Accademia di Belle Arti
Accademia di Belle Arti Legalmente Riconosciute
Accademia Nazionale di Arte Drammatica
Conservatori di Musica
Accademia Nazionale di Danza
Istituti Musicali Pareggiati
Istituti Superiori per le Industrie Artistiche (ISIA)

LA RIFORMA DEI CONSERVATORI ITALIANI

La legge 508 del 1999 ha modificato radicalmente i Conservatori italiani, trasformandoli in istituzioni di altaformazione artistica e musicale che rilasciano titoli di studio di primo e di secondo livello, equiparati ai diplomi di Laurea Universitari. Infatti, il Conservatorio di Piacenza ha avviato già dall’anno 2003-04 Trienni di primo livello con un percorso formativo alternativo al vecchio diploma ed in grado di proporre una formazione più ampia e completa e rispondente alle esigenze professionali e artistiche attuali. Nell’anno 2004-05 sono stati istituiti corsi sperimentali di secondo livello nel ramo compositivostrumentale (indirizzo solistico, cameristico-orchestrale), canto (indirizzo opera buffa, canto epoca verdiana) ed inoltre uno specifico percorso per accompagnatori e collaboratori pianistici, una professionalità alquanto trascurata e di cui ancora non si è ben compreso le potenziali prospettive
occupazionali relative al mondo del teatro”. Grazie al decreto legislativo 268 non solo si dà maggior riconoscimento al Diploma decennale (gli ultimi tre anni vengono riconosciuti parificati ad una Laurea triennale di primo grado), ma ci sono anche interessanti novità per le prospettive professionali. Chi fosse in possesso di un diploma di scuola secondaria e avesse un Diploma tradizionale, conseguito secondo i vecchi ordinamenti, una volta colmati gli eventuali debiti relativi a materie non contemplate nei vecchi programmi (inglese, informatica...), può accedere alla specializzazione biennale e ottenendo, così, una laurea quinquennale (gli ultimi tre anni sommati al biennio di specializzazione) che dà la possibilità di accedere ai concorsi nella pubblica amministrazione. E’ chiaro che la riforma impone un maggior impegno, creando una sorta di competività tra i conservatori, che favorisce la volontà di continuo miglioramento e stimola i docenti. Il nuovo statuto del Conservatorio ha creato il Consiglio Accademico (con la partecipazione di docenti e studenti) e altri organi e istituzioni per un più efficiente funzionamento. Come ogni conservatorio che ha scelto percorsi specifici da offrire agli studenti di tutta Italia, anche il Nicolini ha delle “nicchie” di particolare attrattiva, come il Canto e il Teatro (si pensi all’annuale produzione di opere e operine), ma anche la musica contemporanea ed elettronica. Sono in programma grossi progetti di ristrutturazione nella Sala dei Concerti e locali adiacenti per un nuovo dipartimento tecnologico e un’eventuale sala di registrazione.

LA STORIA

Il conservatorio è un istituto di formazione superiore specializzato nello studio della musica in esecuzione musicale, composizione musicale, teoria musicale, musica corale, armonia e contrappunto, solfeggio e la pratica di uno strumento musicale per la formazione personale, culturale e artistica di musicisti. Il termine conservatorio deriva dall'usanza, nel XIV e XV secolo, di iniziare ed educare ad un mestiere (e fra questi quello della musica) gli orfani ed i trovatelli che venivano "conservati" presso asili, ospizi ed orfanotrofi di pubblica pietà.

A legare indissolubilmente il termine "Conservatorio" ad un luogo scolastico in cui la musica assume un ruolo preminente fu la pratica didattica nella città di Napoli. A Napoli operavano fino al tardo secolo XVIII ben quattro Conservatori: I Poveri di Gesù Cristo, La Pietà dei Turchini, Sant'Onofrio a Porta Capuana e Santa Maria di Loreto, più uno femminile denominato dell'Annunziata. È in questi luoghi che si è consolidata e sviluppata la gloriosa Scuola Musicale Napoletana. Nell'Istituto I Poveri di Gesù Cristo, sorto nel 1599 per iniziativa del frate Marcello Fossataro, già nel 1633 erano registrati i nomi di un magister musicae e di un magister lyrae e la biblioteca era fornita di libri di mottetti e di madrigali; inoltre possedeva violini, tromboni, cornetti.Il Conservatorio di Santa Maria di Loreto venne invece fondato da un artigiano, mastro Francesco, e annovera per la prima volta l'informazione di una cantata intorno al 1656. Verso la metà del XVII secolo si incominciò a insegnare musica anche al Sant'Onofrio a Porta Capuana, nei decenni successivi soprattutto opera comica. La Pietà dei Turchini ebbe origini nel 1583 e le prime notizie di attività musicali risalgono al 1615. Il Conservatorio di Musica di Palermo fu fondato dal viceré De Castro nel 1617 anche se lo studio della musica incomincò molti decenni dopo, con l'introduzione del coro e del violino. Il Conservatorio attraversò momenti difficili intorno agli anni venti dell'Ottocento, quando i giovani fuggivano per evitare di essere arruolati nell'esercito di S.M.Borbonica. Verso la metà del secolo, grazie alla ristrutturazione del maestro Raimondi, la scuola riprese slancio e vigore. Fra i maestri illustri dei primi conservatori si ricordano Alessandro Scarlatti, Tommaso Traetta (1727 - 1779), ), Niccolò Jommelli (1714 - 1774), Nicola Antonio Porpora (1686 - 1766). Tra gli allievi, Giovan Battista Pergolesi, Domenico Cimarosa, Leonardo Leo, Gian Francesco De Majo. Tra i Maestri operanti negli Ospedali Veneziani, Baldassarre Galuppi (1706 - 1785).

Tra i vari insegnamenti, quello del canto non mancava mai, e le istituzioni fornivano alle scholae cantorum numerosi giovani per i loro complessi corali. A partire dal '700, questi conservatori acquisirono sempre maggiore importanza dal punto di vista dell'educazione musicale, perdendo la loro caratteristica assistenziale e mantenendo il nome di conservatorio per la scuola musicale, espandendo l'insegnamento alla teoria, alla composizione, ai vari strumenti musicali ed all'arte drammatica. Celebre fu, in tutta Europa, nel '700 il Pio Ospedale della Pietà di Venezia, la cui orchestra era composta esclusivamente da giovani donne e diretta da Antonio Vivaldi.

Per avere un'idea sui corsi, elenchiamo, a titolo puramente esemplificativo, l'elenco di quelli relativi al Conservatorio di Napoli.

Corsi

Compimento
inferiore
Compimento
medio
Diploma
ARPA
7
2
CANTO LIRICO
3
2
CHITARRA
5
3
2
CLARINETTO
5
2
COMPOSIZIONE
4
3
3
COMPOSIZIONE SPERIMENTALE
2
3
4
CONTABBASSO
5
2
CORNO
4
2
DIDATTICA DELLA MUSICA
4
DIREZIONE D'ORCHESTRA
4
3
3
FAGOTTO
5
2
FLAUTO
5
2
JAZZ
3
MANDOLINO
4
3
MUSICA CORALE E DIREZIONE DI CORO
3
MUSICA ELETTRONICA
3
OBOE
5
2
ORGANO
5
3
2
PIANOFORTE
5
3
2
SASSOFONO
5
2
STRUMENTI A PERCUSSIONE
5
3
STRUMENTAZIONE PER BANDA
3
TROMBA
4
2
TROMBONE
4
2
VIOLA
5
3
3
VIOLINO
5
3
2
VIOLONCELLO
5
3
2

L'Alta formazione artistica e musicale, detta anche AFAM, è un settore del sistema italiano di istruzione superiore parallelo ed equipollente al settore artistico universitario, sottoposto al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, e istituito con la Legge n. 508 del 21 dicembre 1999.

«Le Accademie di belle arti, l'Accademia nazionale di arte drammatica e gli ISIA, nonché, con l'applicazione delle disposizioni di cui al comma 2, i Conservatori di musica, l'Accademia nazionale di danza e gli Istituti musicali pareggiati costituiscono, nell'ambito delle istituzioni di alta cultura cui l'articolo 33 della Costituzione riconosce il diritto di darsi ordinamenti autonomi, il sistema dell'alta formazione e specializzazione artistica e musicale. Le predette istituzioni sono disciplinate dalla presente legge, dalle norme in essa richiamate e dalle altre norme che vi fanno espresso riferimento. [...] Le istituzioni sono sedi primarie di alta formazione, di specializzazione e di ricerca nel settore artistico e musicale e svolgono correlate attività di produzione. Sono dotate di personalità giuridica e godono di autonomia statutaria, didattica, scientifica, amministrativa, finanziaria e contabile ai sensi del presente articolo, anche in deroga alle norme dell'ordinamento contabile dello Stato e degli enti pubblici, ma comunque nel rispetto dei relativi principi.» (Legge 21 dicembre 1999, n.508, art. 2, commi 1 e 4).

In Italia storicamente le Accademie di belle arti e i Conservatori di Musica sono state considerate istituzioni scolastiche e per questo motivo sottoposte alla supervisione del Ministero dell'Istruzione. La necessità di dare valore di tipo universitario (Costituzione della Repubblica Italiana art. 33) ai diplomi rilasciati da queste istituzioni spinse Accademie e Conservatori, dall'inizio degli anni '90 (anche con alcuni eclatanti episodi di protesta da parte degli studenti), a chiedere l'equipollenza con le Università e ad avere la supervisione del Ministero dell'Università, allora dicasteri divisi.

I principali motivi furono: le analoghe istituzioni comunitarie hanno lo status di Università e con l'apertura del mercato delle professioni nel 1992 si verifica il paradosso che professionisti esteri sono formalmente più qualificati degli italiani pur avendo frequentato gli stessi studi; il fatto che le Università italiane si fossero mosse nel settore proprio dell'arte e della musica entrando in concorrenza con Accademie e Conservatori (DAMS Bologna 1971). Per tali ragioni, il legislatore nel 1999 riordinò l'intera materia equiparando le Accademie e i Conservatori alle istituzioni universitarie e ponendole sotto la vigilanza del dipartimento Università e Ricerca, anche quando nel 2001 i due dicasteri furono accorpati nel Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca e nelle successive divisioni e ricomposizioni dello stesso.

La struttura dei corsi è equiparata a quella delle Università, ovvero alla Convenzione di Bologna che prevede un percorso cosiddetto del "3+2".

Per misurare il carico didattico dello studente AFAM, il Ministero dell'università ha introdotto, nell'ambito del sistema dei crediti formativi, il Credito formativo accademico (CFA). In particolare nel DPR 8 luglio 2005, n. 212 art. 12, comma 5 è scritto che: « Gli studi compiuti per conseguire i diplomi accademici in base ai previgenti ordinamenti didattici sono valutati in crediti e riconosciuti dalle istituzioni per il conseguimento dei diplomi di cui all'articolo 3, nel rispetto di quanto previsto nel decreto di cui all'articolo 6. Tale disposizione si applica anche ai corsi di diploma accademico attivati in via sperimentale.». Da ciò si deduce che il Credito formativo accademico (CFA) è uguale al Credito formativo universitario (CFU), tuttavia non è chiaro se l'accesso alle Lauree magistrali universitarie (LM) è possibile solo con i previgenti ordinamenti in quanto già lauree, oppure anche con i trienni sperimentali non ancora valutati come lauree.

Sotto la denominazione "alta formazione artistica, musicale e coreutica" sono comprese:

- le Accademie di belle arti;
- l'Accademia Nazionale di Danza;
- l'Accademia Nazionale d'Arte Drammatica;
- gli Istituti superiori per le industrie artistiche (ISIA);
- i Conservatori di musica;
- gli Istituti musicali pareggiati.

Sono per ora escluse la Scuola Nazionale di Cinema - Centro Sperimentale di Cinematografia e l'Accademia nazionale del dramma antico.

LE ACCADEMIE DI BELLE ARTI

Le Accademie di Belle Arti sono istituti di formazione superiore per lo studio delle arti visive. L'accademia può rilasciare diplomi accademici di I livello (in attesa di equiparazione alla laurea) e di II livello (in attesa di equiparazione alla laurea magistrale) come da D.P.R.8 luglio 2005, n.212 e Nota circolare UPPA N. 09/08 del 31.01.2008. I previgenti ordinamenti quadriennali (D.L. 16 aprile 1994, n. 267) sono già equiparati alle lauree (L. 22 novembre 2002, n. 268 - decreto MIUR 3 novembre 1999, n.509)

I corsi attivabili dalle Accademie sono (DM n. 482/08):

ARTI VISIVE

- Pittura
- Scultura
- Grafica (nota: introdotto solo dopo la rifrma 3+2 perché secondo la tradizione dei maestri rinascimentali il disegno era parte fondante per ogni arte visiva e non iponimo; esisteva anche diploma quadriennale di DISEGNO SPERIMENTALE corrispondente a pittura precursore dell'odierno in grafica P.O.F. 1999/00)
- Decorazione (nota: dovrebbe preparare prevalentemente delle cosiddette arti minori o decorative tradizionali sulle cose ma c'è ambiguità se deve anche preparare alla Body Art e Fashion design sulle persone)
- Fotografia (nota: introdotto dalla rifrma 3+2, c'è ambiguità se Fotografia è da considerarsi Arti visive o Nuove tecnologie dell'arte).

PROGETTAZIONE E ARTI APPLICATE

- Scenografia (nota: c'è ambiguità se Scenografia è da considerarsi Arti visive o Progettazione e arti applicate).
- Restauro (nota: introdotto dalla rifrma 3+2 il diploma triennale non è abilitante alla professione di restauratore perché la legge richiede una laurea universitaria LS12).
- Progettazione artistica per l'impresa (nota: introdotto dalla rifrma 3+2 e concorrente ABA dei corsi ISIA).

NUOVE TECNOLOGIE DELL'ARTE

Arti multimediali (nota: introdotto dalla primissima riforma quadriennale P.O.F. 1999/00 come corrisponente a scenografia e successivamente riformato in 3+2 e disgiunto da scenografia)
- Multimedialità (nota: introdotto dalla rifrma 3+2; assimilabile ad arti multimediali).
- Comunicazione visiva multimediale (nota: introdotto dalla rifrma 3+2; c'è ambiguità se comunicazione visiva multimediale è da considerarsi Nuove tecnologie dell'arte o Comunicazione e didattica dell'arte).
- Progettazione multimediale (nota: introdotto dalla rifrma 3+2; c'è ambiguità se progettazione multimediale è da considerarsi Nuove tecnologie dell'arte o Progettazione e arti applicate).

D.M. 30 settembre 2009, n.123 -
Accademie di Belle Arti

Ordinamenti didattici dei corsi di studio per il conseguimento dei diplomi accademici di primo livello delle Accademie di Belle Arti.

Si comunica che con D.M. 30 settembre 2009, n.123, sono stati definiti, in applicazione dell'art.3 quinques del decreto legge 10.11.2008, n.180, convertito con modificazioni nella legge 9.1.2009, n.1, gli ordinamenti didattici dei corsi di studio delle Accademie di Belle Arti, nonché le corrispondenze tra le attuali classi di concorso ed i settori artistico disciplinari, già definiti con D.M. 3.7.2009, n.89.
La presente nota ed il decreto sopra citato, vengono pubblicati sul sito internet del Ministero, nelle sezioni "notizie" ed "offerta formativa", concernenti questa Direzione Generale.