Rapolla
è un comune di 4.654 abitanti della provincia di
Potenza. Centro agricolo del versante nord-orientale del
massiccio del monte Vulture (1326 m). Sorge sul crinale
di uno sprone triangolare delimitato da alti rami del fiume
Melfia (tributario di destra del fiume Ofanto). Si coltivano
cereali, fichi, olive, uva e peperoncini piccanti. Assai
attiva è l'industria vinicola (aglianico, malvasia
e moscato del Vulture). Abbastanza sviluppato è il
turismo.
ETIMOLOGIA
Il toponimo conferma che Rapolla fosse di origine greca
e che avesse un tempio greco la cui esistenza è stata
inoltre ribadita e testimoniata da alcune carte topografiche
italiane e straniere.
DA
VEDERE
La chiesetta di Santa Lucia, costruzione romanica con infissi
pugliesi e bizantini dei secoli X-XI, è a tre navate
con due crociere che nel punto d'incontro con la navata
principale determinano due cupolette denunciate all'esterno
da alzate in forma di parallelepipedo. La facciata è
misuratamente ravvivata da un armonioso portale con doppio
arco a tutto sesto ed una sovrastante finestra centinata.
La cattedrale fu terminata nel 1253 da Melchiorre di Montalbano
che adornò la facciata (manomessa da restauri negli
anni '70 del secolo scorso) con un imponente portale di
impostazione lombarda. Sul lato destro si leva il maestoso
campanile (ridotto in altezza dai terremoti) di Mastro Sasolo
di Muro Lucano nel 1209 che scolpì i bassorilievi
(Adamo ed Eva, Annunciazione) murati sul piano destro della
chiesa. Nell'interno sono presenti una tavola bizantineggiante
e un grande crocifisso ligneo del '500. La parte posteriore
della chiesa del Crocifisso (eretta su una laura basiliana
e restaurata negli anni '50 del secolo scorso) accoglie
alcune nicchie scavate nella roccia con resti di affreschi
deperiti del secolo XIII. La chiesa di San Biagio è
di origine duecentesca ma fu rifatta in varie epoche.
LE
TERME
Sin dalla fine del secolo scorso le acque delle Terme di
Rapolla, rinomate per la loro bontà, sono utilizzate
per scopi terapeutici e preventivi. Le fonti furono scoperte
nel 1909, ma soltanto nel 1961 un imprenditore privato,
il Cav. Mauro Ala, decise di costruire lo stabilimento termale,
dotandolo delle attrezzature idonee ai soggiorni. Le acque
termali sgorgano dalle tre sorgenti in contrada " Orto
del Lago " di Rapolla ed il fango viene ottenuto da
dette acque. Le acque delle Terme di Rapolla, Salso - Solfato
- Bicarbonato - Alcaline sono particolarmente indicate per
curare reumi, gotta, sciatica, artriti, artrosi, postumi
di fratture, riniti, sinusiti, faringiti, laringiti, bronchiti.
Le Terme di Rapolla sono convenzionate con INPS,ASL. Le
Terme di Rapolla sono aperte da Maggio a Novembre.
CENNI
STORICI
Roccaforte longobarda della "Contea di Conza"
costruita sulle rovine dell'antica Strapellum, accolse alla
fine del secolo X una fiorente comunità basiliana.
Città vescovile all'inizio del secolo XI, fu conquistata
dai Normanni subito dopo Melfi. Nel 1127 fu assalita e saccheggiata
da Lotario III. Schieratasi in favore di Roberto di Loritello,
fu assalita e distrutta dai Normanni nel 1163. Ricostruita
e fortificata da Guglielmo il Buono, fu terra demaniale
sotto gli Svevi. Ribelle a Manfredi dopo la morte di Corrado,
fu riconquistata da Galvano Lancia che la tenne sino al
1266. Assegnata da Carlo I d'Angiò a Giovanni Galard,
ad Herveo de Chevreuse e poi ad Anselino de Toucy, alla
fine del secolo XIII era feudo di Ugone de Sully. Roberto
d'Angiò l'assegnò alla regina Sancia di Maiorca
che la vendette nel 1344 al Conte di Mirabella. Incamerata
dalla Corona, nel 1416 fu incorporata nello feudo di Melfi
ed assegnata a Giovanni Caracciolo. Nel 1532 Carlo V la
concesse a Diego Orlando de Mendoza. Feudo di Ruiz Gomez
de Silva nel 1554, fu assegnata nel 1567 a Nicola Grimaldi
con il titolo di conte. Passata ai Gesualdo, nel 1603 fu
acquistata da Ettore de Brayma. Da questi passò nel
1621 ai Carafa, nel 1632 a Lelio Penchi ed ai Caracciolo.
Il 7 giugno 1915, diede i natali all'eroe di guerra Biagio
Guarnaccio. Si può notare infine, che la città
dell'olio, è stata danneggiata dai terremoti del
1851 e del 1930.