Policoro
è un comune di 16.127 abitanti in provincia di Matera.
Policoro è posizionata sulla fertile pianura di Metaponto
a tre chilometri dal Mar Jonio. È il terzo centro
della provincia di Matera come popolazione, ed è
il secondo come importanza economica e culturale. Confina
a nord con il comune di Scanzano Jonico, ad est con il mar
jonio, a sud con Rotondella e ad ovest con i territori di
Tursi.
ETIMOLOGIA
Deriva dal greco poluchoros, spazioso.
MUSEI
Museo Nazionale della Siritide
AREE
VERDI
Oasi del Bosco di Policoro
EDIFICI
RELIGIOSI
Santuario di Santa Maria d'Anglona
Santuario della Madonna del Ponte (XVIII secolo)
Chiesa del Buon Pastore
CENNI
STORICI
Sorge
a poca distanza dalle rovine dell'antica città di
Heraclea, importante centro della Magna Grecia sorto nel
VI secolo a.C., dove nel 280 a.C. i Romani combatterono
Pirro. Dal medioevo si sviluppò un piccolo centro
urbano nelle vicinanze del Castello Baronale. Nel 1959 cessò
di essere frazione di Montalbano Jonico e divenne comune
autonomo. Da allora c'è stato un notevole incremento
demografico che ha portato Policoro ad essere il quinto
centro della regione, infatti è naturalmente candidata
a divenire la prossima nuova provincia, insieme a Melfi,
della regione.
ERACLEA
Eraclea (in greco Herakleia; in latino Heraclea o Heracleia)
fu un'antica città della Magna Grecia lucana, situata
nei pressi dell'attuale Policoro. Fu fondata dai coloni
Tarantini e Thurioti intorno al 434 a.C., dopo una guerra
che le aveva viste nemiche. La città è situata
su un'altura tra i fiumi Agri e Sinni sui resti della città
di Siris, e nel 374 a.C. fu scelta come capitale della Lega
Italiota al posto di Thurii che era caduta in mano ai Lucani.
Successivamente verrà creato un agglomerato urbano
sulla costa con il nome di Siris, che però con l'antica
Siris ha solo continuità onomastica ma non topografica.
Nel 280 a.C. la città fu teatro della battaglia di
Eraclea tra Taranto e Roma. Sempre intorno al 280 a.C. i
Romani proposero alla città di Eraclea uno speciale
trattato di alleanza, riuscendo a sottrarla all'influenza
di Taranto e facendola diventare città confederata
di Roma. A questo periodo risalgono anche le tavole di Eraclea,
attualmente conservate al Museo Archeologico Nazionale di
Napoli, che sono tavole di bronzo con testi in greco riguardanti
l'ordinamento pubblico e costituzionale della città.
Sul retro di queste è trascritta, in latino, la lex
Iulia Municipalis. Alla fine della guerra tra Romani e Tarantini,
Eraclea, come tutta la Lucania e la Puglia, cadde sotto
il dominio romano. Nel 212 a.C. la città fu assediata
e conquistata da Annibale. Successivamente diventò
nuovamente una città fiorente, e i suoi abitanti
furono descritti come Nobiles Homines da Cicerone nel Pro
Archia, l'apologia del poeta Aulo Licinio Archia, cittadino
di Eraclea. Nell'89 a.C. fu data agli Eraclidi la cittadinanza
romana con la lex Plautia Papiria. Durante tutta l'età
repubblicana, Eraclea viene turbata da tumulti sociali,
giunti al culmine nel 72 a.C. con il passaggio di Spartaco.
La popolazione allora si rifugiò nella parte alta
della città. Durante l'età imperiale cominciò
invece la sua decadenza. Vi hanno risieduto il poeta Archia
e il grande pittore Zeusi, forse originario della città.
Le rovine sono attualmente visitabili insieme al Museo Nazionale
della Siritide di Policoro che custodisce la maggior parte
dei reperti lì trovati. Dell'antica città
nella parte bassa si possono notare il Tempio di Atena,
di cui restano le fondamenta, e il Tempio di Demetra. Sull'acropoli
invece i resti della città si sono meglio conservati
ed è visibile l'impianto urbano costituito da assi
viari ortogonali. A ovest è situato il quartiere
dei ceramista con le case con fornaci annesse. A sud e a
ovest sono situate le necropoli.
SPORT
Il 16 maggio 2004 l'8° tappa del Giro d'Italia 2004
si è conclusa a Policoro con la vittoria di Alessandro
Petacchi.
La città ha due squadre di calcio: l'ASD Policoro
2000[6], e l'ASD Borussia Pleiade che militano nel campionato
regionale lucano di Eccellenza.
Due squadre di calcio a 5 l"A.P. L'EDEN", e BORUSSIA
PLEYADE che militano nel campionato di C1.
ECONOMIA
A pochi "passi" dal mare, Policoro dovrebbe, sulla
carta, vantare una lunga tradizione nelle attività
nautiche e di pesca. In realtà il rapporto della
città di Policoro è più che altro con
la cultura agricola dell'immediato entroterra che rappresenta
il suo passato più recente fatto di sviluppo economico
anche impetuoso a cavallo delle due guerre a partire dalle
grandi opere di bonifica; a trascinare lo sviluppo è
stato tra gli altri prodotti della terra la buonissima arancia
o il kiwi.
Agricoltura:
di notevole importanza le colture pregiate, soprattutto
di fragole, tipiche del Metapontino.Infatti la zone presenta
una forte presenza di aziende agricole per il compattamento
della frutta. In tal senso le esportazioni verso l'Europa
sono il punto forte dell'economia del luogo.
Turismo: in fase di forte sviluppo è il turismo balneare
e importante è il turismo archeologico: da segnalare,
a tal proposito, la presenza del Museo archeologico nazionale
della Siritide, che presenta i reperti rinvenuti ad Heraclea
secondo un percorso cronologico dal neolitico all'età
romana. Da un punto di vista strettamente turistico va evidenziato
come, a partire dal 2006, la cittadina jonica organizzi
la propria notte bianca (tipicamente attorno al 15 di settembre
con eventi, concerti, mostre, spettacoli), richiamando cospicui
flussi turistici, anche da fuori regione.
Industria: le industrie, soprattutto piccole e medie aziende,
stanno avendo un notevole sviluppo. Si tratta di aziende
tessili, pastifici e della lavorazione del ferro.
Molto sviluppate sono anche le attività commerciali
e i servizi.