Melito di Porto Salvo è un comune di 11.313
abitanti in provincia di Reggio Calabria, a circa 30 km dal capoluogo.
Melito è l'abitato più esteso dell'Area Grecanica di Reggio
Calabria. Cittadina fondata dagli abitanti di Pentedattilo, Melito sorge
in un'amena posizione che da una collina, su cui sorge il centro storico,
degrada dolcemente verso il Mar Jonio, dove si trovano gli abitati più
recenti.
STORIA
Secondo gli storici locali (tra cui R. Cotroneo) la località
era sicuramente abitata in epoca tardo-romana, anche se la conferma
di tale assunto è data solamente dal ritrovamento nella parte
più antica (presso la collinetta Calvario) di una necropoli del
V-VI secolo d.C. si Si suppone inoltre che in tale periodo il posto
fosse una stazione di scambio e riposo per chi viaggiava da Reggio Calabria
a Locri (Decastadium). Secondo una leggenda, un quadro con l'effige
di una Madonna, trovato sulla spiaggia nel periodo delle incursioni
saracene, sarebbe giunto dal mare per proteggere il posto e gli abitanti
dalle scorrerie turche. Sul luogo del ritrovamento, i melitesi edificarono
un Santuario che oggi accoglie la sacra effige. La sua costruzione fu
promossa da Don Domenico Alberti, marchese di Pentedattilo da cui dipendeva
il feudo di Melito. Ciò indusse gli Alberti a promuovere lo spostamento
dei coloni da Pentedattilo lungo la fascia più pianeggiante e
produttiva, così la zona iniziò a popolarsi. Gli Alberti
costruirono la propria residenza e un'altra Chiesa intitolata all'Immacolata
Concezione. Con l'eversione della feudalità, le terre di Melito
e Pentedattilo furono acquistate dai Ramirez, famiglia di origine spagnola
che intensificò la produzione agricola introducendo agrumeti
e vigneti, dunque colture più pregiate come quella del bergamotto.
Nella seconda metà del XIX secolo fu ultimato il trasferimento
di tutte le istituzioni civili e religiose da Pentedattilo a Melito.
Melito scrisse il proprio nome nella storia dell'unità d'Italia,
accogliendo Giuseppe Garibaldi con i suoi valorosi "Mille"
che, giungendo dalla Sicilia, sbarcarono il 19 agosto del 1860 sulla
spiaggia di Rumbolo, a poche centinaia di metri dal Santuario di Porto
Salvo. Garibaldi risbarcò nuovamente a Melito di Porto Salvo
il 25 agosto 1862, allorquando giunse in Calabria con le sue Camicie
Rosse durante una sua operazione militare volta a conquistare Roma e
scacciarne il Papa Pio IX: una stele commemorativa ed un mausoleo ricordano
questo secondo sbarco. A breve si prevede di recuperare il piroscafo
a vapore Torino, affondato dai Borboni durante lo sbarco dei garibaldini,
che da circa 150 anni giace sul fondale a 12 m di profondità.
ECONOMIA
Come gran parte della provincia reggina, Melito sta ampliando i propri
orizzonti puntando al turismo estivo balneare. Negli ultimi anni sono
state infatti migliorate le vie di comunicazione, edificate nuove strutture
pubbliche e rinnovata la stazione centrale, mentre la la via Garibaldi,
strada principale, è oggetto di una ristrutturazione che offrirà
vegetazione ornamentale e decori. Negli anni Settanta ha avuto notevole
sviluppo la coltura del bergamotto. Allo stato attuale è ancora
molto diffusa l'emigrazione dei giovani verso il Nord-Italia.
EDIFICI
STORICI E RELIGIOSI
Mausoleo Garibaldino
Santuario della Madonna di Porto Salvo
Chiesa dell'Immacolata
Chiesa di San Giuseppe
Chiesa di San Giuseppe (in frazione Annà)
Chiesa di San Giovanni Battista (in frazione Prunella)
Chiesa dell'Addolorata (in frazione Prunella)
Chiesa Protopapale dei Santi Pietro e Paolo (in località Pentedattilo)
Chiesa della Candelora (in località Pentedattilo)