Mondragone
è un comune di 28.028 abitanti della provincia di Caserta. È
situato lungo la tratta ferroviaria Roma-Napoli.
Centro
strategicamente importante, all'indomani dell'armistizio, subì,
da parte dell'aviazione tedesca, un violento bombardamento notturno
che provocò la morte di sedici persone e la quasi totale distruzione
dell'abitato e del patrimonio industriale ed agrario. Oggetto di spietate
rappresaglie ed efferata violenza su donne da parte dell'occupante nazista,
sopportava la perdita di un numero elevato di suoi concittadini, dando
luminoso esempio di spirito di sacrificio, di incrollabile fermezza
ed amor patrio.
ETIMOLOGIA
Varie sono le ipotesi circa l'origine del nome Mondragone. Secondo una
prima ipotesi il nome deriva dal nome dato alla Rocca dai Normanni,
Rocca Dragone, quasi a titolo onorifico verso la moglie del conte Riccardo
II, figlia di Dragone, conte di Puglia, di nome Rocca. Una seconda ipotesi
vuole il nome derivare dalla somiglianza del monte Petrino, che sovrasta
la città, con un drago. Più suggestiva e leggendaria è
la terza ipotesi che vuole lorigine del nome legata allesistenza
di un drago che appestava e uccideva chiunque trovasse sul suo passaggio.
L'ipotesi più vera è che al tempo dell'invasione barbarica,
la famiglia dei Dragoni fu costretta ad abbandonare il paese e a rifugiarsi
sul castello sito sul Monte Petrino che sovrasta la città e da
lì il nome Monte dei Dragone che con il tempo è diventato
appunto Mondragone.
ORIGINI
E STORIA
La origini della città, situata tra la piana del Volturno e quella
del Garigliano, risalgono allepoca Quaternaria e i primi abitanti
della zona, dopo il periodo neolitico, furono gli Aurunci. Questi vivevano
in villaggi sparsi sul territorio, privi di fortificazioni e quindi
furono facile preda dei Romani che li sopraffecero e nel 296 a.C. fondarono
la colonia di Sinuessa, in prossimità dei colli di Vescia, là
dove sorgeva la città greca di Sinope. La particolare fertilità
del suolo e la vicinanza del mare fecero sì che in poco tempo
la colonia si popolò, attirando diversi cittadini e arrivando
a contenerne quasi 9000 nella zona pianeggiante. A partire poi dal II
secolo a.C. cominciò a diffondersi la coltura della vite, in
poco tempo la produzione vinicola del Falerno, decantato da Virgilio
in numerose opere come "nettare degli dei", raggiunse risultati
molto rilevanti e la città cominciò a godere di larga
rinomanza. Inoltre la vicinanza della via Appia facilitò gli
scambi commerciali e turistici. Infatti molti cittadini romani, politici,
ricchi commercianti, imprenditori, fecero a gara per costruirsi ville
ed abitazioni per le vacanze, come il poeta Turpilio, Cicerone, Gaio
Ofonio Tigellino (il crudele prefetto del pretorio) e, in breve, Sinuessa
divenne un centro turistico molto rinomato, anche per le proprietà
altamente curative delle sue Terme, adatte, secondo la tradizione, non
solo a curare la sterilità nelle donne ma anche le malattie mentali.
Nel
I secolo d.C. la città raggiunse il più alto splendore
anche per linaugurazione di un altro importantissimo nodo stradale,
la via Domitiana. Ma dalla fine del II secolo iniziò la decadenza,
dovuta ad una crisi dell'agricoltura. Nel 375 subì enormi danni
a causa di un catastrofico terremoto e i sopravvissuti, anche per trovare
scampo dalle continue invasioni barbariche, si rifugiarono sulle pendici
del monte Petrino, dove edificarono un villaggio fortificato e la Rocca
Petrina.
Le
invasioni continuarono durante tutto il medioevo e la città stremata
dagli innumerevoli attacchi si ridusse ad un misero villaggio. All'inizio
dell'XI secolo fecero la loro apparizione i Normanni che occuparono
l'antico villaggio romano Petrinum e ampliarono la fortificazione della
Rocca. La rocca fu importante postazione militare sia sotto gli Svevi
che con gli Angioini. In seguitò subirà modifiche dagli
Aragonesi.
Il
territorio passò nelle mani di vari signorotti locali, dai Marzano,
Duchi di Sessa, ad Antonio Carafa di Stigliano, consigliere del Re Ferrante,
e nel 1461 era stato elevato a Ducato. Alla morte di Nicola Gusman Carafa,
Principe di Stigliano, il feudo fu messo in vendita ed acquistato, nel
1691, dal Marchese di Clarafuentes, Don Marcantonio Grillo, per la somma
di circa 550.000 ducati. Il nipote di questi, Don Domenico Grillo, fu
lultimo duca di Mondragone fino al 1806, anno in cui venne abolita
la feudalità. Del dominio dei Grillo è testimonianza il
Palazzo Ducale.
Dopo
la dominazione francese del Regno di Napoli (1815), Mondragone passò
in mano dei Borboni e vi rimase fino alla proclamazione del Regno dItalia.
Durante
la seconda guerra mondiale la città di Mondragone diede prova
di grande coraggio opponendosi con ogni mezzo all'occupazione tedesca,
si ricorda pertanto il truce eccidio delle Cementare recentemente riconosciuto
dal Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi con la medaglia
doro al valor civile.
DA
VEDERE
Mondragone è una località turistica di notevole interesse,
è un frequentato centro termale e balneare. Notevoli sono anche
le strutture di interesse storico tra cui possiamo ricordare il Palazzo
Ducale, in fase di restauro dal 2004, La Rocca sul monte Petrino che
a circa 500 mt d'altezza sovrasta la città e dalla quale si può
godere un panorama unico di tutto il Golfo di Gaeta, la Chiesa di S.
Anna a Monte anch'essa situata in montagna, il Palazzo Tarcagnota, e
le rovine romane recentemente trovate nei pressi del cimitero. Inoltre
la città sommersa di Sinuessa situata nella frazione di Le Vagnole
andata sotto il livello del mare in seguito ad un bradisismo che spinse
la popolazione mondragonese a spostarsi di pochi chilometri e soprattutto
lontano dal mare dove si è sviluppato il quartiere storico medievale
di S. Angelo famoso per le sue tradizioni folcloristiche e per i suoi
vicoletti medievali, in questo quartiere è possibile visitare
il palazzo del Filosofo Taglialatela, uomo di cultura di Mondragone.
Sinuessa
L'antica Sinuessa sorge nel 296 a.C. e col passare del tempo divenne
una delle città più importanti e floride dellImpero
Romano. Di qui passava, infatti, la via Appia, grande arteria di collegamento
viario dellepoca, che collegava Capua a Roma. Le sue terme erano
famosissime tra le matrone ed i patrizi romani, che giungevano a Sinuessa
per bagnarsi nelle calde e salubri acque della zona Incaldana.
Rinomata, inoltre, per il suo prelibato vino, il Falerno, e per il clima
mite. Con la caduta dellImpero Romano dOccidente, anche
Sinuessa venne distrutta dalle invasioni barbariche, ma la causa principale
dl declino fu il bradisismo, che causò il conseguente abbandono
da parte degli abitanti. Le terme precedentemente menzionate.
Venere
Sinuessana
Il 25 gennaio del 1911 il signor Leopoldo Schiappa faceva eseguire dei
lavori di sterro per piantare una vigna nella zona dellIncaldana.
Durante i lavori, il colono Antonio Guglielmo, ed il figlio Giovanni
urtarono col piccone un corpo grosso e duro: si videro, con somma meraviglia,
venir fuori due pezzi di una statua mutilata delle braccia e del corpo.
Subito si diffuse la notizia in paese. Fu denunziato al Museo di Napoli
il suo ritrovamento e colà fu condotta, il 10 aprile del 1911,
dal professor Vittorio Spinazzola. Questi, facendo riunire i due pezzi
ritrovati, ricostruì la famosa statua, che chiamo la Venere
Sinuessana, attribuendola a Prassitele, sommo scultore greco del
IV secolo a.C. Cosa mirabile, nessun esemplare simile, fino a quel momento,
ne esisteva in Italia. Questo capolavoro di scultura greca adornava
un tempo una delle ville di Sinuessa. Si suppone che la villa appartenesse
al grande Marco Tullio Cicerone. Raffigura una donna uscita dal bagno,
sulla spiaggia, nellatto di asciugarsi, trattenendo il lenzuolo
sui femori. È da evidenziare che la statua fu acquistata per
solo 500 lire dellepoca, mentre ne valeva almeno cinquecentomila.
Via
Appia
La via Appia sorge tra il 313 ed il 310 a.C., per ordine di Appio Claudio
il Censore. Questa è una delle opere più grandiose dellingegneria
romana.
I
Romani costruirono questa famosa arteria non solo allo scopo di espansione
verso il sud, ma anche a scopo commerciale con loriente e con
lAfrica, arrivando larteria fino a Brindisi.
Essa
attraversa la nostra campagna sul lato settentrionale, da Le Vagnole
a Porto di Carro, ai piedi del Col Petrino, fino al sito dellodierno
Cimurro e, di là, attraverso la zona di Limata, fino al punto
suddetto ed oltre, dopo aver valicato il Ponte Campano. A partire dalla
fine dell800, lungo questa strada, nei pressi della chiesetta
di San Rocco, si svolgeva, dal 23 al 25 agosto, la fiera del bestiame
detta di San Bartolomeo, di antica tradizione.
Torre
del Paladino
Si trova in prossimità della via Appia. Mausoleo del I secolo
a.C., probabilmente costruito da una nobile famiglia del luogo, la Cedicia
Gens. Lingresso è rivolto al Massico, costruito interamente
a blocchi enormi poligonali, dello spessore di due metri e permette
laccesso alla camera sepolcrale, la quale riproduce le celle funerarie
dei sepolcri di personaggi illustri.
Acquedotto
romano
Sito in località Starza, lungo la via Appia, risalente al I secolo
d.C., è lennesima riprova della bravura romana in ingegneria
idraulica.
Rocca
di Mondragone
La rocca di Mondragone venne costruita tra lVIII ed il IX secolo
dai reduci della città di Sinuessa. Sorge alla sommità
del Monte Petrino. La struttura originaria di questedificio non
è la stessa che oggi si può immaginare osservando i ruderi
ancora esistenti. Le torri che ancora sintravedono, alcune quadrate,
altre circolari, ci inducono a pensare che esse furono costruite in
epoche differenti e che senza dubbio già esisteva unantica
costruzione prima che si realizzasse limponente rocca. Non vi
sono tracce di resti di costruzioni etrusche e neppure romane. Le linee
architettoniche ci fanno dedurre che sia una costruzione sorta tra lAlto
ed il Basso medioevo, e che ha subito modifiche nel corso dei secoli.
Lattuale castello si presenta come un massiccio edificio quadrato
composto da due piani poggiati sulla parte scoscesa del monte, con le
sue fondamenta che seguono londulata roccia viva. Lentrata
principale era posta verso occidente. Allo stato attuale la rocca è
ridotta a dei ruderi che col passare del tempo scompariranno definitivamente.
Monastero
di SantAnna a Monte
Il monastero di SantAnna a Monte, detto de acquis vivis,
fu costruito sul terreno donato dalla regina Agnese ai monaci del Sacro
Specus di Subiaco. Nel 1342, due monaci del sopraccitato monastero,
col permesso del loro abate, fondarono questedificio. La sua lenta
decadenza comincia circa trecento anni dopo, nel 1500, con le varie
incursioni saracene. Verso la metà del 700, viene iniziato
un primo tentativo di ristrutturazione, ad opera dellabate Nicola
da Salerno. Il 7 settembre del 2000, gli eredi Lapiello donano il monastero
con il circostante terreno al parroco Don Franco Alfieri, che in collaborazione
con lamministrazione comunale si è adoperato per la realizzazione
di una strada in cemento. Il monastero necessita di lavori di ristrutturazione
e valorizzazione. Infine, è da ricordare che grazie ai parrocchiani
della comunità di San Rufino, ogni anno il 26 luglio, vi si festeggia
SantAnna.
Santuario
del Belvedere
Questa struttura sorse intorno al 1200, e non si sa con certezza quali
siano stati i primi abitanti. Quel che si sa per certo è che,
dal 1569 al 1624, ressero il santuario i Padri Carmelitani, i quali
ristrutturarono anche ladiacente convento. In quel tempo Mondragone
era governata dai signori Carafa, minacciati costantemente dal pericolo
turco. Tra il 1542 ed il 1550 si ebbe la totale devastazione del piccolo
santuario ad opera dei Saraceni. Labside che vediamo è
ancora quello originale. Durante un incendio procurato dai Turchi, fu
data alle fiamme anche licona sacra della Madonna Incaldana, di
fattura bizantina, risalente al XII XIII secolo. Ne uscì
illesa.
Il
26 aprile 1624 i Padri Carmelitani, dopo 55 anni di permanenza, dovettero
abbandonare il convento a causa delle incursioni barbariche e per leccessiva
distanza da Mondragone e da Carinola. Intanto sorse una contesa tra
Mondragone e Piedimonte di Sessa per lattribuzione dellicona
della Madonna Incaldana, in quanto i padri carmelitani, costretti a
lasciare il luogo, dovettero affidare il pezzo darte ad uno dei
paesi contendenti. Si pensò ad uno stratagemma: si presero due
buoi, uno per ognuno dei due paese, e fu affidato ad essi il compito
di condurre il quadro. La disputa sarebbe stata risolta dalla direzione
che avrebbero preso gli animali. Essi si diressero verso Mondragone,
per la via Appia, e durante il tragitto, si fermarono lungo la suddetta
via, presso la cava Iacobucci: in questo punto fu innalzato un oratorio,
tuttoggi visibile. I buoi, giunti a Mondragone, morirono e si
dice che siano stati sepolti sotto il Sagrato del Tempio Massimo della
nostra città.
EVENTI
PASSATI
Il 23 maggio 1997 la 7^ tappa del Giro d'Italia 1997 si è conclusa
a Mondragone con la vittoria del tedesco Marcel Wust.
Negli anni 1995 e 1998 la città ha partecipato alla trasmissione
televisiva internazionale JSF (giochi senza Frontiere) ed in un'occasione
si è classificata al secondo posto.
Tra le varie attività culturali la città ha due compagnie
teatrali "I Giullari", compagnia teatrale dialettale, e la
corale polifonica mondragonese che negli anni scorsi ha prodotto molte
commedie musicali, insieme ai cantanti Andrea Binetti e Salvatore Saulle,
per la regia di Virgilio Gravano e le coreografie di Carmen Giangrande
(già ballerina San Ferdinando di Napoli), prodotte dall'associazione
turistica sinuessa presieduta da Pasquale Sorvillo.
Tra i vari titoli che si ricordano "Saranno Famosi" con cui
la città di Mondragone raccolse i fondi necessari per l'iscrizione
a Giochi Senza Frontiere.