Lauria
è un comune di 13.461 abitanti in provincia di Potenza.
Lauria, antica città lucana, è uno dei più
importanti centri della attuale Basilicata. La città,
posta come cerniera tra la Basilicata, la Campania e la
Calabria, deve la sua importanza al fatto di trovarsi in
una posizione strategica di snodo fra tre direttrici viarie
importantissime: l'antica Via Capua-Rhegium romana - oggi
tratto autostradale A3 (di cui rappresenta il punto intermedio
tra Salerno e Cosenza), la fondovalle Sinnica, che porta
all'altra costa lucana, e la fondovalle del Noce, che collega
l'autostrada A3 con la costa tirrenica calabro-lucana. Inoltre
la città rappresenta il punto d'incontro di tre valli:
quella del Noce, del Sinni e del Mercure, a cui si deve
aggiungere anche quella dell'Agri, tramite l'antico percorso
per Moliterno, in lunga attesa di adeguamento e divenuto
di livello secondario. Dal punto si vista paesaggistico
Lauria è collocata nel cuore di uno dei più
suggestivi paesaggi dell'Appennino Meridionale italiano,
territorio comprendente Maratea, il Parco Nazionale del
Pollino e il Massiccio del Sirino. Il Comune fa parte della
provincia di Potenza e confina con i limitrofi centri di
Castelluccio Inferiore e Castelluccio Superiore, Latronico,
Castelsaraceno, Moliterno, Lagonegro, Nemoli, Trecchina
e Tortora (CS). Naturale e antichissimo centro di riferimento
di un territorio molto ampio di cui è baricentro
(corrispondente grosso modo alla Basilicata meridionale),
fu sin dal Medioevo contea e anche sede vescvile di facto,
con un'evoluzione demografico-istituzionale simile, per
molti aspetti, a quella di Matera. La città ebbe
una drammatica battuta d'arresto nel corso naturale della
sua storia con il Massacro di Lauria del 1806, dovuto ad
un'intricata vicenda che portò Lauria, sede del potere
costituito, a divenire luogo di una grande resistenza borbonica
contro i Francesi. La sconfitta portò ad una tremenda
ritorsione nei confronti della città, gravida di
conseguenze negative: il dislocamento di tutti i servizi
statali( amministrazione, polizia, tribunale e ospedale)
a vantaggio di altri centri limitrofi minori quali soprattutto
Lagonegro, paese decentrato rispetto al territorio e tuttora
di dimensioni molto più contenute. Nonostante questa
vicenda, di cui in ultima istanza ha pagato l'intera area
(la quale, per quanto si voglia fare di questa necessità
un'astratta virtù, ha subito una frammentazione e
un indebolimento), Lauria, grazie alle sue caratteristiche
geografiche, alle sue dimensioni territoriali, ad una lunga
e stimata tradizione di commercio, imprenditoria e manodopera,
all'inevitabile lenta ripresa di alcune funzioni statali
territoriali, è tutt'oggi il centro principale e
di gran lunga più popoloso dell'area (tra l'altro
l'unico che sia in bilancio demografico positivo), sebbene
gli effetti dell'antico massacro siano uno dei fattori che
ne rallentano tutt'oggi la crescita. Nel 1998 ha ricevuto
ufficialmente dalla Presidenza della Repubblica il riconoscimento
e la dignità di "Città".
Il
Sole 24 ore (12 novembre 2004) ha segnalato Lauria tra le
province nascoste d'Italia, una provincia che eliminerebbe
un'innaturalità durata due secoli.
Il
centro abitato è suddiviso in due grandi rioni, quello
superiore, che viene tradizionalmente denominato "Castello"
, e quello inferiore, chiamato altrimenti "Borgo",
che sono separati dall'antico quartiere Ravita. I territori
di campagna sono altresì densamente abitati.
Lauria
è, inoltre, dotata di una serie di servizi sociali,
oltre che di ottime strutture alberghiere. Nel centro storico,
che rivela segni tipici dell'epoca medievale, con le abitazioni
aggrappate alla collina, si aprono angoli caratteristici
ed intricate viuzze e stradine che vi s'inerpicano dando
vita ad archi, sottopassi, portici e motivi architettonici
caldi ed armoniosi. Il territorio lauriota, uno dei più
grandi della Basilicata, offre un susseguirsi di paesaggi
pittoreschi ad agresti, naturali ed artificiali: le vette
del Sirino (2005 m), innevate per buona parte dell'anno;
il lago artificiale di Cogliandrino; il lago Rotonda; le
fresche sorgenti dei fiumi Sinni e Torbido, luoghi ameni
dalle acque cangianti e ricche di pescosità; le acque
oligominerali di Fiumicello, il Pino Loricato che cresce
sul Monte La Spina (o Serra La Spina); la grotta del Favaro
ed il castello di Seleuci, oggi Seluci, una delle principali
contrade, dove vengono continuamente alla luce reperti archeologici.
Simbolo
del comune di Lauria è il Basilisco con la scritta
Noli me tangere ("Non mi toccare") che ricopre
tutta una serie di significati, tra i quali quello originario,
che in varie forme della coscienza collettiva rimane ancora
vivo, è la temibilità ed intoccabilità
dell'abitato.
DA
VEDERE
Degni di nota sono il quartiere Cafaro, il rione Taverna
(nel quale sono presenti la Regia cappella borbonica di
S.Ferdinando e una antica fontana ottocentesca), i resti
del medievale Castello detto di Ruggiero, il Santuario dell'Assunta
(di età preromanica), la Chiesa matrice di S.Nicola,
ricca di opere di varie epoche nella quale si trovano le
reliquie del Beato Domenico Lentini, il Convento dei frati
Cappuccini che conserva un prezioso affresco del 1600 e
le tele del polittico di Ippolito Borghese, la restaurata
casa natia del Beato Lentini, i quartieri Palestro e Cerruto,
la Chiesa S.Giacomo del XV sec. con un pregevole coro ligneo
dello stesso periodo, il Convento dell'Immacolata del 1500,
che conserva un chiostro ed un campanile trecentesco di
ottima fattura, e infine la Chiesa del Purgatorio.
GASTRONOMIA
Tra i primi piatti, fatti di pasta fresca, rinomati sono
i raschcatiddi (gnocchi), le làgane e cìciri
(tagliatelle e ceci), le làgane e fasùli (tagliatelle
e fagioli), i tagliolini "dell'Ascensione" e le
variopinte minestre rustiche con cotiche ed erbe di campagna,
che arricchiscono le mense della cucina locale.
Altre
specialità sono il capretto alla brace o al forno,
i tipici involtini gli ummàriddi e trippa, contornati
da funghi, asparagi e cime di rape. Posto predominante occupano
le salsicce e salami, ma anche formaggi e ricotte fresche
o stagionate, prodotte artigianalmente dai pastori del monte
Sirino.
Raffinatezze
da annoverare sono il pane di grano, u pizzàtulu
(una semplice focaccia bianca, a volte ricoperta di salsa
al pomodoro), u sanguinacc (il sanguinaccio, dolce invernale
fatto con riso, cioccolato, uva passa ma soprattutto sangue
di maiale), u picciddàt (dolce pasquale), li viscuttini
(i biscottini, bianchi ricoperti di glassa), li mustacciùli
(i mostacciuoli), l'anginétt e l zéppule (le
zeppole). In questo comune, inoltre, molto apprezzata è
la gassosa locale della antica ditta Sarubbi che, in talune
occasioni festive, non di rado è miscelata al vino
rosso della zona.
ORIGINI
Alcune leggende fanno risalire la nascita della città
ad una fondazione greca/cretese, tesi questa, però,
mai verificata per l'assenza di una sistematica campagna
di scavi sul territorio, così come pure è
ampia la gamma di possibilità sulle origini del suo
nome. Nelle fonti, fortemente penalizzate dalla distruzione
dell'archivio cittadino nel Massacro di Lauria, compare
per la prima volta nel X secolo. Appare però abbastanza
improbabile che la sua area (attraversata anche dalla Via
Popilia) sia rimasta disabitata fino al X secolo poiché
alcuni ritrovamenti confermerebbero l'ipotesi che fosse
già popolata in precedenza.
CENNI
STORICI
Nella documentazione scritta ritroviamo Lauria per la prima
volta, almeno dal punto di vista di una chiara identificazione
toponomastica, nel Medioevo. Secondo alcuni studiosi accreditati
il centro abitato sorse, nel X secolo, intorno ad una laura
basiliana, che era sita nel luogo ove poi è stato
edificato il Santuario della Madonna dell'Armo. Probabilmente
furono i Normanni, che si stabilirono nella zona detta Ravita
(dall'arabo Rabit zona vicina) che edificarono il castello
oggi detto "di Ruggiero". Dal XII secolo Lauria
fu sede di un feudo in cui fiorivano artigianato e commercio.
Lauria rappresentava a quell'epoca il centro politico ed
economico della Valle del Noce: il feudatario era il capo
incontrastato di questo microcosmo autonomo. Capostipite
della baronia normanna è Gibel de Loira cui seguì
Riccardo (dal 1254 al 1266), fedelissimo di re Manfredi,
che, insieme a lui, trovò la morte nella battaglia
di Benevento. È proprio con Riccardo che la città
diviene, anche se per pochi anni, la prima sede del Giustizierato
di Basilicata. Il primogenito di questi Ruggiero divenne
celebre perché fu nominato Ammiraglio d'Aragona da
Pietro III: egli non fu mai sconfitto in combattimento e
riuscì, più volte, ad uscire vittorioso da
scontri con la flotta Angioina. Nel 1806 la città
fu focolaio di rivolta contro gli occupanti francesi: molti
abitanti l'8 e il 9 agosto furono barbaramente trucidati
dai soldati napoleonici, guidati dal Generale Massena perché
rei di aver sostenuto la causa borbonica in quello che è
passato alla storia come il Massacro di Lauria. Dopo il
saccheggio quale monito tutti gli uffici pubblici presenti
a Lauria, tra cui il distretto, circondario e il giudicato,
vennero soppressi dal re Giuseppe Buonaparte.Rimane tristemente
noto nella memoria collettiva di Lauria il bombardamento
effettuato dagli inglesi il 7 settembre 1943, finalizzato
alla distruzione del comando tedesco sito nel centro della
città, nel quale perirono 37 civili.[4] Altre fonti,
tra le quali quella del giornalista de L'eco di Basilicata,
Mario Lamboglia, che riporta le testimonianze di quei tragici
eventi dell'allora vivente sacerdote Don Antonio Spagnuolo
e diversi superstiti, affermano che il numero delle vittime
civili fu leggermente superiore, ossia 39, che al bombardamento
vi fu la partecipazione anche di aerei americani e che l'obiettivo
militare prioritario fosse individuato in un deposito di
munizioni sito nei pressi del quartiere Ravita e non semplicemente
nelle vie di comunicazione principali, quali strade e ferrovie
presenti nel territorio, com'è facile immaginare
in guerre di tale portata che da sempre le considerano bersagli
strategici.