Lagonegro
è un comune di 5.858 abitanti in provincia di Potenza.
Il comune sorge a sud-ovest della provincia di Potenza,
ai confini con quella di Salerno e con il territorio del
Vallo di Diano. Nel suo territorio, al confine con Lauria,
si trova il monte Sirino (2005 m). La posizione geografica
di Lagonegro è a metà strada tra il mare e
le montagne, si tratta di una posizione particolarmente
favorevole, che consente agli abitanti temperature quasi
sempre miti. Di particolare importanza è l'orografia,
allo studio dei monti e dei minerali si è dedicato
nelle sue ricerche lo scienziato lagonegrese Giuseppe De
Lorenzo. La zona è ricchissima di sorgenti e non
mancano molti laghetti. Per quel che riguarda il clima,
esso è caratterizzato da elevate precipitazioni invernali
e da una spiccata siccità estiva. Il suo territorio
presenta una ricca fauna e una variegata flora contraddistinta
dalla consistente presenza di castagneti e di faggeti. Nella
cultura di Lagonegro vi è la festività dedicata
alla Madonna delle Nevi del Sirino, la quale si articola
in tre successivi momenti: nella terza domenica di giugno
la sua statua viene portata a spalle sul monte Sirino, facendo
tappa presso la località Brusco; il 4 e 5 agosto
la festa si tiene sulla cima del monte Sirino, presso la
cappella dedicata alla Madonna: per l'occasione molti lagonegresi
organizzano un lungo campeggio sul monte, mentre il giorno
della festa altri concittadini si fermano dopo il rito religioso
per una scampagnata; la terza domenica di settembre, giorno
della vera e propria festa patronale del paese, la statua
della Madonna delle Nevi viene riportata a spalle a Lagonegro
e riposta presso la cappella del "Sieggio", la
chiesetta che la ospiterà per tutto l'inverno.
ETIMOLOGIA
Dallepoca Longobarda il nome DERIVA da un lago o stagno
formato dal Tanagro detto "Negro".
FESTIVITA'
RELIGIOSE
Nel 1976 Lagonegro fu elevata a concattedrale della diocesi
di Tursi-Lagonegro, che comprende tutta la fascia di territorio
dal Tirreno allo Jonio. La forte tradizione che lega la
cultura lagonegrese a quella cattolica è testimoniata
dalle innumerevoli celebrazioni che si svolgono nel corso
dell'anno:
Festività
di San Giuseppe, viene realizzata nella zona del rione Rossi
e che si svolge ai primi di maggio;
Festività di San Nicola, protettore della città,
che si tiene la terza domenica di maggio;
Festività della Madonna del Carmine, che si svolge
nella prima domenica successiva al 16 luglio;
Festività dell'Assunta, tradizionalmente celebrata
a ferragosto;
Festività della Madonna degli Angeli che l'8 settembre
si celebra presso l'omonimo monastero;
Festività dedicata alla Madonna delle Nevi del Sirino
ORIGINI
E CENNI STORICI
Le origini della cittadina sono controverse, ma la teoria
più accreditata fa derivare il borgo da un insediamento
romano denominato Vicus Mendicoleius; pare addirittura che
appena fuori del borgo vi sia una piccola chiesetta (detta
del Rosario) sorta su un tempio pagano dedicato a Giunone[senza
fonte]. Nel VIII secolo pare avvenne l'insediamento di monaci
Basiliani di origini bizantine o bulgare sulla rupe del
castello. Forse la chiesa di San Nicola che svetta sul borgo,
risalente al IX-X secolo, è opera conseguente allo
stabilirsi di questi predicatori. All'incirca in tale periodo
il borgo è citato col suo attuale nome che pare derivi
dalle scure acque di un lago appenninico situato nei dintorni
e poi scomparso. Il borgo viene circondato nel IX-X secolo
da mura e torri di cui ancora restano visibili incantevoli
tracce. Di queste opere è molto suggestiva la porta
di ingresso al borgo denominata "Porta di Ferro"
la cui parte in pietra è stata rifatta nel 1552,
al di sopra della porta c'è lo stemma della città
post-feudale: San Michele Arcangelo che uccide il drago.
A partire dal 968, i suoi territori, costituirono una delle
turme del thema di Lucania. Nel periodo medievale, la cosiddetta
"terra" di Lagonegro fece parte, della Contea
di Lauria. Passò successivamente nel 1463 a Vinceslao
Sanseverino, dodicesimo conte di Lauria. Non avendo figli
maschi ammogliò sua figlia Luisia con Barnaba Sanseverino,
fratello di Roberto principe di Salerno, dandole in dote
il suffeudo di Lauria consistente in Lauria, Ursomarso,
Layno, Castelluccio, Trecchina e cedette le sue ragioni
sopra Torturella, Cuccaro, Lagoniro, Rocca, Policastro,
Rivello, Scalea e Bervicaro. L'11 agosto del 1498 il re
Federico donò Lagonegro a Gaspare Saragusio, devoluta
per ribellione di Guglielmo Sanseverino, la di cui figlia
Giovanna la vendé poi a Vincenzo Caraffa. Nel 1548
il Caraffa la vendé a Giacomo Cossa col patto di
retrovenderla. Nel 1550 il Vincenzo Caraffa cedé
il dritto di ricomprarla per ducati 5000 a Luigi Caraffa,
il quale, acquistò poi per ducati 20.000. I cittadini
però nel 1559 si ricomprarono, divenendo così
città demaniale[senza fonte]. Più recentemente,
nel 1853, ha soggiornato a Lagonegro il Re di Napoli Ferdinando
II.