecc.)e durante la serata ci
saranno vari avvenimenti (intrattenimento ecc.).Accorrete in tanti,
da tutte le parti d'Italia, d'Europa e del Mondo.
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 3.807 (M 1.855, F 1.952)
Densità per Kmq: 123,0 (Censimento Istat 2001)
CAP
81035
Prefisso Telefonico 0823
Codice Istat 061070
Codice Catastale H423
Denominazione
Abitanti roccani
Santo Patrono Sant'Antonio
Festa Patronale ultimo martedì di maggio
Numero
Famiglie (2001) 1.409
Numero Abitazioni (2001) 1.959
Il
Comune di Roccamonfina fa parte di:
Comunità Montana Monte Santa Croce
Regione Agraria n. 2 - Collina di Roccamonfina
Parco Roccamonfina - Foce Garigliano
Località e Frazioni di Roccamonfina
Cese, Filorsi, Fontanafredda, Gallo, Garofani, Maria Santissima dei
Lattani, San Domenico, Tavola, Torano, Tuoro di Tavola, Cambali, Giglioli,
Tuorischi, Surienza
Comuni Confinanti
A est: Caianello, Marzano Appio; a nord: Conca della Campania, Galluccio;
a ovest: Sessa Aurunca; a sud: Teano.