Teramo
è una città italiana di 55.129 abitanti, capoluogo
della provincia omonima della Regione Abruzzo. Teramo è
situata nella parte settentrionale dell'Abruzzo, nella Val
Tordino, in una zona collinare sotto le pendici del Gran
Sasso, che digrada verso la costa con una ricca vegetazione
di vigneti e oliveti.
La
città sorge alla confluenza del fiume Tordino con
il torrente Vezzola che cingono il suo centro storico.
ETIMOLOGIA
Ebbe probabilmente dai Fenici il nome di Petrut, con il
significato di luogo elevato circondato dalle acque.
Dalla latinizzazione di Petrut in Praetut derivò
poi Praetutium e Ager Praetutianus per indicare il territorio.
I Romani la chiamarono Interamnia Urbs ("città
tra i due fiumi", con riferimento al Tordino e al Vezzola),
e fu detta Praetuttium, o Praetutianorum o semplicemente
Praetutia per distinguerla da Interamnia Nahars (Terni),
Interamnia Lirinos (la scomparsa Teramo sul Liri) e Interamnia
di Capitanata (lattuale Termoli). Nella divisione
amministrativa del territorio promossa da Augusto imperatore,
Interamnia fu ricompresa nella V Regio, il Piceno.
In epoca medievale da Praetutium derivò Aprutium
che fece la sua comparsa in documenti del VI secolo e che
per qualche tempo, fino al secolo XII circa, avrebbe designato
sia la città, il Castrum aprutiense, che il territorio
circostante per estendersi quindi allintero Abruzzo.
Il nome Interamnia si trasformò invece in Interamne,
Teramne e Interamnium, Teramnium per giungere infine, allinizio
del II secolo d.C., alla forma Teramum. Secondo alcuni il
nome Abruzzo deriva proprio da Aprutium. Non ha trovato
credito, invece, la teoria secondo la quale il nome Teramo
sarebbe derivato da Thermae, con relazione quindi alla pur
accertata presenza di importanti terme in varie zone della
città, e che faceva riferimento sia allaspirazione
Theramum riscontrabile in alcuni codici sia
all'uso del dialetto locale che contrae in Terme
la pronuncia del nome di Teramo.
L'OSSERVATORIO
ASTRONOMICO
Sulle colline prospiscienti, a 4 km da Teramo, sorge l'Osservatorio
astronomico di Collurania [2]. Fu fondato nel 1890 dall'astronomo
teramano Vincenzo Cerulli che poi lo donò allo Stato
nel 1917. Dal suo telescopio, il 2 ottobre 1910, Cerulli
scoprì un asteroide a cui diede il nome Interamnia
(l'antico nome latino di Teramo).
ARCHEOLOGIA
Teatro e Anfiteatro romani: nel centro storico di Teramo
sono presenti i resti sia dell'anfiteatro romano che del
teatro romano, distanti fra loro pochi metri l'uno dall'altro,
caso quasi unico al mondo. Gli studiosi datano la loro costruzione
nel periodo dal I al II secolo dopo Cristo. Necropoli di
Ponte Messato: Nel quartiere Cona vi è il Parco archeologico
di Ponte Messato dove sono visibili una strada romana e
tombe. Di origine pre-romana e ampliata nel periodo romano,
si sviluppa ai lati dell'antica strada lastricata, contornata
di monumenti, da qualcuno chiamata anche Via sacra d'Interamnia
(con le dovute proporzioni una sorta di Via Appia teramana
per le analogie con la Via Appia Antica nei pressi di Roma).
Domus e mosaico del Leone: Tra gli emblemi della storia
archeologica teramana è da annoverare il Mosaico
del Leone, rinvenuto nel 1891 durante i lavori di costruzione
di Palazzo Savini in Corso Cerulli. Destinato ad arricchire
il pavimento di una domus patrizia(Domus del Leone), il
Mosaico del Leone è databile intorno al I secolo
a.C., così come quelli, simili nella fattura, rinvenuti
a Pompei e nella Villa di Adriano a Tivoli. È stato
universalmente riconosciuto come uno degli esempi più
alti dell'arte del mosaico. Sito archeologico di Torre Bruciata:
in Piazza Sant'Anna, al fianco della Chiesa omonima, si
trovano i resti di una sontuosa villa romana. Sito archeologico
di Largo Madonna delle Grazie: resti di abitazioni romane
di età augustea e di un impianto industriale. Domus
di Vico delle Ninfe: resti di un'antica pavimentazione a
mosaico, risalente ai primi secoli d.C.
DA
VEDERE
Casa dei Melatino: palazzo di origine medievale risalente
al XIII sec. e sito in Largo Melatini. Era l'abitazione
privata della storica famiglia teramana dei Melatino.
Casa Urbani: casa medievale risalente presumibilmente al
sec XI. Si trova in Vico del Pensiero, nei pressi della
Piazzetta del Sole.
Casa Catenacci: in Via Vittorio Veneto, nei pressi di Piazza
Martiri della Libertà, si trova questo edificio medievale
risalente al sec. XIV. Ospitò il primo teatro della
città, inaugurato nel 1792.
Palazzo Dèlfico: elegante palazzo edificato nel 1552,
è sito in Corso San Giorgio ed era l'abitazione privata
della storica famiglia teramana dei Dèlfico.
Palazzo Civico: risalente al XIV sec., è la sede
del Comune. Si affaccia in Piazza Orsini, di fronte ai Portici
del Palazzo Vescovile.
Palazzo Vescovile: costruito attorno al 1374, questo edificio
medievale è la residenza degli Uffici della Curia
Aprutina e del Vescovo. La sua facciata principale si affaccia
su Piazza Martiri della Libertà, al fianco della
Cattedrale di San Berardo.
Antico Manicomio: una struttura imponente, costruita nel
1323, che ospitò uno dei padri della psichiatria
italiana, Marco Levi Bianchini, che fu discepolo di Freud
e che in queste stanze fondò la prima Societa Italiana
di Psicanalisi: in quell'epoca l'ospedale teramano era considerato
il più grande Centro per la cura delle malattie mentali
del Regno di Napoli. Nel 1978 una legge sancì la
chiusura delle strutture manicomiali, quindi anche di questo
grande ospedale.
Palazzo Savini: sito in Corso Cerulli (Corso Vecchio per
i teramani) è uno dei palazzi più importanti
di Teramo, costruito allinizio dell800 sui resti
del vecchio carcere, a sua volta costruito sulle rovine
di una casa di epoca romana, come testimonia uno dei più
significativi reperti che la città possiede, il mosaico
del Leone, che si trova nel seminterrato del palazzo.
Palazzo della Prefettura: costruito in epoca borbonica,
nel 1827, dall'ingegner Carlo Forti, ospita oggi il Prefetto
di Teramo. Si trova in Corso San Giorgio, di fronte al Largo
San Matteo.
Palazzo Castelli: ex Casa Muzii(dal cognome dell'antico
proprietario) fu edificato nel 1908 in Corso Cerulli, di
fronte a Palazzo Savini, ed è un notevole esempio
di stile Liberty.
Torre Bruciata: bastione romano di forma quadrata risalente
al II secolo a.C.
Fonte della Noce: di epoca medievale, se ne ricorda una
storica visita della regina Giovanna, sorella di Re Ferdinando
I, nel 1514.
Fontana dei Due Leoni: realizzata dallo scultore Pasquale
Morganti verso la fine del XIX; i due leoni raffigurati
rappresentano i due fiumi che racchiudono il centro storico
di Teramo, il Tordino ed il Vezzola.
Piazza Martiri della Libertà: vero centro della vita
cittadina, è sede, nel corso dellanno, di numerose
manifestazioni. Vi si affacciano edifici storici e monumentali
quali il Duomo, il Palazzo Vescovile, il Seminario, i portici
del Sanpaolo e il Palazzo Costantini con i sottostanti portici
(detti Portici di Fumo).
Piazza Orsini: questa piazza ha cambiato spesso nome nel
corso degli anni: inizialmente era ad es. conosciuta come
piazza del Mercato in seguito al costume cittadino che la
voleva come uno dei luoghi principali per la compravendita
di merci; successivamente divenne piazza del Municipio per
la presenza di uno degli edifici principali della piazza,
il municipio appunto che, nonostante le varie trasformazioni,
ha mantenuto la sua originaria ubicazione. Oltre al Palazzo
Civico, in questa piazza spiccano inoltre la facciata principale
della cattedrale di S. Berardo, con la sua mole imponente
e col suo alto campanile, gli eleganti Portici del Palazzo
Vescovile e la caratteristica Fontana dei Due Leoni.
Piazza Sant'Anna: prende nome dall'antica Chiesa di Sant'Anna(VI
sec.) ed è sede di avvenimenti culturali e musicali.
Nella piazza si trovano inoltre un sito archeologico con
i resti di un'antica domus romana e la Torre Bruciata, eretta
intorno al II sec. a.C.
Largo Melatini: a metà tra Corso De Michetti e Corso
Cerulli(chiamato dai teramani "Corso vecchio")
si apre l'elegante Largo Melatini dove sono presenti importanti
edifici storici quali la Chiesa di Sant'Antonio (XIII sec.),
l'antica chiesetta di San Luca, i Portici Savini e la medievale
Casa dei Melatino, recentemente restaurata.
Piazza Dante Alighieri: altro luogo importante è
Piazza Dante Alighieri, nella quale si trovano il liceo
classico, fondato nel 1813 e dedicato al filosofo Melchiorre
Delfico e la trecentesca Chiesa della Misericordia, oggi
Casa del Mutilato.
Largo Madonna delle Grazie: in questa piazza, sita nelle
immediate vicinanze di Porta Reale, sono presenti notevoli
testimonianze della storia di Teramo: il Santuario della
Madonna delle Grazie, imponente edificio religioso risalente
al XII sec. ed un sito archeologico con i resti di un'antica
domus romana e di un impianto industriale. A tutto ciò
fà da cornice naturale un'area verde intitolata al
famoso cantautore teramano Ivan Graziani.
ENOGASTRONOMIA
La gastronomia teramana è sorprendentemente ricca
e varia e trae da antichissime tradizioni contadine i suoi
inconfondibili profumi e sapori.
Un
vero e proprio rituale propiziatorio si celebra allarrivo
della primavera, ogni primo maggio, con la preparazione
delle Virtù, un piatto le cui origini si perdono
nella notte dei tempi quando, alla fine dellinverno,
le contadine univano alle primizie portate dalla buona stagione
ciò che era rimasto nelle dispense delle scorte invernali.
La
preparazione, che secondo la tradizione dura tre giorni
e tre notti, è estremamente laboriosa perché
i numerosi ingredienti (fave e piselli freschi, lenticchie,
ceci, fagioli, indivia, carciofi, spinaci, cicoria, bietole,
cime di rape, cuori di sedano, zucchine, aglio, cipolla,
erbe aromatiche, prosciutto, cotenna, orecchio e piedini
di maiale, cotiche, pallottine) vanno cotti
separatamente, e solo alla fine si possono amalgamare con
la pasta, di vari tipi e colori, che dovrebbe essere fresca
anche se sono molto comuni le paste secche ed i tortellini,
nonostante i puristi storcano il naso.
Le
famiglie che ancora seguono la tradizione donano e scambiano
le Virtù che vengono confrontate e giudicate; al
giorno doggi, però, gran parte dei teramani
si affida ai ristoranti che, ogni primo maggio, ne vendono
grandi quantità.
Un
altro piatto principe della cucina teramana sono i Maccheroni
alla chitarra o "Chitarra con le pallottine",
nonostante il nome si tratta di una sorta di spaghetti a
sezione quadrata che si ottengono pressando la sfoglia di
pasta sulla chitarra: un attrezzo tradizionale abruzzese
costituito da fili dacciaio tesi, accostati parallelamente,
su una intelaiatura di legno. Leccezionalità
di questo piatto è nel sugo ricco di carne sotto
forma di pallottine: piccolissime polpettine
di carne mista preparate a mano e fatte soffriggere.
Oltre
alle pallottine, un elemento caratterizzante
della cucina teramana sono le "scrippelle": sottilissime
frittatine preparate versando su una padella caldissima
una pastella di farina, acqua e uova; tanto simili alle
crepes dei francesi che, secondo alcuni, da
Teramo furono portate oltralpe al seguito dei loro eserciti.
Le "scrippelle" sono alla base di due dei piatti
fondamentali della cucina teramana: le straordinarie scrippelle
mbusse: cioè bagnate, immerse in un leggero brodo
di gallina dopo essere state cosparse di parmigiano ed arrotolate,
ed il timballo di scrippelle, dove sostituiscono la pasta
sfoglia nel separare gli strati di ingredienti: poco sugo,
tante pallottine e tutto ciò che il gusto
e lesperienza della cuoca suggeriscono.
Un
primo piatto caratteristico del teramano è la "Zuppa
di ceci, funghi e castagne".
Le
saporite Mazzarelle: una foglia di lattuga legata con un
budellino che avvolge pezzetti di coratella dagnello
(fegato, cuore e polmoni), con cipolla, aglio e prezzemolo,
possono essere semplici o con il pomodoro.
E
poi la "Ndocca Ndocca", il classico
piatto povero dei contadini nel quale si utilizzano tutte
le parti del maiale (orecchie, muso, cotenna, piedi, costate)
che non possono diventare prosciutti o salumi.
Infine
i "Caggionetti", tipico dolce abruzzese a forma
di raviolo: una sfoglia leggerissima contiene un ripieno
che, nei Caggiunitt teramani è
a base di castagne, insieme ai classici cioccolato, mandorle
tostate, cedro candito, buccia di limone e cannella.
Sulle
colline tramane si coltivano i tipici vitigni abruzzesi:
il Montepulciano d'Abruzzo rosso o cerasuolo ed il Trebbiano
d'Abruzzo bianco; il Montepulciano d'Abruzzo Colline Teramane
DOCG è considerato uno dei i migliori vini della
penisola.
CENNI STORICI
La città, popolata da tempi antichissimi, era il
centro principale della popolazione dei Pretuzi. In seguito
venne conquistata dal console romano Manio Curio Dentato
nel 290 a.C. (cinque anni dopo la battaglia di Sentino),
divenendo municipio. Prese parte attiva alla Guerra sociale
(91-88 a.C.) e Silla la privò dunque dello statuto
di municipio, che le fu in seguito restituito da Cesare.
Come capitale del Petrutium venne inserita nella V regio
da Augusto. Sotto il dominio imperiale conobbe un periodo
di grande prosperità, testimoniato dalla costruzione,
sotto Adriano, di templi, terme e teatri. Saccheggiata e
rasa al suolo dai Visigoti nel 410 venne rifondata nel 568,
in seguito fu conquistata dai Longobardi entrando a far
parte prima del marchesato di Fermo e poi del ducato di
Spoleto. Contesa fra i Normanni e i duchi di Puglia, Teramo
fu quasi distrutta nel 1155 ma si risollevò nuovamente
e, sotto la dominazione vescovile, godette di un periodo
di relativo benessere testimoniato dall'edificazione della
nuova cattedrale di Santa Maria Assunta e San Berardo. A
partire dal 1395 subì il dominio del Ducato di Atri,
da quando il Conte di S. Flaviano Antonio Acquaviva, si
nominò Duca d'Atri e Signore di Teramo. Tuttavia,
una serie di eventi negativi, culminati nel terremoto del
1380, le lotte intestine fra la famiglia dei Melatini e
quella dei De Valle e il brigantaggio condussero la città
a un profondo declino, dal quale non si risollevò
né sotto la dominazione dei signori d'Altavilla,
né sotto quelle successive di francesi e spagnoli.
Entrò nel 1140 a far parte del Regno di Sicilia sotto
Ruggero, e quindi successivamente divenne la Porta Regni
del Regno di Napoli (poi diventato nel 1815 Regno delle
Due Sicilie) e ne seguì le sorti fino all'Unità
d'Italia.