Maratea
è un comune di 5.221 abitanti della Basilicata, in
provincia di Potenza. Per la bellezza dei suoi paesaggi
è stata soprannominata la perla del Tirreno, e con
le sue spiagge e luoghi di interesse artistico rappresenta
una delle principali mete turistiche della regione. Maratea
è inoltre l'unico comune della Basilicata ad affacciarsi
sul Mar Tirreno. Unico comune della provincia ad affacciarsi
sul mare, si estende per circa 32 km sul Mar Tirreno. La
sua costa, incastonata in una magnifica posizione geografica
ed ambientale, è variegata di insenature e grotte,
scogli e secche. Numerose e caratteristiche le spiagge costiere,
di fronte ad una delle quali emerge l'isola di Santo Janni.
Degni di attenzione i piacevoli fondali e le oltre 50 grotte
marine e terrestri, delle quali alcune hanno restituito
fossili e reperti preistorici. Su tutte spicca la Grotta
di Marina con stalattiti e stalagmiti. In più, le
montagne dell'entroterra, arrivando con i loro costoni direttamente
sul mare, creano un contrasto mare-monti unico, che da vita
a degli scorci visivi e dei panorami bellissimi. La gran
parte del territorio di Maratea è costituito da montagne
e colline, essendo lunica zona pianeggiante quella
dove sorge la frazione Castrocucco, in prossimità
della foce del fiume Noce. I rilievi montuosi della zona
nord, compresa tra Fiumicello-Santavenere e Acquafredda,
presenta episodi orografici plastici e di alto livello paesaggistico,
con i versanti montuosi che calano direttamente sul mare.
I rilievi sono costituiti per lo più da calcari dolomitici,
e le pareti rocciose presentano caratteristiche variazione
cromatiche, passando dal verde boschivo al rosso della nuda
roccia calcarea. I principali monti di questo sistema sono:
- Monte Coccovello: alto 1505 m, è il rilievo più
alto del territorio. Il monte poggia su una vallata con
il monte Cerrita, detta I Pozzi, di paesaggio tipicamente
montano. Il monte allunga un versante verso il mare, con
delle punte dette monte Spina e Serra del Tuono, che sovrastano
Acquafredda.
- Monte Cerrita: alto 1083 m, detto anche Cerreta o Angiuleddi,
è un grande rilievo che distende un fianco lungo
tutta la vallata del torrente Fiumicello. Il versante meridionale
del monte è spoglio di vegetazione, che si riduce
a gariga, mentre quello settentrionale ospita qualche piccolo
bosco.
La parte centrale del territorio, compresa tra la frazione
Fiumicello-Santavenere e il Porto e su cui insistono i rioni
della valle di Maratea, è caratterizzata da un sistema
montuoso a forma di Y, anchessi costituiti da formazioni
di calcare dolomitico. I rilievi di questo sistema sono:
-
Monte Crivo: alto 1277 m, si distingue per la sua struttura
con tre punte, con quella centrale caratterizzata dalla
presenza di una croce votiva in ferro battuto. Ai piedi
del monte si apre una faglia che con un fenomeno di sackung
crea una lenta e costante frana fa scivolare, nel corso
dei secoli, la valle sottostante verso il mare.
Monte San Biagio: alto 623 m, è il prolungamento
sul mare del sistema montuoso del monte Crivo, con la sua
caratteristica conformazione allungata verso il mare è
lepisodio montuoso più rilevante del territorio
di Maratea. Sebbene non altissimo, la sua posizione, al
centro del territorio, rende la sua cima un notevole punto
panoramico sulla costa e sullentroterra. Anticamente
detto monte Minerva, ospita i resti dellantica Maratea
detta «Castello» e la statua del Redentore.
Serra Capeddera: alta 1067 m, sovrasta il settentrione della
frazione Brefaro.
Serra Pollino: alta 1099 m, sulla cima ospita il santuario
della Madonna di Trecchina.
Monte Mairino: alto 1003 m, si trova a est di Brefaro. Ha
dei versanti molto boscosi.
La parte più meridionale del territorio, sulla cui
costiera si trovano i villaggi di Marina e Castrocucco e
nell'entroterra Massa e Brefaro, apre grandi vallate attraversate
da torrenti alluvionali. Le formazioni montuose, di grande
valore paesaggistico, costituiscono tre piani di visione:
la costa rocciosa, con al largo le isolette della Matrella
e di Santo Janni, la zona costiera quasi pianeggiante, caratterizzata
da un verde boschivo e le pareti rocciose perpendicolari
alla costa. La flora della costa di Maratea è tipica
macchia mediterranea: partendo da Acquafredda, troviamo
pini, scendendo verso Cersuta si incontrano querce, verso
Fiumicello si incontrano ogliastri e i lecci sono dominanti
a Marina.
Cespugli
di rosmarino, mirto, ginestra e finocchio selvatico si trovano
invece ben ditribuiti su tutto il territorio.
In
più, a Marina, si trova un endemismo floristico degno
di nota: la presenza, sulle rocce di Punta Caina, di una
stazione puntiforme (l'unica presente in Basilicata) di
Primula di Palinuro (Primula palinuri), un raro e protetto
endemismo delle coste tirreniche, il cui fragile areale
si presenta estremamente ridotto e puntiforme.
Nella
parte montana, i due centri storici sono separati da un
grande carpineto, e le frazioni montane Massa e Brefaro
ospitano grandi boschi e pascoli.
Per
quanto riguarda la fauna, sull'isola di Santo Janni si registra
un altro endemismo, di tipo zoologico, unico: il cosiddetto
Drago di Santo Janni, una lucertola bruno-azzurra, che vive
confinata sugli anfratti rocciosi dell'isolotto, sottoposta
a specifiche tutele.
ETIMOLOGIA
Diverse sono le interpretazioni date dagli storici all'origine
e al significato del toponimo Marathìa, antico nome
che ancora oggi è conservato nel dialetto. Molti
di questi hanno concordato che il nome è di chiara
derivazione greca, e oggi è quasi universalmente
accettata la tesi di Giacomo Racioppi, che vuole il nome
derivante dalla parola greca marathus ("finocchio selvatico")
e quindi col significato di «terra del finocchio selvatico».
Altra tesi, che ha riscosso per un certo periodo un discreto
seguito, è quella che il nome sia invece il composto
del latino màris e del greco théa, cioè
«dea del mare» o «spettacolo del mare»,
a seconda del significato attribuibile alla seconda parola.
DA
VEDERE
Per le sue innumerevoli chiese, cappelle e monasteri, Maratea
è detta anche la città delle 44 chiese. Di
seguito è riportato un elenco delle più rilevanti:
Basilica
Pontificia di San Biagio, santo patrono della città
Chiesa di Santa Maria Maggiore, chiesa parrocchiale di Maratea
Borgo
Chiesa di San Vito
Chiesa dell'Annunziata
Chiesa dell'Addolorata
Chiesa del Rosario
Chiesa di Sant'Antonio
Chiesa della Madonna degli Ulivi
Chiesa di Maria Santissima Immacolata, chiesa patronale
della frazione Acquafredda
Chiesa della Madonna Addolorata, chiesa patronale della
frazione Cersuta
Chiesa della Madonna del Carmine, chiesa patronale della
frazione Massa
ORIGINI
Le prime frequentazioni umane attestate sul territorio di
Maratea risalgono al Paleolitico Medio, epoca a cui sono
stati datati gli insediamenti delle grotte costiere presso
la spiaggia della località Fiumicello, dove sono
stati rinvenuti strumenti di industria litica e resti di
fauna pleistocenica. Altri insediamenti sono attestati in
alcune grotte sul litorale costiero compreso tra la frazione
Acquafredda e Sapri, e anche in grotte presso Marina di
Maratea. Nell'epoca eneolitica il promontorio detto Capo
la Timpa, posto a ridosso dell'odierno porto turistico,
diventa uno scalo di scambio, coinvolto in traffici con
le isole Eolie (che distano da Maratea solo 137 km), come
attestato dal ritrovamento di ossidiana nella zona delle
frazioni Massa e Brefaro.