Crosia
è un comune di 8.723 abitanti della provincia di Cosenza.
ETIMOLOGIA
Si riferisce al termine bizantino Khrusion, ossia oro per indicare un
luogo ricco (pieno di ricchezza). Secondo altri deriva dal nome di famiglia
greco Khrusios.
ORIGINI
Crosia si fa risalire ai superstiti sibariti in rotta dopo la sconfitta
subita nel sec. Vl a.C. ad opera dei crotoniati nei pressi del Trionto.
Notizie certe, comunque, si hanno dal tardo Medioevo. II nome, fatto
provenire dal Rohifs, e prima di lui da Lenormant, dal greco «chrusea»
(= luogo d'oro), e messo in relazione alle miniere d'oro e d'argento
della zona, le più famose delle quali sono rimaste in funzione
a Longobuccofino al sec. XVIII. Marafioti nel 1601 lo chiama Crisia.
STORIA
In realta' gia' prima è noto come Crosia. In un tassario del
1325, per es. è citato tra i casali di Rossano e vi figura un
certo Basilio «Cappellanus Crusi» che deve pagare tari 3
e grani 5. Poco chiara e frammentaria è la successione feudale.
Di certo nel sec. XIV risulta intestata ai Ruffo, ultimo dei quali fu
Niccolo', ciambellano di corte di re Ladislao, morto senza figli. II
feudo, che per diritto di successione spettava al marchese di Crotone
come parente più prossimo, a causa della resistenza di questi
alla corte di Napoli, dalla regina Giovanna, nel 1417, venne aggregato
al principato di Rossano e concesso alla principessa Polissena Riffo.
A lei seguirono la sorella Covella ed il figlio di questa Marino Marzano.
In seguito alla 2 congiura dei Baroni, di cui il Marzano fu «magna
pars» contro la corona, il principato e quindi anche Crosia passarono
al demanio regio. Nello scorcio del sec. XV probabilmente, ma non ne
siamo sicuri, per breve tempo (1471-72) il feudo fu assegnato a Tommaso
Guindazzo, signore anche di Pietrapaola e Cropalati. Nel 1503 Crosia
venne acquistato insieme a Caloveto e Cropalati da Ferdinando D'Aragona,
la cui famiglia lo mantenne fino al 1593. In tale anno Maria d'Aragona
lo cedette per 20650 duc. a Giovan Michele Mandatoriccio di Rossano.
ll figlio di questi Teodoro nel 1625 da Filippo IV di Napoli il titolo
di duca di Crosia, che aveva giurisdizione solo «intra parietes
et in homines», del paese, mentre il territorio, essendo «in
tenimentum» di Rossano, era sotto la giurisdizione feudale di
quel principe. Al Duca di Crosia spettava anche la Torre di S. Tecla,
costruita nel se. XV con funzione di avvistamento e di difesa dagli
attacchi turcheschi. Mirto Crosia: «Il Castello» Nel 1596
Michele Mandatoriccio acquisto' da Laudomia Grisara anche il fondo Mirto,
che insieme alla Mastrodattia di Caloveto fruttava 800 ducati all'anno.
Due anni dopo ingrandi il feudo con l'acquisto da Vespasiano Spinelli
della baronia di Calopezzati per duc. 25.500. Al duca Michele sembra
dovuto il cambio di titolo dell'arcipretura, da lui dedicata a S. Michele
Arcangelo, mentre, certamente fino al 1596, come si evince da un Regesto
Vaticano, era intitolata genericamente a S. Angelo. All'epoca arciprete
neo eletto era D. Giovanni M. Rainerio, succeduto al defunto Agostino
Migliorini (o Misischi). Morto Francesco Mandatoriccio senza figli (1676),
il feudo passo alla sorella Vittoria e per essa al marito Giuseppe Sambiase
dopo una lunga vertenza giudiziaria con i Toscano di Rossano, parenti
del Mandatoriccio, che si concluse con una transazione per cui il Sambiase
ottenne il riconoscimento del diritto di successione previo pagamento
ai Toscano di 16.000 ducati, sostituiti con la cessione del fondo Arso
in territorio Mandatoriccio. Ricca e interessante si presenta anche
la storia religiosa del paese, che ai primi del 600, a parte la menzionata
arcipretale di S. Michele, era dotata delle chiese della Visitazione,
S. Antonio Abate, S. Maria della Pieta, la Cappella del Castello di
Mirto per la quale il Duca ottenne nel 1635 uno speciale indulto papale.
Nessuna traccia resta oggi del Convento dei Domenicani soppresso nel
1652 per mancanza di mezzi di sussistenza e scomparse sono pure le Confraternite
del Rosario e del Sacramento un tempo aggregate alla Matrice. II centro
storico con le sue viuzze e i palazzi antichi offre ancora oggi molte
note di interesse, come validi motivi di richiamo turistico promanano
dall'architettura del castello di Mirto, che dall'alto suo sito domina
il mare e la piana ulivetata. II moderno centro di Mirto con il Lido
Centofontane, il Pantano e i nuclei di Sorrenti e Quadricelli hanno
proiettato l'antico centro di Crosia verso uno sviluppo urbanistico,
demografico e commerciale senza precedenti. Gli abitanti, 792 nel 1767
e 479, divennero 1466 nel 1951. Oggi si aggirano complessivamente intorno
a 7000.
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa di San Giovanni Battista (a Mirto)
Chiesa della Madonna della Pietà
Chiesa del Divino Cuore di Gesù (a Mirto)
DATI RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 8.671 (M 4.291, F 4.380)
Densità per Kmq: 405,0 (dati Istat 2001)
CAP
87060
Prefisso Telefonico 0983
Codice Istat 078047
Codice Catastale D184
Il Comune di Crosia fa parte di:
Regione Agraria n. 16 - Colline Litoranee di Rossano
Località e Frazioni di Crosia
frazioni: Mirto, Sorrenti;
nuclei: Pantano, Fiumarella, Quadricelli
Comuni Confinanti
Calopezzati, Rossano
Numero
Famiglie 2.757
Numero Abitazioni 4.357
Denominazione Abitanti crosioti
Santo Patrono San Michele Arcangelo
Festa Patronale 29 settembre