Palmi è un comune di 19.438 abitanti della
provincia di Reggio Calabria. Palmi, capoluogo del Circondario Provinciale
della Piana di Gioia Tauro da cui dipendono 33 comuni, è sita
a ridosso delle pendici del Monte Sant'Elia (579 m s.l.m.), e sovrasta
uno stupendo tratto di Costa Viola. Confina con il comune di Bagnara
Calabra.
STORIA
L'insediamento abitativo di Palmi sorse, probabilmente, intorno al X
secolo, ad opera dei profughi di Taurianum distrutta dalle incursioni
saracene. Nel 1549 subì l'invasione del pirata Draught Rais fu
riedificata, munita di cinta muraria e torri, nello stesso luogo, ad
opera del Conte Carlo Spinelli da cui poi prese il nome di Carlopoli.
Palmi, con il suo impianto cinquecentesco, le mura e le tre porte principali,
venne rasa al suolo dal terremoto del 1783, ricostruita con un disegno
nuovo e con nuove ambizioni urbane fu gravemente danneggiata dal terremoto
del 1894 e nuovamente distrutta dal terremoto del 1908; tra i pochissimi
edifici sopravvissuti la Chiesa del Crocefisso, a pianta rettangolare
con abside, a unica navata, rimaneggiata dopo il terremoto del 1908,
collegata al monastero tramite un chiostro, e nella quale recentemente,
in un ambiente posto sotto l'altare principale, è stata rinvenuta
una camera mortuaria dei monaci che conserva gli originali sedili in
pietra. Palmi, un tempo Casale di Seminara, nel 1811 fu posta a capo
di un Circondario comprendente i comuni di Pietrenere, Seminara, Gioia
Tauro e Melicuccà e nel 1816 fu sede di Distretto provinciale
comprendendo i circondari di Laureana, Galatro, Polistena, Casalnuovo,
Oppido e Sinopoli. Palmi è patria di uomini illustri quali i
musicisti Nicola Manfroce e Francesco Cilea, i filosofi Felice Battaglia
e Domenico Antonio Cardone e gli scrittori Antonio Altomonte e Leonida
Repaci ; a quest'ultimo è stata intitolata la "Casa della
Cultura", una moderna struttura polivalente che ospita l'unico
Museo del Folklore della Calabria e una biblioteca specializzata in
storia della letteratura calabrese ed il pittore dell'ottocento Augimeri.
Non molto distante dal centro di Palmi si trova la frazione "Palmi
Taureana" di interesse paesistico e turistico-balneare; un piccolo
centro abitato che si sviluppa su un'area stretta dal mare e dalla montagna
cadente a picco sul mare da dove ha inizio la Costa Viola che da Palmi
si estende fino a Santa Trada con un sistema di spiagge, terrazzamenti
e scogliere, tra cui il celebre "Scoglio dell'ulivo" e la
spiaggia della Marinella. Nelle immediate vicinanze del Lido di Palmi
è stata rinvenuta un'area di interesse archeologico con i ruderi
dell'antica Taurianum.
TURISMO
L'economia palmese è attiva soprattutto nel settore terziario,
vi hanno sede infatti, un Tribunale, una Pretura, vari uffici e diversi
istituti scolastici (un Liceo scientifico, classico, pedagogico, un
istituto professionale, un Istituto Tecnico Commerciale ed un Istituto
Tecnico Agrario, che ne fanno uno dei maggiori poli scolastici della
provincia, con un altissimo tasso di pendolarismo dai comuni della piana)
ma non manca di offrire ospitalità ai turisti che ogni anno affollano
le spiagge delle località Tonnara e Pietrenere con hotel, ristoranti,
esercizi vari. La sua particolare posizione l'ha resa e la rende tuttora
particolarmente affascinante, capace in diversi suoi punti di offrire
visuali panoramiche mozzafiato. Una delle attrazioni particolari è
lo "scoglio dell'ulivo", con il caratteristico alberello d'ulivo
sulla sommità dello scoglio in mezzo al mare. Il più importante
del mezzogiorno, nel suo genere, il Museo di Etnologia e Folclore calabrese,
presente a Palmi nella Casa della Cultura Leonida Repaci, racchiude
tutto lamore per le tradizioni popolari Calabresi, con ricche
collezioni di oggetti tradizionali e duso comune, costumi tipici
e manufatti artigianali. Importante per il numero e la varietà
dei pezzi esposti, il museo di Palmi è sicuramente una tappa
fondamentale per conoscere il mondo dei pastori e dei contadini calabresi.
In questo museo scaturisce tutta la cultura, la religiosità tradizionale,
le credenze legate alla magia e alla superstizione e la straordinaria
arte popolare di questa terra. Il posto donore nel museo spetta
alla raccolta unica di oltre 750 Canocchie, attrezzi per
filare la lana che venivano offerti alle giovani spose. Qui troviamo
anche lAntiquarium Comunale con reperti dal V secolo a.C. allXI
secolo d.C., la Gipsoteca Michele Guerrisi, il Museo Francesco Cilea
e la Pinacoteca, con opere di importanti artisti italiani e stranieri
donate alla città natale dallo scrittore Leonida Repaci. Possiamo
visitare inoltre il monumento ai Caduti, in Piazza Matteotti, realizzato
in marmo e bronzo da Michele Guerrisi e i rilievi, dello stesso scultore,
che ornano il Mausoleo di Francesco Cilea, nato a Palmi nel 1866. Manifestazioni
Seguendo una strada tra gli ulivi, nella parte bassa della città,
raggiungiamo Marina di Palmi, con una piccola spiaggia racchiusa tra
le rocce e, in direzione nord per altri sei km., troviamo Lido di Palmi,
molto noto per le spiagge di sabbia fina. Abbiamo così attraversato
la frazione Taureana, dove sopravvivono costruzioni rurali settecentesche
e i resti di una torre di avvistamento del XVI secolo. Di rilevante
interesse paesistico-ambientale è la località Monte Sant'Elia,
una pineta, a 579 metri s.l.m. e a 7 km dal centro di Palmi, da cui
è possibile ammirare la costa tirrenica da Capo Vaticano, Nicotera
e Gioia Tauro alla Costa Viola con Scilla e Bagnara, le isole Eolie,
lo Stretto di Messina, l' Etna e l'Aspromonte.
MANIFESTAZIONI
L'estate palmese offre una vasta gamma di eventi, fra i quali spiccano
la tradizionale processione di San Rocco del 16 agosto (molto sentita
dalla popolazione locale) e la rinomata festa della Varia, la manifestazione
più importante di Palmi: è infatti l'espressione delle
tradizioni religiose e delle virtù civiche del popolo palmese.
I
cittadini di Palmi vanno orgogliosi di questa sagra popolare e si sentono
ad essa legati con intenso amore. Il loro attaccamento è dimostrato
dal rientro in massa nei giorni della festa degli emigrati dai Centri
lontani dell'Italia e dell'Estero.
Nonostante
il passare degli anni, la Varia rivive con un incontenibile entusiasmo
come se ogni edizione è celebrata per la prima volta: essa investe
tutta la vita cittadina, dal singolo alla comunità.
La
festa della Varia, oltre che una manifestazione di fede, è una
dimostrazione di solidarietà e di fraternità, ove le categorie
cittadine e tutto il popolo sono accomunati e fusi nel compimento di
un desiderio comune, evento che non divide, ma unisce.
Alla
Varia, grande carro sacro, che rappresenta l'Assunzione della Vergine,
è unita la devozione alla Madonna sotto il titolo della Lettera,
che i palmesi, prendendo esempio da Messina, elessero la loro protettrice.
La devozione, poi, del Sacro Capello, conferma ulteriormente l'origine
della festa importata a Palmi da Messina e testimonia le ottime relazioni
dei palmesi con i messinesi.
I
rapporti, infatti, tra la città di Messina e Palmi furono nei
tempi passati, come lo sono tuttora, molto intensi tanto che nella cittadina
calabrese pervennero, insieme alla immigrazione di intere famiglie,
anche le tradizioni civiche e le festività religiose. Gli scambi
e i rapporti commerciali e di lavoro, specialmente quelli relativi all'arte
marinara e alla pesca avvenivano dai due scali di Palmi: la Marinella
e Pietrenere, allora molto efficienti.
La
marineria di Palmi aveva grandi tradizioni in quanto attraverso gli
scali del territorio si svolgeva il traffico non soltanto di Palmi,
ma anche di Seminara che era un centro economico tra i più importanti
della Calabria fino ai primi del '600; quando questo primato incominciò
a passare a Palmi.
Il
culto della Madonna della Lettera è praticato anche a Cannavà
(RO), Itala, Furci Siculo (nell'antica chiesetta dedicata ad essa dedicata)
e a Roma, nella chiesa di San Pietro in Montorio, ove l'immagine - una
pittura di Niccolò Pomarancio - fu sistemata a cura di papa Clemente
XI il 9 agosto 1714; la festività è celebrata, come a
Palmi, l'ultima domenica di agosto.
Anche
in Argentina, nella Parrocchia di Sant'Antonio da Padovane della grande
area urbana di Buenos Aires, è praticata la devozione alla Madonna
della Lettera, portatavi dagli emigrati di Pannaconì, piccolo
centro in provincia di Catanzaro, diocesi di Mileto, ove esiste una
piccola chiesa dedicata alla Madonna ed è efficiente una Congrega
sotto il titolo della B.M. della Sacra Lettera.
Ai
fini di possibili riferimenti storici è utile sapere che nel
Santuario di Polsi, meta di pellegrinaggi palmesi e messinesi, esiste
una pittura ad olio su tavola del 1715 raffigurante la Vergine della
Lettera, nonché si ammira una piccola statua pure della Madonna
della Lettera.
Variopinta
manifestazione è quella dei Giganti. Il Gigante e la Gigantessa,
portati a passo di danza per le vie e le piazze cittadine durante le
feste principali, vogliono rappresentare i primi uomini, i primi abitatori
della Terra. Questa leggenda avrebbe sicura relazione con i miti di
Saturno, dio del Cielo, e di Gea, dea della Terra. A Messina, Mata e
Grifone, come vengono chiamati, sono ritenuti i mitici fondatori della
Città. I Giganti proteggevano i messinesi e li difendevano dalle
incursioni dei turchi. Si racconta che Grifone sconfiggesse 700 guerrieri
nemici in meno di un'ora. Ai giganti si accompagna il cavalluccio, un
tempo cammello, a ricordo del trionfale ingresso a Messina di Ruggero
d'Altavilla. Questa consuetudine conferma la derivazione della festa
patronale palmese da Messina.