Battipaglia
è un comune di 50.942 abitanti della provincia di Salerno posto
al centro della piana del Sele, alle pendici dei Monti Picentini. Il
26 giugno 2008 con Decreto del Presidente della Repubblica è
stato concesso il Titolo di città.
Sorta
alle pendici della collina Castelluccia, in zona pianeggiante solcata
dal fiume Tusciano, è posta all'incrocio della Strada Statale
18 Tirrena Inferiore con la Strada Statale 19 delle Calabrie.Il territorio
comunale è composto da una parte collinare occupata dalle propaggini
dei Monti di Eboli, e da una parte della piana del Sele occupata dall'unica
frazione Santa Lucia Inferiore e dalle località Aversana, Fasanara,
Idrovora, Lido Lago, Monteleone, Parco Russo, San Emilio, San Gaetano,
San Luigi, San Mattia, Santa Rosa, Spineta, Taverna, Tempa delle Craste,
Torre dei Mussi, Verdesca, Villa Lisa, e terminante con una litoranea
attraversata dalla SP 175.
ORIGINI
E STORIA
Ufficialmente nata come "colonia agricola" nel 1858, pur avendo
origini risalenti all'XI secolo, Battipaglia rappresentò il migliore
auspicio all'idea di bonifica delle aree paludose e malariche, trasformando
la Piana del Sele in una delle zone più fertili e industriose
del Sud. Il toponimo compare in un documento di Roberto il Guiscardo
del 1080 in cui si confermava il possesso dei terreni tra il Sele e
il Tusciano alla Chiesa di Salerno. Battipaglia divenne Comune autonomo
con Regio Decreto il 28 marzo 1929 costituito da parti dei comuni di
Eboli e Montecorvino Rovella dall'impegno di Alfonso Menna, dirigente
degli affari generali del Comune di Salerno. Distrutta quasi completamente
dai bombardamenti del 1943, Battipaglia fu ricostruta in tempi brevi,
grazie alla tenacia dei suoi abitanti e alle risorse del territorio.
"Terra Promessa", a cui affluirono sempre più numerose
dall'entroterra correnti migratorie, nel miraggio di un lavoro, conobbe
un incredibile incremento demografico tra il 1951 e il 1960, superando
più del doppio quello del vicino comune di Eboli, di cui era
stata frazione. Da colonia agricola a comune rurale, a città
nuova, nel 1960 Battipaglia divenne polo di sviluppo industriale. Alle
tradizionali industrie di trasformazione dei prodotti agricoli, si affiancarono
industrie siderurgiche e di apparecchiature elettriche a ciclo continuo.
Nel 1953, il sindaco in carica, Lorenzo Rago, venne rapito e mai più
ritrovato. Il 9 aprile del 1969 si ebbero gravi incidenti a Battipaglia,
al diffondersi della notizia della decisione di chiudere due aziende
storiche come la manifattura dei tabacchi e lo zuccherificio. Per la
città è una tragedia, dal momento che metà della
popolazione vive su queste due fabbriche, sulle coltivazioni e sull'indotto.
La chiusura di queste aziende significherebbe quindi disoccupazione
e miseria. Vengono indette manifestazioni di protesta e cortei, e lo
scontro con le forze dell'ordine è drammatico. L'assedio dei
dimostranti diventa un attacco, e la polizia perde la testa e spara
sulla folla uccidendo due persone: Raffaele Citro, operaio tipografo
di 19 anni, e Teresa Ricciardi, insegnante in una scuola media di Eboli,
che viene raggiunta al petto da una pallottola mentre è affacciata
alla finestra di casa sua. Le cariche della polizia si susseguono per
tutto il pomeriggio, ed in tutto si contano 200 feriti (di cui 100 da
arma da fuoco) fra i dimostranti, e 100 tra i membri delle forze dell'ordine.
Il giorno seguente la gente scende in piazza inferocita, blocca ferrovie,
strade e autostrade, dalle 17 alle 22 la città è in mano
a tremila dimostranti, che devastano la stazione, incendiano il municipio,
danno fuoco a duecento auto e poi assediano il commissariato di polizia
e la caserma dei carabinieri. A Roma arriva invece la notizia che ci
sono stati cinquanta morti e, temendo una insurrezione generale, viene
subito trovato un accordo per la riapertura delle due aziende. In linea
con i tempi, si guardò alle trasformazioni dell'età post-industriale,
con insediamenti ad alta tecnologia, dai cavi elettrici alle fibre ottiche,
alle telecomunicazioni. Venne realizzandosi, nel territorio di Battipaglia,
"una felice coesistenza di poli agro-alimentari, collegati alla
vocazione agricola della Piana del Sele e produzioni ad elevato contenuto
tecnologico, con un denominatore comune, rappresentato dall'innovazione
e dal miglioramento continuo". Nel 1986 Battipaglia fu segnalata
tra i cento comuni di Italia che, per il progresso economico e civile
conseguito, avevano contribuito a rendere più grande l'Italia
nella storia dei quarant'anni della Repubblica. Battipaglia rappresenta
"una storia per molti versi emblematica di un lungo ed arduo cammino
contrassegnato dalla tenace laboriosità di generazioni e generazioni,
che hanno saputo costruire con il lavoro ed il sacrificio una società
e un piccolo mondo fondati sul progresso economico civile".
Ritrovamenti
archeologici
Loc. Arenosola: Necropli del VI-V sec. a.C. e IV-III sec. a.C.
Loc. San Giovanni: Villa romana del I-III se. a.C. tratto della strada
romana Popilia e necropoli.
Loc. Spineta: Villa romana del I-III sec. a.C.
Castelli,
torri
Castelluccio: Menzionato nel documento sopracitato del 1080, fino al
XII fu proprietà della Chiesa di Salerno. Divenne possesso del
Conte Marcoaldo e concesso successivamente all'Ordine Teutonico da Federico
II di Svevia. Nel 1251 tornò alla Chiesa di Salerno. Acquistato
nel 1612 dai Doria, passò nel 1638 al Marchese Giulio Pignatelli.
Torre sul Tusciano: Costruita nel 1563 insieme ad altre sei torri da
Salerno ad Agropoli, come sistema difensivo lungo la litoranea.
Monumenti,
targhe
Passo di San Mattia: tabella daziaria del 14 agosto 1697, situata in
loc. Aversana su l'antica dogana ducale di Eboli.
Busto dedicato a Ferdinando II di Borbone, re delle due Sicilie, situato
in Piazza della Repubblica
Luoghi
di culto di interesse storico
Chiesa di Santa Lucia: sorge nell'omonima località. È
menzionata per la prima volta in un documento del 1140.
Chiesa dell'Aversana: edificata nel 1600 circa.
San Mattia: complesso monastico altomedievale fondato da Guaimario IV.
ECONOMIA
Attivo il settore industriale soprattutto nella produzione di plastica
e fibre ottiche.
Molto importanti anche le aziende del settore alimentare, in particolar
modo attive nella produzione di latticini come la mozzarella di bufala,
prodotto tipico campano.
LA
MOZZARELLA DI BUFALA
La mozzarella di bufala è un prodotto caseario italiano, prodotto
tradizionalmente in Campania ma attualmente diffuso in altre regioni
del sud Italia.
Il
termine mozzarella deriva dal nome dell'operazione di mozzatura compiuta
per separare dall'impasto i singoli pezzi.
È
spesso definita regina della cucina mediterranea, ma anche oro bianco
o perla della tavola, in ossequio alle pregiate qualità alimentari
e gustative del prodotto.
In
aree specifiche ove le bufale siano allevate con metodi specifici frutto
della tradizione locale, la mozzarella di bufala campana può
assumere le specificazioni di "aversana" o "piana del
Volturno", "pontina", "piana del Sele". La
famiglia Serra di Aversa (CE) è nota come fondatrice della tradizione
campana del XX secolo.
La
mozzarella di bufala campana è prodotta nelle tipiche forme tonde
(in varie pezzature, dal bocconcino di 80-100 grammi alle forme di mezzo
chilo) e a treccia (quest'ultima specialmente nell'agro aversano e nella
piana del Volturno). Esiste anche in versione affumicata, che non va
confusa con la provola.
Un
decreto del Ministero dell'Agricoltura italiano (21 luglio 1998) vieta
l'utilizzo della locuzione "mozzarella di bufala" (anche senza
la dicitura aggiuntiva "campana") per i formaggi a pasta filata
derivati da solo latte di bufala che però non siano soggetti
al disciplinare della DOP, ai quali è consentito indicare esclusivamente
anche nello stesso campo visivo la denominazione di vendita
"mozzarella" unitamente alla specificazione "di latte
di bufala" a condizione che i singoli termini "mozzarella"
e "latte di bufala" vengano riportati in caratteri di uguale
dimensione e che tra il termine "mozzarella" e la successiva
specificazione "di latte di bufala" compaia l'indicazione
di un nome di fantasia o del nome, o ragione sociale, o marchio depositato
del fabbricante.
Questo
anche se il prodotto è realizzato solo con latte di bufala intero,
senza aggiunta di latte di altri animali, ancorché il latte provenga
dai comuni di cui al DPCM 10/05/1993.
V'è
differenza, dunque, tra mozzarella di bufala e mozzarella da latte di
bufala.
È
configurabile il reato di frode nell'esercizio del commercio qualora
venga consegnata all'acquirente mozzarella qualificata come "bufala
campana d.o.p.", la quale sia stata prodotta, anche se solo in
parte, con latte bufalino surgelato anziché fresco, dovendosi
ritenere obbligatorio, per il detto tipo di alimento, l'impiego esclusivo
di latte fresco, come è dato desumere dal disposto, di cui all'art.3
del relativo disciplinare di produzione approvato con il citato d.p.c.m.
del 1993, nella parte in cui stabilisce che "il latte deve essere
consegnato al caseificio entro la sedicesima ora dalla mungitura".
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 50.359 (M 24.772, F 25.587)
Densità per Kmq: 891,9
CAP 84091
Prefisso Telefonico 0828
Codice Istat 065014
Codice Catastale A717
Denominazione
Abitanti battipagliesi
Santo Patrono Santa Maria della Speranza
Festa Patronale prima domenica di luglio
Numero
Famiglie (2001) 16.242
Numero Abitazioni (2001) 18.264
Etimologia
(origine del nome)
Formato dall'unione di un verbo e di un sostantivo, si riferisce all'antica
usanza dei contadini di "battere" la loro paglia in un cortile
pubblico.
Il Comune di Battipaglia fa parte di:
Regione Agraria n. 17 - Piana del Sele
Comuni Confinanti
Bellizzi, Eboli, Montecorvino Rovella, Olevano sul Tusciano
Chiese e altri edifici religiosi battipagliesi
Santuario Santa Maria della Speranza :: Padri Stimmatini