Maiori
è un comune di 5.745 abitanti della provincia di Salerno, situato
sul Golfo di Salerno a metà strada tra Amalfi e Salerno.
L'Unesco
ha dichiarato dal 1996 Maiori, assieme alla Costiera amalfitana, Patrimonio
dell'Umanità.
Le
origini della città risalgono al periodo degli etruschi. Dal
secondo dopoguerra Maiori ha registrato una notevole espansione urbanistica
e vanta uno dei migliori tenori di vita della Campania.Maiori è
un piccolo e caratteristico centro situato sulla Costiera amalfitana,
all'imbocco della valle di Tramonti. Gode di un clima piacevole, con
poche precipitazioni.
La
cittadina è principalmente una località turistica e può
contare - oltre ad una vista mirabile - anche sulla spiaggia più
lunga di questo tratto di costa della penisola amalfitana.
Per
queste sue caratteristiche Maiori nel '900 è stata prescelta
come location da parte di Roberto Rossellini per girare film come Paisà
(1946), "Il Miracolo" ed il secondo episodio della pellicola
"L'Amore" (1948), "La macchina ammazzacattivi" (1952)
ed infine "Il Viaggio in Italia" (1953).
STORIA
Ad oggi non si sa con certezza chi siano stati i veri fondatori di Maiori.
Esistono le ipotesi più varie. Ci sono teorie che attribuiscono
la fondazione della cittadina ai greci, agli etruschi, ai picentini,
ai romani e finanche al principe dei longobardi Sicardo.
Il
nome originario di Maiori era Reghinna Maior per distinguerlo dalla
vicina cittadina Reghinna Minor (l'attuale Minori).
Inizialmente
tutte le cittadine della costa vennero formate dai conquistatori che
si susseguivano, come p.e. gli etruschi ed i romani. Nel periodo della
caduta dell' Impero Romano d'Occidente vi furono altri insediamenti.
Intorno
all' 830 i luoghi della costa furono riuniti in una "Confederazione
degli Stati Amalfitani". Fecero parte della Repubblica marinara
di Amalfi le città tra Lettere e Tramonti e tra Cetara e Positano
(come anche Capri). I loro abitanti, in maniera collettiva, vennero
chiamati "Amalfitani". Ogni città in quel periodo mantenne
il proprio nome e la propria autonomia amministrativa, svolgendo un
ruolo specifico nella Confederazione.
Dopo
l'anno mille Maiori (assieme ad Amalfi) passò a fare parte del
Principato di Salerno e ne seguí le vicende storiche.
Nel
1343 una mareggiata distrusse gran parte del litorale di tutta la Costiera,
che -tra l'altro- viene anche menzionata in una lettera di Francesco
Petrarca al Cardinale Giovanni Colonna.
MANIFESTAZIONI
La principale festività di Maiori è la "Festa patronale
di S.Maria a Mare", che coincide con il giorno di Ferragosto. La
protettrice viene festeggiata anche la terza domenica di novembre; questa
ricorrenza è ricordata dai Maioresi come "A Madonna e' nott'"
("La Madonna di notte"), dal momento che la prima messa è
celebrata alla luci dell'alba, quando gli abitanti della cittadina sono
svegliati dallo sparo di mortaretti e dalla banda, che gira per le vie
cittadine intonando una pastorale natalizia. Le processioni di novembre
e di Ferragosto si concludono sempre con la cosiddetta "corsa della
Madonna": la statua della Vergine viene portata di corsa lungo
i 127 gradini della scalinata che separa la Piazza D'Amato dalla Collegiata.
Questo rito rappresenta simbolicamente l'Assunzione di Maria in anima
e corpo in Cielo.
Altri
interessanti eventi/feste/sagre sono:
Il
"Gran Carnevale Maiorese" a febbraio/marzo
Il Premio Internazionale Roberto Rossellini nell'ultima settimana di
ottobre.
La "Festa della Madonna Avvocata"
(con doppio pellegrinaggio al Santuario il giorno di Pentecoste e nel
giorno successivo)
La "Maiori in tavola, percorso enogastronomico con degustazione
del piatto tipico - melanzane al cioccolato" (frazione Vecite)
Le
feste natalizie si celebrano a Maiori con l'usanza popolare dell'allestimento
del Presepe Napoletano.
DA
VEDERE
Maiori ha molti monumenti che vale la pena di vedere; tra essi il Palazzo
Mezzacapo, la Collegiata di S.Maria a Mare, il Castello di S.Nicola
de Thoro-Plano, il Complesso monastico di S.Maria Olearia.
Palazzo
Mezzacapo
Il Palazzo Mezzacapo oggi è la sede degli uffici del comune e
si trova al centro del Corso Reginna, la via "centrale" di
Maiori. Esso è testimone del fiorente passato della città,
perché un tempo era la residenza del Marchese Mezzacapo. Si accede
al palazzo attraversando una porta in legno intagliata. Quando ci si
trova nel cortile interno si vedono due scale marmoree che a destra
e sinistra portano ai piani superiori del palazzo che è composto
da numerosi vani, il più importante dei quali è la odierna
sala consiliare di riunione con un ampio soffitto a volta. Il palazzo
è stato costruito nella prima metà del XIX secolo ed è
stato ristrutturato completamente dalla famiglia Mezzacapo. Durante
una recente ristrutturazione i restauratori hanno rilevato che uno degli
affreschi potrebbe essere stato eseguito da Ludwig Richter. Accanto
al palazzo si trovano i giardini Mezzacapo la cui disposizione forma
una Croce di Malta.
Castello
di S.Nicola de Thoro-Plano
Il castello include una superficie di ca. 7500 m².
Collegiata
di S. Maria a Mare
La collegiata di S. Maria a Mare si trova sul monte Torina e prende
il suo nome dalla Statua che nel 1204 venne trovata sulla spiaggia di
Maiori. La chiesa che originariamente era dedicata a S. Michele Arcangelo
è di origine antichissima e fu oggetto di vari interventi di
restauro e di ampliamento, in particolare negli anni 1529, 1748 e 1836.
Nel 1505 riceve il titolo di Insigne Collegiata da parte del Papa Giulio
II. Soppressa la prepositura da Benedetto XIII nel 1727, viene successivamente
ripristinata con la bolla Romanus Pontifex di Papa Benedetto XIV del
2 aprile 1742, esecutoriata dalla Regia Corte il 18 maggio successivo.
Il regio assenso prestato da Ferdinando IV di Borbone il 6 febbraio
1789 agli Statuti dell'Insigne Collegiata, attribuiva all'Università
dei Cittadini il diritto di patronato e nomina delle principali dignità
capitolari (Prevosto e Primicerio). Il soffitto a cassettoni, commissionato
dalle famiglie Mezzacapo, Lanario e De Ponte, che copre la volta della
navata centrale è stato eseguito nel 1529 dal pittore napoletano
Alessandro de Fulco ed è una delle poche parti antiche che sono
rimaste invariate. La sagrestia monumentale è stata edificata
nel 1866 sul luogo ove un tempo sorgeva il palazzo prepositurale donato
dalla Città al Prevosto pro tempore nel 1507. Nella cripta, il
cui altare conserva le spoglie di San Clemente, martire Romano (giunte
a Maiori nel 1785 grazie all'interessamento di monsignor Nicola Molinari,
vescovo di Ravello e Scala) è allestito il museo d'arte sacra
"Don Clemente Confalone". Il monumentale organo plurifonico
della chiesa fu costruito da Zeno Fedeli di Foligno e collaudato dal
maestro D. Lorenzo Perosi.
Chiesa
e Monastero di San Francesco
Per la chiesa vedi la voce: Chiesa di San Francesco.
Chiesa
di S. Rocco
La Chiesa di S. Rocco, che corrispone all'antica Chiesa di S. Sebastiano,
si trova nella piazza Raffaele Amato. La Chiesa di S. Sebastiano fu
distrutta durante le incursioni dei Pisani, successivamente ricostruita
e quindi dedicata a S. Rocco, il patrono delle pestilenze.
Chiesa
e Convento del S. Rosario
Questa chiesa, eretta e donata nel 1662 dal maiorese Leonardo Russo,
fu chiusa a causa del terremoto 1980. Noto anche con il nome di Chiesa
di San Domenico.
Santuario
di S. Maria delle Grazie
Il santuario di S. Maria delle Grazie è stata distrutto dall'alluvione
nel 1910 e successivamente ricostruito.
Di
particolare interesse sono il dipinto "La Visitazione" del
XIV secolo e la fonte battesimale del XIII secolo. Anche il campanile
e la facciata del secolo XVII sono degni di nota.
Chiesa
di S. Martino
La Chiesa di S. Martino si trova nella frazione Vecite. La sua struttura
è di matrice romanica ed è trinavata, con colonne inglobate
nei pilastri dopo i rifacimenti barocchi.
Chiesa
di S. Pietro in Posula
La Chiesa di S. Pietro in Posula si trova nella omonima frazione. Secondo
Filippo Cerasuoli fu visitata dalla Regina di Napoli Giovanna II d'Angiò,
durante il suo soggiorno in Maiori, ospite nel palazzo del nobiluomo
Niccolò de Ponte.
Chiesa
di S. Maria del Principio
La Chiesa di S. Maria del Principio si trova nella frazione Ponteprimario.
La prima edificazione della Chiesa risale al VII secolo, ma è
stata ricostruita varie volte. Al suo interno si conserva una statua
lignea della Madonna, opera di un pastore del XIII secolo. La statua
andò perduta e fu poi miracolosamente rinvenuta da un contadino
del luogo.
Chiesa
di S. Maria Assunta
La Chiesa di S. Maria Assunta ex Abbazia benedettina si trova nella
frazione Erchie. Nel suo interno si venera la B.V. Maria Assunta in
Cielo (14/08). Da notare la cornice del portale in tufo, le colonne
originali del battistero, il capitello posto sopra il crocifisso e le
due colonne originali dell'altare oltre all'altare stesso.
Complesso
monastico di S.Maria Olearia
Questa abbazia è stata fondata nel 973 da monaci benedettini
che in quel luogo ebbero un frantoio per la produzione di olio. Da ciò
proviene anche il nome di "S. Maria Olearia". Al primo sguardo
è difficile notare l'abbazia, perché è stata integrata
in maniera molto armonica nel paesaggio.
Santa
Maria de Olearia è un antico insediamento rupestre risalente
al X secolo interamente ricavato nella roccia, progressivamente ampliato
fino a diventare un Monastero. Strutturato in tre cappelle sovrapposte
al livello più basso troviamo la più antica, nota come
"Cappella delle catacombe" o "Cripta". Sul muro
orientale dell'anticamera della Cripta si trovano gli affreschi meglio
conservati di tutto il complesso: la "Vergine coi Santi".
A destra della Vergine un santo barbuto indossa una tunica bianca, con
clavi rossi ed un mantello giallo; alla sinistra un santo in armi. Proseguendo
nella Cripta si trovano tre figure con aureola, le cui teste sono state
rimosse. Si presuppone le immagini fossero di Cristo con ai lati S.
Giovanni Battista e S. Giovanni Evangelista. L'abside centrale della
cripta presenta un Cristo, in piedi, vestito di una tunica bianca con
un mantello d'oro con ai lati due arcangeli bizantini. Una rampa di
scale conduce alla Cappella Principale.
La
Cappella Principale è costituita da un ambiente a volta a croce
e spazi secondari con volta a botte. La volta a croce presenta una cornice
centrale in cui, probabilmente, vi era una immagine di Cristo. Sono
raffigurate nella Cappella: "L'Annunciazione", "La Visitazione",
"L'adorazione dei Re Magi", "Il primo bagnetto di Gesù,
con due levatrici" ed altre scene della vita di Cristo che si concludono
con la Crocifissione. Dalla terrazza antistante la Cappella Principale
si arriva alla Cappella di San Nicola. All'esterno di essa, sulla facciata
che dà sul cortile principale, si può ammirare un medaglione
con "La Mano di Dio" e verso il medaglione, due figure di
"Angeli Osannati". Nell'abside della Cappella l'immagine della
"Vergine Maria col Bambino", alla cui destra c'è "San
Paolino" e a sinistra "San Nicola", ambedue identificati
per una iscrizione. Entrambe le figure sono in abiti vescovili e portano
un libro. Sull'arco dell'abside "San Giovanni Evangelista"
e "San Giovanni Battista". Tra gli affreschi presenti: "Storia
di mare" in cui S. Nicola salva tre uomini da una esecuzione; "San
Nicola appare a Costantino" e "San Nicola appare ad Abalabio".
Sia gli affreschi della Cappella principale sia quelli della Cappella
di S. Nicola sono databili nel XI secolo.
Convento
di S. Maria della Pietà e la Chiesa delle Clarisse
La casa del Convento di S. Maria della Pietà ebbe inizio in data
27 settembre 1515. In questa data il dottor Luca Staibano inserisce
nel suo testamento il trasferimnto di un casamento con giardino al Comune
di Maiori che determinava che venisse fondato un monastero di monache
clarisse. Circa quattro anni più tardi furono iniziati i lavori
che terminarono attorno al 1530. Venne quindi fondato il Monasterium
S. Luca seu Pitatis Ordini S. Francisci Obsrvantiae della Pietà.
Donzelle nobili potettero entrare nel convento e nel 1661 il numero
di esse era già salito a quindici. Tra di esse si possono trovare
i nomi delle famiglie più note: de Ponte, Aurisicchio, Confalone.
Nella piccola chiesa, ricca di opere artistiche, appartenente al convento
sono, tra l'altro, presenti opere di Girolamo Cenatiempo e Nicola Vaccaro.
A causa della soppressione dei patrimoni ecclesiastici nel 1866 il complesso
passò allo Stato e poi al Comune di Maiori. In data 1 settembre
1932 il complesso passò alle Suore di Pompei.