Amantea
è una cittadina turistica di 13.704 abitanti sulla costa tirrenica
della provincia di Cosenza. Il motto cittadino è Nobilis Fidelissima
Regibus. L'attuale Sindaco è Francesco Tonnara in carica da Maggio
2006. Il comune di Amantea si estende su una superficie di 2800 ettari
che ne fa uno dei più grandi della provincia di Cosenza. Il territorio
amanteano è attraversato dal fiume Catocastro, che scende dal
Cocuzzo, da alcuni torrenti tra cui il Santa Maria, il Colongi, il Calcato,
e poi, più a sud, dal fiume Oliva e dai torrenti Torbido e Rubano.
Il clima e' straordinariamente temperato. Il territorio di Amantea,
infatti, ha una profondita' media di soli 2 km e si snoda lungo il mare
per quasi 13 km. Ovviamente il clima ne risente. D'estate, quindi, dominanti
sono le brezze marine e collinari che rinfrescano l'aria. Le gelate
sono rarissime, cosi' come le nevicate.
ETIMOLOGIA
Il nome deriva dal greco Amantia, nome di città dell'Epiro e
della Macedonia. Secondo altri il nome deriva dal latino amans,-antis.
STORIA
Nella località di Campora San Giovanni , frazione di Amantea
, andrebbe localizzata la antica Temesa , mentre Clampetia sarebbe collocabile
nella piana di Amantea, l'unico sinus della costa tirrenica cosentina.
I bizantini, quando conquistarono la Calabria, fondarono nell'area dell'attuale
Amantea vecchia una cittadella fortificata chiamata Nepetia. Nepetia
fu conquistata dagli arabi nel VII secolo, che la costituirono capitale
di emirato e la ribattezzarono Al-Mantiah. Quando, una cinquantina d'anni
più tardi, Niceforo Foca riconquistà la città,
rimase il nome di Amantea. La cittadina fu elevata a sede vescovile
finché non venne accorpata, nel Quattrocento, alla Diocesi di
Tropea. Amantea non fu mai infeudata, se non per un brevissimo e travagliato
periodo alla metà del XVII secolo. La cittadina mantenne sempre,
infatti lo status di Città Demaniale, con istituzioni proprie.
Amantea subirà l'occupazione francese prima nel 1799, ma poi
anche nel 1803, e la seconda volta resisterà strenuamente agli
invasori d'Oltralpe.
L'assedio
di Amantea
Uno degli episodi storici di rilievo della storia calabrese dei primi
dell'ottocento è sicuramente la resistenza armata degli amanteani
contro le truppe napoleoniche intenzionate ad espugnare il castello,
la rocca. La gloriosa pagina di storia è stata ricordata da acute
penne della storiografia locale, ma è ricordata, ancora oggi,
da una serie di eventi che trattano il tema del duecentenario dell'assedio
di Amantea e, più in generale, i fermenti antinapoleonici che
corsero tutta la Calabria ai primi dell'ottocento. Sciogliendosi dall'abbraccio
quasi mortale tra le due posizioni che finora hanno diviso gli storici:
da un lato la voglia di cambiamento e di novità rappresentata
dalla proposta di egalité, liberté e fraternité
che ha accompagnato la rivoluzione francese esportandola in Europa,
Calabria compresa, e che ha indotto moltissimi a prendere parte, attivamente
o passivamente, verso il nuovo; dall'altro dalla condizione di sudditanza
della massa, incolta, ignara, passiva al cambiamento, culturalmente
reazionaria, strettamente legata alla chiesa ed al Re. Ed ecco la terza
via: il quadro di una Calabria che soffre degli eventi
di fine settecento: terremoti, carestie e gravi endemie, un popolo calabrese
che versa in condizioni economiche gravissime, pur avvertendo comunque
l'esistenza di una prima, pronta ed attenta risposta politica e sociale
dei Borbone che guidavano e davano impulso allo sviluppo, che soccorrevano
le popolazioni (vedi terremoto del 1783), che toglievano alla stessa
chiesa i terreni incolti ed improduttivi creando lavoro, così
che, a fronte di un primo e positivo orientamento verso il governo francese,
quando posti dinanzi ai soprusi ed alle violenze da essi quotidianamente
posti in essere, con un rapido cambiamento si ponevano a difesa del
vecchio pur avvertendo in esso un forte orientamento al cambiamento.
Il declino demografico della Città successivo alla resa ai francesi
nel 1807 è drammatico. La popolazione di Amantea all'inizio dell'assedio
era di quasi 2.000 abitanti mentre un mese dopo la fine dell'assedio
non risulta essere superiore alle mille unità. Amantea poi aveva
perso le sue peculiarità ed il suo sviluppo economico, la sua
popolazione sentiva questo declino, i latifondisti locali chiusi e retrivi
non aiutavano affatto la economia locale. Perfino il porto si era insabbiato
ed i ovimenti portuali pur continuando erano certamente ridotti. In
un quadro di certo e definitivo declino non restava che il Re a garantire
giustizia sociale e sviluppo economico Sicuramente questa terza via
della grave situazione economica amanteana e calabrese sembra così
realistica da poter essere ulteriormente percorsa. Non più quindi
franza o spagna purché se magna, ma cosciente decisione
di poter essere capaci di autotutelare la propria terra da qualunque
ulteriore aggressione.
Amantea divenne, nel 1861, un Comune del Regno d'Italia, dotata di molti
uffici pubblici e scuole che ne hanno fatto il punto di riferimento
del retrostante entroterra. Nel 1943 la città venne bombardata
dagli americani, che colpirono alcune case nella cittadella uccidendo
anche bambini innocenti. Dopo il conflitto, la cittadina è risorta
dalle macerie e ha iniziato la sua espansione che la ha portata fino
a raggiungere il mare, facendone una nota località balneare e
turistica. Pochi anni fa è stato inaugurato il porto turistico
di Campora San Giovanni, punto di partenza dei battelli per le isole
Eolie.
EDIFICI
RELIGIOSI
Duomo di San Biagio.
Ex-Chiesa di San Francesco d'Assisi con annesso Ex-Convento dei PP.
Francescani. Nelle strutture della Chiesa sorgeva originariamente una
moschea, testimonianza della conquista islamica di Amantea; in seguito,
con la riconquista bizantina della città nel 1031, vi si in stallò
un cenobio basiliano. Il 3 dicembre 1122 nel cenobio venne ospitato
Papa
Verso il Castello, la grande e cadente Chiesa del Gesù col bombardato
e cadente ex-Collegio dei Gesuiti prospetta la sua cupola settecentesca
sull'abitato. Lì vicino sorge anche l'ex-Convento delle Clarisse.
Nell'abitato moderno, sorge la ricostruita Chiesa dei Cappuccini.
EDIFICI
STORICI
Il Castello domina l'abitato dall'alto del colle, con la torre del Mastio
al centro e i ruderi della vecchia Chiesa di San Francesco d'Assisi
(forse ex-Moschea) poco lontano. Dagli studi di Enzo Fera risulta ricostruito
il sistema di difesa costiera edificato tra il 1100 ed 1600 dopo Cristo.
Numerose torre e fortificazioni infatti fanno del comprensorio una zona
presidiata contro le incursioni dei pirati barbareschi. Sono presenti
manufatti ancora integri. A parte il Palazzo delle Clarisse, che appartiene
ad un privato ed è stato ristrutturato con l'intervento di una
società a capitale pubblico, il resto degli edifici storici sono
in condizioni pietose (l'intera area del Castello è praticamente
impraticabile). La Chiesa di S.Bernardino è fruibile grazie alla
presenza della comunità dei monaci.
GASTRONOMIA
Amantea è famosa per il suo dolce tipico, il Buccunotto, dolciume
a forma di barchetta ripieno di cioccolata e spezie. Per la lavorazione
dei Fichi Secchi al cioccolato nero e bianco o in altre ricette. Inoltre,
molto importante è anche la Lavorazione dei Pesci: quali le alici
le sarde e la neonata "rosamarina", che vengono preparate
da aziende locali seguendo scrupolosamente le ricette tramandate dai
vecchi pescatori.
DATI
RIEPILOGATIVI
Popolazione
Residente 13.268 (M 6.490, F 6.778)
Densità per Kmq: 463,4
CAP
87032
Prefisso Telefonico 0982
Codice Istat 078010
Codice Catastale A253
Il Comune di Amantea è:
Località balneare segnalata con una vela nella Guida Blu di Legambiente
Il
Comune di Amantea fa parte di:
Regione Agraria n. 18 - Colline Litoranee di Amantea
Comuni Confinanti
Belmonte Calabro, Cleto, Lago, Nocera Terinese (CZ), San Pietro in Amantea,
Serra d'Aiello
Musei nel Comune di Amantea
Biblioteca - Museo Alessandro Longo
Chiese
e altri edifici religiosi amanteani
Chiesa di San Bernardino da Siena (XV secolo)