Briatico è un comune di 4.054 abitanti
della provincia di Vibo Valentia, adagiato sulle scogliere della Costa
degli Dei. Sorge alla foce del fiume Murria tra il promontorio di Zambrone
e il porto di Vibo Marina. Il territorio comunale confina con quello
di Vibo Valentia. La sua storia segnata da tragici terremoti l'ha portata
dall'antico borgo, Briatico Vecchio distrutto nel 1783, all'attuale
sito.
STORIA
La fondazione di Briatico è per tradizione fatta risalire ai
Locresi, al tempo del loro passaggio a Hipponion;Le prime testimonianze
certe sull'esistenza di Briatico risalgono al XII secolo quando Ruggero
il Normanno, in una bolla riguardante la fondazione della diocesi di
Mileto, accennò al piccolo centro di Euriatikon (l'attuale Briatico).
La stessa denominazione fu poi riportata in dieci pergamene compilate
tra il 1130 e il 1271. In questi documenti si legge che nel 1276 il
territorio di Euriatikon si estendeva dal fiume Trainiti al fiume Potame,
comprendendo ben ventidue borgate. Il toponimo Briatico si riscontra,
comunque, anche nel XIII secolo accanto a quello di Euriatikon. Durante
il periodo feudale la cittadina passò sotto vari domini. Niccolo
de Trayna l'ebbe nel 1269 dal re Carlo I d'Angiò e la tenne fino
alla morte avvenuta intorno al 1278. Fu poi la volta di Adamo d'Elmis
(fino al 1304) a cui seguirono Gilberto de Santillis, Leone da Reggio,
gran siniscalco del Regno di Napoli, e sua figlia Sibilla che, andata
in sposa a Pietro III Ruffo conte di Catanzaro, gli portò in
dote alcuni feudi tra cui Briatico. Ai Ruffo di Catanzaro restò
fino al 1404 quando, per le ribellioni al sovrano, Nicolo Ruffo fu spodestato
da re Ladislao che vendette Briatico a Rinaldo d'Aquino barone di Castiglione.
Nel corso dell'ultimo secolo del Medioevo numerosi furono i mutamenti
nella signoria su Briatico. Dai d'Aquino il borgo andò ai Ruffo
di Montalto per passare, poi, a Marino Marzano (per successione materna)
che lo ebbe fino al 1464 e, successivamente, a suo genero Leonardo di
Tocco che lo detenne per soli tre anni. Il 1494, data riportata sotto
lo stemma cittadino in cifre romane, è l'anno in cui Briatico
diventerà città libera, governata da un sindaco. Ma già
nel 1496 il feudo fu concesso agli spagnoli de Castro Bisbal che vi
ottennero il titolo di conti. Con loro iniziò un periodo di maggiore
stabilità del dominio che si protrasse fino alla fine del Cinquecento,
quando estinta questa casata il feudo passò con ai Pignatelli
di Monteleone, famiglia che governò su Briatico fino all'eversione
della feudalità (1806).
Durante questi lunghi anni il paese fu scosso da tre terribili terremoti.
Il 17 marzo del 1638 il sisma provocò ingenti danni alle abitazioni
e lo stesso accadde il 5 e il 6 novembre di ventuno anni dopo (1659).
Ma quello del 5 febbraio 1783 non lasciò scampo: la città
fu rasa al suolo, le case completamente distrutte, e vi furono innumerevoli
vittime. Con coraggio, però, il 4 aprile dello stesso anno i
925 sopravvissuti si riunirono sulla spiaggia nei pressi della torretta
di avvistamento, oggi detta "la Rocchetta". Durante l'assemblea
presieduta da Luigi Lieto, giudice della città, gli abitanti
proposero di ricostruire il centro abitato in contrada S. Giovanni (detta
anche Cocca), proprietà del duca Ettore Maria Pignatelli. Quest'ultimo,
senza esitazioni, fece abbattere una gran parte delle vigne che si estendevano
sulla contrada per rendere edificabile la zona. Ordinò, inoltre,
la costruzione di otto baracconi destinati alle famiglie più
povere e fornì il materiale per l'edificazione delle case. I
tecnici progettarono una pianta ortogonale orientando gli apici della
città verso i punti cardinali. Tecnica pensata per evitare altri
disastri in caso di terremoto. Nonostante le difficoltà Briatico
fu ricostruita più grande e più forte di prima. Nel 1812,
infatti, divenne capoluogo di circondario con giurisdizione su Triparni
e Vena Superiore. Nel 1816 anche su Zungri. Il mandamento fu poi soppresso
il 30 marzo del 1890. Un altro violento terremoto nel 1905, però,
mise a dura prova Briatico, causando ancora danni e paura.
ARCHEOLOGIA
Di Briatico Vecchio, che sorgeva su un colle alla destra della fiumara
Murria, distrutto dal sisma del 1783, rimangono i ruderi del Castello
medievale fatto edificare da Ferdinando Bisbal e dell'antico centro
abitato, che all'epoca contava 12 chiese, 3 conventi e aveva un'enorme
importanza storico-culturale. Sulla spiaggia restano solo due delle
5 Torri del sistema difensivo antiturco:
la Rocchetta, alta torre di vedetta costiera a pianta pentagonale, costruita
in origine dai greci, ricostruita dai romani, venne rimaneggiata in
epoca medievale;
Torre Sant'Irene, eretta dal governo vice Reale Spagnolo a vedetta contro
le incursioni barbaresche.
Sono stati trovati resti di epoca preistorica come terracotte, nonché
altri utensili in selce ed ossidiana, un vaso con dentro resti umani
ed un ricco corredo comprendente un pendente di cristallo in rocca,
grani di ambra ed uno di corniola con delle incisioni. Si tratterebbe
di un insediamento umano risalente all'età del rame. Poi anche
necropoli romane di età imperiale e avanzi di un complesso edilizio
(forse terme) anch'essi di età imperiali. Lungo la valle del
Murria vi sono grotte eremitiche medievali, alcune delle quali denominate
"Grotte delle fate".
Del Convento dei Padri Domenicani fondato nel 1498 e della chiesetta
di Santa Maria del Franco di età normanna (sec. XI) distrutti
dal terremoto del 1783, rimangono poche vestigia. Della chiesa di Santa
Maria del Franco è la statua della compatrona di Briatico, la
Madonna Immacolata (anticamente S. Maria del Ginocchio), statua spagnola
seicentesca di meravigliosa fattura. Dal duomo di San Nicola, anch'esso
ormai rudere, viene invece la bellissima tela di San Nicola dipinta
nel '600 da Tommaso di Florio, pittore vibonese, e un crocefisso quattrocentesco.
Tutte queste opere sono oggi conservate nella Chiesa Matrice dedicata
al patrono san Nicola.
PERSONAGGI
Briatico ha dato i natali a Chola da Briatico, l'unico cartografo dell'Italia
Meridionale anteriormente al '500; agli Angherà ( l'Arciprete
Domenico, Potenzoni 1803/Napoli 1881, ed il Serg. Francesco, Potenzoni
1820/Legnano 1879 ) ed ai fratelli Pannaci (Domenico, avvocato, e Luigi,
architetto), patrioti liberali e repubblicani affiliati alla "Massoneria"
ed ad altri circoli segreti rivoluzionari, che combattero nei moti insurrezionali
calabresi del 1847/1848, contribuendo attivamente ai successivi eventi
fino all'unificazione Italiana; a Raffaele Lombardi Satriani, uno dei
più importanti etnografi studiosi e cultori delle tradizioni
popolari calabresi, che ci ha lasciato una grande quantità di
opere sull'argomento; a Nicolò Antonio Gravazio, giureconsulto
a Napoli che scrisse opere di carattere forense; agli studiosi della
storia briaticese Domenico La Torre e Alfonso Prostamo. A San Costantino
di Briatico vive Toni Scarmato, astronomo di fama internazionale conosciuto
soprattutto per la scoperta della cometa numero 1000 nelle immagini
SOHO (NASA-ESA). Nato nel 1963, si laurea a Bologna nel 1988 in astrofisica.
Attualmente è docente di Matematica e Fisica al Liceo Scientifico
di Vibo Valentia e si occupa di ricerca astronomica fin dal 1986.
ECONOMIA
L'economia briaticese si può dire sia trainata dal turismo, viste
le strutture (alberghi, villaggi, camping, ecc.) che nel periodo estivo
si riempono e offrono servizi. Tutto questo non dimenticando che Briatico
si affaccia su uno splendido paesaggio marino che mescola scogliere
e meravigliose spiaggie. L'agricoltura è legata a prodotti tipici
locali come la cipolla rossa di Tropea (che viene, però, raccolta
nei territori circostanti e non a Tropea, come fa credere erroneamente
il nome). La pesca è anche attiva, ma non a livelli industriali
e sul territorio sono presenti molte cave che forniscono marna al cementificio
di Vibo Valentia Marina. L'indice di disoccupazione, purtroppo, è
in parte abbastanza alto.
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 4.106 (M 2.081, F 2.025)
Densità per Kmq: 148,0 (dati Istat 2001)
CAP
89817
Prefisso Telefonico 0963
Codice Istat 102003
Codice Catastale B169
Numero
Famiglie 1.394
Numero Abitazioni 3.052
Denominazione Abitanti briaticesi
Santo Patrono San Nicola da Bari
Festa Patronale 6 dicembre.
Etimologia
(origine del nome)
Chiamato nei documenti con il nome di Euriatikon potrebbe derivare dal
nome greco Euriates con l'aggiunta del suffisso -ikos che ne indica
possesso. Potrebbe anche derivare dal nome latino di persona Ebriaticu.
Secondo un'alta ipotesi il nome deriva dal greco briaon, ossia robusto.
Il Comune di Briatico fa parte di:
Regione Agraria n. 4 - Colline Litoranee del Poro
Località e Frazioni di Briatico
Mandaradoni, Paradisoni, Potenzoni, San Costantino, San Leo, Sciconi,
Conidoni
Comuni Confinanti
Cessaniti, Vibo Valentia, Zambrone, Zungri
EDIFICI STORICI
Palazzo Bisogni
Villa Marzano (in frazione San Costantino)
Palazzo Satriano
Palazzo Lombardi Satriani
FONTANE
Fontana Sor Iacopo
EDIFICI
RELIGIOSI
Chiesa di San Pietro (in frazione Paradisoni)
Chiesa di San Nicola
Chiesa di San Michele Arcangelo (in frazione Sciconi)
Chiesa di San Leone Magno (in frazione San Leo)
Chiesa di San Giacomo (in frazione Conidoni), dedicata a San Giuseppe
Chiesa dell'Assunta (in frazione Potenzoni)
Chiesa della Madonna di Costantinopoli (in frazione San Costantino)
Chiesa della Madonna delle Grazie (in frazione Mandaradoni)
Chiesa del Carmine
Cappella del Carmine o della Madonnella (a Briatico)