Rossano
Calabro è un comune di 37.419 abitanti della provincia di Cosenza.
La collocazione geografica di Rossano si individua in quella fascia
più ad est della Piana di Sibari che si estende per 15 km circa
in senso latitudinale, dalle prime alture pre-silane a quella parte
di costa del medio ionio cosentino dell'antica Calabria Citra che guarda
il mare volgendo a nord, affacciandosi sul Golfo di Taranto. Ricadendone
buona parte dei confini interni in ambiti di quota, Rossano fa parte
ed è sede dell'Ente Locale Comunità Montana Sila Greca,
pur essendo gli abitati sorti prevalentemente in corrispondenza dei
più ospitali luoghi prossimi alla pianura. Il territorio comprende
dunque litologie differenti (rocce, argille, sabbie) cui corrispondono
tipi vegetazionali diversi anche se dal punto di vista paesaggistico
ciò che colpisce l'osservatore è la dominante presenza
ambientale di culture arboree (uliveti secolari e non, agrumeti e frutteti
vari), ma in zone vicine alle spiagge si notano pioppeti mentre in un
particolare areale spicca la presenza di ben due querce (robur e virgiliana)
già inserite nel catalogo degli alberi monumentali d'Europa.
ETIMOLOGIA
Deriva dal nome latino di persona Roscius con l'aggiunta del suffisso
-anus che indica possesso.
STORIA
Rossano trae il suo nome dal greco "rusion" (che salva) e
"acron" (promontorio, altura) da cui derivano le versioni
medioevali Ruskia o Ruskiané o Rusiànon;
ovvero dal latino Roscius, nome della famiglia romana alla
quale potrebbe essere stato affidato il governo del Castrum
e che avrebbe dato il nome di Roscianum al centro urbano.
Fondata probabilmente dagli Enotri intorno al XI secolo a.C., passò
sotto il controllo magno-greco (VII-II sec. a.C.) e successivamente,
grazie alla sua naturale conformazione di città fortezza, divenne
l'avamposto romano nel controllo della Piana di Sibari e nell'infruttuoso
tentativo di conquista dei territori montuosi della Sila, allora occupati
dai Bruzi. Nel II sec. l'imperatore Adriano vi costruì, o più
probabilmente ricostruì, un porto capace di accogliere 300 navi.
Tra il 540 ed il 1059 Rossano visse una fase di grande splendore sociale,
artistico e culturale sotto il dominio dei Bizantini: la sua posizione
strategica la rese appetibile meta di conquista da parte di numerosi
invasori (Visigoti, Longobardi, Saraceni) ma non fu mai espugnata. Importante
centro politico-amministrativo nonché capitale dei possedimenti
dell'Impero di Bisanzio, in qualità di centro militare nel 951-952
fu sede dello Stratego e si guadagnò il titolo, ancor oggi in
uso, de "La Bizantina". Le numerose testimonianze artistiche
ed architettoniche di quel periodo le valsero inoltre l'appellativo
di "Ravenna del Sud". Nei
secoli successivi passò prima sotto il dominio dei Normanni (1059
1190) e poi degli Svevi (1190 - 1266) conservandosi città
regia e quindi libera Università, fino a diventare feudo degli
Angioini (1266 - 1442), degli Aragonesi (1442 1504) e degli Spagnoli
(1504 - 1714), quindi degli Austriaci (1714 1738) ed infine dei
Borbone (1738 1860). Le famiglie che si avvicendarono alla guida
della città furono i Ruffo, i Marzano, gli Sforza di Milano,
gli Aldobrandini di Firenze e i Borghese di Roma; Bona Sforza d'Aragona,
Regina di Polonia e Granduchessa di Lituania, dal 1524, in successione
di sua madre Isabella, fu anche Principessa di Rossano e Duchessa di
Bari. Lintenso
sfruttamento di queste epoche determinò dapprima il ristagno
delleconomia rurale (incentrata principalmente sullolivicoltura)
e successivamente lisolamento e la periferizzazione della città.
Ciononostante Rossano continuò a svilupparsi urbanisticamente
ed ad arricchirsi di nuove e significative presenze: sorsero numerosi
grandi palazzi gentilizi, chiese, monasteri, casini, masserie e torri
costiere (in primis Torre Sant'Angelo), lOspedale di San Giovanni
di Dio o dei Fatebenefratelli. Dai primi del '500 alla metà del
'700, Rossano rinnovò il suo ruolo di Città di Cultura:
presero vita numerose associazioni culturali, assistenziali e sociali,
si affermarono due Accademie (quella dei Naviganti e quella degli Spensierati)
note a livello nazionale; sorse il teatro Nazionale Amantea poi Paolella.
Inoltre, sulla scorta di quanto iniziato secoli prima da San Nilo proliferarono
le istituzioni religiose (tra le quali il Seminario Diocesano, 1593).
Alla
fine del XVII secolo, Rossano entrò a far parte della breve esperienza
della Repubblica Napoletana (1799) e durante il decennio francese (1806
- 1815) ritornò ad essere Città Regia svincolata dal feudalesimo,
ma a causa del terremoto del 1836 e di varie epidemie che la colpirono
subì un forte declino economico, protrattosi, passando anche
per il brigantaggio, sino all'Unità d'Italia. Cionondimeno divenne
Capoluogo di Distretto (28 Comuni), sede di Sottointendenza, Capoluogo
di Circondario e sede del Giusticente; dal 1894 al 1926 sede di Sotto-Prefettura;
nel 1865 di Tribunale, nel 1875 di Corte dAssise e Distretto Militare.
Ancora nella seconda metà dell800, fu centro di numerosi
circoli culturali e produsse vari giornali e periodici; nel 1876 fu
inaugurato il tronco ferroviario Jonico e, dopo qualche anno, beneficiò
della prima illuminazione elettrica e delle prime centrali termoelettriche
della Calabria. Nel
'900 Rossano ha vissuto tutte le vicende che hanno caratterizzato la
vita politica e sociale del Meridione ed in definitiva dell'Italia intera:
la Resistenza e le lotte di Liberazione, lemigrazione, la ricostruzione
della vita civile e democratica ed infine l'aspettativa del benessere
sociale e materiale.
DA
VEDERE
Oltre ai numerosi palazzi gentilizi disseminati in numerose proprietà
private, nel Centro Storico di Rossano è possibile visitare:
La
Cattedrale di Maria Santissima Achiropita: eretta nell'XI secolo, con
successivi interventi nel XVIII e XIX, è il principale monumento
architettonico della città, con pianta a tre navate e tre absidi.
La torre campanaria e la fonte battesimale risalgono al XIV secolo mentre
gli altri decori datano tra il XVII e il XVIII secolo. La chiesa è
famosa per l'antica immagine della Madonna Acheropita, ossia non dipinta
da mano umana, di datazione probabile tra il 580 la prima metà
dell'VIII secolo. All'interno della sacrestia nel 1879 fu ritrovato
il famoso "Codex Purpureus Rossanensis", evangeliario greco
del V-VI secolo di origine mediorientale o alessandrina, portato a Rossano
probabilmente da qualche monaco in fuga dall'oriente durante l'invasione
degli arabi (secc. IX-X) e composto di 188 fogli di pergamena contenenti
i Vangeli di Matteo e Marco ed una lettera di Eusebio a Carpiano. Il
manoscritto, mutilo ed anonimo, indubbiamente la testimonianza più
rappresentativa e preziosa di Rossano "la Bizantina", riporta
testi vergati in oro ed argento ed è impreziosito da 15 miniature
che illustrano i momenti più significativi della vita e della
predicazione di Gesù.
L'Oratorio di S. Marco (IX-X secolo): originariamente dedicato a Sant'Anastasia,
è il monumento più antico della città ed una delle
chiese bizantine meglio conservate d'Italia. Fu costruito su iniziativa
di San Nilo come luogo di ritiro ascetico per i monaci eremiti che vivevano
negli antichi insediamenti rupestri sottostanti. Si tratta di un edificio
in stile bizantino con pianta a croce greca, caratterizzato da cinque
cupole a tamburo e dall'abside, che conserva inoltre tracce di un antico
affresco della Madonna del Bambino.
La Chiesa di S. Bernardino (XV secolo): in stile tardo-gotico, fu la
prima chiesa Cattolica della città ed ospita il sepolcro di Oliverio
di Somma (1536) con la statua del defunto ed un Crocifisso ligneo del
XVII secolo.
La Chiesa della Panaghìa (X secolo): così denominata in
onore di "Maria Tutta Santa", è un altro esempio di
architettura religiosa bizantina nel cui abside si conservano tracce
di almeno due fasi pittoriche, con un affresco più antico raffigurante
San Basilio ed un frammento del XIV secolo che ritrae San Giovanni Crisostomo.
La Chiesa di San Francesco di Paola (tardo XVI secolo): con un portale
rinascimentale ed un chiostro.
La Chiesa di Santa Chiara (XVI secolo): voluta dalla Principessa Bona
Sforza.
Nei
dintorni invece si trovano:
L'Abbazia
del Patire (XI-XII secolo): immersa nel verde delle colline, conserva
splendidi pavimenti a mosaici arabeggianti, l'abside in stile normanno
ed un antico portale ligneo.
La Torre Stellata (XVI secolo): anche nota come Torre Sant'Angelo, è
un'antico edificio militare fatto fortificare da Bona Sforza tra il
1543 ed il 1564, all'interno del cui complesso mercantile si trova un
ottimo esempio di fondaco perfettamente conservato.
MANIFESTAZIONI
Fiere:
S. Angelo (ultima domenica di maggio e prima di dicembre)
S. Maria delle Grazie (8-9 settembre)
Sagre:
autunnali: delle clementine e de "Le 4 Fiumare"
estive: della melanzana, dell'anguria, della "fresina conzata",
delle noci e della sardella
Stagione Teatrale di Prosa (ottobre-maggio)
Mostre di Artigianato e Arte, Convegni, Conferenze, Concerti, in collaborazione
con le numerose Associazioni culturali cittadine
Estate Rossanese:
nei mesi di luglio ed agosto culminante nella Festa di Ferragosto o
dell'Achiropita, rinomata anche per i lunghi e spettacolari fuochi pirotecnici
di mezzanotte
Festa "Maria Stella del Mare" sul Lungomare S. Angelo.
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 35.835 (M 17.805, F 18.030)
Densità per Kmq: 239,8
CAP 87067
Prefisso Telefonico 0983
Codice Istat 078108
Codice Catastale H579
Denominazione
Abitanti rossanesi
Santo Patrono Madonna della Achiropita
Festa Patronale 15 agosto
Numero
Famiglie (2001) 12.071
Numero Abitazioni (2001) 19.507
Il
Comune di Rossano fa parte di:
Comunità Montana Sila Greca
Regione Agraria n. 16 - Colline Litoranee di Rossano
Comuni Confinanti
Calopezzati, Corigliano Calabro, Cropalati, Crosia, Longobucco, Paludi
MUSEI
Museo della Liquirizia Giorgio Amarelli
Museo Diocesano d'Arte Sacra
EDIFICI
RELIGIOSI
Santuario Santa Maria del Patire
Santuario Santa Maria Achiropita
Chiesa di San Marco
MANIFESTAZIONI
Festa di San Marco (25 aprile)