Latronico
è un comune di 4.906 abitanti (di cui circa 1.600
risiedono nella frazione di Agromonte) in provincia di Potenza.
Il paese sorge ai piedi del monte Alpi, un'imponente montagna
dell'Appennino meridionale, costituito da tre cime denominate
Santa Croce (1893 m s.l.m.), Punta del Corvo (1880 m s.l.m.)
e Pizzo Falcone (1900 m s.l.m.). La struttura urbanistica
è sostanzialmente a "macchia d'olio" e
si può distinguere una parte alta, dove sorge il
centro storico, denominata Capadavutu ed una parte bassa
Capabbasciu, nella zona denominata dagli abitanti "Munistero"
nei tempi antichi sorgeva un Monastero di monaci Gesuiti.
Nel comune sono ubicate le Terme La Calda. Nel territorio
comunale vi è ubicata la stazione meteorologica di
Latronico, ufficialmente riconosciuta dall'organizzazione
meteorologica mondiale, fondamentale punto di riferimento
per lo studio del clima che caratterizza l'Appennino Meridionale.
ETIMOLOGIA
Il suo nome deriverebbe da due termini di lingua greca che
significano di "luogo nascosto". Osservando lo
stemma del comune si può notare che in esso è
raffigurata, in forma stilizzata, la montagna con tre stelle
sulle vette.
DA
VEDERE
Chiesa Matrice di Sant'Egidio Abate
Chiesa della Madonna delle Grazie
Chiesa di Santa Maria Assunta
Chiesa di San Nicola
Palazzo Arcieri
Centro storico antico
GASTRONOMIA
Maccaruni 'i casa cca' muddica (Fusilli con la mollica del
pane)
Ingredienti: fusilli, mollica sbriciolata di pane casereccio,
aglio, olio, sale, peperoncino macinato.
Tapparedde
cch'i lardari (Lasagnette con funghi porcini)
Ingredienti: lasagnette, aglio, olio, porcini, sale, pepe,
prezzemolo.
Lagane
e ciciri (Lagane e ceci)
Ingredienti: lagane, ceci, cipolla, aglio, pomodori pelati,
peperoncino, olio, pancetta, sale e pepe.
Taglulini
e fasuoli ccu' zzifft (Tagliolini, fagioli e polvere di
peperoni macinati)
Ingredienti: tagliolini, fagioli rossi, olio, sale, peperone
rosso macinato.
Maccaruni
'i casa ccu' savuzizzonu e coria (Fusilli con salsiccione
e cotica)
Ingredienti: fusilli, passata di pomodoro, salsiccione,
cotica, olio, aglio, cipolla, pecorino, peperoncino.
Rascatieddi
du' gualano (Gnocchi a tre dita del lavoratore)
Ingredienti: gnocchi, pomodoro, strutto, basilico, sale,
pecorino.
Coria
e fasuoli (Cotica e fagioli)
Ingredienti: fagioli rossi, cotica tagliata a striscette,
aglio, olio, sale, peperoncino.
È interessante notare come tutti i piatti che venivano
preparati avevano degli ingredienti interamente autoprodotti.
ORIGINI E CENNI STORICI
origini dell'attuale centro abitato di Latronico sono molto
incerte. Nel corso degli anni è stato provato con
ricerche archeologiche che esistesse un insediamento di
una comunità di origine enotria nella località
che oggi viene chiamata Colle dei Greci. Gli insediamenti
umani nel territorio di Latronico sono presenti fin dal
Mesolitico (circa 8000 a.C.). Testimonianza ne è
il ritrovamento di tracce di una comunità di uomini
primitivi che vissero in piccoli gruppi per oltre 6000 anni
nelle Grotte di Calda praticando essenzialmente un'economia
di tipo agricolo- pastorale. Le vicende storiche di Latronico
e del suo popolo continuano ad essere oscure dal III secolo
a.C. al XI secolo d.C., quando solo nel 1063 per la prima
volta compare il nome di Latronico in un documento, il Syllabus
Graecarum. Negli anni che seguirono il paese fu feudo di
Cola di Jonata, dei Sanseverino, dei Palmieri, dei Corcione
e infine dei Gesuiti. Quando i Gesuiti furono espulsi dal
Regno di Napoli (1767) il feudo passò al Demanio.
Alla fine del '700 anche Latronico partecipava attivamente
alla vita della Repubblica Partenopea, e alcuni latronichesi,
che avevano evidentemente a cuore le idee rivoluzionarie
di fratellanza, libertà, uguaglianza furono inclusi
nel "Notamento dei Rei di Stato" e andarono così
incontro al carcere e alla morte. Anche Latronico dal 1861
al 1865 ebbe i suoi briganti che erano organizzati in bande.
Ricordiamo quella di De Luca Nicola (detto Scaliero) e quella
di Francesco Viola (Pedatella). Scoppiò la Grande
Guerra e Latronico pagò anch'essa uno scotto di 52
tra morti e dispersi e 12 mutilati. Durante l'epoca fascista
si incominciarono a sfruttare le sorgenti solfo-magnesiache
site in contrada Calda costituendo una società e
costruendo uno stabilimento termale all'avanguardia per
l'epoca. Questo fece di Latronico una delle zone di cura,
svago e riposo pù importanti dell'intera Basilicata.
Sempre durante il ventennio Fascista al comune di Latronico
furono aggregate le frazioni di Agromonte Magnano e Agromonte
Mileo. Durante gli anni '60 Latronico vide il suo pù
grande incremento demografico, situazione che da quegli
anni non si è più ripetuta a causa della piaga
sociale che da molti anni ormai sta condizionando pesantemente
lo sviluppo meridionale: l'emigrazione.