Castellammare
di Stabia è situata a sud della provincia di Napoli, nel territorio
compreso tra la fine della zona vesuviana e l'inizio della penisola
Sorrentina. La città sorge in una piana di natura alluvionale
- vulcanica, in una conca del golfo di Napoli, protetta a sud dalla
catena dei monti Lattari, mentre verso oriente si perde nelle campagne
attraversate dal fiume Sarno, il quale sfocia nel mare di Castellammare
di Stabia. Proprio questi elementi naturali segnano il confine con le
città limitrofe: il fiume Sarno infatti divide la città
stabiese da Torre Annunziata e Pompei a nord, il monte Faito da Vico
Equense e Positano a sud. Ad est la città confina con Sant'Antonio
Abate e con Santa Maria la Carità, mentre la zona ovest risulta
essere la fascia costiera. Castellammare di Stabia risulta avere una
superficie di 17,71 km², con un altezza media di 5 metri sul livello
del mare, anche se in realtà si parte dallo 0 lungo la costa
fino ad arrivare a 1202 metri sul monte Faito. Per la sua particolare
posizione geografica offre quindi condizioni climatiche che favoriscono
il clima mite e temperato, tipico delle zone marine e collinari: nei
mesi più caldi infatti la temperatura media è di 25°,
mentre in quelli più freddi di 16°.
ETIMOLOGIA
Le origini del nome Castellammare di Stabia sono molto chiare: se risulta
più facile è capire la scelta di Stabia (deriva dalla
antica città romana, più difficile è capire il
perché di Castellammare. Castellammare deve il nome all'antico
castello costruito dal ducato di Sorrento che si affaccia da un'altura
di circa 100 metri sul golfo di Napoli. Erroneamente si dice che il
mare arrivasse sotto il castello, ma vista l'altezza in cui questo tale
ipotesi è praticamente impossibile: la spiegazione del nome è
chiara da antichi documenti in cui le località venivano identificate
col nome dei castelli presenti. In questo caso questo Castello che guarda
il mare era detto Castello sul mare (o da mare), quindi Castello a Mare.
Altri erroneamente sostengono che la denominazione Castellammare derivi
dall'antica presenza di una fortezza eretta in località Pozzano,
sulla spiaggia, per difendere l'antica cittadina da eventuali attacchi
provenienti dalla penisola sorrentina e chiamata torre di Portocarello,
conosciuta dai più, erroneamente, con il nome di torre Alfonsina
che invece sorgeva nei pressi dell'attuale piazza Fontana Grande. Nell'immediato
dopoguerra, nei pressi della Torre di Portocarello, si insediò
lo stabilimento calce e cementi che sfruttava le rocce calcaree prelevate
dalla montagna adiacente, distruggendo i resti di questa antica torre.
La prima volta che si ritrova in un documento il nome Castrum ad mare
è del 1086. Il comune, già Castellamare, ha assunto la
denominazione di Castellammare con regio decreto il 22 gennaio 1863,
mentre il nome definitivo di Castellammare di Stabia si è avuto
con delibera consiliare del 31 maggio 1912.
ORIGINI
Le origini di Castellammare di Stabia si perdono nella notte dei tempi
e sono ancora incerte, anche se alcuni ritrovamenti documentano che
la zona era già abitata a partire dal VIII secolo a.C.. Data
la sua favorevole posizione sul mare, in una zona ricca di acque e con
pianure fertili di origine vulcanica, i primi insediamenti si andarono
sviluppando in quella che oggi è conosciuta come la collina di
Varano, all'epoca uno sperone a picco sul mare poiché la piana
dove oggi si sorge l'attuale città era ancora in parte sommersa
dal mare e la sottile linea costiera esistente era esposta alle incursioni
nemiche. Diverse sono state le dominazioni come quella dei sannite seguite
poi dagli Etruschi e dai Greci: il nome di questo insediamento era Stabiae.
STORIA
Stabiae venne conquistata da Roma nel 340 a.C. e fu durante questo periodo
che la città ebbe il suo massimo splendore: infatti venne cinta
da mura, diventato un piccolo borgo dedito soprattutto ai prodotti che
offriva la terra. Intorno alla città fortificata si svilupparono
numerose fattorie che con il passere del tempo formarono piccoli borghi:
questa zona viene ricordata come Ager Stabiano e comprendeva alcune
zone che attualmente sono inglobate nei comuni di Gragnano, Casola di
Napoli, Santa Maria la Carità e Sant'Antonio Abate, ma anche
di alcune zona della stessa Castellammare di Stabia, come il rione San
Marco e Pozzano, che all'epoca veniva chiamata Fogliano, dal nome del
dio Foglianum, protettore della natura. Stabia venne dotata anche del
palazzo del ministro e di un tempio dedicato ad Ercole, che secondo
la trazione romana, era il fondatore della città.
Durante la II Guerra Punica, cosi come ricorda Silio Italico alcuni
giovani stabiani presero parte alla spedizione su una nave della flotta
di Marco Claudio Marcello.
Durante la Guerra Sociale, Stabiae venne assediata da Lucio Cornelio
Silla, e soltanto dopo una lungo periodo la città si arrese:
in questo frangente non si combatté alcuna battaglia, ma Silla
si limitò ad aspettare al di fuori delle mure finché la
mancanza di acqua e di cibo, portarono gli stabiani alla rese. La città
venne completamente rasa al suolo e diventò porto di Nuceria.
Stabia venne immediatamente ricostruita ma non più come città
fortificata, bensì come luogo di villeggiatura per ricchi patrizi
romani, che costellarono la collina di ville con al proprio interno
complessi termali, piscine, palestre e piccoli templi ed abbellendole
con dipiti che ancora oggi risultano essere tra i più interessanti
dell'arte romana.
Nel 62 d.C. Stabiae venne devastata da un violento terremoto ma che
non compromise la vita della città, tanto che anche in questo
caso, alcuni edifici crollati, vennero immediatamente ricostruiti o
restaurati.
Il 25 agosto del 79 d.C. un'inaspettata e violenta eruzione del Vesuvio,
fece scomparire sotto una fitta coltre di cenere, lapilli e pomici,
insieme a Pompei ed Ercolano, la città di Stabiae. A causa dei
frequenti terremoti che avevano preceduto l'eruzione, molte ville mostravano
segni di cedimento o crepe e quindi si trovavano in fase di ristrutturazione:
fu questo il motivo per cui a Stabia ci fu un numero limitato di vittime.
Tra le vittime illustri fu anche Plinio il Vecchio, che giunto a Stabiae
per osservare più da vicino l'eruzione, morì molto probabilemente
avvelenato dai gas tossici sulla spiaggia. Dopo la distruzione di Stabiae
ad opera del Vesuvio, alcuni abitanti del luogo scampati all'eruzione,
tornarono alle loro vecchie abitazioni, ormai distrutte, per recuperare
oggetti e denaro: furono questi che costituirono un villaggio lungo
la costa, la quale grazie all'eruzione era diventata molto più
protesa nel mare rispetto al passato. Questo nuovo villaggio, che viveva
soprattutto di pesca ed agricoltura, entrò a far parte del Ducato
di Sorrento: furono proprio i Sorrentini che costruirono un castello
sulla collina nei pressi di Pozzano, per difendere il ducato dalle incursioni
barbariche. In questo periodo, intorno all'anno 1000, precisamente nel
1086, si ritrova per la prima volta in un ducumento il nome del villaggio,
ossia Castrum ad Mare, molto probabilmente derivante dal fatto che il
castello si trovasse nei pressi a picco sul mare.
Durante il medioevo Castellammare di Stabia venne conquistata dagli
Angioini, i quali ingrandirono il castello. Successivamente, dopo una
breve parentesi sotto il dominio degli Svevi, la città passa
sotto il controllo gli Aragonesi, che, oltre all'ingrandimento del porto
e alla costruzione di possenti mura di cinta, portarono a compimento
la costruzione di un palazzo reale sulla collina di Quisisana, utilizzato
dai reali per i loro soggiorni nel periodo estivo. L'importanza del
palazzo era tale che Giovanni Boccaccio ne fa l'ambientazione per una
novella del Decameron, precisamente la sesta del decimo giorno.
Ereditata dagli Aragonesi, nel 1541 l'imperatore Carlo V, diede la città
in feudo a Ottavio Farnese, il quale apporto notevoli modiche alla struttura
urbanistica: realizzò anche il suo palazzo, ancora oggi conosciuto
come Palazzo Farnese, sede del municipio. Nel 1542 la città venne
saccheggiata dal pirata Dragut, che rapì anche ottanta persone,
in seguito riscattate. Durante la battaglia dei cristiani contro i musulmani,
combattuta a Lepanto nel 1571, presero parte anche giovani stabiesi
sotto il comando di Alessandro Farnese. L'egemonia dei Farnese durò
circa due secoli.
Dopo l'occupazione di Arrigo di Lorena e in seguito di Carlo d'Austria,
la città passò, nel 1731, sotto il controllo di Carlo
di Borbone. Fu questo il periodo di grandi cambiamenti che portò
Castellammare di Stabia ad essere una delle città più
floride del Regno delle Due Sicilie: vengono costruiti, nel 1783, i
primi cantieri navali italiani, l'industria per la fabbricazione di
corde, la cosiddetta Corderia, e viene dato il via, nel 1749, ad una
campagna archeologica che riporta alla luce i resti delle ville romane
dell'antica città di Stabiae. Viene ampliato il palazzo reale,
e proprio la presenza dei sovrani nel periodo estivo, funge da richiamo
a molti nobili napoletani, che costruiscono nei pressi della Reggia,
sulla collina di Quisisana la loro ville. L'influsso dei reali e le
prime cure termali portano Castellammare di Stabia ed essere una tappa
fondamentale del cosiddetto Grand Tour, tanto che la città viene
ricordata anche da Gustave Flaubert nel suo Madame Bovary.
Nel 1842 Castellammare di Stabia diviene una delle prime città
italiane ad essere dotata di una linea ferroviaria che la collegava
direttamente con Napoli: questo portò non solo ad uno sviluppo
della città oltre le mura difensive, ormai diventate inutili
e quindi abbattute, ma a diventare un centro commerciale dove le mercanzie
provenienti dalla Calabria e dalla Puglia veniva caricate sul treno.
Con l'unità d'Italia ed un florido momento per lo sviluppo industriale,
l'area nord di Castellammare di Stabia ed in particolar modo quella
intorno alla ferrovia si riempi di industrie tra cui corservifici, come
quello della Cirio, cartiere, pastifici, cantieri metallurgici e diverse
industrie meccaniche e tessili.
Il nuovo secolo si apre con l'apertura della linea tranviaria che collegava
la stazione di Castellammare di Stabia direttamente con Sorrento, attraversando
tutta la penisola sorrentina. Sempre in questo periodo la vocazione
turistica di Castellammare di Stabia, soprattutto per le sue acque e
le loro proprietà curative, raggiunge l'apice.
Se la Grande Guerra non lascia tragiche tracce, lo stesso non si può
dire per il secondo conflitto mondiale: i tedeschi, in seguito alla
ritirata dal sud Italia, applicando la cosiddetta teoria della terra
bruciata, distrussero i cantieri navali, i quali vennero strenuamente
difesi dagli stabiesi. In seguito, per questo motivo, la città
è stata insignita della Medaglia d'Oro al Valore. Ancora oggi
in città è visibile, nei pressi del lungomare il palazzo
del Fascio, fatto costruire durante l'epoca fascista. La fine della
guerra e l'inizio del miracolo italiano portò all'intensificazione
del lavoro industriale e all'avvio di importanti novità sul piano
turistico, come la costruzione del complesso delle Nuove Terme, all'epoca
definite le più moderne d'Europa.
Durante gli anni '80, come in altre parti d'Italia, la città
venne colpita da una grave crisi economica che portò alla chiusura
di molte fabbriche: nello stesso periodo di registrò anche un
notevole calo di presenze turistiche.
All'inizio degli anni '90 la città venne visitata da Giovanni
Paolo II, il quale dopo il pranzo in mensa insieme agli operai dei cantieri
navali, tenne una solenne cerimonia sul lungomare.
La fine del XX secolo coincide con il periodo di rilancio, puntando
sul risanamento delle poche industrie rimaste ma soprattutto sul turismo.
La costruzione di nuovi complessi alberghieri e di infrastrutture all'avanguardia
come il porto turistico di Marina di Stabia, uno dei più grandi
d'Europa, hanno fatto si che nel 2006 Castellammare di Stabia sia stata
la terza città campana per presenze turistiche negli alberghi
solo dietro a Napoli e Sorrento. All'inizio del 2008 è stato
completato il restauro della Reggia di Quisisana, altro edificio storico
restituito alla città.
RITROVAMENTI
ARCHEOLOGICI
Stabiae, l'odierna Castellammare di Stabia, fu una delle mete preferite
dai patrizi romani, tanto che il suo territorio fu costellato di numerose
ville residenziali. Scoperta nel 1749 dagli scavatori borbonici, Stabiae,
sin dall'inizio, si contraddistinse come luogo di eccellenza: l'esplorazione
della città però durò solamente pochi anni, tanto
che già nel 1782 tutte le attività di scavo vennero spostate
a Pompei, cosi che ville, case e strade ritornarono sotto terra mentre
affreschi, statue e suppellettili preziose vennero raccolte nel museo
Museo Borbonico. Dopo l'abbandono, nel 1800, vi furono vari rinvenimenti
che mantennero acceso il ricordo di Stabiae: però fu soltanto
nel 1950 che due ville, villa San Marco e villa Arianna, furono riportate
parzialmente alla luce dal preside Libero d'Orsi. Le due ville sono
visitabili tutti i giorni e si possono apprezzare le capacità
progettuali degli architetti romani che le realizzarono con ardite soluzioni
tecniche e inserendo perfettamente le ville nel paesaggio. Oggi il sito
di Stabiae è al centro di un grande progetto internazionale che
prevede la creazione di un parco archeologico insieme all'università
del Maryland, tramite la fondazione Restoring Ancient Stabiae: uno dei
passi fondamentali della fondazione, insieme alla Sopraintendenza Archeologica
di Pompei, è stata una mostra, chiamata Otium Ludens, dal dicembre
2007 al marzo 2008, presso Museo Statale dellHermitage di San
Pietroburgo, che ha raccolto circa 200 reperti tra suppellettili e affreschi
provenienti da Stabiae. Questa mostra in futuro continuerà in
altre parti del mondo.
CATTEDRALE
La terza Cattedrale di Castellammare di Stabia sita in piazza Giovanni
XXIII, fu fortemente danneggiata dal terremoto del 1436 e si pensò
alla costruzione di una ex-novo. Dopo numerosi tentativi, solo nel 1587
se ne decise la riedificazione. Il vescovo dell'epoca, mons. Ludovico
Maiorano, pose la prima pietra il 22 novembre 1587. La costruzione precedette
così lentamente che la nuova cattedrale, dedicata a santa Maria
Assunta si può considerare finita del 1643 quando però
mancavano ancora importanti elementi. Nel 1668 venne istallato l'organo
che trovò la sua sistemazione definitiva solo nel 1774, quando
venne ricostruito l'atrio e l'altare maggiore. Nel frattempo mancava
ancora la ristrutturazione del vecchio campanile e quando tutto sembrava
pronto, il vescovo si oppose perché avrebbe dovuto cedere alcuni
metri di terreno: nel 1782, il sindaco decise di costruire un nuovo
campanile su suolo comunale. La cappella del santo patrono, San Catello,
venne iniziata nel 1875 e venne conclusa, con tutti i restanti lavori
nel 1893, quando il vescovo Sarnelli, consacrerà solennemente
la cattedrale. All'interno si possono ammirare tele di Giuseppe Bonito
e Nunzio Rossi. Oltre alla cappella dedicata alla Vergine di Lourdes,
ve ne una che ospita il corpo di Gesù deposto nel sepolcro e
la cappella del Santissimo Sacramento,L'ara pacis dedicata alle vittime
delle guerre. Ogni anno, durante il periodo natalizio, viene allestito
un presepe con statue ad altezza naturale. Nella Cattedrale viene anche
venerato San Biagio.
CHIESA
DEL GESU'
La chiesa del Gesù è tra le chiese più belle di
Castellammare di Stabia. La prima pietra fu posta nel 1609 e fu realizzata
seguendo prima il progetto di Pietro Provedi e alla morte di questo,
il progetto di Agazio Stoia. La chiesa, che da il nome alla strada in
cui sorge, nel centro storico stabiese, ha un'unica navata con due cappelle
su entrambi i lati: sul lato destro la prima è dedicata al Sacro
Cuore, la seconda era prima alla Santissima Croce in seguito alla Vergine
del Carmelo, sul lato sinistro invece la prima è dedicata all'Annunziata,
mentre la seconda prima a sant'Ignazio poi alla Madonna Addolorata.
Numerose sono i dipinti, tra i più importanti se ne ricordano
alcuni di Giuseppe Viraldi e del De Matteis. Sull'altare maggiore un
dipinto di Luca Giordano raffigurante la Vergine del Rifugio, mentre
la volta è affrescata da Vincenzo Galloppi. Nella sacrestia è
presente un dipinto raffigurante San Catello, rubato nel 1976 e ritrovato
a Venezia nel 1993. Nella chiesa è presente anche una ricca biblioteca
contenente testi religiosi di valore storico rilevante.
CHIESA
DELLO SPIRITO SANTO
La chiesa dello Spirito Santo si trova in piazza Fontana Grande, nel
centro antico di Castellammare di Stabia. Costruita nel 1577, è
molto più nota con il nome di chiesa di san Ciro, poiché
presente una statua del santo solennemente celebrato nel giorno della
sua ricorrenza. La chiesa è di modeste dimensioni, con un'unica
navata centrale, nella quale, ai due lati si aprono due piccole cappelle:
una dedicata a san Ciro, l'altra alla Madonna della misericordia. Sull'altare
maggiore vi è una tela che raffigura la discesa dello Spirito
Santo sulla Madonna e gli apostoli. In una nicchia vi è una statua
in cartapesta rappresentante la crocifissione di Gesù e le anime
del Purgatorio. Da alcuni anni è stato trasferito anche il quadro
di sant'Antonio conosciuto come sant'Antonio di donna Fiorella, a cui
il popolo stabiese ha dedicato da sempre grande venerazione: il quadro
apparteneva a Mons. Catello Longobardi e alla sorella Fiorella. Nel
portico d'ingresso è presente una ricostruzione della grotta
di Lourdes.
CHIESA
DI PORTOSALVO
La chiesa di Portosalvo, una volta esistente presso il molo e poi abbattuta
per far spazio ai cantieri navali, fu costruita nel 1834 da una congrega
di marinai, e qui fu portato il quadro della Madonna di Portosalvo (del
'500), posto sull'altare maggiore: l'importanza della raffigurazione
è data dalla raffigurazione di Castellammare ai piedi della Madonnas.
Alle spalle della chiesa vi è la sorgente dell'acqua della Madonna.
La chiesa, oggi inagibile, è chiusa dal 1980, a seguito del terremoto:
la chiesa fa parte della parrocchia dello Spirito Santo.
SANTUARIO
DELLA MADONNA DELLA LIBERA
All'altezza del castello medievale, sulla strada Panoramica che conduce
a Sorrento, si apre una piccola strada che porta al santuario della
Madonna della Libera. La chiesa, molto semplice e di modeste dimensioni,
è nata in funzione di un affresco, in stile bizantino, dipinto
sulla roccia e che raffigura la Madonna della tenerezza[24], conosciuta
anche come Madonna della Libera e due santi: san Giovanni Evangelista
e san Valerio di Sorrento. Nonostante il dipinto settecentesco fosse
di buon valore, nel 1939, a causa dell'usura del tempo si è provveduto
ad un restauro:alla caduta di un muretto si notò la presenza
di un altro dipinto, molto simile a quello su cui era stato dipinto
l'attuale affresco. La chiesa si presenta come una sorta di piccola
basilica, con una navata centrale e due piccole navate laterali. Con
il passere degli anni il santuario si è arricchito di un ostello
per la gioventù e di sale per convegni. La liturgia della Madonna
della Libera viene celebrata in 18 di ogni mese, mentre nel santuario
viene svolta la sagra delle Camarelle.
GROTTA
DI SAN BIAGIO
E' un antico tempio cristiano, ricavato nella roccia di tufo alle pendici
della collina di Varano: molto probabilmente in origine era proprio
una cava creata dagli antichi romani per costruire le loro ville tramite
l'estrazione di blocchi di tufo. In principio vi fu un tempio romano
dedicato a Mitra, mentre nei primi secoli della cristianità divenne
una catacomba. Fu soltanto dal VI secolo che divenne chiesa, dedicata
ai santi Giasone e Mauro, sede di una comunità benedettina, dipendente
dal monastero di san Renato di Sorrento. All'interno vi sono affreschi
di notevoli proporzioni, splendidamente conservati, eseguiti tra il
VI e XIV secolo: oggi purtroppo la grotta è chiusa al pubblico.
Negli ultimi tempi è stata trovata al suo interno una statua
raffigurante forse San Biagio che oggi è conservata al Museo
Diocesano di Castellammare di Stabia.
TERME
Definita Metropoli delle acque per il suo patrimonio idrologico costituito
da ben 28 tipi di acque di acque minerali differenti, divise in solforose,
bicarbonato calciche e medio minerali, il termalismo ha rappresentato
per Castellammare di Stabia fin dal metà del 1800 un tassello
importante sia per l'economia che per il turismo. Per sfruttare al meglio
le proprietà delle acque la città dispone di due stabilimenti
termali, uno nel centro antico e l'altro nella zona collinare dove è
anche possibile effettuare alcune cure. Inoltre alcune acque come l'acqua
della Madonna e l'acqua Acetosella, tra le più note e già
apprezzate da Plinio il Vecchio che le consigliava ai sofferenti di
calculosis, vengono imbottigliate e vendute anche in America.
Inaugurate nel 1836, la storia delle Antiche Terme di Castellammare
di Stabia inizia 9 anni prima, quando nel 1827, su progetto dell'architetto
Catello Troiano, iniziano i lavori per la costruzione. Da subito le
terme ricoprono un ruolo fondamentale non solo per i cittadini, ma anche
per i turisti, che soprattutto d'estate affollavano la città
per le cure presso il complesso termale, che anno dopo anno si andava
ampliando con nuove padiglioni e piscine riservati a molteplici cure
del corpo. È del 1893 l'apertura del padiglione Moresco ad opera
dell'architetto Cosenza. Le terme diventarono non solo un centro benessere
ma un vero e proprio polo culturale tanto che nel suo parco venivano
organizzavate mostre di pittura, manifestazioni culturali e concerti
musicali.
Il
26 febbraio 1956 iniziò la demolizione dell'antica struttura
per la costruzione, progettata dall'architetto Marcello Canino, di quella
che esiste ancora tutt'oggi. Verso la fine degli anni '80 il complesso
termale entra in crisi a causa della chiusura di buona parte dei servizi
offerti, in quanto spostati al nuovo complesso. Oggi le Antiche Terme
sono aperte poche ore al giorno solo per permettere la raccolta dei
vari tipi di acqua, mentre nel periodo estivo si tengono alcune manifestazio
culturali. Nell'estate del 2007 sono partiti i lavori di riqualificazione
del complesso che dovrebbe tornare agli antichi splendori con la riapertura
di numerosi servizi termali.
NUOVE
TERME
Le Nuove Terme, situate sulla collina denominata Solaro, nei pressi
della frazione di Scanzano, progettate dagli architetti Cocchia, Iossa,
Mazziotti e Sbriziolo sono state inaugurate il 26 luglio 1964 e si estendono
su una superficie di oltre 100 mila mq. Questo complesso è composto
da due settori: l'edificio dedicato alle cure terapeutiche e il parco
per le cure idropiniche. L'edificio per le cure è uno dei più
attrezzati e moderni d'Europa: si praticano fisioterapia, medicina iperbarica,
massaggi, fanghi, inalazioni con l'ausilio delle acque solfuree, riabilitazione,
cure dermatologiche, cure estetiche e cure ginecologiche[38]. Il parco
idropinico invece permette di praticare quella che viene chiamata l'idroterapia,
ossia bere il tipo di acqua consigliata verso una certa patologia camminando
nel parco. Oltre alla sala dove sono presenti la maggior parte delle
acque stabiesi, il parco, finemente curato e aperto solo durante il
periodo estivo, offre una ricca programmazione, sia al mattino, sia
la sera con concerti, cinema all'aperto, mostre e congressi.
CASTELLO
Il castello medioevale di Castellammare di Stabia, che si trova lungo
la statale sorrentina, nei pressi della salita per il santuario della
Madonna della Libera, venne costruito dai sorrentini per difendere il
proprio ducato, sulla collina che sovrasta la città stabiese;
fu in seguito riparato da Federico II e ricostruito dagli angioini.
Quando perse il suo ruolo difensivo il castello fu rifatto e rinforzato
da Alfonso d'Aragona: fu attivo fino ai secoli della dominazione spagnola,
ma nel XVIII cominciò il suo lento declino. Ridotto per lo più
ad un rudere venne venduto dallo stato al marchese Alaponzone di Verona,
che attorno gli anni '30 del '900 lo cedette a Edoardo de Martino: questi
ne iniziò il restauro, completato poi dal figlio. Oggi, abitazione
privata, è visitabile solo all'esterno. La struttara ha una grande
importanza nella storia di Castellammare di Stabia, poiché è
proprio da questo che la città prende il nome: solitamente, secondo
tradizione, si dice che il mare, in tempi remoti, arrivava fino al castello.
In realtà questo aveva una cinta muraria che si originava dal
complesso centrale per scendere giù per la collina fino alla
zona dove oggi si trova la chiesa di Portosalvo, dove terminava con
una torre di avvistamento: in questo punto il mare incontrava il castello
e da qui il nome di Castello a mare.
PALAZZO
FARNESE
Nel 1566 Ottavio Farnese, signore di Castellammare, in seguito alle
proteste dei cittadini, decise di donare alla città un luogo
adeguato per la sede della Corte del Governatore: la scelta cadde su
un caseggiato ad un piano situato tra il Duomo e via Coppola, nell'attuale
Piazza Giovanni XXIII. Nel 1820 vi venne trasferita la sede dell'Amministrazione
comunale e nel 1871, su progetto dell'architetto Luigi d'Amora, il palazzo
fu ingrandito e abbellito mentre il secondo piano venne costruito soltanto
agli inizi del '900 con l'aggiunta di una piccola torre laterale. L'amministrazione
comunale vi resto fino al 1964, quando deciso il passaggio nell'ex Banca
d'Italia, palazzo Farnese venne abbandonato. Dopo alcuni anni la struttura
tornò ad essere a disposizione del comune e finiti i lavori di
ristrutturazione venne adibito a Municipio: palazzo Farnese svolge ancora
oggi tale funzione. Da alcuni anni si è creato al suo interno
anche un piccolo Museo Civico.
CASSARMONICA
La cassarmonica, o padiglione musicale, venne realizzata dalla ditta
Minieri di Napoli, su progetto dell'architetto Eugenio Cosenza. Inaugurata
il 28 aprile 1900, solo 9 anni dopo, a causa di una violenta libecciata,
la cassarmonica crollò. Per la sua ricostruzione venne chiamato
per l'ennesima volta Eugenio Cosenza, che questa volta ne abbassò
l'altezza, creò in cima uno sfiatatoio mentre gli archi assunsero
una forma arabescata: la nuova struttura fu consegnata al comune di
Castellammare di Stabia il 4 agosto 1911. Negli anni ha subito diversi
restauri sia negli anni '90 che nel 2004. La cassarmonica ospita vari
concerti oltre che manifestazioni. Oggi è considerata la più
bella d'Europa.
SCOGLIO
DI ROVIGLIANO
Formato da roccia calcarea e ricoperta da depositi eruttivi data la
vicinanza del Vesuvio, lo scoglio di Rovigliano si trova in mare, proprio
di fronte la foce del fiume Sarno, al confine tra Castellammare e Torre
Annunziata. Il nome Rovigliano deriverebbe dal cognome di una famiglia
romana, la Rubellia, che vi costruì una villa d'otium, costruzioni
tipiche della zona. Prima dell'avvento dei romani lo scoglio si pensa
sia stato emporio fenicio o tempio dedicato ad Ercole. Nel 938 d.C.
vi si edificò un convento, mentre nel 1564, fu trasformato in
fortezza contro le incursioni dei pirati Turchi.
MONTE
FAITO
Il monte Faitoè alto 1131 metri ed è una stazione turistica
raggiungibile con una funivia da Castellammare di Stabia e in auto dal
versante di Vico Equense, fa parte dei Monti Lattari, gruppo montuoso
del Preappennino campano e costituisce la dorsale della Penisola Sorrentina,
dalla sella di Cava de' Tirreni all'estremità meridionale di
punta Campanella. Formato da rocce prevalentemente calcaree, sul versante
del Golfo di Salerno è caratterizzato da pareti molto ripide
sul mare, altra cima importante è il monte Sant'Angelo a Tre
Pizzi alto 1443 metri. Il Monte Faito è collegato a Castellammare
tramite una funivia gestita dalla Circumvesuviana. Oltre a passeggiate
salutari tra i suoi boschi è possibile visitare il tempietto
dedicato all'arcangelo Michele ed alcune sorgenti.
Antiquarium
Stabiano o Museo Archeologico
Nell'Antiquarium Stabiano o Museo Archeologico vengono raccolti tutti
i reperti provenienti dagli scavi dell'antica Stabiae, alcuni anche
di notevole valore. Sfortunatamente però questo museo non ha
mai avuto grossa fortuna, in quanto oltre a trovarsi in alcuni ambienti
sottostanti la scuola media Stabiae, in via Marco Mario, è anche
perennemente chiuso. Si è spesso parlato di un suo possibile
trasferimento presso la Villa Gabola. I reperti stabiani troveranno
finalmente degna sistemazione negli spazi adibiti a museo della splendida
reggia di Quisisana, situata sulla collina omonima, attualmente in fase
di avanzato restauro.
Museo
Diocesano
Nel Museo Diocesano sono raccolti i reperti rinvenuti negli scavi sotto
la Cattedrale di Castellammare di Stabia.Esso è collocato proprio
nell'Oratorio dell'antica chiesa di San Filippo Neri adiacente al seminario
di San Francesco,di fronte al Municipio.Oltre a ciò il Museo
ospita anche una statua di terracotta che si vocifera possa raffigurare
S.Catello;dopo una più approfondita analisi però sembra
che si tratti di san Biagio.
MANIFESTAZIONI
Falò
dell'Immacolata
Ogni anno, la sera del 7 dicembre, il giorno prima della festa dell'Immacolata
Concezione, in tutti i quartieri della città vengono accessi
dei grossi falò in onore della Vergine, chiamati appunto Falò
dell'Immacolata. Secondo la tradizione, durante queste notte, alcuni
pescatori si trovarono nel mezzo di una tempesta, ma riuscirono a raggiungere
la terraferma grazie alla presenza di fuochi che segnalavano la costa.
Inoltre solo per questa ricorrenza viene aperta la piccola Chiesa dell'Immacolata
Concezione.
Festa
di San Catello il 19 gennaio (solo religiosa)
Festa di San Catello la seconda domenica di maggio (religiosa e civile)
Festa della Madonna di Pozzano il lunedi dell'Angelo presso la frazione
Pozzano (solo religiosa)
Festa della Madonna di Pozzano a luglio presso la frazione Pozzano (civile
e religiosa)
Sagra delle Camarelle la prima domenica di settembre presso la frazione
Madonna della Libera
Sagra dei carciofi verso la fine di aprile in località Annunziatella
Sagra del peperone a settembre durante al festa di San Michele presso
la frazione Scanzano
Sagra del pesce fritto il 15 agosto presso il Rione Spiaggia
Sagra dei sapori nostrani a settembre od ottobre nelle Nuove Terme
Quisisana Festival - Festival dedicato alla musica classica
Corto in Stabia - Rassegna dedicata a corti cinematografici per ragazzi
Burattini nel Verde - Festival del teatro dei burattini
Acqua di monte, gente di mare: spettacoli teatrali alle Antiche Terme.