Cittanova
è un comune di 10.584 abitanti della provincia di Reggio Calabria.
La cittadina si trova ai piedi dell'Aspromonte, posta su terreni quaternari
alluvionali, costituiti da sabbie e ghiaie incoerenti che coprono gli
ampi terrazzi degradanti verso il Golfo di Gioia Tauro. Cittanova domina
la piana di Gioia Tauro dalla terrazza più alta, quella confinante
col massiccio delle Serre, quasi a contatto tra le due formazioni litologiche:
alluvionale e cristallina. Questa conformazione geologica favorisce
la propagazione dei sismi, in quanto l'incoerenza della coltre alluvionale
viene aumentata durante i terremoti dalla formazione cristallina contigua
e sottostante. Cittanova ha quindi un'alta sismicità, in particolare
il territorio è attraversato dall'omonima faglia che fa parte
del sistema di faglie Serre-Aspromonte, lunga 15km. e tuttora attiva.
I corsi d'acqua principali sono le fiumare Serra e Vacale. Vette principali:
Altopiano della Melìa (m. 1.000), Zomaro (m. 920) e Monte Cùcudo
(m. 725).
ZOMARO
Località montana a 12 km. da Cittanova, Zomaro (dal greco Zomòs
- acquitrinoso) è situato sull'Altopiano della Melìa,
all'interno del Parco nazionale dell'Aspromonte. L'altopiano è
il prodotto di sollevamenti differenziati dovuti all'azione di faglie
dirette, che in un tempo geologicamente breve hanno sollevato il massiccio
di cui fa parte. La vegetazione è composta da faggi, lecci, abeti,
ginestre ed altre piante mediterranee; il sottobosco è ricco
di muschi e funghi. Una delle piante che ne caratterizza il paesaggio,
è la Woodwardia radicans, antica e rarissima felce gigante sopravvissuta
al Cenozoico, attualmente inserita tra le specie vulnerabili. Tra gli
animali presenti, particolarmente numerosi sono i cinghiali oltre a
scoiattoli, tassi e volpi. L'avifauna è ricca di gufi e nibbi.
Luogo ricco di acque sorgive, tra le acque oligominerali qui presenti,
meritano una menzione l' Acqua Bianca e l' Acqua Monreale.
STORIA
La nascita di questa cittadina può essere datata al 12 agosto
1618 con il bando di edificazione del "Nuovo Casale di Curtuladi"
o Casalnuovo di Curtuladi, in seguito denominato solamente Casalnuovo,
sorto per iniziativa del primo principe di Gerace, Giovan Geronimo (Girolamo)
Oliva-Grimaldi, come centro di raccolta delle popolazioni dei casali
precedentemente presenti in zona ma spopolati da una serie di epidemie.
Era infatti intenzione del feudatario costruire nella zona un casale
per poter agevolmente controllare l'importante via che univa il Tirreno
allo Ionio tramite il Passo del Mercante, per far questo aveva però
bisogno dell'assenso del sovrano Filippo III di Spagna, ottenuto proprio
in conseguenza del terremoto. Il casale, grazie anche alle immunità
elargite nei primi anni dal principe, si sviluppò abbastanza
velocemente ed ancor più dopo il terremoto del 27 marzo 1638.
Furono costruite case molto basse (per paura di eventuali sismi futuri)
e numerose chiese e conventi; la popolazione continuò ad aumentare
e nel 1669 contava già 128 nuclei familiari. Il 5 febbraio 1783
un sisma di incredibile potenza, denominato il Flagello, distrusse completamente
il paese causando circa 2.000 vittime (tra cui la feudataria Maria Teresa
Grimaldi). Casalnuovo venne comunque ricostruito sullo stesso sito e
ricominciò ad espandersi, tanto che nel 1807 i francesi disposero
che divenisse capoluogo di governo con giurisdizione su Radicena, Jatrinoli,
Vatoni, Gioia e San Martino. Il 1 aprile 1852 con decreto ? 129 di Ferdinando
II di Borbone, su istanza del decurionato, il consiglio comunale dell'epoca,
assunse il nome di Cittanuova, in seguito semplificato in Cittanova.
LA
VILLA COMUNALE
La Villa Comunale "Carlo Ruggiero" di Cittanova è un
"Monumento Nazionale d'interesse storiconaturalistico"
riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali.
Orto botanico di circa 25 ettari, ospita molte specie vegetali rare
o del tutto uniche in Italia. Grazie alle particolari condizioni del
terreno, oltre alle tipiche piante della vegetazione mediterranea, sono
presenti numerose piante esotiche (Sequoie della California, Cedri del
Libano, Alberi dei Tulipani, ecc.). Fu costruita a proprie spese da
Carlo Ruggiero e donata al Comune con delibera del 29 marzo 1880, durante
il suo mandato di sindaco (1880-1885). Il progetto fu dell'ingegnere
svizzero Enrico Fehr, già progettista della villa Mazzini di
Messina.
CHIESA
MATRICE
La Chiesa Matrice di Cittanova, dedicata a San Girolamo, fu costruita
pochi anni dopo il sisma del 1783. L'opera venne portata avanti da Maria
Antonia Grimaldi, figlia della principessa di Gerace Maria Teresa Grimaldi,
morta a causa del terremoto, le cui spoglie riposano nella Cappella
dell'Immacolata, all'interno della chiesa stessa. La Chiesa ha un'architettura
ottocentesca, dalle forme pseudo-barocche. In origine era a navata unica,
in seguito vennero aggiunte due navate laterali e rifatto l'interno
in stile neoclassico.
Opere di rilievo:
Crocifisso ligneo del 1600;
Pietà lignea del 1866 opera di Francesco Biangardi;
Statua dell'Immacolata del 1800.
SANTUARIO
DI MARIA SS. DEL ROSARIO
Edificato nel 1823, sul luogo dove sorgeva una chiesa distrutta dal
Flagello. Ad una navata, in stile barocco, l'interno ospita affreschi,
stucchi, angeli e statue di gesso. La Chiesa è sottoposta a tutela
monumentale (legge 906.1939). Nel 1999 è stata elevata a Santuario.
Opere di rilievo:
Statua lignea della Madonna del Rosario, scolpita da Giuseppe Biangardi;
Trinità che incorona la Vergine: statue lignee realizzate a Napoli
nel 1830.
CHIESA
DI SAN ROCCO
A navata unica e tra le più grandi della provincia di Reggio
Calabria, la chiesa venne costruita sul sito dove sorgeva precedentemente
il Convento degli Alcanterini edificato nel 1728. Il terremoto del 1783
distrusse completamente il complesso monastico, si salvarono solo le
statue di San Rocco e San Pasquale, un calice di argento cesellato ed
una colonna di pietra sormontata da una croce in ferro. La ricostruzione
fu intrapresa a partire dal 1835, su progetto dell'architetto Vincenzo
Tarsitani, e la Chiesa di San Rocco venne completata nei primi anni
del XX° secolo grazie all'impegno del sacerdote Giacomo Petropaolo.
FONTANE
MONUMENTALI
Una particolarità di Cittanova sono le fontane monumentali, presenti
sin dalle origini della cittadina. Nel corso degli anni hanno subito
vari spostamenti rispetto ai luoghi originari di costruzione. Tra le
più importanti, c'è "Fontana dell'Olmo" sita
in piazza Cavaliere (già largo Olmo) costruita nel 1730. In origine
era situata davanti alla Chiesa Madre dell'antico Casalnuovo. Rimasta
integra dopo il terremoto del 1783, fu spostata nei Giardini Pubblici
e nel 1932 trasferita nella collocazione attuale. Sulla fontana vennero
incise le date dei trasferimenti. Altre fontane degne di nota: "Fontana
di Pietra", "Fontana Masotta" e le vasche che ornano
la Villa Comunale.
MUSEO
CIVICO DI STORIA NATURALE
Inaugurato nel 1996, il Museo è diviso nelle seguenti sezioni:
Mineralogia e Petrografia;
Zoologia;
Paleontologia;
Botanica;
Micologia.
La Sezione dedicata ai Vertebrati vanta circa 1.000 esemplari ornitologici
(da una collezione dei primi del '900) e diverse specie di mammiferi.
Gli invertebrati terrestri e marini sono presenti con circa 600 esemplari.
Nella Sezione di Mineralogia e Petrografia sono esposte una collezione
di circa 200 minerali ed i campioni più rappresentativi delle
rocce dell'Appennino Calabro-Peloritano.
Nella sala di Botanica i campioni vegetali propongono le principali
tappe evolutive del regno delle Piante, con annesso un erbario.
La Sezione di Micologia possiede 150 campioni in resina.
Un ampio quadro dell'evoluzione della vita sul globo terrestre è
consentito dalla Sezione di Paleontologia.
All'interno del museo è possibile ammirare un diorama che riproduce
le peculiarità faunistiche e vegetali del territorio del Parco
Nazionale dell'Aspromonte.
MANIFESTAZIONI
Riti Pasquali
La sera del Giovedì Santo, i fedeli mantengono viva la tradizionale
"visita ai simburchi" (v. ai sepolcri). All'interno delle
chiese vengono allestiti degli altari con pane azzimo, spighe di grano,
pane e vino. Nella chiesa del Calvario, addobbata a lutto, viene posto
"u simburcu", con la statua del Cristo morto. Durante la serata,
i fedeli che seguono questa tradizione visitano tutte le chiese cittadine.
L'alba del Venerdì Santo comincia con la "processione della
Croce", poche ore dopo, la "processione dei Misteri"
parte dalla Chiesa Matrice e arriva alla Chiesa del Calvario. I Misteri
vengono usati per rappresentare la Via Crucis e sono costituiti da statue
lignee ottocentesche, portate a spalla. Vengono esposte solo il Giovedì
ed il Venerdì Santo; al gruppo di Varette opera del Biangardi,
viene aggiunta la statua del Cristo Morto di autore sconosciuto. Il
Venerdì Santo si chiude con la "menza missa", una cerimonia
in cui viene deposto dalla Croce il Corpo del Cristo Morto e consegnato
alla Madre Addolorata.
La mattina di Pasqua ha luogo uno degli eventi più sentiti dai
fedeli, la tradizionale "Affruntata" [5]. La rappresentazione
avviene tra la Chiesa Matrice e la Chiesa del Rosario e consiste nella
simulazione, con statue portate a spalla, degli incontri tra San Giovanni,
la Madonna ed il Cristo Risorto.
Festa
di San Rocco
La Chiesa dedica tre giorni di ricorrenze religiose in onore del Santo,
in passato le donne si riunivano la sera della novena per cantare antiche
cantilene che ricordavano la vita di San Rocco. É tuttora viva
la tradizione di appendere ai balconi delle lampade di carta colorata.
Visita
alla Madonna della Grotta
Un tradizionale pellegrinaggio a piedi, tra fiumare e sentieri di montagna,
viene intrapreso dai fedeli la notte del 30 aprile. La meta è
il Santuario della Madonna della Grotta di Bombile di Ardore. Il culto
di questa statua risale al 1500 ed è vivo in tutta la provincia
di Reggio Calabria; durante i giorni di pellegrinaggio i fedeli di solito
bivaccano all'aperto, tra bancarelle e chiassosi suonatori di tarantella.
Il 28 maggio 2004 una frana ha completamente distrutto il Santuario,
risparmiando la statua, recuperata nel 2007 e trasferita nella Chiesa
Parrocchiale dello Spirito Santo di Bombile.[6]
Tra
i vari eventi culturali che si svolgono a Cittanova, da segnalare come
"appuntamenti fissi":
"LEstate
Cittanovese" (Sagre, Teatro dialettale, Concerti);
"Fiera del libro e dellEditoria Calabrese";
"Sfilata delle Macchine dEpoca";
"Settimana della Cultura Scientifica e Tecnologica";
"Carnevale Cittanovese".
GASTRONOMIA
Uno dei prodotti tipici della zona è il pesce stocco, utilizzato
come ingrediente principale di diverse pietanze. Importato dalla Norvegia,
lo stoccafisso viene trattato con le acque aspromontane per ammorbidirlo
e renderlo più gustoso. Tra le miriadi di pietanze a base di
questo pesce, si segnalano:
stocco
e patate;
stocco crudo in insalata;
ventricelle di stocco con funghi;
frittelle di stocco con patate e peperoni.