Matera
è un comune di 60.383 abitanti, capoluogo dell'omonima
provincia e seconda città della Basilicata. La città
è nota in tutto il mondo per gli storici rioni Sassi,
riconosciuti nel 1993 Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO
(primo sito dell'Italia meridionale a ricevere tale riconoscimento).
Matera è tra le città decorate al Valor Militare
per la Guerra di Liberazione perché è stata
insignita della Medaglia d'Argento al Valor Militare per
i sacrifici delle sue popolazioni durante la seconda guerra
mondiale. La città si trova nella parte orientale
della Basilicata a 401 m s.l.m., al confine con la Puglia.
Sorge proprio al confine tra l'altopiano delle Murge ad
est, e la fossa Bradanica ad ovest, solcata dal fiume Bradano.
Il corso di questo fiume è sbarrato da una diga,
costruita alla fine degli anni cinquanta per scopi irrigui,
ed il lago artificiale creato dallo sbarramento, chiamato
Lago di San Giuliano, fa parte di una riserva naturale regionale
denominata Riserva Naturale di San Giuliano. Il torrente
Gravina, affluente di sinistra del Bradano, scorre nella
profonda fossa naturale che delimita i due antichi rioni
della città: Sasso Barisano e Sasso Caveoso. Sull'altra
sponda c'è la Murgia, protetta dal Parco Regionale
Archeologico Storico Naturale delle Chiese Rupestri, più
semplicemente detto Parco della Murgia Materana. Gli antichi
rioni chiamati Sassi, assieme con le cisterne ed i sistemi
di raccolta delle acque, sono la caratteristica peculiare
di Matera. Si tratta di originali ed antichi aggregati di
case scavate nel tufo, a ridosso di un profondo burrone,
la Gravina. Alla fine del 1993 l'UNESCO ha dichiarato i
rioni Sassi Patrimonio Mondiale dell'Umanità.
I
SASSI
Matera è nota anche come città dei Sassi,
proprio per la peculiarità e l'unicità del
suo centro storico. Scavati e costruiti a ridosso della
Gravina di Matera, una profonda gola che divide il territorio
in due, i Sassi di Matera, rioni che costituiscono la parte
antica della città, si distendono in due vallette,
che guardano ad est, leggermente sottoposte rispetto ai
territori circostanti, separate tra loro dallo sperone roccioso
della Civita. Questa posizione invidiabile, ha reso di fatto
la città invisibile agli occhi dei suoi nemici per
millenni, permettendole di passare pressoché indenne
attraverso secoli di storia. Il Sasso Barisano, girato a
nord-ovest sull'orlo della rupe, se si prende come riferimento
la Civita, fulcro della città vecchia, è il
più ricco di portali scolpiti e fregi che ne nascondono
il cuore sotterraneo. Il Sasso Caveoso, che guarda invece
a sud, è disposto come un anfiteatro romano, con
le case-grotte che scendono a gradoni, e prende forse il
nome dalle cave e dai teatri classici. Al centro la Civita,
sperone roccioso che separa i due Sassi, sulla cui sommità
si trovano la Cattedrale ed i palazzi nobiliari. Insieme
formano l'antico nucleo urbano di Matera, dichiarato dall'UNESCO
paesaggio culturale. La scelta di questo sito, sebbene abbia
garantito una estrema sicurezza all'abitato, ha comportato
ai suoi abitanti enormi difficoltà nell'approvvigionamento
delle acque. Di fatto i Sassi si trovano su di un enorme
banco calcarenitico a circa 150 metri dal livello del torrente,
mentre le colline d'argilla che li circondano ad ovest risultano
essere troppo lontane, per una città che costruita
nell'ottica dell'assedio, doveva garantirsi l'autonomia
al suo interno. Sin dai primi giorni quindi, i suoi abitanti
concentrarono le loro energie, non tanto sulla costruzione
delle case, quanto sullo scavo di cisterne e palombari e
dei relativi sistemi di canalizzazione delle acque. Vista
in quest'ottica Matera risulta essere uno dei più
antichi e meglio conservati esempi di bio-architettura al
mondo. Una breve analisi dei sistemi insediativi costruiti
intorno all'acqua, ci mostra come di fatto tutte le civiltà
e le tradizioni costruttive più antiche del mondo,
abbiano numerosi punti in comune, sebbene secoli e chilometri
le vedano come elementi distinti. Ad un occhio attento,
strutture apparentemente semplici e rudimentali, si rivelano
come dei prodigi di efficienza tecnica. Le umili tecniche
arcaiche, dimenticate dagli stessi abitanti, acquistano
un fascino ed un valore un tempo inimmaginabile. I trogloditi
che scavano canali e cisterne, costruiscono giardini pensili,
ed attorno agli spazi collettivi, oggi chiamati vicinati
condividono le proprie risorse, appaiono d'un tratto degli
esseri geniali. Ma il bello è che tutto questo è
ancora presente e vivo, sotto i nostri occhi in una città,
Matera, che ha del magico.
EDIFICI
RELIGIOSI
La Cattedrale: in stile romanico pugliese, fu costruita
nel XIII secolo sullo sperone più alto della Civita
che divide i due Sassi, sopra l'antica Chiesa di Sant'Eustachio,
uno dei due Santi Protettori della città. All'esterno
sono da notare il rosone a sedici raggi ed il campanile
alto 52 metri; all'interno un affresco bizantino della Madonna
della Bruna, un presepe cinquecentesco dello scultore Altobello
Persio ed un affresco raffigurante il Giudizio Finale.
La chiesa di San Giovanni Battista: costruita nel 1233,
anch'essa in stile romanico. All'interno, a tre navate,
vi è una grande volta a vele rifatta nel 1793, anno
in cui furono effettuate diverse modifiche per preservare
la staticità della chiesa, bei capitelli di tipo
pugliese che ornano le colonne con figure antropomorfe,
zoomorfe e vegetali, ed un'imponente abside.
La chiesa di San Francesco d'Assisi: ricostruita quasi completamente
nel 1670 in stile barocco. Rilevanti sono la facciata esterna
in stile tardo barocco, mentre al suo interno vi è
l'antica cripta dei Santi Pietro e Paolo, che conserva un
affresco raffigurante la visita a Matera del papa Urbano
II nel 1093.
La chiesa di Santa Chiara: fu costruita alla fine del XVII
secolo insieme agli attigui locali che ospitarono dapprima
l'ospedale, poi il convento delle clarisse ed infine i locali
del museo archeologico nazionale "Domenico Ridola".
La facciata, ricca di decori, presenta un lunettone nella
parte superiore ed in basso il portale con ai lati due semicolonne
e due nicchie con statue di santi. L'interno è ad
una navata.
La chiesa del Purgatorio: costruita nel 1747 in stile tardo
barocco, presenta una facciata con decorazioni sul tema
della morte e della redenzione delle anime. Notevole il
portale in legno diviso in 36 riquadri che riporta in alto
i teschi di prelati e regnanti ed in basso quelli di comuni
cittadini. All'interno, a croce greca, vi è una cupola
ottagonale.
La chiesa di San Domenico: fu costruita insieme al convento
a partire dal 1230 in stile romanico pugliese. Molto bello
il rosone con intorno quattro figure a rilievo raffiguranti
un telamone, due figurine ai lati, ed in alto l'Arcangelo
Michele. Al centro del rosone un cane con la fiaccola in
bocca, simbolo dei domenicani. L'interno, a tre navate con
altari laterali e con una cupola emisferica a cassettoni,
è stato rimodernato nel 1774.
Il convento di Sant'Agostino, monumento nazionale italiano,
situato nel Sasso Barisano e sorto nel 1593, insieme all'omonima
chiesa, sull'antica cripta rupestre di San Giuliano risalente
al XII secolo (sinora descritta come cripta di San Guglielmo
a causa di un errore storico).
Il Santuario della Madonna di Picciano: situato sulla sommità
dell'omonimo colle a 15 km dalla città, è
meta di pellegrinaggi. La leggenda narra che la Madonna
apparve sui rami di una quercia ad alcuni pastori abruzzesi
che percorrevano quei luoghi per la transumanza. A partire
dal XIII secolo si insediò una comunità monastica
benedettina, e nei secoli successivi Picciano appartenne
ai templari prima ed ai cavalieri di Malta poi, che ampliarono
la chiesa ed i locali annessi. All'interno della chiesa,
sopra l'altare maggiore, vi è l'immagine della Madonna,
databile al XV secolo, e nella cappella alle spalle dell'altare
la statua della Madonna che viene portata in processione.
Oggi il Santuario ed il monastero sono custoditi dai monaci
benedettini olivetani.
Il Santuario della Madonna della Palomba: situato sulla
Murgia quasi a strapiombo sulla Gravina di Matera, si trova
nei pressi di una grotta dove era venerato un affresco con
l'immagine bizantina della Vergine col bambino. A partire
dal 1580 fu costruito un nuovo edificio di culto. La facciata
mostra un rosone ed un campanile a vela, mentre l'interno
ad una navata conserva l'antico affresco databile intorno
al XIII secolo.
Le chiese rupestri: nella città e lungo le Gravine
del Parco della Murgia Materana si contano circa 150 chiesette
scavate nella roccia. Tra le più importanti chiese
rupestri nei Sassi vi sono Santa Lucia alle Malve, complesso
rupestre che anticamente ospitava una comunità monastica,
il Convicinio di S. Antonio un comprensorio costituito da
4 cripte rupestri, Santa Maria di Idris sulla sommità
dell'omonima rupe, Santa Barbara ricca di affreschi, la
Madonna delle Virtù che insieme alla sovrastante
chiesa di San Nicola dei Greci oggi ospita importanti mostre
di scultura, e San Pietro Barisano con facciata e campanile
in muratura ed interno quasi completamente scavato nella
roccia. All'esterno della città, in aperta campagna,
vi è la Cripta del Peccato Originale, recentemente
restaurata, esempio di pittura longobarda con uno straordinario
ciclo pittorico di affreschi che coprono le pareti di sinistra
e di fondo.
MONUMENTI
Il Castello Tramontano: in stile aragonese, con un maschio
centrale e due torri laterali rotonde, rimase incompiuto
per l'uccisione del conte Giovan Carlo Tramontano da parte
della popolazione nel 1514.
Il Palazzo Lanfranchi: monumento seicentesco fatto costruire
da Frate Francesco da Copertino per ordine del Vescovo Vincenzo
Lanfranchi tra il 1668 e il 1672. Ivi sono esposti dipinti
di alcuni importanti artisti come Carlo Levi, Camillo D'Errico,
Abraham Brueghel, Giovan Battista Ruoppolo e Mattia Preti.
Ospita i locali del Museo Nazionale d'Arte Medioevale e
Moderna.
Gli ipogei di piazza Vittorio Veneto: situati sotto la piazza
principale della città e tornati alla luce da pochi
anni, contengono oltre a numerosi ambienti ipogei anche
un'antica cisterna, detta il Palombaro lungo, ed una torre
facente parte delle mura a ridosso del Castello Tramontano.
La fontana ferdinandea: restaurata dal re Ferdinando II
di Borbone nel 1832, era originariamente posta ai piedi
della collina del castello e raccoglieva le acque provenienti
da quella collina. Dopo la seconda guerra mondiale, esaurita
la sua funzione di approvvigionamento, fu trasferita all'interno
della villa comunale. Nel mese di aprile del 2009 è
stata riportata nel suo luogo originario in piazza Vittorio
Veneto.
Palazzo Malvinni Malvezzi: situato in piazza Duomo, è
appartenuto alla famiglia dei Duchi di Santa Candida. Al
suo interno, nel piano nobile sono collocate 14 tele di
pregevole fattura ed arredi in stile Luigi XVI.
AREE
NATURALI
Il Parco della Murgia Materana: parco regionale istituito
nel 1990, comprende il territorio della Gravina di Matera,
le chiese rupestri disseminate lungo i pendii delle gravine
e l'altopiano della Murgia materana. Importanti le numerose
masserie, molte delle quali fortificate. Simbolo del parco
è il falco grillaio, piccolo rapace presente nel
territorio di Matera con numerosissimi esemplari.
La Riserva regionale San Giuliano: area protetta istituita
nel 2000, comprende il lago di San Giuliano, invaso artificiale
creato dallo sbarramento del fiume Bradano, ed i tratti
fluviali a monte ed a valle del fiume. Molto rilevante è
la presenza dell'avifauna.
Il colle di Timmari: polmone verde situato a circa 15 km
dalla città, domina la valle del Bradano ed il lago
di San Giuliano. È un'amena località residenziale,
e sulla cima del colle si trova il piccolo Santuario di
San Salvatore, risalente al 1310, ed un'importante area
archeologica dove sono stati ritrovati numerosi reperti
sia di epoca preistorica sia di tipo apulo risalenti al
IV secolo a.C. (tra cui una tomba ricchissima di arredi
funerari), molti dei quali sono custoditi nel museo archeologico
"Domenico Ridola".
LA
FESTA PATRONALE
La festa patronale della Madonna della Bruna si celebra
il 2 luglio di ogni anno sin dal lontano 1389, quando il
Papa Urbano VI, già arcivescovo di Matera, istituì
la festa della Visitazione, e va ricordata per la tradizione
della distruzione di un carro trionfale di cartapesta che
ogni anno viene ricostruito. Le fasi principali della festa
sono: la processione dei pastori, che si svolge all'alba
con il quadro della Madonna portato in processione per le
vie della città; la cavalcata, in tarda mattinata,
in cui i cavalieri della Bruna scortano la statua della
Madonna dalla Cattedrale alla parrocchia dell'Annunziata
di Piccianello; la processione di Maria Santissima della
Bruna sul carro, in cui la statua della Madonna viene nuovamente
accompagnata in Cattedrale su un carro trionfale; ed infine
la distruzione del carro, in tarda serata, quando il carro
trionfale, dopo aver fatto scendere la statua della Madonna,
ritorna nella piazza centrale della città e viene
assaltato e distrutto dalla popolazione.
ORIGINI
E CENNI STORICI
Matera è città antichissima, il cui territorio
testimonia insediamenti senza soluzione di continuità
sin dall'età paleolitica. Infatti nelle grotte sparse
lungo le Gravine materane sono stati ritrovati diversi oggetti
risalenti a quell'epoca, testimonianti la presenza di gruppi
di cacciatori. Nel periodo Neolitico gli insediamenti diventarono
più stabili, tanto che sono presenti tracce evidenti
di diversi villaggi trincerati. Con le Età dei metalli
nacque il primo nucleo urbano, quello dell'attuale Civita,
sulla sponda destra della Gravina. La città sembra
essere stata anticamente chiamata Mataia ole dai Greci,
che deriva da Mataio olos, il cui significato è tutto
vacuo, con riferimento alla Gravina, fossa attraversata
da torrenti; ulteriore ipotesi è che il nome derivi
da Mata (cumulo di rocce), radice utilizzata per diversi
nomi geografici; altri sostengono che il nome derivi dalle
iniziali di Metaponto ed Heraclea, avendo accolto profughi
delle due città dopo la loro distruzione; infine
Mateola, nome antico della città, potrebbe derivare
dal consolato romano di Quinto Cecilio Metello. Plinio il
Vecchio nella sua Naturalis historia (Liber III, 105), chiamò
Mateolani gli abitanti della città e li elencò
tra gli Apuli Lucani, una delle tre stirpi di Apuli da lui
menzionate (Apulorum genera tria). Nel periodo della Magna
Grecia, Matera ebbe stretti rapporti con le colonie situate
sulla costa metapontina, e successivamente in età
romana fu solo centro di passaggio ed approvvigionamento.
Nel 664 d.C. Matera passò sotto il dominio longobardo
e venne annessa al Ducato di Benevento. I secoli IX e X
furono caratterizzati da aspre lotte fra gli stessi Longobardi,
i Saraceni ed i Bizantini, che tentarono più volte
di impadronirsi del territorio, e la città fu distrutta
dalle truppe di Ludovico II, imperatore dei Franchi, proprio
nel tentativo di cacciare i Saraceni. Nel frattempo, a partire
dall'VIII secolo, il territorio materano fu teatro di una
notevole immigrazione di monaci benedettini e bizantini,
che si stabilirono lungo le grotte della Gravina trasformandole
in Chiese rupestri. Dopo l'insediamento dei Normanni avvenuto
nel 1043 la città conobbe un periodo di pace. Nei
secoli seguenti, fra carestie e terremoti, Matera fu a lungo
città Regia, in quanto si liberava dal dominio feudale
riscattandosi più volte, ma sotto gli Aragonesi la
città fu ceduta al Conte Gian Carlo Tramontano, che
nel 1514 venne ucciso dalla popolazione oppressa dalle tasse.
Nel 1663, in epoca spagnola, Matera uscì dalla provincia
di Terra d'Otranto, di cui fino ad allora era parte integrante,
diventando capoluogo della Basilicata. Tale titolo le rimase
fino al 1806, quando Giuseppe Bonaparte trasferì
le competenze a Potenza. Nel 1927 la città divenne
capoluogo di provincia. Matera fu la prima città
del Mezzogiorno ad insorgere contro i nazisti; infatti il
21 settembre 1943 il popolo materano insorse contro l'oppressione
esercitata dall'occupazione nazista. Dieci persone trovarono
la morte a seguito dei mitragliamenti tedeschi in ritirata.
La giornata raggiunse il suo culmine con la feroce rappresaglia
nazista che costò la vita ad altri 12 materani fatti
saltare in aria nel "palazzo della milizia". Nel
1948 nacque la questione dei Sassi di Matera, sollevata
da Palmiro Togliatti prima, e da Alcide De Gasperi dopo.
Nel 1952 una legge nazionale stabilì lo sgombero
dei Sassi e la costruzione di nuovi quartieri residenziali
che svilupparono la città nuova nella quale confluirono
i 15.000 abitanti dei Sassi. Nel 1980 fu parzialmente danneggiata
dal terremoto che colpì l'Irpinia e dalle scosse
che seguirono. Nel 1986 una nuova legge nazionale finanziò
il recupero degli antichi rioni materani, ormai degradati
da oltre trent'anni di abbandono. Nel 1993 infine i Sassi
di Matera furono dichiarati dall'UNESCO Patrimonio mondiale
dell'umanità.