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Piedimonte Matese ![]() |
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Piedimonte Matese (fino al 1974 Piedimonte d'Alife, noto anche come Piedimonte Matese d'Alife) è un comune di quasi 12mila abitanti della provincia di Caserta. La posizione geografica di Piedimonte Matese rende questa cittadina incantevole, porta naturale del Matese e centro del Parco Regionale del Matese; punto di partenza di interessanti escursioni in montagna alla scoperta di innumerevoli varietà floreali e faunistiche, conserva un vasto patrimonio d'arte e numerose e di notevole pregio sono le testimonianze artistiche che la storia ha lasciato nelle vie, nelle chiese, nei palazzi del centro storico. Situato in un territorio ancora incontaminato alle estreme pendici meridionali del Matese, ai piedi del Monte Cila, della Terrazza di Castello e del Monte Muto, ed allo sbocco di tre valli, Paterno, del Rivo e del Torano, Piedimonte è il centro maggiore del comprensorio matesino. Dalle montagne che lo circondano scendono tre corsi d'acqua: il Torano affluente di sinistra del fiume Volturno, che è collegato idrograficamente con il Lago Matese per scorrimenti sotterranei di natura carsica; il Rivo ed il Maretto, oggi poco visibili, che bagnano Piedimonte prima di confluire anch'essi nel Volturno. ETIMOLOGIA STORIA Conobbe un certo sviluppo dopo la distruzione di Alife nell'876, di cui accolse la popolazione, ma appare citata soltanto nel 1168 come possesso di Novellone di Bussono. Federico II la concesse in feudo, nel secolo XIII°, al Conte di Acerra Tommaso d'Aquino, che nel 1229 vi resistette vittoriosamente all'assedio del cardinale Pelagio, comandante delle truppe pontificie. Passata ai Della Leonessa nel secolo XIV°, nel 1383 fu ceduta definitivamente ai Gaetani d'Aragona. Assediata e conquistata dal cardinale Vitelleschi per conto del papa Eugenio IV nel 1437, fu nuovamente assediata dalle truppe del re di Napoli durante la congiura dei baroni e nel 1504 fu invasa e saccheggiata dagli Spagnoli. In seguito prese a svilupparsi rapidamente come centro commerciale e manifatturiero (tessuti di lana e cotone). Fu così eretta a principato nel 1715 e confermata in feudo ai Gaetani d'Aragona e nel 1730 ottenne il titolo di città dall'imperatore Carlo VI. Assediata e saccheggiata nuovamente dai Francesi nel 1799, nel 1860 subì persecuzioni da parte dei Borbonici, tornati in città dopo la proclamazione della caduta del Regno di Napoli. Nel 1943, durante l'ultima Guerra Mondiale, ha subito gravi devastazioni. ARTE Nella Chiesa di San Biagio, costruita agli inizi del secolo XV°, vi è un ciclo di affreschi con storie dell'Antico e Nuovo Testamento e storie di San Biagio, che costituisce una delle espressioni più alte di quella cultura figurativa tardo-gotica, largamente influenzata da tendenze internazionali, fiorita intorno al secolo XV°. La chiesetta ha un portale ogivale e l'interno ad una navata divisa in due campate con un arco pure ogivale. Nel 1414 fu eretta la Chiesa di San Tommaso (o San Domenico), su edificio precedente a sua volta sorto su ruderi di un tempio romano. La chiesa ha una semplice facciata a cuspide con portale ogivale e campanile con ottagono cuspidato; l'interno, ad una navata, rifatto nel '600, conserva un coro ligneo cinquecentesco e tavole e affreschi dei secoli XVII° e XVIII°. Nella base del campanile sono inseriti metope e triglifi dell'antico tempio pagano. Nell'annesso ex-convento, oggi sede del museo alifano, si conservano interessanti reperti archeologici provenienti dalla vicina Alife: armi e oggetti dell' età della pietra, terrecotte di età greco-romana e oggetti di interessi artistico e storico quali monete, pergamene, coralli miniati, ceramiche e armi. Del 1640 è il Santuario dell'Annunziata, dalla movimentata e ricca facciata barocca con tre portali di cui particolarmente ricco è il mediano, sobriamente decorato e sormontato da una nicchia. L'interno è a tre navate, adorno di stucchi, e conserva altari lignei lavorati, un coro settecentesco intagliato da A.Giordano nel 1749, una grande tavola di N.M.Rossi del 1732 ed una Natività di scuola napoletana attribuita a F.Curia (1538-1610). Su disegno di Cosimo Fanzago (1593-1678) è stata costruita la Chiesa di San Salvatore, il cui interno è ornato di marmi e stucchi barocchi. Del secolo XVIII° è la Basilica di Santa Maria Maggiore[www.basilicasantamariamaggiore.it], che conserva tavole e tele dei secoli XV° e XVII°. Il palazzo ducale dei Gaetani d'Aragona, rifatto agli inizi del secolo XVIII°, conserva della precedente costruzione alcune finestre ogivali, un portale del '600, uno del secolo XV° in stile durazzesco e stucchi e dipinti del secolo XVII°. Il palazzetto De Forma conserva bifore trecentesche. Il Santuario di Santa Maria Occorrevole, situato nei dintorni, fu eretto nel secolo XV° su una precedente costruzione di cui resta l'abside trecentesca con affreschi degli inizi del '400. La chiesa, a tre navate, fu in gran parte rifatta nel '600 e restaurata nel 1934. Il Santuario di Santa Maria degli Angeli, cui si accede per il Viale della Solitudine, fiancheggiato dalle cappelle della Via Crucis, è del 1678 ed ha un interno barocco. MANIFESTAZIONI CHIESE |
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