Acerra
è un comune di 53.561 abitanti della provincia di Napoli. È
il secondo comune della provincia di Napoli per estensione territoriale
(dopo Giugliano in Campania) escludendo il capoluogo; confina con la
provincia di Caserta. È collegata direttamente all'autostrada
A1, A30, A16 e A3 tramite l'Asse Mediano, quello di Supporto e la diramazione
dell'Asse Mediano 162 Dir. Acerra - Centro Direzionale. Prossimamente
inizieranno i lavori per l'uscita autostradale di Maddaloni (A30): anche
questo svincolo servirà direttamente Acerra e la zona archeologica
di Suessula con il costruendo parco naturalistico. Sul territorio comunale
insistono due zone industriali: Acerra e Pomigliano d'Arco. Lo stabilimento
dell'Alfa Romeo è ubicato per un terzo nel territorio comunale
di Acerra, come si può evincere dalla piantina posta all'entrata
del suddetto stabilimento automobilistico. La città è
servita da due stazioni ferroviarie: quella di Trenitalia e quella della
Circumvesuviana. Acerra è uno dei pochi comuni della Provincia
di Napoli ad avere soluzioni di continuità con i comuni confinanti
e la maggioranza del territorio non è urbanizzata. Pur avendo
un ubicazione felice, lo sviluppo del terziario avanzato non passa per
Acerra; alcuni accusano le grandi catene della distribuzione di preferire
altre aree già fortemente urbanizzate, a costo di compromettere
la situazione viaria, per un mero interesse di parte. L'odierno comune
comprende, oltre le frazioni di Gaudello e Pezzalunga, anche l'antichissima
città distrutta di Suessula, che fa parte integrante del territorio
comunale. La zona occidentale è tra le più fertili della
penisola italica, così come decantato dai poeti latini come Virgilio.
La fertilità del suolo è dovuta alla sua origine da formazioni
piroclastiche (dalle ceneri vulcaniche delle eruzioni) e alla presenza
di acque sotterranee (falda acquifera poco profonda e sorgenti minerali).
L'attività economica tradizionale è quella agricola (produzione
di ortaggi, frutta, e soprattutto fagioli cannellini, cachi e patate
precoci), anche se parte della popolazione è ormai impiegata
nel terziario. Il Ptcp della provincia di Napoli la definisce zona industriale.
Grandi speranze di un decollo economico erano nate quando la Montefibre
vi aveva installato una fabbrica di fibre poliesteri che ha visto poi
ridurre i livelli occupazionali. Recentemente grandi polemiche sono
nate in conseguenza della decisione di costruire ad Acerra un inceneritore
per lo smaltimento dei rifiuti, in prossimità dell'area archeologica
di Suessula. L'insediamento di tale impianto aggrava infatti una situazione
in alcune zone già fortemente compromessa a causa delle discariche
abusive gestite dalla criminalità organizzata e non solo. Per
cercare di contribuire alla soluzione del problema rifiuti nel gennaio
2008 è stato presentato a tal proposito un piano per la raccolta
differenziata porta a porta nel comune, ma mai decollata. Bisogna infatti
ricordare che sul territorio insistono ben 2.000 aziende agricole, non
tutta la campagna acerrana è inquinata. La superficie compromessa,
a detta degli esperti, è di 6 Km quadrati a fronte dei 54 km
quadrati complessivi del comune. Che incidono però, sull'intero
territorio sia dal punto di vista ambientale che economico, i prodotti
agricoli sono difficilmente collocabili, perché ritenuti a torto
o a ragione inquinati. Secondo una recente ricerca medica, malattie
gravi (quali il cancro) e altre patologie correlate, hanno un'incidenza
tre volte maggiore nella zona compresa nel triangolo: Acerra, Marigliano,
Nola, rispetto alla media europea.
ETIMOLOGIA
Di origine etrusca, deriva dal nome Acerrae, così come è
testimoniato da Plinio, secondo alcuni collegato al termine sacro Acerrae
che significa "navetta con l'incenso", secondo altri collegato
invece al nome greco Acherrai, o al nome di fiume (in greco Acqueron)
perché la zona era paludosa e soggetta ad inondazioni.
ORIGINI
E STORIA
La città, fra le più antiche della Campania,abitata sin
dall'epoca preistorica, per la presenza di ricca vegetazione e fauna,
e numerosi corsi d'acqua. In base a recenti ricerche archeologiche probabilmente
fu fondata dagli Ausoni, in seguito fu chiamata dagli Osci Akeru (Acerrae
è il nome latino), e fece più tardi parte della Dodecapoli
etrusca della Campania. Nel 332 a.C. ricevette per prima nelle province
romane la civitas sine suffragio, ossia la cittadinanza romana senza
diritto di voto. Rimase fedele a Roma durante la seconda guerra punica
e fu assediata nel 216 a.C. da Annibale che la distrusse parzialmente.
Fu ricostruita nel 211 a.C.. Durante la guerra sociale fu nuovamente
assediata da Papio Mutilo, ma fu difesa dal console Lucio Giulio Cesare.
Divenne Municipium e nel 22 a.C. sotto l'Imperatore Augusto divenne
colonia per i veterani. Alcune iscrizioni pervenuteci attestano l'esistenza
di culti e forse di templi dedicati a Iside, Serapide ed Eracle. La
presenza di un anfiteatro era stata ipotizzata al di sotto del Castello,
ma sotto le antiche scuderie si sono rinvenute tracce delle strutture
di un teatro risalente al II secolo a.C.. Fu dominio longobardo, con
la costruzione di un castello (826), poi distrutto da Bono, Duca di
Napoli. Fu quindi saccheggiata dai Saraceni intorno all'881. In seguito
divenne dominio normanno: il castello fu ricostruito e la città
divenne contea normanna. Ad essa appartenevano molti casali tra cui
quello di Pomigliano d'Arco, Marigliano, Mariglianella,Ottaviano, (fatti
rientrare oggi nell'area Nolana) e Licignano (oggi frazione di Casalnuovo
di Napoli). Tra i conti di Acerra occorre ricordare i Di Medania: di
questa famiglia fu Sibilia, che sposò Tancredi Re di Napoli.
Acerra è anche sede vescovile, istituita come tale proprio dai
Normanni. Sotto il dominio di Svevi, Angioini e Aragonesi ne furono
feudatari Tommaso d'Aquino, gli Origlia, i Del Balzo Orsini e dal 1496
i De Cardenas, fino al 1812. Essendo il territorio di Acerra frequentemente
inondato dall'antico fiume Clanio e quindi poco salubre, la zona rimase
quasi del tutto disabitata. A partire dal XVIII secolo una serie di
imponenti bonifiche - come la costruzione di canali per il deflusso
delle acque - ha migliorato la situazione anche dal punto di vista agricolo-economico,
permettendo alla zona di diventare una tra le più fertili della
Campania: a ciò si deve il notevole aumento della popolazione
e la costruzione di nuovi quartieri. Non a caso i Borbone in località
Calabricito vi fecero erigere un casino di caccia, poiché la
limitrofa zona boscosa era ricca di selvaggina. La città fino
al 1927 fece parte della provincia di Terra di Lavoro. All'indomani
dell'armistizio, oggetto di una spietata e sanguinosa reazione dell'occupante
tedesco che aveva passato per le armi numerosi civili, tra cui anziani
donne e fanciulli, e incendiato gran parte dell'abitato e delle infrastrutture,
affrontava con fierezza le più dure sofferenze e intraprendeva,
poi, con gran coraggio e generoso spirito di solidarietà, la
difficile opera di ricostruzione.
EDIFICI
STORICI E RELIGIOSI
Chiesa
cattedrale più volte rimaneggiata e ricostruita che sorge su
di un tempio romano dedicato a Ercole. Oggi si presenta dopo la sua
ricostruzione avvenuta nel XIX secolo con pianta a croce latina con
tre navate divise da pilastri con grande cupola. La facciata è
di stile neoclassico con otto grandi colonne con capitelli ionici, che
poggiano su un ampio atrio pavimentato in basalto e pietra calcarea,
creando una sorta di scacchiera. Vi sono custodite numerose opere d'arte:
dipinto sull'altare maggiore, raffigurante la "Madonna Assunta"
del 1796, opera di Giacinto Diana,
tela di Giovan Bernardo Azzolino con la "Madonna del rosario",
del XVII secolo,
tela raffigurante "San Girolamo" opera di Fabrizio Santafede
del XVII secolo,
cattedra vescovile con schienale del Cinquecento,
altorilievo della scuola di Giovanni da Nola,
acquasantiera risalente al XVI secolo.
Annessa alla cattedrale vi è l'episcopio o Palazzo vescovile,
dove vi dimorano i vescovi della diocesi.
Chiesa del Corpus Domini del XVI secolo, oggi sede del museo Diocesano.
Chiesa dell' Annunziata del XV secolo che conserva un antichissimo crocifisso
ligneo del XII secolo uno dei pochi rimasti di epoca angioina, una tavola
dipinta quattrocentesca raffigurante l' "Annunciazione", attribuita
a Dello Delli.
Chiesa del Suffragio del XVII-XVIII secolo.
Chiesa di San Pietro XVI-XVII secolo.
Chiesa di San Cuono.
Cappella di Santa Maria delle Grazie, del XVII secolo.
Cappella della Madonna Santissima di Montevergine del XIX secolo.
Sacro seminario fondato nel XVII secolo.
Convento dei padri Domenicani del XVII secolo.
Il "Castello Baronale", distrutto dai Longobardi nell'834,
divenne feudo degli Aquino fino al XIII secolo. Vi dimorò Manfredi
di Svevia come attestato da un documento del 1255. In seguito fu conquistato
dal conte Roberto Sanseverino; entro poi nel possesso di Gurello Orilia
che lo abbelli per ospitare degnamente il consorte della regina Giovanna
II, Giacomo de La Marche. Vi ospito anche il famoso capitano di ventura
Attendolo Sforza. Nel 1421, il castello fu assediato dagli aragonesi,
ma non venne espugnato per la valorosa resistenza degli Acerrani. All'assedio
presero parte i più valorosi capitani di ventura del tempo, per
citarne alcuni: Niccolò Piccinino, Braccio da Montone, Muzio
Attendolo Sforza. Fu implicato nella Congiura dei baroni fu assediato
dal sovrano Aragonese Ferrante I che si impossesso del castello e del
feudo. In seguito appartenne ai de Cardenas, che lo tennero fino al
1806, quando da Napoleone fu abolita la feudalità. Divenne sede
del comune, oggi è sede di numerosi musei. Nelle fondamenta del
lato orientale (scuderie) sono stati rinvenuti i resti di un teatro
romano.
Area Archeologica di Suessula.
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 45.688 (M 22.651, F 23.037)
Densità per Kmq: 844,8 (Censimento Istat 2001)
CAP
80011
Prefisso Telefonico 081
Codice Istat 063001
Codice Catastale A024
Denominazione
Abitanti acerrani
Santo Patrono San Cuono
Festa Patronale 29 maggio
Numero
Famiglie (2001) 13.789
Numero Abitazioni (2001) 15.664
Il
Comune di Acerra fa parte di:
Area Geografica: Regi Lagni
Unione Comuni Valle dell'Antico Clanis
Regione Agraria n. 6 - Piano Campano sud-orientale
Associazione Nazionale delle Città della Nocciola
Città del Fare (Agenzia Locale di Sviluppo)
Località e Frazioni di Acerra
Gaudello, Pezzalunga
Comuni Confinanti
Afragola, Brusciano, Caivano, Casalnuovo di Napoli, Castello di Cisterna,
Maddaloni (CE), Marcianise (CE), Marigliano, Nola, Pomigliano d'Arco,
San Felice a Cancello (CE)
Musei nel Comune di Acerra
Museo della Maschera, del Folklore e della Civiltà Contadina
Castelli
e Fortificazioni
Castello Baronale
Ville
e Palazzi
Palazzo Russo Spena
Palazzo Radice, edificato alla fine del settecento, opera di Michele
Manlio
Chiese
e altri edifici religiosi acerrani
Cappella di Maria Santissima di Montevergine, fondata nel 1855 da Gaetano
Bianco
Duomo dell'Assunta, sede Vescovile
Chiesetta di San Conone
Chiesa e Arciconfraternita Corpus Domini
Chiesa di Santa Maria SS. dell'Annunziata
Chiesa di San Pietro
Chiesa del Suffragio
Cappella rurale di Santa Maria della Grazie.