Benevento
è un comune della Campania, capoluogo dell'omonima provincia,
conosciuta anche come Sannio. Con i suoi 62.940 abitanti è il
nono comune più popoloso della regione. Città sannitica,
romana, longobarda e poi pontificia, Benevento vanta un buon patrimonio
storico ed archeologico. Una leggenda che risale al medioevo la vuole
la "città delle streghe", fama che sopravvive ancora
oggi. Benevento è sede dell'Università degli Studi del
Sannio e dell'Arcidiocesi di Benevento. Sta vivendo un periodo di intense
trasformazioni, con un occhio soprattutto al turismo sempre in crescita.
La città si trova nell'entroterra appenninico della Campania,
nella parte meridionale della regione storica del Sannio, in una posizione
quasi equidistante dai mari Tirreno e Adriatico. È posta in una
conca circondata da colline; ad ovest in particolare, oltre la Valle
Vitulanese, si trova il massiccio del Taburno Camposauro: le sue cime,
viste dalla città, disegnano la sagoma di una donna distesa,
la Dormiente del Sannio. Dalla parte più alta della città
si possono scorgere le cime del Monte Mutria del Matese a nord-ovest,
l'alta cortina del Partenio con il monte Avella a sud, il brullo Trimunzio
montecalvese a sud-est e le appendici dei monti Dauni a est. La città
è attraversata da due fiumi: il Calore Irpino, affluente del
Volturno, e il Sabato, che confluisce nel Calore in contrada Pantano,
poco ad ovest del centro cittadino. Il territorio su cui si estende
la città è piuttosto ondulato. Il suo centro infatti si
eleva su una collina nel mezzo della vallata, ed alcune contrade sorgono
su altre colline circostanti. L'altezza media sul livello del mare è
pari a 135 m, con una minima di 80 m ed una massima di 495 m, pari ad
un'escursione di 415 m.
ORIGINI
E STORIA
La fondazione di Benevento risale a tempi remoti. Una leggenda narra
che Benevento debba le sue origini all'eroe greco Diomede, sbarcato
in Italia dopo la distruzione ed l'incendio di Troia e secondo Procopio
di Cesarea avrebbe anche ospitato l'incontro tra Diomede ed Enea . Una
moneta del IV secolo a.C., attribuita alla città e recante impresso
l'emblema del cavallo e la scritta Malies, avvalorerebbe la tesi dell'origine
greca, in quanto il cavallo era il simbolo particolare di Diomede. In
realtà, la fondazione si dovrebbe agli Osci, passando successivamente
ai Sanniti. Inoltre, la parola Malies (o Malocis), nome probabilmente
osco o sannita, sarebbe all'origine del primo nome della città
che era Maloenton, da cui quello latino di Maleventum o Maluentum. Del
periodo pre-romano la città offre ceramiche e bronzi del secolo
VIII e VII. Per la prima volta nella storia romana nel 314 a.C., Maleventum,
definita a proposito della prima guerra sannitica quale fiorente centro
del Sannio Meridionale. Nei suoi pressi, le legioni di Papirio Cursore
e di Bibulco sconfissero, nel corso della seconda guerra sannitica,
le truppe sannitiche. Nelle vicinanze della città, nel 297 a.C.,
il console romano Publio Decio Mure, avrebbe sconfitto durante la terza
guerra sannitica gli Apuli, impedendo in tal modo il ricongiungimento
con i Sanniti. Nel 275 a.C., i Romani vinsero Pirro, venuto in Italia
con i suoi elefanti: questo fatto si dimostrò fondamentale per
lo sviluppo della città. Per assicurarsi il possesso di Benevento,
vennero dedotti nel 268 a.C. il primo stanziamento di coloni romani
con diritto latino. A quest'epoca risale il nome di Beneventum, mutuato
da Maleventum, considerato di cattivo augurio. Durante la seconda guerra
punica, vennero combattute due battaglie decisive: nel 214 a.C. il generale
cartaginese Annone fu sconfitto da T. Gracco; nel 210 a.C., il campo
di Annone venne assalito e preso dal console Q. Fulvio. Nel 209 a.C.
fu una delle diciotto colonie latine a somministrare contingenti di
uomini e denaro per la continuare la guerra. L'importanza della città
crebbe con la realizzaione della via Traiana, nuovo traccaito della
via Appia. Nell'86 a.C., i Romani la elevarono al rango di municipium.
Verso la fine della Repubblica, Benevento viene descritta come una delle
città più floride del Meridione. Augusto, nel 42 a.C.,
vi deduce una nuova colonia, mentre da Nerone viene dedotta una terza
colonia, che prende il nome di Concordia, come è documentato
anche nelle iscrizioni del regno di Settimio Severo: Colonia Julia Augusta
Concordia Felix Beneventum. Adriano poi la unì alla Campania.
Benevento trasse particolari benefici dall'essere situata su una importante
arteria di comunicazione quale era al tempo la via Appia. Vi confluivano
la vecchia via Latina e la via Egnazia. Traiano la scelse quale punto
di partenza per la via che prese il suo nome. Fu così che per
tutto il III e IV secolo d.C. la città prosperò in modo
particolare, arricchendosi di numerosi e splendidi monumenti. In quel
periodo fu la città più popolosa del Meridione dopo Capua.
Sede vescovile a partire dal IV-V secolo, fu quasi interamente distrutta
da un terribile terremoto nel 369 d.C., segnando il suo lento ed inesorabile
declino, favorito anche dalla crisi dell'Impero romano d'Occidente.
Nel 410 d.C., subì l'invasione dei Visigoti e nel 455 quella
dei Vandali. Poco tempo dopo, si verificò la caduta dell'Impero
Romano d'Occidente. Nel 490 d.C. fu presa dai Goti, nel 536 o 537 liberata
da Belisario e nel 545 conquistata e saccheggiata da Totila. Nel 571
i Longobardi vi fondorono il ducato di cui Zottone fu il primo duca
fino al 591. L'ultimo fu Arechi II, genero di re Desiderio, dal 778
al 787. Protetto dalla sua grandezza, dalla situazione appartata e dalle
difficoltà di portarvi e sostenervi guerra, il ducato si mantiene
incolume davanti alla minaccia dei Franchi e lo stesso Carlo Magno è
costretto ad arrestarsi ai suoi confini. Nell'840, dopo la morte violenta
di Sicardo, il dominio fu diviso nei due principati di Benevento e Salerno
e nella contea di Capua. Seguì la serie dei principi indipendenti
di Benevento da Radalgisio a Landolfo VI. Nel 969, papa Giovanni XIII
innalzò Benevento a Chiesa metropolitana. Il principato finì
nel 1053 con la battaglia di Civitella sul Fortore e la presa di Benevento
da parte di Riccardo I di Aversa e Roberto il Guiscardo. Nel 1077, Enrico
III la cedette alla Chiesa. Fu per qualche anno in mano ai Normanni
(1078 - 1081), rimanendo poi per secoli un'enclave pontificia nel Regno
di Napoli, governata da rettori papali, pur fra alterne vicende: vi
furono infatti tentativi di conquistarla da parte di Federico II e Manfredi
di Svevia, che qui rimase ucciso in una battaglia contro Carlo d'Angiò.
Fu sottratta alla Chiesa durante le lotte tra Angioini e Aragonesi.
Nel 1458, papa Callisto III, alla vigilia della sua morte, crea il nipote
Pedro Luís duca di Benevento, infeudazione illusoria, in quanto
la città è saldamente tenuta da re Ferrante. Alessandro
VI, per non essere da meno, confermando a Federico d'Aragona l'investitura
del regno di Napoli, nel 1497 l'ottiene per il figlio Giovanni, già
duca di Gandia, principe di Tricarico, conte di Garinola e di Claromonte,
nonché Gonfaloniere della Chiesa. Benevento fu poi turbata dalle
lotte intestine sorte tra la fazioni di Castello e quella della Fragola
(Fravola), concluse con la pace del 1530. Nel Seicento, però,
pestilenzie, carestie e terremoti annientarono gli sforzi compiuti e
impoverirono sempre più la città. Benevento ritrova serenità
sotto il papa, salvo un breve assedio operato dagli spagnoli dal 4 settembre
al 28 settembre 1633. Nel 1688 fu distrutta da un terremoto. Si salvò
dalle rovine del suo palazzo il cardinale arcivescovo Orsini, il futuro
Benedetto XIII, che non solo ricostruì la città, ma ne
incrementò tutte le attività. Nel 1702, Benevento fu però
squassata da un nuovo cataclisma e il Pastore non desisté dalla
sua opera, tanto da essere celebrato come Alter Conditor Urbis ("nuovo
fondatore della città"). Con l'arrivo in Italia di Napoleone
Bonaparte nel 1798, Benevento fu dapprima occupata da Ferdinando IV
di Borbone. In seguito, Napoleone la fece sede di un nuovo principato,
retto dal Talleyrand (1806). Tornata alla Chiesa con la Restaurazione,
nel 1860 i garibaldini del patriota Salvatore Rampone la sottrassero
al dominio pontificio, e fu così annessa al nascente Regno d'Italia.
Cominciava così una nuova vita per la vetusta città, che
riprendeva nel Mezzogiorno d'Italia la sua funzione, sviluppandosi notevolmente
nel suo complesso urbano ed abbellendosi di edifici interessanti e di
bei monumenti, progredendo nell'agricoltura, specie nella coltivazione
dei tabacchi e dei cereali, nelle famose industrie dolciarie, meccaniche,
dei liquori, del legno, dei laterizi, nei suoi floridi commerci, nelle
istituzioni assistenziali e culturali. Né tale fervore poteva
essere spento dall'immane distruzione del secondo conflitto mondiale,
allorché la cittadinanza diede tale prova di coraggio e di abnegazione,
da meritare la Medaglia d'Oro al Valor Civile (15 giugno 1967). La città
fu bombardata dagli Alleati nel 1943: duemila abitanti morirono e oltre
la metà della città rimase distrutta. Ingenti danni furono
poi causati da un'alluvione nel 1949. Da allora ad oggi Benevento si
è notevolmente espansa, ed è tuttora oggetto di grandi
interventi di riqualificazione.
DA
VEDERE
Il centro storico di Benevento si trova su un'altura fra il corso dei
fiumi Calore e Sabato, digradante verso la loro confluenza, ad ovest.
È attraversato da un asse viario principale costituito dal Corso
Dante e dallo spazioso Corso Garibaldi, sul quale si aprono alcune piazze
(Cardinal Pacca, Duomo, Orsini, Roma, Matteotti). Nel punto più
alto si trova il castello, la Rocca dei Rettori. Nei due corsi confluisce
un'irregolare rete di vicoli, nella quale sono distinguibili alcuni
rioni storici, fra cui i medievali Piano di Corte e Triggio, situati
rispettivamente all'estremo nordorientale e sudoccidentale. I longobardi
eressero una cinta muraria che includeva tutta la zona, della quale
oggi rimangono oggi solo alcuni tratti. L'acropoli di Benevento conserva
una cospicua quantità di monumenti, di cui i principali sono
posti su Corso Garibaldi.
ZONA
NUOVA DEL CENTRO CITTADINO
La zona nuova del centro cittadino sorge ad est del centro storico,
continuando la salita della stessa collina. Lo attraversano due lunghi
viali alberati: Viale Antonio Mellusi, costruito nel dopoguerra, e Viale
Atlantici, prosecuzione ideale di Corso Garibaldi, completato nel 1932
su progetto dell'ingegnere Gennaro De Rienzo e dedicato ai "Trasvolatori
Atlantici". All'inizio dei due lunghi viali si trovano, ripettivamente:
la grande Piazza Risorgimento, in cui si trova la sede della Banca d'Italia
e si tiene il mercato della frutta; e Piazza IV Novembre, su cui si
apre l'ingresso della rinomata Villa Comunale. Il quartiere è
costituito principalmente da palazzi, ingentiliti da molto verde. Risalendo
Viale Atlantici si trovano la sede della Soprintendenza ai Beni Archeologici
(nell'ex convento di San Felice), il Seminario Arcivescovile, la Scuola
Allievi Carabinieri. Circa a metà del viale, sulla destra vi
è un crocefisso posto nel XIX secolo. Nel quartiere si trova
inoltre il Teatro-Auditorium Nicola Calandra. I viali Mellusi ed Atlantici
ad est si ricongiungono portando ad un un piazzale sopraelevato, dove
si trova il Convento dei Cappuccini.
ARCO
DI TRAIANO
È non solo il massimo monumento della città, ma uno dei
migliori esemplari dell'arte traianea ed il più insigne arco
onorario romano. Ha un solo fornice. Fu eretto, come attesta l'iscrizione
ripetuta sull'attico delle due fronti, dal senato e dal popolo romano
nel 114 all'inizio della nuova via Traiana, per ricordare ed esaltare
il governo dell'optimus princeps, e terminato nel 117. I piloni sono
decorati con bassorilievi; in particolare la faccia dei piloni rivolta
verso la città presenta scene di pace, l'altra scene militari.
L'Arco fu inserito nel medioevo nella cinta di mura della città,
della quale costituì la Porta Aurea.
PONTE
LEPROSO
Il Ponte Leproso era l'attraversamento sul fiume Sabato tramite il quale
la via Appia arrivava in città. Restaurato sotto Settimio Severo
e Marco Aurelio Antonino, fu più volte rimaneggiato nel corso
dei secoli. Allo stato attuale ha quattro arcate. Chiamato originariamente
Ponte Marmoreo, deve probabilmente il nome attuale ad un vicino lebbrosario
del Medioevo. Nelle sue vicinanze sorge l'antico cimitero di Santa Clementina.
TEATRO
ROMANO
Il nuovo prevalere, sulla severa arte traianea, delle correnti elleniche
promosse da Adriano trovò in Benevento il suo documento aulico
nel grandioso Teatro, dalla scena che si stagliava preziosa di marmi
policromi verso il virgiliano Taburno, dalla cavea candida e luminosa,
dagli atri scintillanti di mosaici e di stucchi. Fu costruito sotto
l'imperatore Adriano (inaugurato nel 126) ed ingrandito da Caracalla
tra il 200 e 210. Realizzato in opus latericium, ricorda il Teatro di
Marcello di Roma. Misura 90 metri di diametro e può contenere
circa 10.000 spettatori. Si è perso gran parte del rivestimento
marmoreo; sono giunti fino a noi la cavea, la scena, il primo e parte
del secondo dei tre ordini di arcate.
CHIESA
DI SANTA SOFIA
La chiesa di Santa Sofia è un edificio longobardo che risale
circa al 760, di piccole proporzioni: si può circoscrivere con
una circonferenza di diametro 23,50 m. Si tratta di una delle chiese
più importanti della Langobardia Minor giunta fino ai giorni
nostri, notevole soprattutto per la sua originalissima pianta stellare
e la disposizione anomala dei pilastri e delle colonne (un esagono circondato
da un decagono). Fu quasi completamente distrutta dal terremoto del
1688 e ricostruita in forme barocche per volere dell'allora cardinale
Orsini di Benevento (poi divenuto papa Benedetto XIII). Le forme originarie
furono nascoste, e furono riscoperte solo con il discusso restauro del
1951. La chiesa è parte di un più ampio complesso monumentale
di cui fanno parte l'ex monastero, ora sede del Museo del Sannio, il
campanile settecentesco e la fontana al centro della piazza, che si
affaccia sul Corso Garibaldi.
DUOMO
Sorto nel 780, fu ampliato nel XII secolo: a quell'epoca risale la facciata
in stile romanico pisano, a tre portali, sormontate da un ordine di
arcate e da una loggia. Il massiccio campanile in stile gotico è
invece del 1280. Nel XVIII secolo il Duomo fu ulteriormente arricchito.
Fu quasi completamente distrutto durante i bombardamenti alleati del
1943: ne rimasero soltanto il campanile, la facciata e la Cripta con
i suoi affreschi, nonché la porta di bronzo del XII secolo, la
Janua Major, composta da 72 formelle con bassorilievi (citata tra l'altro
nel film Hannibal con Anthony Hopkins), recentemente restaurata. Il
Duomo attuale, ricostruito nel dopoguerra, ha 5 navate. Sono in corso
lavori di ripristino dell'aspetto antecedente la distruzione del 1943.
PARCHI
La Villa Comunale, all'estremità più elevata del centro
storico, fu realizzata fra il 1875 ed il 1880 su progetto di Alfredo
Dehnardt. È assai armoniosa nelle sue linee strutturali, che
assecondano la conformazione naturale del luogo. Le aiuole sono ornate
da busti di illustri personaggi sanniti: è notevole il monumento
al patriota Salvatore Rampone, realizzato dallo scultore Nicola Silvestri
nel 1925. La flora del luogo è costituita da alberi secolari,
pini, cedri ed ippocastani. Bello il laghetto, con cigni e varie specie
di pesci.
I giardinetti Francesco Pepicelli si trovano all'estremità alta
del viale Atlantici. Abbelliti negli anni Novanta, sono un belvedere
che guarda sulla zona bassa della città, e sulla vallata del
Sabato. Costeggiano un quadrivia oltre il quale si trova la caratteristica
chiesetta dell'Angelo, di recente restaurata.
Fido park è l'unico parco giochi per cani in Campania, inaugurato
il 22 settembre 2007.
MUSEI
Il principale museo di Benevento è il Museo del Sannio, allestito
nella Rocca dei Rettori, che ospita la sezione storica, e nel chiostro
della chiesa di Santa Sofia: qui si trovano importanti reperti di epoca
sannitica, romana, longobarda, e una serie di opere d'arte dei secoli
dal XVI al XX; inoltre una raccolta numismatica e di volumi e documenti
antichi.
Il
Museo Diocesano è una raccolta di quanto è stato possibile
salvare dalla distruzione del duomo di Benevento durante la seconda
guerra mondiale. È situato nella sua cripta, che in realtà
è la prima chiesa su cui poi fu elevata la cattedrale. Oltre
a conservare antichi affreschi, ospita la cattedra vescovile detta di
San Barbato, e quanto rimane dei tumuli dei principi longobardi una
volta situati in piazza Duomo.
Il
Museo d'Arte Contemporanea Sannio (ARCOS), inaugurato il 25 giugno 2005,
si trova nel piano seminterrato del Palazzo del Governo; oltre a possedere
un'esposizione permanente, organizza periodicamente mostre tematiche
con opere dei grandi dell'arte contemporanea. Vi sono esposizioni anche
al Palazzo Paolo V.
Infine,
è da poco aperto il Musa (Museo della tecnica e del lavoro in
agricoltura), nella contrada di Piano Cappelle. Oltre a ricostruzioni
degli ambienti di una casa contadina, esso è principalmente una
mostra dei macchinari usati in agricoltura nel corso della storia.
GASTRONOMIA
Cucina: i primi piatti sono a base di pasta (condita con sugo di agnello
o ragù). Tipici di tutto il Sannio sono i cecatielli, le lasagne,
i cavatelli con i broccoli, le fiavole preparate con pasta sfoglia con
ripieno di uova e formaggio e i panzerotti di San Giuseppe (a base di
pasta sfoglia con ripieno di ceci e cannella). Altri piatti tipici sono
il mugniatiello, involtino a base di fegato, polmone, prezzemolo, aglio,
avvolti con budella di agnello e di legumi, preparati in vari modi,
e il natalizio cardone, a base di germogli di carciofo opportunamente
trattati.
Liquori: liquore Strega, nocino, lacrime di Bacco.
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 61.791 (M 29.459, F 32.332)
Densità per Kmq: 475,5
CAP 82100
Prefisso Telefonico 0824
Codice Istat 062008
Codice Catastale A783
Denominazione
Abitanti beneventani
Santo Patrono San Bartolomeo
Festa Patronale 24 agosto
Numero
Famiglie (2001) 20.681
Numero Abitazioni (2001) 23.043
ETIMOLOGIA
In passato la città era chiamata Maluentum, poi diventato Maleventum,
con il significato di "città di montagna", "terra
di greggi". Quando fu conquistata dai romani, poiché quest'ultimi
associavano il nome a malus (cattivo) lo sostituirono con bene, da qui
Beneventum.
Il Comune di Benevento fa parte di:
Regione Agraria n. 5 - Colline di Benevento
Associazione delle Città d'Arte e Cultura (CIDAC)
Associazione Nazionale Città del Vino
Comuni Confinanti
Apollosa, Castelpoto, Foglianise, Fragneto Monforte, Paduli, Pesco Sannita,
Pietrelcina, San Leucio del Sannio, San Nicola Manfredi, Sant'Angelo
a Cupolo, Torrecuso
Musei nel Comune di Benevento
Museo del Sannio (Sezione arte e archeologia)
Museo del Sannio (Sezione storica)
Castelli
e Fortificazioni
Rocca dei Rettori
Monumenti
beneventani
Arco di Traiano
Chiese
e altri edifici religiosi beneventani
Chiesa di San Bartolomeo
Santuario Maria Santissima delle Grazie :: Frati Minori Francescani
Chiesa di Santa Sofia
Teatri
Teatro Comunale V. Emanuele
Teatro Calandra
Stadi
di Calcio
Stadio Comunale S. Colomba